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18 gennaio 2017

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma


Temo che l'umanità abbia preso un po' troppo alla lettera l'illuminato postulato del chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier.

Perchè se, com'è vero iddio, o chi per lui, le schuko non si sa mai dove stanno, le patatine mancano sempre, e i calzini si spaiano irrimediabilmente, è altrettanto vero che stiamo assistendo a una pericolosa invasione di trasformatori (chiamateli alimentatori, chiamateli Ismaele o chiamateli come volete...).
Gran parte dei ritrovati tecnologici che agevolano le nostre vite ci sono venduti accessoriati di un rassicurante trasformatore.
Cellulari, harddisk esterni, laptop, cordless, consolle, tablet, fotocamere, giocattoli e tutta una serie di apparecchi dall'aspettativa di vita tendenzialmente molto breve.
Va così che passano gli anni, la tecnologia progredisce, i meccanismi si rompono e giocoforza vanno rimpiazzati con nuovi modelli.
I vecchi si buttano. Ma non il trasformatore, che può sempre tornare utile! (mi par di sentirvi).
C'è comunque una piccola fetta dell'umanità, studiata dalla Nasa, che riesce a gettare via il trasformatore - funzionante - assieme all'apparecchio di riferimento non più funzionante o fatalmente obsoleto. Beh, non sto dicendