La contraddizione radicale pare diventata un'arte in tutti i luoghi in tutti i laghi.
E non mi riferisco nemmeno a ipotetici pontidimessina e ai loro opportunisti fan o detrattori.
I miei figli per esempio, da neonati metterli giù in carrozzina per dormire era un momento delicato con
tutto l'ambaradan delle morti bianche a incombere. Ebbene, il primo andava rigorosamente poggiato a pancia
in giù e faccia leggermente girata, nel caso vomitasse, per evitare il soffocamento; ma solo 16 anni dopo le
regole dettate dai pediatri e dai vari vangeli della materia tipo "Insieme" spiegavano di come fosse
caldamente consigliato poggiarlo a pancia su. Misteri della nanna!
Qualche anno fa in ufficio da noi venne fuori che fare le scale era pericoloso e ancora i cartelli son lì a
intimidirti.
Allora vado in ascensore, ingenuamente pensi, ma ecco la sorpresa: nell'elevatore ti trovi un
bell'adesivo che ti consiglia le scale:.
Il classico can per l'aia che non abbaia e si morde la coda con la convivenza di due comportamenti auspicati ma antitetici. Va a
finire che il modo più sicuro per spostarsi da un piano all'altro diventa la tuta alare.
Comunque resto in attesa del 2173 e del risveglio del dormiglione, con i dettami che usciranno dal pool dei
migliori scienziati del mondo, quando scopriremo che l'olio di palma è un toccasana, che il fritto è
consigliabile quelle tre quattro volte a settimana, che la verdura è puro veleno e che i pocket coffee sono
diventati obbligatori per legge.
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6 ottobre 2016
8 aprile 2016
Io nei film
Il giochino nasce su Pensieri Cannibali, e precisamente qui. Io non so davvero se la mia
personalità possa riflettersi nelle sfaccettature sotto elencate o se solo vorrei averle o magari
esorcizzarle, inoltre, la mia cultura in fatto di film
in confronto a quella di Cannibal Kid è una caccola, e
quindi rischio di essere fatalmente banale, ma scavare fuori tutta 'sta roba è stato alla fine divertente - e mi ci è voluta una settimana! - quindi ora ve la beccate!
E voi come mi vedete? Cinematograficamente parlando, dico.
Sarebbe interessante conoscere l'area NASCOSTA della mia finestra di Johari riguardo al me nei film.
Intanto Gaetano di Ricomincio da tre, non foss'anche perché avevo i miei bei riccioloni e mi ci chiamavano Troisi, poi perché proprio non ce la faccio a pigliare per buone le cose che ti vendono. È nella mia natura mettere in discussione un po' tutto, soprattutto ciò che viene dato per scontato.
Gianna: Comunque quel film devo dire che era tremendo, a me mi ha veramente... impaurito. Ma senti, se a te ti torturassero come a quello del film, avresti parlato?
Gaetano: Pe' carità! A me non c'era nemmeno bisogno che mi torturavano: a me bastava che mi dicevano sulamente... per esempio...: "Guarda che se non parli... forse... ti torturiamo", immediatamente parlavo, scrivevo, cioè se non capevano facevo 'nu disegno...
Gianna: Eh, ma allora sei peggio di Giuda!
Gaetano: No, che c'entra? È proprio che io, per esempio il dolore fisico nunn 'o supporto proprio. È 'na cosa ca... e po' che c'entra cioè Giuda? Mo' tutte quante: "Giuda traditore", "Giuda traditore". Cioè s'hanna conoscere primma 'e fatte, eh? Giuda avrà avuto una ragione per fare 'na cosa del genere, no?
Gianna: Eh no! Per soldi.
Gaetano: Eh, per soldi, e non è una ragione, scusa? Basta che 'o facevano nascere ricco e già s'evitava tutta st'ammuina, sta cosa... l'uccisione, 'o tradimento e poi lasciamm sta', cioè pecché... quanno uno non conosce 'a gente nun me piace 'e giudica', capito? Pecché miette... sa' tu hai bisogno proprie... A un certo punto, 'sti trenta denare, quante putevano essere, mettiamo due, trecentomila lire, quattrocento, nunn' 'o saccio però chillo avrà miso apposto e cose soje. Miette ca ieva a casa e 'a mugliera ogni vota: «Giuda, tu devi andare a lavorare. Giuda, 'o padrone 'e casa, 'a luce, l'acqua», per dire, «'o telefono». A un certo punto, chillo tutte 'ste cose... «Tu non porti cchiù 'e sorde a casa!», «Tu non porti cchiù 'e sorde a casa!», s'ha visto 'e trenta denari in mano e ha detto: "Ma che me ne 'mporta!"
Poi Truman Burbank di The Truman Show perché nella mia narcisa presunzione adolescenziale avevo sviluppato una teoria che si chiamava la teoria degli attori - ho amici che potrebbero testimoniare - e io ero il Truman della situazione. E la questione stava proprio in quel modo, e Peter Weir mi ha fregato l'idea.
Truman: Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!
Mi vedo anche nel Saverio/Benigni di Non ci resta che piangere. Sì, direi che sono tenace e che se mi metto in testa una cosa è difficile smontarmi. Poi sono ottimista, proprio come Saverio, anche in una situazione che può sembrare - o è - difficile, m'ingegno a trovare uno stimolo per viverla al meglio o, alle brutte, per trarne dei benefici.
E poi, vabbè, per tutte le volte che altri Marii si sono presi il merito per le cose mie.
Saverio: Parisina, mi è venuta un'idea, forse, per liberare Vitellozzo.
Parisina: Grazie Mario!
Saverio: No! Che grazie Mario! Dicevo, stanotte, a ME è venuta un'idea, forse, per liberare Vitellozzo!
Parisina: Grazie Mario!
E sono Ben Stiller ne I sogni segreti di Walter Mitty.
Walter Mitty è un grigio impiegato della rivista Life che lavora nell'archivio dei negativi da molti anni, con una madre anziana e una sorella aspirante attrice a cui badare; Walter tuttavia è anche un moderno sognatore: senza mai uscire dalla propria città, compie regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo (da wiki).
Insomma sono un sognatore dai piedi per terra ®. Che non si può? Io può.
Cheryl - Quella canzone, Major Tom, prima quando il barbetta stava... quel tipo non sa nemmeno quello che dice. Quella canzone parla di coraggio e di sfidare l'ignoto. É una canzone mitica.
...
Cheryl - Questa è dedicata a Walter Mitty. Lui sa perchè: [canta la canzone Space Oddity di David Bowie] Ground Control to Major Tom. Ground Control to Major Tom. Take your protein pills and put your helmet on... Ten... Ground Control to Major Tom... Seven... Six... Commencing countdown, engines on... Two... Check ignition and may God's love be with you...
A volte sono anche un po' il Danny Zuko di Grease (ti piaceresse!), un po' guappo un po' guascone, ma sotto sotto un tenerone (*).
Oh Sandy, baby, someday
When high school is done
Somehow, someway
Our two worlds will be one
E dello Steve Carell di 40 anni vergine ne vogliamo parlare?
Perchè fondamentalmente sono un imbranato e uno che è approdato alle varie fasi della vita sempre con fisiologico e pluriennale ritardo.
E perché, a ben guardare, io sono vergine dentro. Anche a 54 anni, caro il mio Andy Stitzer.
- Hai quarant'anni.
- Oggi è come averne venti!
Mi rivedo anche nel dentista di Una notte da leoni, Stuart/Ed Helmes. Infatti può capitare che io sia indolente e che abbia bisogno di essere convinto e un po' trascinato nelle cose ma poi, una volta che ci sono dentro, ci sto al centopercento, ragazzi miei! Non esiste che lo faccia tanto per fare.
Stu: Ha l'anello di mia nonna al dito quella!
Phil: Che?!
Stu: L'anello da dare a Melissa, hai presente? Quello che ha salvato dall'olocausto? Ora ce l'ha lei al dito.
E poi ne Il favoloso mondo di Amélie sono Amélie, sono Amélie a tutto spiano, perché se c'è da far andare la fantasia quello è il mio credo e il mio mondo.
Nino è in ritardo. Per Amélie ci sono due spiegazioni possibili. La prima: non ha trovato la foto. La seconda: non ha ancora avuto il tempo di ricomporla, perché tre banditi, multirecidivi, che assaltavano una banca, l'hanno preso in ostaggio. Seguiti da tutti i poliziotti della zona, sono riusciti a seminarli, ma lui ha provocato un incidente. Quando ha ripreso conoscenza, non ricordava nulla. Un camionista ex detenuto l'ha raccolto, e credendolo in fuga l'ha messo in un container in partenza per Istambul. Là, è finito tra avventurieri afgani, che gli hanno proposto di andare a rubare testate missilistiche sovietiche. Ma il camion è saltato su una mina alla frontiera col Tagikistan. unico superstite, è stato accolto in un villaggio di montagna, ed è diventato militante mujahiddin. Perciò, Amélie non vede perché deve stare in quello stato per uno scemo che mangia la minestra di cavolo per tutta la vita con uno stupido portavasi in testa.
E infine sono anche Hombre - ma che ve lo dico a ffa'? - il pellerossa d'adozione interpretato da Paul Newman, il film che Briga (Giancarlo Brighenti) ha contribuito a legare al mio nome e al mio destino, enigmistico e non.
Il titolo del film è il soprannome indiano di John Russell, tres hombres (tre uomini, abbreviato in hombre), essendosi egli guadagnato fra i conterranei la fama di uno che combatte con il vigore di tre uomini messi insieme (da wiki)
E potete scommetterci che io sono questi tres hombres: sono figlio, sono padre e sono marito e non è certo una fatica da poco.
John Russell: We all die, just a question of when.
___________________________________________________________
(*) Ehi, vi ricordate di me?
E voi come mi vedete? Cinematograficamente parlando, dico.
Sarebbe interessante conoscere l'area NASCOSTA della mia finestra di Johari riguardo al me nei film.
Intanto Gaetano di Ricomincio da tre, non foss'anche perché avevo i miei bei riccioloni e mi ci chiamavano Troisi, poi perché proprio non ce la faccio a pigliare per buone le cose che ti vendono. È nella mia natura mettere in discussione un po' tutto, soprattutto ciò che viene dato per scontato.
Gianna: Comunque quel film devo dire che era tremendo, a me mi ha veramente... impaurito. Ma senti, se a te ti torturassero come a quello del film, avresti parlato?
Gaetano: Pe' carità! A me non c'era nemmeno bisogno che mi torturavano: a me bastava che mi dicevano sulamente... per esempio...: "Guarda che se non parli... forse... ti torturiamo", immediatamente parlavo, scrivevo, cioè se non capevano facevo 'nu disegno...
Gianna: Eh, ma allora sei peggio di Giuda!
Gaetano: No, che c'entra? È proprio che io, per esempio il dolore fisico nunn 'o supporto proprio. È 'na cosa ca... e po' che c'entra cioè Giuda? Mo' tutte quante: "Giuda traditore", "Giuda traditore". Cioè s'hanna conoscere primma 'e fatte, eh? Giuda avrà avuto una ragione per fare 'na cosa del genere, no?
Gianna: Eh no! Per soldi.
Gaetano: Eh, per soldi, e non è una ragione, scusa? Basta che 'o facevano nascere ricco e già s'evitava tutta st'ammuina, sta cosa... l'uccisione, 'o tradimento e poi lasciamm sta', cioè pecché... quanno uno non conosce 'a gente nun me piace 'e giudica', capito? Pecché miette... sa' tu hai bisogno proprie... A un certo punto, 'sti trenta denare, quante putevano essere, mettiamo due, trecentomila lire, quattrocento, nunn' 'o saccio però chillo avrà miso apposto e cose soje. Miette ca ieva a casa e 'a mugliera ogni vota: «Giuda, tu devi andare a lavorare. Giuda, 'o padrone 'e casa, 'a luce, l'acqua», per dire, «'o telefono». A un certo punto, chillo tutte 'ste cose... «Tu non porti cchiù 'e sorde a casa!», «Tu non porti cchiù 'e sorde a casa!», s'ha visto 'e trenta denari in mano e ha detto: "Ma che me ne 'mporta!"
Poi Truman Burbank di The Truman Show perché nella mia narcisa presunzione adolescenziale avevo sviluppato una teoria che si chiamava la teoria degli attori - ho amici che potrebbero testimoniare - e io ero il Truman della situazione. E la questione stava proprio in quel modo, e Peter Weir mi ha fregato l'idea.
Truman: Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!
Mi vedo anche nel Saverio/Benigni di Non ci resta che piangere. Sì, direi che sono tenace e che se mi metto in testa una cosa è difficile smontarmi. Poi sono ottimista, proprio come Saverio, anche in una situazione che può sembrare - o è - difficile, m'ingegno a trovare uno stimolo per viverla al meglio o, alle brutte, per trarne dei benefici.
E poi, vabbè, per tutte le volte che altri Marii si sono presi il merito per le cose mie.
Saverio: Parisina, mi è venuta un'idea, forse, per liberare Vitellozzo.
Parisina: Grazie Mario!
Saverio: No! Che grazie Mario! Dicevo, stanotte, a ME è venuta un'idea, forse, per liberare Vitellozzo!
Parisina: Grazie Mario!
E sono Ben Stiller ne I sogni segreti di Walter Mitty.
Walter Mitty è un grigio impiegato della rivista Life che lavora nell'archivio dei negativi da molti anni, con una madre anziana e una sorella aspirante attrice a cui badare; Walter tuttavia è anche un moderno sognatore: senza mai uscire dalla propria città, compie regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo (da wiki).
Insomma sono un sognatore dai piedi per terra ®. Che non si può? Io può.
Cheryl - Quella canzone, Major Tom, prima quando il barbetta stava... quel tipo non sa nemmeno quello che dice. Quella canzone parla di coraggio e di sfidare l'ignoto. É una canzone mitica.
...
Cheryl - Questa è dedicata a Walter Mitty. Lui sa perchè: [canta la canzone Space Oddity di David Bowie] Ground Control to Major Tom. Ground Control to Major Tom. Take your protein pills and put your helmet on... Ten... Ground Control to Major Tom... Seven... Six... Commencing countdown, engines on... Two... Check ignition and may God's love be with you...
A volte sono anche un po' il Danny Zuko di Grease (ti piaceresse!), un po' guappo un po' guascone, ma sotto sotto un tenerone (*).
Oh Sandy, baby, someday
When high school is done
Somehow, someway
Our two worlds will be one
E dello Steve Carell di 40 anni vergine ne vogliamo parlare?
Perchè fondamentalmente sono un imbranato e uno che è approdato alle varie fasi della vita sempre con fisiologico e pluriennale ritardo.
E perché, a ben guardare, io sono vergine dentro. Anche a 54 anni, caro il mio Andy Stitzer.
- Hai quarant'anni.
- Oggi è come averne venti!
Mi rivedo anche nel dentista di Una notte da leoni, Stuart/Ed Helmes. Infatti può capitare che io sia indolente e che abbia bisogno di essere convinto e un po' trascinato nelle cose ma poi, una volta che ci sono dentro, ci sto al centopercento, ragazzi miei! Non esiste che lo faccia tanto per fare.
Stu: Ha l'anello di mia nonna al dito quella!
Phil: Che?!
Stu: L'anello da dare a Melissa, hai presente? Quello che ha salvato dall'olocausto? Ora ce l'ha lei al dito.
E poi ne Il favoloso mondo di Amélie sono Amélie, sono Amélie a tutto spiano, perché se c'è da far andare la fantasia quello è il mio credo e il mio mondo.
Nino è in ritardo. Per Amélie ci sono due spiegazioni possibili. La prima: non ha trovato la foto. La seconda: non ha ancora avuto il tempo di ricomporla, perché tre banditi, multirecidivi, che assaltavano una banca, l'hanno preso in ostaggio. Seguiti da tutti i poliziotti della zona, sono riusciti a seminarli, ma lui ha provocato un incidente. Quando ha ripreso conoscenza, non ricordava nulla. Un camionista ex detenuto l'ha raccolto, e credendolo in fuga l'ha messo in un container in partenza per Istambul. Là, è finito tra avventurieri afgani, che gli hanno proposto di andare a rubare testate missilistiche sovietiche. Ma il camion è saltato su una mina alla frontiera col Tagikistan. unico superstite, è stato accolto in un villaggio di montagna, ed è diventato militante mujahiddin. Perciò, Amélie non vede perché deve stare in quello stato per uno scemo che mangia la minestra di cavolo per tutta la vita con uno stupido portavasi in testa.
E infine sono anche Hombre - ma che ve lo dico a ffa'? - il pellerossa d'adozione interpretato da Paul Newman, il film che Briga (Giancarlo Brighenti) ha contribuito a legare al mio nome e al mio destino, enigmistico e non.
Il titolo del film è il soprannome indiano di John Russell, tres hombres (tre uomini, abbreviato in hombre), essendosi egli guadagnato fra i conterranei la fama di uno che combatte con il vigore di tre uomini messi insieme (da wiki)
E potete scommetterci che io sono questi tres hombres: sono figlio, sono padre e sono marito e non è certo una fatica da poco.
John Russell: We all die, just a question of when.
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(*) Ehi, vi ricordate di me?
24 novembre 2014
Twittura mista: #cinerima
Prendete un titolo di film e mettetelo in rima senza alterarne il senso, non più di tanto almeno, ed ecco quello che può saltare fuori:
Smetto quando ho detto
L'uomo che diceva: "Psss psss... lo sai?" ai cavalli bai
127 orette
Non è una frazione per chi è già in pensione
Lo troveremo 'stocazzo di Nemo
Pensavo... amore, pol'esse'? Invece era un calesse.
Indagine su un cittadino adamantino
Figli d'un creato subordinato
C'era una volta nella terra natia di John Travolta
Di nuovo niente sul fronte d'occidente
L'uomo che non diede chance a Liberty Valance
Anche i cherubini mangiano i fagiolini
Chi ha incastrato il coniglio animato
L'ultima tentazione del Figlio del Padrone
@overlooki
Il postino suona sempre un casino
@mxtrulli
Atto coatto
@Zu_Janu
Il ritratto di Dorian disfatto
@caro_viola
Profondo rubicondo
@fiorenzosss
Agrume meridionale dal funzionamento non manuale
@TizianoMinuti
L'affettivo il brutto e il cattivo
Il fascino discreto dell'alto ceto
@ninninedda
Smetto quando ho detto
L'uomo che diceva: "Psss psss... lo sai?" ai cavalli bai
127 orette
Non è una frazione per chi è già in pensione
Lo troveremo 'stocazzo di Nemo
Pensavo... amore, pol'esse'? Invece era un calesse.
Indagine su un cittadino adamantino
Figli d'un creato subordinato
C'era una volta nella terra natia di John Travolta
Di nuovo niente sul fronte d'occidente
L'uomo che non diede chance a Liberty Valance
Anche i cherubini mangiano i fagiolini
Chi ha incastrato il coniglio animato
L'ultima tentazione del Figlio del Padrone
@overlooki
Il postino suona sempre un casino
@mxtrulli
Atto coatto
@Zu_Janu
Il ritratto di Dorian disfatto
@caro_viola
Profondo rubicondo
@fiorenzosss
Agrume meridionale dal funzionamento non manuale
@TizianoMinuti
L'affettivo il brutto e il cattivo
Il fascino discreto dell'alto ceto
@ninninedda
16 novembre 2014
Interstellar Sì Interstellar No
Cinque più cinque considerazioni personali, essenzialmente spoiler free, sull'ultima opera cinematografica di Christopher Nolan.
C'è Matthew McQuelcheè, e in questo momento il ragazzo è in grado di reggere sulle sue sole spalle qualsiasi boiata (non che Interstellar lo sia);
Ha una fotografia poderosa sia sulla Terra che nello Spazio;
La parte parascientifica è sviluppata supercazzolisticamente bene. Se ti accontenti della superficie o anche di non comprendere proprio tutto, per volontà o per manifesta ignoranza, direi che il grado di soddisfazione supera la sufficienza;
L'Amore, ecco è forse la blabblata sull'amore, la stilla d'inchiostro che potrebbe rimanere tatuata sulla mia pelle di fruitore di cine;
Ci recitano attori - parlo di quelli non di primissimo piano, in particolare Jessica Chastain, la splendida crista di Zero Dark Thirty, e John Lithgow - in grado di fornire un'elevata illuminazione anche nel planetario che gira attorno al Sole Matthew.
La trama, lasciatemelo dire, è trita. Non pervenuto il germe dell'originalità. Dispiace perché su una tematica così spaziosa e da un progetto così ambizioso, ci si poteva aspettare qualcosa che lasciasse il segno, un'idea, un dialogo, una scena;
Si chiacchiera troppo, troppe spiegazioni, controspiegazioni e dialoghi creati ad arte per lo spettatore, ma che in un'ipotetica realtà reale non avrebbero avuto luogo o, almeno, non in termini così didascalici;
C'è Matt Damon che da DiCaprio ma bravo si è infilato giù per un warmhole involutivo che ci vorrà Tarantino per cavarlo fuori da lì (poi a me non piace manco la Hathaway, ma dev'essere un problema mio);
La commozione di certi passi del film io non l'ho percepita. C'è un gran dispendio di esplicitazioni sentimentali che restano intrappolate nella pellicola senza riuscire a penetrare lo spettatore. Ed è il contrario che sarebbe auspicabile;
Solo un capolavoro (non che Interstellar lo sia) dovrebbe potersi arrogare la licenza di durare 169 minuti.
17 ottobre 2014
Tre x dieci
1 - Happy dei - Giorni felici sul monte Olimpo.
2 - Furia cavallo del Wess - Perché prima dell'eurofestival con Dori Ghezzi, Wess cavalcava.
3 - The Bigben Theory - Pende? Non pende? Chissà...
4 - Baking Bread - Let's coook: pane per i tuoi denti.
5 - Sex and the siti - Non solo youporn nell'universo a luci rosse della rete.
6 - Games of Trony - I videogame a offerta speciale alla fine li trovi lì.
7 - L'host - Splendida storia sui Server a supporto del web: i dvd della serie vanno aruba.
8 - Bwin peaks - Viene dagli anni ottanta, è la serie tv per antonomasia: ci puoi scommettere.
9 - Uil e Grace - Scazzi tra un sindacalista gay e la sua compagna di stanza.
10 - Cold case - Serie italo-americana ambientata in "case" senza riscaldamento.
... ai film auspicabili...
1 - Dieci piccoli indiani - con Augh Grant (nella foto)
2 - Scusi dov'è il west - con TomTom Cruise
3 - A Letto con il nemico - con Marlon Branda
4 - Moulin Rouge - con Meryl Strip
5 - I predatori dell'acca perduta - con Arrison Ford
6 - Il grido di pietra - con Urlando Bloom
7 - La Settimana bianca - con Sciaron Stone e Scian Connery
8 - Prêt-à-Porter - con Brad Pitti9 - Piccole volpi - con Edwige Fennec
10 - Mutande pazze - con Nicolas Cagi
... per finire con i romanzi impossibili (già su faccialibro)
1 - La storia di quando son andato con Virgilio prima e con Beatrice poi a spasso per Inferno Purgatorio e Paradiso incontrando tante e variegate anime morte - Ridondante Alighieri
2 - L'ombra del Dragone - Stephen Ching
3 - Per chi suona la campana - Din Dan Don DeLillo
4 - L'amore ai tempi della collera - Ira Fürstenberg
5 - Infinite Jet - David Foster TWAllace
6 - La Giovane Holding - S.A. Linger
7 - Il ritratto di Sonia Gray - Oscar Why?
8 - Dieci piccoli comandamenti - Agatha Cristi
9 - Alla ricerca del Senna perduto - Marcel Prost
10 - La denominazione sociale della rosa - Umberto & Co
15 luglio 2014
I Filmatti di Brasile 2014: ar cine!
Löw spaccone
È una partita di biliardo la sua e la gioca alla grande buttando l’Argentina in buca d’angolo, ma resterà nella memoria del calcio per la semifinale in cui quasi gli riesce l’ottavina reale.
La prima co’ Sabella
Non gli si può imputare granché a quest’allenatore. Probabile che anche in Russia ci sarà lui a guidare l’albiceleste nella competizione mondiale: La seconda co’ Sabella.
Neuerending story
È iniziata la storia infinita da protagonista assoluto del ruolo per il portierone tedesco.
Il mago di Götze
Alla fine si è visto chi era l’Omino di Latta dalle giunture arrugginite: c’aveva il 10 sulle spalle e giocava di là. Il cielo è iridato Over the rainbow.
La Messi è finita
Nanni Moretti gira un prezioso docufilm sulle ere nel calcio. Dopo l’era Pelè e l’era Maradona sono in molti a scommettere sull’era Messi, peraltro finita prima di cominciare.
Lahm egli o gioventù
In una video-intervista Pizzul ci spiega quale sia il giusto mix tra giocatori esperti e giovani alla base di ogni buona squadra e della Germania in particolare.
The Maskerano
Un mediocre stopper argentino trova una maschera che lo trasforma in Cannavaro ogni volta che la indossa.
Grosso Higuaín a Chinatown
Teoria complottista secondo la quale il vero vero Gonzalo Higuaín è rimasto sequestrato per tutta la durata mondiale, al suo posto un Higuaín tarocco Made in China, fatto bene per carità, ma senza alcun valore.
I Kroos
La Disney ci regala un pregevole cartone con una famiglia di cavernicoli alle prese con i primi calci al pallone della storia.
Dr Dzeko e Mr Hyde
Pellicola che ripercorre le peculiarità della Bosnia: lupo nelle qualificazioni e agnellino al mondiale.
Mai dire Dzemaili
Proprio quando sta per diventare il nuovo Federer, il nuovo Alinghi, Dzemaili colpisce il fottuto palo. Da allora multa di 200 franchi svizzeri a chi osa pronunciarne anche solo il nome su tutto il territorio della Confederazione Elvetica.
Il grande Fred
Un gruppo di vecchi amici si ritrova per un funerale: è quello del Brasile.
Prince of Van Persie
Dopo il gol alla Spagna pare destinato all’incoronazione, ma resta un principino (piccino piccino).
Qualcosa di Kuijt sparlare
Questa volta che anche gli italiani avevano mogli e fidanzate al seguito - come gli Olandesi già 30 anni fa - i calciatori orange si dimostrano oltre e si portano pure le amanti.
Il cacciatore di Aquilani
Chi l’ha visto? sguinzaglia un giornalista a caccia di Alberto il desaparecido.
007 Bersaglio Immobile
L’ultimo capitolo della saga di James Bond: la spia inglese a Coverciano studia le mosse del neo centravanti del Borussia Dortmund, purtroppo per loro resterà in panca.
L’uomo che Verratti
Il solito film post-apocalittico. Se ne salverà solo uno e l’umanità ripartirà da lui.
Fascisti su Mertens
Ipotesi di un certo fascio secondo la quale un complotto nostalgico sta alla base dell’eliminazione del Belgio.
Al di là del bene e Vermaelen
Nice che dice o che avrebbe detto se interpellato sulla spedizione belga in Brasile.
Lezioni di Pjanic
Drammatica opera in cui la squadra bosniaca viene sonata dalla Nigeria.
Die Hart
Duri a morire portiere dell’Inghilterra.
Sapore di Mario
I Vanzina preparano l’ennesimo capolavoro ma Balotelli se ne va a metà film e sono costretti a ripiegare su Mario Götze. (in preparazione il seguito con Suarez protagonista in Sapore di Giorgio)
Gerrard una volta in America
Una volta quando un campione era finito andava a giocare nei Cosmos con Pelè e Chinaglia, questo si ostina a giocare nell’Inghilterra.
La Fabregas di cioccolato
È qui che salta fuori la vera natura della compagine spagnola: fondente.
Sarà Piqué ti amo
Intricata storia d’amore dove il bel Piqué, lasciato da Ibra, si accasa con Shakira. Rimarchevole la colonna sonora dei Ricchi e Poveri.
Biancaneve e i sette Nani
Hai voglia a clonarlo, il Nani, il Portogallo resta una compagine mediocre.
C’è Postiga per te
Film Horror in cui il tecnico Bento riceve una mail dalla federazione portoghese che gli impone il nome di chi schierare centravanti.
CR7 anime
Un cartone animato in cui Cristiano Ronaldo ripercorre le gesta di Holly e Benji.
L’uomo che sussurrava a Cabaye
Devi segnare alla Germania, gli diceva, ma parlava troppo piano evidentemente.
Maicon uno sconosciuto
Ma era davvero quello dell’Inter? Irriconoscibile, i bambini per strada non gli chiedono manco il selfie.
Marcelo pane e vinelo
Inizia con un’autorete che la dice lunga sul suo stato di sobrietà.
L’imprendibile Hulk
Finalmente i tifosi carioca smettono di frignare e decidono di fare qualcosa di utile: menare Hulk. Solo che lui ha subodorato l’agguato e se la dà a gambe.
Notting Cahill
Segna sempre lui in quella commediola degli equivoci che scambia l’Australia per una squadra di calcio (cmq a noi ci avrebbero rifilato 3 pippoli).
Vidal tramonto all’alba
Amaro risveglio per il cileno che scopre la triste realtà di essere trattato equamente dagli arbitri. La prossima volta voglio le strisce, dichiarerà.
È una partita di biliardo la sua e la gioca alla grande buttando l’Argentina in buca d’angolo, ma resterà nella memoria del calcio per la semifinale in cui quasi gli riesce l’ottavina reale.
La prima co’ Sabella
Non gli si può imputare granché a quest’allenatore. Probabile che anche in Russia ci sarà lui a guidare l’albiceleste nella competizione mondiale: La seconda co’ Sabella.
Neuerending story
È iniziata la storia infinita da protagonista assoluto del ruolo per il portierone tedesco.
Il mago di Götze
Alla fine si è visto chi era l’Omino di Latta dalle giunture arrugginite: c’aveva il 10 sulle spalle e giocava di là. Il cielo è iridato Over the rainbow.
La Messi è finita
Nanni Moretti gira un prezioso docufilm sulle ere nel calcio. Dopo l’era Pelè e l’era Maradona sono in molti a scommettere sull’era Messi, peraltro finita prima di cominciare.
Lahm egli o gioventù
In una video-intervista Pizzul ci spiega quale sia il giusto mix tra giocatori esperti e giovani alla base di ogni buona squadra e della Germania in particolare.
The Maskerano
Un mediocre stopper argentino trova una maschera che lo trasforma in Cannavaro ogni volta che la indossa.
Grosso Higuaín a Chinatown
Teoria complottista secondo la quale il vero vero Gonzalo Higuaín è rimasto sequestrato per tutta la durata mondiale, al suo posto un Higuaín tarocco Made in China, fatto bene per carità, ma senza alcun valore.
I Kroos
La Disney ci regala un pregevole cartone con una famiglia di cavernicoli alle prese con i primi calci al pallone della storia.
Dr Dzeko e Mr Hyde
Pellicola che ripercorre le peculiarità della Bosnia: lupo nelle qualificazioni e agnellino al mondiale.
Mai dire Dzemaili
Proprio quando sta per diventare il nuovo Federer, il nuovo Alinghi, Dzemaili colpisce il fottuto palo. Da allora multa di 200 franchi svizzeri a chi osa pronunciarne anche solo il nome su tutto il territorio della Confederazione Elvetica.
Il grande Fred
Un gruppo di vecchi amici si ritrova per un funerale: è quello del Brasile.
Prince of Van Persie
Dopo il gol alla Spagna pare destinato all’incoronazione, ma resta un principino (piccino piccino).
Qualcosa di Kuijt sparlare
Questa volta che anche gli italiani avevano mogli e fidanzate al seguito - come gli Olandesi già 30 anni fa - i calciatori orange si dimostrano oltre e si portano pure le amanti.
Il cacciatore di Aquilani
Chi l’ha visto? sguinzaglia un giornalista a caccia di Alberto il desaparecido.
007 Bersaglio Immobile
L’ultimo capitolo della saga di James Bond: la spia inglese a Coverciano studia le mosse del neo centravanti del Borussia Dortmund, purtroppo per loro resterà in panca.
L’uomo che Verratti
Il solito film post-apocalittico. Se ne salverà solo uno e l’umanità ripartirà da lui.
Fascisti su Mertens
Ipotesi di un certo fascio secondo la quale un complotto nostalgico sta alla base dell’eliminazione del Belgio.
Al di là del bene e Vermaelen
Nice che dice o che avrebbe detto se interpellato sulla spedizione belga in Brasile.
Lezioni di Pjanic
Drammatica opera in cui la squadra bosniaca viene sonata dalla Nigeria.
Die Hart
Duri a morire portiere dell’Inghilterra.
Sapore di Mario
I Vanzina preparano l’ennesimo capolavoro ma Balotelli se ne va a metà film e sono costretti a ripiegare su Mario Götze. (in preparazione il seguito con Suarez protagonista in Sapore di Giorgio)
Gerrard una volta in America
Una volta quando un campione era finito andava a giocare nei Cosmos con Pelè e Chinaglia, questo si ostina a giocare nell’Inghilterra.
La Fabregas di cioccolato
È qui che salta fuori la vera natura della compagine spagnola: fondente.
Sarà Piqué ti amo
Intricata storia d’amore dove il bel Piqué, lasciato da Ibra, si accasa con Shakira. Rimarchevole la colonna sonora dei Ricchi e Poveri.
Biancaneve e i sette Nani
Hai voglia a clonarlo, il Nani, il Portogallo resta una compagine mediocre.
C’è Postiga per te
Film Horror in cui il tecnico Bento riceve una mail dalla federazione portoghese che gli impone il nome di chi schierare centravanti.
CR7 anime
Un cartone animato in cui Cristiano Ronaldo ripercorre le gesta di Holly e Benji.
L’uomo che sussurrava a Cabaye
Devi segnare alla Germania, gli diceva, ma parlava troppo piano evidentemente.
Maicon uno sconosciuto
Ma era davvero quello dell’Inter? Irriconoscibile, i bambini per strada non gli chiedono manco il selfie.
Marcelo pane e vinelo
Inizia con un’autorete che la dice lunga sul suo stato di sobrietà.
L’imprendibile Hulk
Finalmente i tifosi carioca smettono di frignare e decidono di fare qualcosa di utile: menare Hulk. Solo che lui ha subodorato l’agguato e se la dà a gambe.
Notting Cahill
Segna sempre lui in quella commediola degli equivoci che scambia l’Australia per una squadra di calcio (cmq a noi ci avrebbero rifilato 3 pippoli).
Vidal tramonto all’alba
Amaro risveglio per il cileno che scopre la triste realtà di essere trattato equamente dagli arbitri. La prossima volta voglio le strisce, dichiarerà.
21 febbraio 2014
Twittura mista: #cinefuturi
Prendete un titolo di film e proiettatelo in avanti nel tempo di un anno, un secolo, un'era geologica, ed ecco quello che può saltare fuori:
Arancia digitale
Quasi trombamici
Edward mani di Miracle Blade
Tagghi a spillo
Se mi lasci ti disinstallo
L'uomo che mandava i DM ai cavalli
La gatta sui pannelli solari che scottano
E da altri twitteri:
Il Talent show di mr Ripley
@LaVale8
Non aprite quella porta usb
@albertoena88
Startrekking
@myrtlejuice
I Fantastici 4.0
@mikydefra
Il tempo delle email
@giusyoni
Mery nel continuum spazio-tempo
@Zu_Janu
Lo spritz nel deserto
@Ornellapan
Clonato il 4 Luglio
@mirianagrassi1
L'uccello dalle piume di cristalli liquidi
@caro_viola
Arancia digitale
Quasi trombamici
Edward mani di Miracle Blade
Tagghi a spillo
Se mi lasci ti disinstallo
L'uomo che mandava i DM ai cavalli
La gatta sui pannelli solari che scottano
E da altri twitteri:
Il Talent show di mr Ripley
@LaVale8
Non aprite quella porta usb
@albertoena88
Startrekking
@myrtlejuice
I Fantastici 4.0
@mikydefra
Il tempo delle email
@giusyoni
Mery nel continuum spazio-tempo
@Zu_Janu
Lo spritz nel deserto
@Ornellapan
Clonato il 4 Luglio
@mirianagrassi1
L'uccello dalle piume di cristalli liquidi
@caro_viola
26 novembre 2013
Di moscerini e di parabrezza
Una volta ho scritto un film, ma tutto eh!
Il soggetto e pure 200 pagine di cazzosa sceneggiatura, e ho partecipato a un concorso bandito dalla rivista Smemoranda, un mensile che durò invero pochino.
Chi vinceva girava il film, più o meno. Chissà com’è andata a finire, io non ho saputo più nulla.
Poi, com’è come non è ho pure perso il file, non so bene quando nei meandri digitali e nei trasbordi da un pc all’altro in ufficio e a casa, puf, volatilizzato.
È pure depositato alla SIAE su un floppy azzurro che sarà ormai marcito: quattrocentomilalire spese bene.
È una roba così.
Il titolo è quello del post e fino a ieri la ricerca virgolettata su san gugol motore martire dava zero ricorrenze. La storia è circolare e finisce spiccicata da dove comincia, con le gambe di un gruppo di ragazzi che entrano in un bar, poi succedono tutte le robe e la scena finale riporta la storia all’inizio.
E c'è tutta una metafora su chi nella vita sia moscerino e chi parabrezza.
Il protagonista è un uomo che vive in un seminterrato dalla cui finestra, che dà sul marciapiede, vede passare milioni di gambe e la cui peculiarità, dell’uomo, è dedurre carattere e personalità degli individui solo esaminando le loro camminate.
Il protagonista è un uomo che vive in un seminterrato dalla cui finestra, che dà sul marciapiede, vede passare milioni di gambe e la cui peculiarità, dell’uomo, è dedurre carattere e personalità degli individui solo esaminando le loro camminate.
L’idea era geniale dài, anche perché il tipo risolveva un’intricata questione essendo capace di distinguere i buoni dai cattivi, bastava farli passeggiare.
Sarebbe stata geniale, se non fosse che quel bastardo di Nanni Moretti dev’essere venuto a pigliarsela su una DeLorean fottendomi della grossa e riadattandola per il suo Bianca... Ogni scarpa una camminata, ogni camminata una diversa concezione del mondo.
Del resto, così va il mondo, direbbe Kurt Vonnegut.
20 agosto 2013
Twittura mista: #cinearcaici
Prendete un titolo di film e rendetelo arcaico. Arretratelo nel tempo di un anno, un secolo, un'era geologica, ed ecco quello che può saltare fuori:
L'affaccio sul patio
1667: fuga da New Amsterdam
I suoni gutturali che non ti ho detto
Camera con MS-DOS 3.30
12 spanne sopra il cielo
Littori su Marte
Salvate il lanzichenecco Ryan
Avanti Cristo c'è posto
Chiedimi se sono fenicie
Biga Driver
Continuavano a chiamarlo III
Un patrizio piccolo piccolo
Io sono saga
C'era una volta in fuori dalla mappa
Asciolvere da Tiffany
Lotta greco-romana panda
Pterodattili di rovo
Tre sul triclinio
E quelli di alcuni twitteri:
Toga! Toga! Toga!
@albanocolmo
Préhistoire d'O
@MxTrulli
Arancia Manuale
@Ninninedda
Sotto la tunica niente
@pmiele0
Mammut ho perso l'aereo
@mikydefra
Sumeri per sempre
@GianlucaForesi
Icaro diario
@marrpiga
Catilina va in città
@caro_viola
Ratto di forza
@overlooki
Il paziente britanno
@myrtlejuice
Ava tar
@LupuUlula
Alla ricerca di Remo
@ilmarziano1
La quadriga infernale
@francofri
I soliti iloti
@LuigiScebba
Mignon è ita
@caro_viola
La versione di Barney e Fred
@Fiorenzosss
L'affaccio sul patio
1667: fuga da New Amsterdam
I suoni gutturali che non ti ho detto
Camera con MS-DOS 3.30
12 spanne sopra il cielo
Littori su Marte
Salvate il lanzichenecco Ryan
Avanti Cristo c'è posto
Chiedimi se sono fenicie
Biga Driver
Continuavano a chiamarlo III
Un patrizio piccolo piccolo
Io sono saga
C'era una volta in fuori dalla mappa
Asciolvere da Tiffany
Lotta greco-romana panda
Pterodattili di rovo
Tre sul triclinio
E quelli di alcuni twitteri:
Toga! Toga! Toga!
@albanocolmo
Préhistoire d'O
@MxTrulli
Arancia Manuale
@Ninninedda
Sotto la tunica niente
@pmiele0
Mammut ho perso l'aereo
@mikydefra
Sumeri per sempre
@GianlucaForesi
Icaro diario
@marrpiga
Catilina va in città
@caro_viola
Ratto di forza
@overlooki
Il paziente britanno
@myrtlejuice
Ava tar
@LupuUlula
Alla ricerca di Remo
@ilmarziano1
La quadriga infernale
@francofri
I soliti iloti
@LuigiScebba
Mignon è ita
@caro_viola
La versione di Barney e Fred
@Fiorenzosss
13 agosto 2013
Il gioco dei film
Da 3 a ennemila giocatori.
Materiale necessario: un dizionario dei film, penne e fogli di carta.
Dopo avervi allietato con sfiziosi giochetti da lanciare quando state in macchina con la figliolanza, tipo schiaccia il sofficino o panda gialla, vi parlo di un passatempo più da grandi.
È il mio gioco da tavolo preferito, da sempre, dal mio primo Mereghetti del 1993. Ve lo spiego perché è semplice e perché non c'è un gioco più divertente - tra quelli che si fanno con i vestiti addosso, intendo - per passare una serata.
Che tu sia un cinefilo o no non fa differenza, solo la fantasia ti servirà, ma nemmeno tanta, alla fine.
A girare uno tiene il dizionario dei film e gli altri partecipano. Colui che ha il dizionario sceglie un film pescando più o meno a casaccio tra le migliaia di titoli raccolti e poi ne legge la trama, o parte di essa.
Es.: Quattro persone, si introducono di nascosto nel laboratorio segreto del dottor Diabolo. Tra invenzioni e strani macchinari ognuno di loro ha la visione di ciò che succederà se non saranno in grado di porre un freno alle loro passioni.
Magari la legge pure due volte, se qualcuno lo chiede anche tre.
Ogni giocatore a questo punto deve lavorare di fantasia e attribuire un titolo allo straccio di trama letto. I titoli che i giocatori s'inventeranno verranno trascritti in segreto su un foglietto e consegnati a chi conduce la mano, cioè colui che ha letto la trama, che aggiungerà ai titoli inventati il titolo vero scritto di suo pugno. Poi mescolerà i foglietti attribuendo loro un numero (anche al suo col titolo vero) e li leggerà alla platea, in maniera più asettica possibile (vietato ridere e/o inciampare nella lettura per non svantaggiare nessuno!).
Es.:
1 - Cuore cattivo
2 - Il giardino delle torture
3 - Futuro per quattro
4 - Il ritorno di Dottor Diabolo
5 - Passione maledetta
6 - I frutti del male
7 - Belfagor alle crociate (un cretino c'è sempre n.d.h.)
E qui viene il bello. I partecipanti a questo punto cercano d'indovinare il titolo vero tra quelli letti e scrivono il numero corrispondente su un foglio, quando tutti hanno scritto si dà lettura dei numeri. Come si assegnano i punti? Chi conduce il gioco e ha letto la trama (come detto si fa a turno) ha la possibilità di fare 1 punto se nessuno azzecca il titolo vero. Tra gli altri concorrenti ognuno farà 1 punto se indovina il titolo vero e ogni volta che il suo titolo falso viene votato. Sta qui la vera soddisfazione, essersi inventati p.e. "Futuro per quattro" e sentire che il numero 3, appunto, viene votato come titolo vero dagli altri concorrenti.
Buon Divertimento!
In realtà la fantasia non è tutto come dimostra un episodio rimasto storico nella nostra cerchia d'amici. Venne letta una trama di quelle banali, come spesso succede, forse di un lui e una lei, qualcuno che s'innamora e qualcuno che muore, e noi tutti lì ad inventarsi il titolone. Tommy, invece, si limitò a prendere spunto da una bella scatola verde di biscotti comprati all'IKEA che faceva mostra di sé su un ripiano alto del mobile del salotto e scrisse semplicemente: Gille.
Il suo titolo fu votato da tutti e lui diventò l'eroe della serata.
p.s. il titolo vero nell'esempio è questo (bianco su bianco):
Il giardino delle torture.
Materiale necessario: un dizionario dei film, penne e fogli di carta.
Dopo avervi allietato con sfiziosi giochetti da lanciare quando state in macchina con la figliolanza, tipo schiaccia il sofficino o panda gialla, vi parlo di un passatempo più da grandi.
È il mio gioco da tavolo preferito, da sempre, dal mio primo Mereghetti del 1993. Ve lo spiego perché è semplice e perché non c'è un gioco più divertente - tra quelli che si fanno con i vestiti addosso, intendo - per passare una serata.
Che tu sia un cinefilo o no non fa differenza, solo la fantasia ti servirà, ma nemmeno tanta, alla fine.
A girare uno tiene il dizionario dei film e gli altri partecipano. Colui che ha il dizionario sceglie un film pescando più o meno a casaccio tra le migliaia di titoli raccolti e poi ne legge la trama, o parte di essa.
Es.: Quattro persone, si introducono di nascosto nel laboratorio segreto del dottor Diabolo. Tra invenzioni e strani macchinari ognuno di loro ha la visione di ciò che succederà se non saranno in grado di porre un freno alle loro passioni.
Magari la legge pure due volte, se qualcuno lo chiede anche tre.
Ogni giocatore a questo punto deve lavorare di fantasia e attribuire un titolo allo straccio di trama letto. I titoli che i giocatori s'inventeranno verranno trascritti in segreto su un foglietto e consegnati a chi conduce la mano, cioè colui che ha letto la trama, che aggiungerà ai titoli inventati il titolo vero scritto di suo pugno. Poi mescolerà i foglietti attribuendo loro un numero (anche al suo col titolo vero) e li leggerà alla platea, in maniera più asettica possibile (vietato ridere e/o inciampare nella lettura per non svantaggiare nessuno!).
Es.:
1 - Cuore cattivo
2 - Il giardino delle torture
3 - Futuro per quattro
4 - Il ritorno di Dottor Diabolo
5 - Passione maledetta
6 - I frutti del male
7 - Belfagor alle crociate (un cretino c'è sempre n.d.h.)
E qui viene il bello. I partecipanti a questo punto cercano d'indovinare il titolo vero tra quelli letti e scrivono il numero corrispondente su un foglio, quando tutti hanno scritto si dà lettura dei numeri. Come si assegnano i punti? Chi conduce il gioco e ha letto la trama (come detto si fa a turno) ha la possibilità di fare 1 punto se nessuno azzecca il titolo vero. Tra gli altri concorrenti ognuno farà 1 punto se indovina il titolo vero e ogni volta che il suo titolo falso viene votato. Sta qui la vera soddisfazione, essersi inventati p.e. "Futuro per quattro" e sentire che il numero 3, appunto, viene votato come titolo vero dagli altri concorrenti.
Buon Divertimento!
In realtà la fantasia non è tutto come dimostra un episodio rimasto storico nella nostra cerchia d'amici. Venne letta una trama di quelle banali, come spesso succede, forse di un lui e una lei, qualcuno che s'innamora e qualcuno che muore, e noi tutti lì ad inventarsi il titolone. Tommy, invece, si limitò a prendere spunto da una bella scatola verde di biscotti comprati all'IKEA che faceva mostra di sé su un ripiano alto del mobile del salotto e scrisse semplicemente: Gille.
Il suo titolo fu votato da tutti e lui diventò l'eroe della serata.
p.s. il titolo vero nell'esempio è questo (bianco su bianco):
Il giardino delle torture.
7 giugno 2013
La rana e lo scorpione reloaded
Questo blog è deranascorpionizzato.
Non so voi, ma io 'sta storia non la reggo più.
Quando l'ho sentita per la prima volta, ne L'infernale Quinlan - di e con Orson Welles -, ho pensato a un colpo di genio, a una chicca filosofica a un insegnamento nodale di vita.
Poi, davvero, l'abuso della favola, l'ha resa estremamente stucchevole.
Chiedo ad autori, scrittori, sceneggiatori e blogger di dimenticarla, di ignorarla proprio.
Di attingere, se proprio devonocopiare citare, da altre fonti, da altre vicende animalesche.
Manca solo che Tarantino la metta in un film o Paolo Conte in una canzone per chiudere il cerchio della banalità ranascorpionica.
Vanno bene le rane e vanno bene gli scorpioni, ma evitiamo di ficcarli insieme nello stesso racconto.
Oltretutto, probabile che lo spunto venga da Esopo addirittura, o forse anche da prima, magari era la fiaba con cui, nella Valle di Neander, un uomo metteva a letto suo figlio.
Insomma, possiamo pensare anche a qualcosa di nuovo.
E no, non mi riferisco all'uovo e alla gallina.
Non so voi, ma io 'sta storia non la reggo più.
Quando l'ho sentita per la prima volta, ne L'infernale Quinlan - di e con Orson Welles -, ho pensato a un colpo di genio, a una chicca filosofica a un insegnamento nodale di vita.
Poi, davvero, l'abuso della favola, l'ha resa estremamente stucchevole.
Chiedo ad autori, scrittori, sceneggiatori e blogger di dimenticarla, di ignorarla proprio.
Di attingere, se proprio devono
Manca solo che Tarantino la metta in un film o Paolo Conte in una canzone per chiudere il cerchio della banalità ranascorpionica.
Vanno bene le rane e vanno bene gli scorpioni, ma evitiamo di ficcarli insieme nello stesso racconto.
Oltretutto, probabile che lo spunto venga da Esopo addirittura, o forse anche da prima, magari era la fiaba con cui, nella Valle di Neander, un uomo metteva a letto suo figlio.
Insomma, possiamo pensare anche a qualcosa di nuovo.
E no, non mi riferisco all'uovo e alla gallina.
8 marzo 2013
Cooper ma mica Gary
Il lato positivo è che in questo film ci sono sprazzi di Rocky, di Buffalo '66, di Qualcuno Volò sul nido del cuculo, sprazzi di Flashdance e di Ti presento i miei.
Un'accozzaglia sì, ma di roba tendenzialmente buona, che quindi alla fine traghetta verso una soddisfacente resa.
Certo levatevi dalla testa la sfilata di fuorvianti statuette a memoria delle candidature agli Oscar 2013 e le critiche esaltanti leggibili sulla locandina della pellicola o sui giornali alla pagina dei film. Di Oscar ne ha vinto uno e sul merito, mah, posso dissentire? Dissento. Lei è brava, per carità, ma la prova non è di quelle che possono lasciare il segno. E se Meryl Streep fosse morta si rivolterebbe nella tomba. ¡Qué viva Meryl!
Liberatevi dall'aura entusiasta che avvolge la pellicola, andate a vederla come se non ne sapeste niente di niente, ma di niente!, e vi piacerà. Non rimpiangerete un centesimo bucato degli 8 eurini spesi (uno per ogni candidatura agli Academy Awards).
L'elevata aspettativa, invece, fatalmente porterà una sorta di delusione.
------------------------------------------------------
Da qui si spoilera, ma non troppo, fate voi.
Certo è che se ci andate a vederlo succederà che vorrete somigliare a Bradley Cooper o, peggio, vorrete che il vostro lui somigli a Bradley Cooper, vorrete incontrare la giovane troia vedova di Tommy o, peggio, vorrete essere la giovane troia vedova di Tommy, vorrete un vitino di vespa per la vostra lei o, peggio, un taglio sul naso per il vostro lui, vorrete ordinare cereali per cena o, peggio, installare una sbarra nel vostro salotto e, probabilmente, vorrete che Ernest cazzone Hemingway venga a porgervi personalmente le sue scuse.
Vorrete essere bipolari o tripolari, vorrete fare a pugni con De Niro. Vorrete in soldoni essere Bradley Cooper o, in alternativa, Jennifer Lawrence.
E se avete l'età giusta per aver vissuto anche Rocky ripenserete a dov'è finita quella strafica di felpa grigia.
Non è un capolavoro, ce ne corre, ma il film può tranquillamente trovare una collocazione tra le pellicole antidepressive, lì nella videoteca, di fianco a Pretty Woman, Notting Hill e Love Actually.
Succederà così che dolcemetà vorrà vederlo con cadenza minima semestrale.
E questo è il lato negativo.
P.s. Il post si sarebbe dovuto intitolare "Se sarei gay 2" e la foto potrebbe spiegare il perché.
Un'accozzaglia sì, ma di roba tendenzialmente buona, che quindi alla fine traghetta verso una soddisfacente resa.
Certo levatevi dalla testa la sfilata di fuorvianti statuette a memoria delle candidature agli Oscar 2013 e le critiche esaltanti leggibili sulla locandina della pellicola o sui giornali alla pagina dei film. Di Oscar ne ha vinto uno e sul merito, mah, posso dissentire? Dissento. Lei è brava, per carità, ma la prova non è di quelle che possono lasciare il segno. E se Meryl Streep fosse morta si rivolterebbe nella tomba. ¡Qué viva Meryl!
Liberatevi dall'aura entusiasta che avvolge la pellicola, andate a vederla come se non ne sapeste niente di niente, ma di niente!, e vi piacerà. Non rimpiangerete un centesimo bucato degli 8 eurini spesi (uno per ogni candidatura agli Academy Awards).
L'elevata aspettativa, invece, fatalmente porterà una sorta di delusione.
------------------------------------------------------
Da qui si spoilera, ma non troppo, fate voi.
Certo è che se ci andate a vederlo succederà che vorrete somigliare a Bradley Cooper o, peggio, vorrete che il vostro lui somigli a Bradley Cooper, vorrete incontrare la giovane troia vedova di Tommy o, peggio, vorrete essere la giovane troia vedova di Tommy, vorrete un vitino di vespa per la vostra lei o, peggio, un taglio sul naso per il vostro lui, vorrete ordinare cereali per cena o, peggio, installare una sbarra nel vostro salotto e, probabilmente, vorrete che Ernest cazzone Hemingway venga a porgervi personalmente le sue scuse.
Vorrete essere bipolari o tripolari, vorrete fare a pugni con De Niro. Vorrete in soldoni essere Bradley Cooper o, in alternativa, Jennifer Lawrence.
E se avete l'età giusta per aver vissuto anche Rocky ripenserete a dov'è finita quella strafica di felpa grigia.
Non è un capolavoro, ce ne corre, ma il film può tranquillamente trovare una collocazione tra le pellicole antidepressive, lì nella videoteca, di fianco a Pretty Woman, Notting Hill e Love Actually.
Succederà così che dolcemetà vorrà vederlo con cadenza minima semestrale.
E questo è il lato negativo.
P.s. Il post si sarebbe dovuto intitolare "Se sarei gay 2" e la foto potrebbe spiegare il perché.
30 gennaio 2013
Django, la D è muta
dovreste raffrontarvi. È impresa improba assai.
Meglio dedicarsi a un soggetto, un episodio, un dialogo particolare per il quale non siano stati versati fiumi d'inchiostro. Osservate una sedia intarsiata o un tizio qualunque che attraversa una strada o scende da un tram, partite da lì, sarà più facile.
Tutta 'sta bobina per dire che non è auspicabile mettersi a tessere le lodi di mister Quentin Tarantino perché inevitabilmente si cade nel trito e nel già detto.
Ciò nondimeno, noi testedure, ci si prova.
Quando hai dato vita a un capolavoro assoluto, se non sei Michelangelo - e di solito non lo sei manco per il cazzo! - dovresti ritirarti sulla cima d'una montagna a vita, in uno di quei buchi scavati nella roccia, vedere meno gente possibile, mangiare radici e bacche e, assolutamente, non cercare di produrre una nuova opera.
Ringraziamo per questo il buon Salinger che infagottatosi per bene di misantropia e consapevolezza s'è tolto presto dalla circolazione, pure se non ha dovuto ricorrere al suicidio per dare la stura al suo successo.
Rischi di fare la fine di Benigni che, povero, a valle de La vita è bella cosa avrebbe potuto inventarsi? Dove poteva andare a recuperare uno spunto, un'idea da rendere quantomeno presentabile? Avrebbe dovuto attendere 10, 20 anni prima di farsi vivo al cinema con qualcosa di suo e sperare che noi, nel frattempo, avessimo dimenticato la bellezza di quella pellicola.
Quentin cosa fa, invece? Scrive e gira IL FILM per eccellenza, quello che incarnerebbe il numero massimo di stelle nella scala ideale di valutazione della cinematografia mondiale, Pulp Fiction ça va sans dire e, invece di saggiamente rintanarsi, continua ad esporsi.
E qui sta il suo azzardo e il suo merito, va detto. Django, come Kill Bill, è un'opera eccellente ma che paga com'è ovvio e necessario il suo bel dazio a Pulp Fiction.
Quando si ragiona di Quentin, quindi, è d'uopo avvicinarsi alla sala e contemplare la sequenza delle immagini cancellando dalla memoria i ricordi legati al FILM, considerare che non sia proprio mai stato nemmeno girato. Solo così potrete apprezzare il valore di un Hattori Hanzō o, magari, di un negro a cavallo.
Il film è spruzzato d'italianità con Franco Nero in amichevole partecipazione ed Elisa in soundtrack.
Senza spoilerare niente aggiungo un cenno di apprezzamento per Don Johnson che si scrolla di dosso quel ruolo di detective che l'ha marchiato per la vita lasciando l'ufficio di Miami al suo Vice e, finalmente, dando un senso al titolo della serie.
Ma l'ho detto quello che volevo dire? Forse no. Vabbè, era difficile.
13 maggio 2012
That's the story of the...
Tutti stanno a guardare la ragazzina bionda poggiata al calcino.
I pischelli urlano, si disperano, fanno la ruota, bestemmiano e danzano attorno a una partita che non finisce mai, pur di farsi notare dalla ragazzina bionda.
Eppure stona, pensa Pietro, qui in piscina, alle due di pomeriggio con i capelli ancora asciutti.
Dev'essere una di quelle che fa il bagno in punta di piedi, tutta gridolini. Che non la schizzino, che non le bagnino la chioma solare.
Invece lui si è innamorato dell'amica, quella che pare non la fili nessuno.
Appena uscita dall'acqua, è seduta, con la mano destra regge un ghiacciolo, mentre con la sinistra ripete un paio di volte un movimento sinuoso: partendo dalla fronte, si accarezza la testa intanto che la piega all'indietro, fa scivolare le dita sui capelli bagnati, per poi stringerle a imbuto attorno, fino giù, sotto al collo, appena dietro la spalla sinistra. Ne strizza fuori minute gocce d'acqua che vanno a disegnare la sua schiena, come pioggia sul vetro di una serra.
Poi si accorge di Pietro, gli rivolge uno sguardo e lui abbassa gli occhi di ragazzo.
La musica diffusa dal jukebox spande note magiche e all'assolo di armonica lei chiude gli occhi e dondola la testa in un ritmo pigro e seducente.
Fortuna che tutti si azzannano ancora per la biondina.
Pietro è seduto poco più in là, si alza e passa dal jukebox per scoprire qual è il titolo di questa canzone che gli pare così strepitosa da non averne mai sentite uguali. Ha deciso che sarà la canzone più bella della sua vita, quella che ancora tirerà fuori dai pozzi della memoria quando a settant'anni i suoi nipoti, con l'aria schifata, gli chiederanno se c'era della musica che valesse la pena d'essere ascoltata ai suoi tempi.
Stanno ancora tutti lì addannandosi al calcino, parlando come i grandi, toccandosi i ciuffi e occhieggiando i rigonfi lievi sotto al costume a fiori della ragazzina bionda.
L'amica lo vedi che si sta annoiando e Pietro non ha il fiato per fare un passo verso di lei, non ha il coraggio per smozzicarle manco mezza frase insulsa, nulla.
Allora si alza e va al jukebox, butta giù una centolire e preme H13 incendiando un pomeriggio della sua vita. Non sa niente di quella canzone, non ancora, non ne conosce il testo o il genere, a malapena l'autore, ma sa che se piace a lei allora è una canzone d'amore per forza.
Quando il pezzo attacca e irrompe nuovamente a bordo vasca, lei si volta a cercare il viso dell'angelo che l'ha messa su. C'è Pietro impalato davanti al jukebox e lei gli manda un sorriso, lieve come un soffio, ma che arriva dal ragazzo con la forza di un uragano.
(Dal minuto 2:05 la sonorità originale)
I pischelli urlano, si disperano, fanno la ruota, bestemmiano e danzano attorno a una partita che non finisce mai, pur di farsi notare dalla ragazzina bionda.
Eppure stona, pensa Pietro, qui in piscina, alle due di pomeriggio con i capelli ancora asciutti.
Dev'essere una di quelle che fa il bagno in punta di piedi, tutta gridolini. Che non la schizzino, che non le bagnino la chioma solare.
Invece lui si è innamorato dell'amica, quella che pare non la fili nessuno.
Appena uscita dall'acqua, è seduta, con la mano destra regge un ghiacciolo, mentre con la sinistra ripete un paio di volte un movimento sinuoso: partendo dalla fronte, si accarezza la testa intanto che la piega all'indietro, fa scivolare le dita sui capelli bagnati, per poi stringerle a imbuto attorno, fino giù, sotto al collo, appena dietro la spalla sinistra. Ne strizza fuori minute gocce d'acqua che vanno a disegnare la sua schiena, come pioggia sul vetro di una serra.
Poi si accorge di Pietro, gli rivolge uno sguardo e lui abbassa gli occhi di ragazzo.
La musica diffusa dal jukebox spande note magiche e all'assolo di armonica lei chiude gli occhi e dondola la testa in un ritmo pigro e seducente.
Fortuna che tutti si azzannano ancora per la biondina.
Pietro è seduto poco più in là, si alza e passa dal jukebox per scoprire qual è il titolo di questa canzone che gli pare così strepitosa da non averne mai sentite uguali. Ha deciso che sarà la canzone più bella della sua vita, quella che ancora tirerà fuori dai pozzi della memoria quando a settant'anni i suoi nipoti, con l'aria schifata, gli chiederanno se c'era della musica che valesse la pena d'essere ascoltata ai suoi tempi.
Stanno ancora tutti lì addannandosi al calcino, parlando come i grandi, toccandosi i ciuffi e occhieggiando i rigonfi lievi sotto al costume a fiori della ragazzina bionda.
L'amica lo vedi che si sta annoiando e Pietro non ha il fiato per fare un passo verso di lei, non ha il coraggio per smozzicarle manco mezza frase insulsa, nulla.
Allora si alza e va al jukebox, butta giù una centolire e preme H13 incendiando un pomeriggio della sua vita. Non sa niente di quella canzone, non ancora, non ne conosce il testo o il genere, a malapena l'autore, ma sa che se piace a lei allora è una canzone d'amore per forza.
Quando il pezzo attacca e irrompe nuovamente a bordo vasca, lei si volta a cercare il viso dell'angelo che l'ha messa su. C'è Pietro impalato davanti al jukebox e lei gli manda un sorriso, lieve come un soffio, ma che arriva dal ragazzo con la forza di un uragano.
(Dal minuto 2:05 la sonorità originale)
1 maggio 2012
Londra - the traffic light
GREEN
Siamo sullo Stanstead Express, in arrivo a Londra, e giunge la notizia della Fiorentina che batte la Roma, evvai!
In città si respira già un'aria olimpica.
Piove, ma anche quando piove Londra ha il suo fascino e non ti lascia mai in braghe di tela. Millemila musei, librerie, gallerie, teatri sono pronti ad accoglierti all'asciutto, spesso anche aggratis.
Il Lem, la Capsula dell'Apollo 10, la locomotiva di Stephenson al museo delle Scienze, sempre gratis. La Magna Charta, i quaderni di Leonardo, l'Alice di Carroll e il St Cuthbert Gospel alla British Library, sempre gratis.
La cultura non la paghi a Londra, la sostieni se vuoi.
Ah, se potete, spargete le mie ceneri nella Great Court del British, sotto a quel tetto.
Ma la cultura non è tutto, ci siamo divertiti sulle tracce di Harry Potter, visitando le location di famosi film o inseguendo le briciole di pane lasciate dai Beatles.
Dinosauri, e ho detto tutto, con bambini al seguito non è davvero un problema stilare un programma che li accontenti.
Alla Tate ho visto idee stepitose realizzate con ingegno, come questa.
In giro si può mangiare italiano, cinese, greco, turco, giapponese, indiano, francese e tutto questo in cento metri di strada.
Continua a piovere ma davanti a St Paul puoi comprare un ombrello a 2,99 sterline.
Abbiamo mangiucchiato e sbevazzato senza soluzione di continuità negli Starbucks, nei Costa, nei Caffè Nero, nei Le Pain Quotidien, nei Pret a Manger, cappuccini deliziosi e tramezzini impagabili.
D'italiani è pieno e fa piacere ascoltare le loro voci, scambiare due chiacchiere e sentirsi un po' a casa.
E nelle ore di sole che abbiamo avuto siamo pure riusciti a goderci delle passeggiate nei parchi e a ingraziarci qualche scoiattolino con il pancarrè preso in albergo.
A proposito, l'albergo non era proprio il top, ma Londra è talmente bella che, pur di starci, alloggerei anche sotto il Ponte dei Frati Neri, in compagnia del fantasma di Calvi.
RED
Ho l'acqua fino ai coglioni e gli scoiattoli che mi escono dalle orecchie, cazzo.
Scoiattoli rimbambiti che privilegiano farsi addomesticare in una metropoli piuttosto che fuggire nella Foresta Nera o scendere in underground a Green Park e stendersi sui binari alla ricerca di una morte dignitosa.
Mancano ancora tre mesi alle Olimpiadi ma i cinque cerchi ti ammorbano da ogni dove.
Piove e gli inglesi pazzoidi se ne vanno in giro senza ombrello e senza impermeabile.
Noi le stronzate le abbiamo fatte tutte, dal carrello del binario 9 e 3/4 alla foto coi due piedi a cavallo del Meridiano di Greenwich (che a pensarci ho un meridiano pure qui a due passi da casa), dalla passeggiata sulle orme di Hugh Grant e Julia Roberts in Notting Hill alle foto di noi con le cabine telefoniche rosse.
Mancava soltanto di andare ad Abbey Road a farsi investire sulle strisce pedonali più famose del mondo e si chiudeva il cerchio.
Al pompatissimo museo di Storia Naturale attirano i gonzi con il ruggito di un T-Rex che non spaventa neppure un bambinello di due anni, ormai. Ci sono centinaia di esperimenti da fare, solo e dannatamente descritti in lingua inglese, spesso anche con termini tecnici, tanto che a un certo punto sento il giubilo dei miei che esclamano "Ehi, una bilancia!", era l'unica cosa che sapevamo usare.
Al museo delle Scienze, coda improponibile per l'unico spettacolo degno: il simulatore di volo.
Alla Tate, va detto, ci sono opere con le quali i loro autori non solo ci prendono per il culo, ma ci dichiarano anche espressamente "ti sto prendendo per il culo, tu lo sai, ma io lo faccio lo stesso".
E quando in giro paghi? Spendi 10 sterline e 29 penny, gli dai 20 e gli fai 'spetta che ti do i 29, ma quelli ti hanno già riversato in mano 9 cazzose sterline e 71 penny. Non un cane che sappia razionalizzare un resto, non uno.
E per mangiare? Ma qual è la specialità inglese? Pare che bevano e basta gli Inglesi, mangiare tipico non pervenuto.
Eccoli lì, tutti che se ne vanno in giro con il bicchierone di carta riempito fino all'orlo di bevande tendenti al marrone, ustionanti e per lo più imbevibili, ma fa fico e allora si fa, in metro, sulle scale mobili e per strada. E devi stare attento a come parli perché è fitto d'italiani che nemmeno al mercato delle Cascine il martedì.
Si chiude in pioggia con le chiuse a Camden Town, acqua di sopra e acqua di sotto.
E lasciamo stare gli ombrelli, hanno una durata media di 22 ore.
E l'arte, quella vera, sta al cesso.
Siamo sullo Stanstead Express, in partenza da Londra, e giunge la notizia della Fiorentina che ha perso coll'Atalanta, fanculo.
P.s. io ho pisciato nell'ultimo a destra, tanto per la cronaca.
Siamo sullo Stanstead Express, in arrivo a Londra, e giunge la notizia della Fiorentina che batte la Roma, evvai!
In città si respira già un'aria olimpica.
Piove, ma anche quando piove Londra ha il suo fascino e non ti lascia mai in braghe di tela. Millemila musei, librerie, gallerie, teatri sono pronti ad accoglierti all'asciutto, spesso anche aggratis.
Il Lem, la Capsula dell'Apollo 10, la locomotiva di Stephenson al museo delle Scienze, sempre gratis. La Magna Charta, i quaderni di Leonardo, l'Alice di Carroll e il St Cuthbert Gospel alla British Library, sempre gratis.
La cultura non la paghi a Londra, la sostieni se vuoi.
Ah, se potete, spargete le mie ceneri nella Great Court del British, sotto a quel tetto.
Ma la cultura non è tutto, ci siamo divertiti sulle tracce di Harry Potter, visitando le location di famosi film o inseguendo le briciole di pane lasciate dai Beatles.
Dinosauri, e ho detto tutto, con bambini al seguito non è davvero un problema stilare un programma che li accontenti.
Alla Tate ho visto idee stepitose realizzate con ingegno, come questa.
In giro si può mangiare italiano, cinese, greco, turco, giapponese, indiano, francese e tutto questo in cento metri di strada.
Continua a piovere ma davanti a St Paul puoi comprare un ombrello a 2,99 sterline.
Abbiamo mangiucchiato e sbevazzato senza soluzione di continuità negli Starbucks, nei Costa, nei Caffè Nero, nei Le Pain Quotidien, nei Pret a Manger, cappuccini deliziosi e tramezzini impagabili.
D'italiani è pieno e fa piacere ascoltare le loro voci, scambiare due chiacchiere e sentirsi un po' a casa.
E nelle ore di sole che abbiamo avuto siamo pure riusciti a goderci delle passeggiate nei parchi e a ingraziarci qualche scoiattolino con il pancarrè preso in albergo.
A proposito, l'albergo non era proprio il top, ma Londra è talmente bella che, pur di starci, alloggerei anche sotto il Ponte dei Frati Neri, in compagnia del fantasma di Calvi.
RED
Ho l'acqua fino ai coglioni e gli scoiattoli che mi escono dalle orecchie, cazzo.
Scoiattoli rimbambiti che privilegiano farsi addomesticare in una metropoli piuttosto che fuggire nella Foresta Nera o scendere in underground a Green Park e stendersi sui binari alla ricerca di una morte dignitosa.
Mancano ancora tre mesi alle Olimpiadi ma i cinque cerchi ti ammorbano da ogni dove.
Piove e gli inglesi pazzoidi se ne vanno in giro senza ombrello e senza impermeabile.
Noi le stronzate le abbiamo fatte tutte, dal carrello del binario 9 e 3/4 alla foto coi due piedi a cavallo del Meridiano di Greenwich (che a pensarci ho un meridiano pure qui a due passi da casa), dalla passeggiata sulle orme di Hugh Grant e Julia Roberts in Notting Hill alle foto di noi con le cabine telefoniche rosse.
Mancava soltanto di andare ad Abbey Road a farsi investire sulle strisce pedonali più famose del mondo e si chiudeva il cerchio.
Al pompatissimo museo di Storia Naturale attirano i gonzi con il ruggito di un T-Rex che non spaventa neppure un bambinello di due anni, ormai. Ci sono centinaia di esperimenti da fare, solo e dannatamente descritti in lingua inglese, spesso anche con termini tecnici, tanto che a un certo punto sento il giubilo dei miei che esclamano "Ehi, una bilancia!", era l'unica cosa che sapevamo usare.
Al museo delle Scienze, coda improponibile per l'unico spettacolo degno: il simulatore di volo.
Alla Tate, va detto, ci sono opere con le quali i loro autori non solo ci prendono per il culo, ma ci dichiarano anche espressamente "ti sto prendendo per il culo, tu lo sai, ma io lo faccio lo stesso".
E quando in giro paghi? Spendi 10 sterline e 29 penny, gli dai 20 e gli fai 'spetta che ti do i 29, ma quelli ti hanno già riversato in mano 9 cazzose sterline e 71 penny. Non un cane che sappia razionalizzare un resto, non uno.
E per mangiare? Ma qual è la specialità inglese? Pare che bevano e basta gli Inglesi, mangiare tipico non pervenuto.
Eccoli lì, tutti che se ne vanno in giro con il bicchierone di carta riempito fino all'orlo di bevande tendenti al marrone, ustionanti e per lo più imbevibili, ma fa fico e allora si fa, in metro, sulle scale mobili e per strada. E devi stare attento a come parli perché è fitto d'italiani che nemmeno al mercato delle Cascine il martedì.
Si chiude in pioggia con le chiuse a Camden Town, acqua di sopra e acqua di sotto.
E lasciamo stare gli ombrelli, hanno una durata media di 22 ore.
E l'arte, quella vera, sta al cesso.
Siamo sullo Stanstead Express, in partenza da Londra, e giunge la notizia della Fiorentina che ha perso coll'Atalanta, fanculo.
P.s. io ho pisciato nell'ultimo a destra, tanto per la cronaca.
8 marzo 2012
Volevo la sottana
Il mio desiderio più grande? Io volevo solo diventare mamma.
Quello mi manca. Più che diventare calciatore professionista.
Lo dico oggi, ma è un caso, chi mi conosce lo sa già.
È stato con la release diventare padre che ho scoperto le limitazioni rispetto al pacchetto diventare madre.
Non fraintendetemi, non si tratta della mia passione per Ryan Gosling, la questio è ben più seria.
In realtà sto bene uomo, mica mi lamento per quello, però avrei partorito volentieri, pur non aspirando al dolore fisico.
Giocare il ruolo decisivo nella sopravvivenza della specie, non l'avrei mica schifato.
Ma il nocciolo della faccenda risiede nel portarsi un cucciolo in pancia e nutrirlo di te. Ecco, magari un uomo difficilmente ci pensa a quanto sia poderoso questo passaggio, ma io, di fronte a una pancia embarazada, provo la stessa sensazione di quando sto sotto la Torre Eiffel e guardo su: ammiro impotente un fenomeno di straordinaria bellezza.
Il babbo, lo si sa, è un compagno di giochi per i suoi figli, mentre la componente biologica che sta nel vivere la stessa vita, respirare la stessa aria e alimentarsi l'uno nell’altro connota, invece, il rapporto madre/figlio di una incontrovertibile unicità.
Queste mie esternazioni generano incredulità nelle femmine (coi maschi non ci parlo di 'ste robe ché loro riconducono tutto a se tu se' buco dillo!), esse non sono in grado di comprendere appieno la fortuna che hanno, figuriamoci se possono accettare che un uomo gliela invidi. Ma non è ottusità, è natura. Neppure io comprendo l'invidia del pene, essendone dotato da sempre (Ce lo tramandiamo di padre in figlio - Altan).
Lo so che c’hanno fatto su pure un film, con Mastroianni e la Deneuve (Niente di grave, suo marito è incinto), film che non ho visto, se non a spizzichi, ma mi par di ricordare che lui non la prenda bene.
Ma se la genetica farà questo passo avanti (indietro?) mi troverà pronto: io sto già respirando Lamaze.
p.s. mi scuso con tutti per la quantità di parentesi tonde ficcate nel post, ma frequento ancora da troppo poco tempo l’associazione Parentesisti Anonimi.
------------------------------------------------------
(nella foto: Uomo incinta - Marta Fresneda Gutierrez)
Quello mi manca. Più che diventare calciatore professionista.
Lo dico oggi, ma è un caso, chi mi conosce lo sa già.
È stato con la release diventare padre che ho scoperto le limitazioni rispetto al pacchetto diventare madre.
Non fraintendetemi, non si tratta della mia passione per Ryan Gosling, la questio è ben più seria.
In realtà sto bene uomo, mica mi lamento per quello, però avrei partorito volentieri, pur non aspirando al dolore fisico.
Giocare il ruolo decisivo nella sopravvivenza della specie, non l'avrei mica schifato.
Ma il nocciolo della faccenda risiede nel portarsi un cucciolo in pancia e nutrirlo di te. Ecco, magari un uomo difficilmente ci pensa a quanto sia poderoso questo passaggio, ma io, di fronte a una pancia embarazada, provo la stessa sensazione di quando sto sotto la Torre Eiffel e guardo su: ammiro impotente un fenomeno di straordinaria bellezza.
Il babbo, lo si sa, è un compagno di giochi per i suoi figli, mentre la componente biologica che sta nel vivere la stessa vita, respirare la stessa aria e alimentarsi l'uno nell’altro connota, invece, il rapporto madre/figlio di una incontrovertibile unicità.
Queste mie esternazioni generano incredulità nelle femmine (coi maschi non ci parlo di 'ste robe ché loro riconducono tutto a se tu se' buco dillo!), esse non sono in grado di comprendere appieno la fortuna che hanno, figuriamoci se possono accettare che un uomo gliela invidi. Ma non è ottusità, è natura. Neppure io comprendo l'invidia del pene, essendone dotato da sempre (Ce lo tramandiamo di padre in figlio - Altan).
Lo so che c’hanno fatto su pure un film, con Mastroianni e la Deneuve (Niente di grave, suo marito è incinto), film che non ho visto, se non a spizzichi, ma mi par di ricordare che lui non la prenda bene.
Ma se la genetica farà questo passo avanti (indietro?) mi troverà pronto: io sto già respirando Lamaze.
p.s. mi scuso con tutti per la quantità di parentesi tonde ficcate nel post, ma frequento ancora da troppo poco tempo l’associazione Parentesisti Anonimi.
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(nella foto: Uomo incinta - Marta Fresneda Gutierrez)
1 febbraio 2012
All you need is boomerang
Il punto è che non riesco a mettermi in pari.
In ufficio e a casa i fogli mi prendono di mira, mi circondano, mi assaltano e mi sommergono.
E per quanto m'impegni a sminestrare le rogne che si portano appresso, altre ne arrivano. A frotte.
A tutto questo s'aggiungano un paio di caselle email (sempre ufficio e casa) perennemente zeppe di posta da smistare, archiviare, cancellare se va bene o, se va male, da lavorare, sempre con il fiato dell'Amministratore di Sistema sul collo. Alla fine son fogli anche quelli. E non penso di essere una mosca bianca, ma di avere un grado di sommersione da fogli nella media.
E non ce la si fa a stare al passo perché, per quanti fogli puoi far fuori, loro si riorganizzano e s'incrementano di numero, lunghezza e frequenza in un'inarrestabile progressione. Tutto quello di cui ho bisogno è il boomerang. Certo non un boomerang qualsiasi, no, bensì The Magic Boomerang.
Chi ha visto come me, nel Pleistocene, Tom, un ragazzino australiano lanciare il boomerang e risolvere tutti i suoi problemi fermando il tempo nel lasso da quando scaglia l'attrezzo ricurvo a quando gli ritorna tra le mani, non può non desiderarlo intensamente.
Tirerei il mio boomerang alto nel cielo, una parabola allungata nell'infinito e tutto sotto che si congela: persone, cose e flusso di fogli. Solo così potrei avere una chance per rimettermi in pari. D'altra parte il tempo, il vero tesoro di quest'era frenetica, è una risorsa preziosissima e impagabile.
Fatti i dovuti calcoli, non è che mi servirebbe spesso, no, basterebbe un giorno al mese, ecco. Un giorno al mese in cui tutti se ne stanno buoni, fermi immobili: mogli, figli, server, postini, capi, colleghi, celentani, ritepavoni... e io che approfitto per spuntare il To Do, archiviare i fogli, le mail e rimettermi in pari.
A tutto questo s'aggiungano un paio di caselle email (sempre ufficio e casa) perennemente zeppe di posta da smistare, archiviare, cancellare se va bene o, se va male, da lavorare, sempre con il fiato dell'Amministratore di Sistema sul collo. Alla fine son fogli anche quelli. E non penso di essere una mosca bianca, ma di avere un grado di sommersione da fogli nella media.
E non ce la si fa a stare al passo perché, per quanti fogli puoi far fuori, loro si riorganizzano e s'incrementano di numero, lunghezza e frequenza in un'inarrestabile progressione. Tutto quello di cui ho bisogno è il boomerang. Certo non un boomerang qualsiasi, no, bensì The Magic Boomerang.
Chi ha visto come me, nel Pleistocene, Tom, un ragazzino australiano lanciare il boomerang e risolvere tutti i suoi problemi fermando il tempo nel lasso da quando scaglia l'attrezzo ricurvo a quando gli ritorna tra le mani, non può non desiderarlo intensamente.
Tirerei il mio boomerang alto nel cielo, una parabola allungata nell'infinito e tutto sotto che si congela: persone, cose e flusso di fogli. Solo così potrei avere una chance per rimettermi in pari. D'altra parte il tempo, il vero tesoro di quest'era frenetica, è una risorsa preziosissima e impagabile.
Fatti i dovuti calcoli, non è che mi servirebbe spesso, no, basterebbe un giorno al mese, ecco. Un giorno al mese in cui tutti se ne stanno buoni, fermi immobili: mogli, figli, server, postini, capi, colleghi, celentani, ritepavoni... e io che approfitto per spuntare il To Do, archiviare i fogli, le mail e rimettermi in pari.
20 gennaio 2012
Cinemah
Quando si prospetta una serata tutti presenti, io, mia moglie, nostro figlio piccolo (6), più l’altro mio figlio grande (22) e non c’è un programma preciso da onorare può succedere che mia moglie butti là:
- C’è l’abbiamo un film che si può guardare tutti e quattro?
Il destinatario della domanda sono io, ma preferirei mi avesse chiesto la progettazione di un razzo per Marte o anche la ricetta della Coca-Cola, tanto è difficile da soddisfare l’apparente banalità di una simile esigenza.
4 Personaggi in cerca di un film loro-compatibile. Durissima.
· P1 – donna, adulta, decisa ad attuare il progetto;
· P2 – uomo, adulto ma di quell’adulto che bambini si nasce;
· P3 – maschio, giovane, generalmente sfavato e poco incline ad adagiare le chiappe sul divano in compagnia di matusa e/o poppanti;
· P4 – maschio, infante, pokémon/bear grylls-dipendente.
Partiamo da P1 e tiriamo via i film troppo dell’orrore, i troppo pulp, i troppo western, i troppo cinepanettone, i troppo arti marziali e i troppo fantascienza. E quelli già visti (cosa per P2 incomprensibile).
Poi P2 che tira via, oltre a quelli già esclusi, i film troppo lunghi. Caro regista, se mi vai sui film di due ore e passa voglio una sorta di capolavoro, altrimenti, se mi propini una pellicola di media bellezza, un’ora e mezza ti deve bastare.
P3 cassa via i film italiani, tutti, senza una ragione precisa, semplicemente storcendo il naso e rifiutando di dar loro una chance. È giovane.
P4 a priori non eliminerebbe nulla, gli basta di sedersi accanto a P3 e strusciarsi di tanto in tanto al fratellone, ma P1 e P2 tendono ovviamente a precludergli la visione di pellicole inadatte all’età. P2 qualche anno fa gli permise di vedere Jurassik Park e ne paga ancora le conseguenze, P2 non P4.
La videoteca è piuttosto fornita ma nonostante ciò l’impresa si conferma ardua.
P2 spara titoli a raffica, ma senza una vera speranza di riuscita, infatti vengono regolarmente stroncati dai vari Pn in bazzica.
Alla fine ce ne sarebbe uno, soltanto uno, che potremmo vedere e che incarnerebbe a modo anche l'autoreferenzialità della serata. È Mission Impossible.
- C’è l’abbiamo un film che si può guardare tutti e quattro?
Il destinatario della domanda sono io, ma preferirei mi avesse chiesto la progettazione di un razzo per Marte o anche la ricetta della Coca-Cola, tanto è difficile da soddisfare l’apparente banalità di una simile esigenza.
4 Personaggi in cerca di un film loro-compatibile. Durissima.
· P1 – donna, adulta, decisa ad attuare il progetto;
· P2 – uomo, adulto ma di quell’adulto che bambini si nasce;
· P3 – maschio, giovane, generalmente sfavato e poco incline ad adagiare le chiappe sul divano in compagnia di matusa e/o poppanti;
· P4 – maschio, infante, pokémon/bear grylls-dipendente.
Partiamo da P1 e tiriamo via i film troppo dell’orrore, i troppo pulp, i troppo western, i troppo cinepanettone, i troppo arti marziali e i troppo fantascienza. E quelli già visti (cosa per P2 incomprensibile).
Poi P2 che tira via, oltre a quelli già esclusi, i film troppo lunghi. Caro regista, se mi vai sui film di due ore e passa voglio una sorta di capolavoro, altrimenti, se mi propini una pellicola di media bellezza, un’ora e mezza ti deve bastare.
P3 cassa via i film italiani, tutti, senza una ragione precisa, semplicemente storcendo il naso e rifiutando di dar loro una chance. È giovane.
P4 a priori non eliminerebbe nulla, gli basta di sedersi accanto a P3 e strusciarsi di tanto in tanto al fratellone, ma P1 e P2 tendono ovviamente a precludergli la visione di pellicole inadatte all’età. P2 qualche anno fa gli permise di vedere Jurassik Park e ne paga ancora le conseguenze, P2 non P4.
La videoteca è piuttosto fornita ma nonostante ciò l’impresa si conferma ardua.
P2 spara titoli a raffica, ma senza una vera speranza di riuscita, infatti vengono regolarmente stroncati dai vari Pn in bazzica.
Alla fine ce ne sarebbe uno, soltanto uno, che potremmo vedere e che incarnerebbe a modo anche l'autoreferenzialità della serata. È Mission Impossible.
19 dicembre 2011
Babbi di tutto il mondo
La cinematografia mondiale fa la raccolta di pellicole dove un bambino recita a scuola, gioca la finale di campionato o magari ha il saggio di danza ma, immancabilmente, qualcuno dei suoi genitori - e 99 su cento è il padre - manca all'appello, a volte fa tardi e si perde tutto, oppure è ancora a lavoro e lo stanno probabilmente crocifiggendo in sala mensa.
Beh, basta.
È uno stralcio di storia scontato e ridicolo, non ha più pathos, non ha più niente, è solo una polpettina trita e ritrita, pure masticata, senza alcun sapore. Basta. Non c'è più nemmeno la storia, in effetti.
Babbi di tutto il mondo, vi prego, pigliatevi ferie, tornate in tempo con il volo da Miami, abbandonate la vostra amante nel motel e correte a quella cazzo di recita, a quella fottuta partita, a quel saggio in tutù. Lasciate tutto e andate a vedere il sangue del vostro sangue che si sbatte su quel palcoscenico.
Se tutti noi, nel mondo mondiale, riusciamo a non perderci più gli spettacoli dei nostri figli, la circostanza diventerà talmente irreale che più nessun sceneggiatore potrà permettersi d'inserirla in un copione senza essere preso a schiaffi.
Non dobbiamo farlo per quei bambini abbandonati sul palco dai loro padri degeneri, figuriamoci, ai piccoli magari fa pure bene: una bella delusione che li prepara alla vita. No, dobbiamo farlo per noi cinespettatori, per non sorbirsi mai più la manfrina dello spettacolino col papà assente. Mai più.
Se non succederà nella realtà non verrà replicato nei film, tutt'al più in qualche sparuta pellicola di fantascienza.
È la nostra unica speranza.
Avete mai visto film in cui si parla di neri sottodotati, di pulcini omofobi o di sorelle Carlucci iscritte al MENSA?
No, per forza.
Beh, basta.
È uno stralcio di storia scontato e ridicolo, non ha più pathos, non ha più niente, è solo una polpettina trita e ritrita, pure masticata, senza alcun sapore. Basta. Non c'è più nemmeno la storia, in effetti.
Babbi di tutto il mondo, vi prego, pigliatevi ferie, tornate in tempo con il volo da Miami, abbandonate la vostra amante nel motel e correte a quella cazzo di recita, a quella fottuta partita, a quel saggio in tutù. Lasciate tutto e andate a vedere il sangue del vostro sangue che si sbatte su quel palcoscenico.
Se tutti noi, nel mondo mondiale, riusciamo a non perderci più gli spettacoli dei nostri figli, la circostanza diventerà talmente irreale che più nessun sceneggiatore potrà permettersi d'inserirla in un copione senza essere preso a schiaffi.
Non dobbiamo farlo per quei bambini abbandonati sul palco dai loro padri degeneri, figuriamoci, ai piccoli magari fa pure bene: una bella delusione che li prepara alla vita. No, dobbiamo farlo per noi cinespettatori, per non sorbirsi mai più la manfrina dello spettacolino col papà assente. Mai più.
Se non succederà nella realtà non verrà replicato nei film, tutt'al più in qualche sparuta pellicola di fantascienza.
È la nostra unica speranza.
Avete mai visto film in cui si parla di neri sottodotati, di pulcini omofobi o di sorelle Carlucci iscritte al MENSA?
No, per forza.
13 dicembre 2011
Friends - La lista
Il telefilm Friends per me è un toccasana. Se sono giù, pesco un episodio a caso, se ce n’è proprio bisogno due, e me lo sparo. L’alternativa è Notting Hill con quel cazzone avariato di Hugh Grant.
Capisco che questa confessione non mi spalancherà le porte per l’olimpo del machismo, ma va bene anche così. D’altra parte potrei lavorare sul mio morale paracadutandomi da tremila metri, o scalando la parete Rupal del Nanga Parbat, ma sono rimedi più complicati, oltre a non essere d’immediata fruizione temporale.
Un episodio a cui siamo particolarmente affezionati (anche mia moglie è della partita) è quello in cui Rachel e Ross (Jennifer Aniston e David Schwimmer) si concedono, come coppia, dei rispettivi tradimenti ipotetici (ep. 305 - La cassetta della posta). In soldoni, entrambi hanno la facoltà di redigere una lista di nomi di personaggi famosi con i quali potrebbero andare a letto con il permesso esplicito del partner.
Ross la fa addirittura plastificare inserendo Uma Thurman, Elizabeth Hurley, Michelle Pfeiffer, Dorothy Hammel e, come quinto nome, Winona Ryder (star locale) al posto di Isabella Rossellini perché, lo consiglia Chandler, la Rossellini è troppo internazionale e non avrebbe la minima speranza d’incontrarla. Ovviamente al termine dell’episodio Isabella, quella vera, si presenta al Central Perk e Ross ha il suo bel daffare per spiegarle che le ha preferito un'altra... e poi...
Siamo seri, chi di noi si sentirebbe di precludere al suo amore di passare una notte, nella improbabilissima ipotesi che questo potesse realizzarsi, con Scarlett Johansson o con George Clooney, a seconda dei casi e dei gusti? Certo non io.
Tutta 'sta menata perché volevo pubblicizzare una mia lista che, per ovvie ragioni, non andrò in tipografia a plastificare, chissà mai passando gli anni cambiassero pure i miei gusti.
Ma è vera la teoria per cui i gusti cambiano ogni sette anni? Nel caso è adesso.
Regole: la lista va compilata con persone tendenzialmente famose, coi vips diciamo, è vietato cacciarci dentro la commessa del negozio di intimo, la farmacista del paese, la vicina di casa o la cognata. Vietato. E no, non ci sono eccezioni. Sì, a me mi potete considerare vips.
La compilazione della lista autorizza la nostra metà a fare altrettanto, le due liste dovranno essere in qualche modo pubbliche e condivise.
La lista purtroppo non è atemporale, potete inserire pure la Marilyn o la Mangano o la Hepburn (K. o A. fate vobis), ma sprecherete soltanto delle possibilità.
Ed ecco la mia, ovvero le cinque donne con cui mia moglie mi consentirebbe di farci robe. Si tratta di un elenco senza una priorità, non è necessaria.
Maria Grazia Cucinotta (è un mio obiettivo storico, mi rendo conto che potreste obiettare, ma c’è tutta una storia personale dietro per cui devo riservarle un posto)
Scarlett Johansson (eh sì, che so’ scemo? Non è che devo per forza fare il bastian contrario pure qui, equivarrebbe a tagliarsi le palle con il mestolo)
Sienna Miller (mi ha stregato la pubblicità di Boss, che devo fa'? Ma lo sapevate che stava per sposarsi con lo sciroccato attore che fa l’amico di Hugh Grant in Notting Hill, ma lui era troppo geloso, dice)
Laura Morante (non c’è niente da spiegare)
Concita de Gregorio (ancor meno).
Aspetto le vostre liste.
p.s. Vabbè, Ryan Gosling non ce lo metto, uffi.
Capisco che questa confessione non mi spalancherà le porte per l’olimpo del machismo, ma va bene anche così. D’altra parte potrei lavorare sul mio morale paracadutandomi da tremila metri, o scalando la parete Rupal del Nanga Parbat, ma sono rimedi più complicati, oltre a non essere d’immediata fruizione temporale.
Un episodio a cui siamo particolarmente affezionati (anche mia moglie è della partita) è quello in cui Rachel e Ross (Jennifer Aniston e David Schwimmer) si concedono, come coppia, dei rispettivi tradimenti ipotetici (ep. 305 - La cassetta della posta). In soldoni, entrambi hanno la facoltà di redigere una lista di nomi di personaggi famosi con i quali potrebbero andare a letto con il permesso esplicito del partner.
Ross la fa addirittura plastificare inserendo Uma Thurman, Elizabeth Hurley, Michelle Pfeiffer, Dorothy Hammel e, come quinto nome, Winona Ryder (star locale) al posto di Isabella Rossellini perché, lo consiglia Chandler, la Rossellini è troppo internazionale e non avrebbe la minima speranza d’incontrarla. Ovviamente al termine dell’episodio Isabella, quella vera, si presenta al Central Perk e Ross ha il suo bel daffare per spiegarle che le ha preferito un'altra... e poi...
Siamo seri, chi di noi si sentirebbe di precludere al suo amore di passare una notte, nella improbabilissima ipotesi che questo potesse realizzarsi, con Scarlett Johansson o con George Clooney, a seconda dei casi e dei gusti? Certo non io.
Tutta 'sta menata perché volevo pubblicizzare una mia lista che, per ovvie ragioni, non andrò in tipografia a plastificare, chissà mai passando gli anni cambiassero pure i miei gusti.
Ma è vera la teoria per cui i gusti cambiano ogni sette anni? Nel caso è adesso.
Regole: la lista va compilata con persone tendenzialmente famose, coi vips diciamo, è vietato cacciarci dentro la commessa del negozio di intimo, la farmacista del paese, la vicina di casa o la cognata. Vietato. E no, non ci sono eccezioni. Sì, a me mi potete considerare vips.
La compilazione della lista autorizza la nostra metà a fare altrettanto, le due liste dovranno essere in qualche modo pubbliche e condivise.
La lista purtroppo non è atemporale, potete inserire pure la Marilyn o la Mangano o la Hepburn (K. o A. fate vobis), ma sprecherete soltanto delle possibilità.
Ed ecco la mia, ovvero le cinque donne con cui mia moglie mi consentirebbe di farci robe. Si tratta di un elenco senza una priorità, non è necessaria.
Maria Grazia Cucinotta (è un mio obiettivo storico, mi rendo conto che potreste obiettare, ma c’è tutta una storia personale dietro per cui devo riservarle un posto)
Scarlett Johansson (eh sì, che so’ scemo? Non è che devo per forza fare il bastian contrario pure qui, equivarrebbe a tagliarsi le palle con il mestolo)
Sienna Miller (mi ha stregato la pubblicità di Boss, che devo fa'? Ma lo sapevate che stava per sposarsi con lo sciroccato attore che fa l’amico di Hugh Grant in Notting Hill, ma lui era troppo geloso, dice)
Laura Morante (non c’è niente da spiegare)
Concita de Gregorio (ancor meno).
Aspetto le vostre liste.
p.s. Vabbè, Ryan Gosling non ce lo metto, uffi.
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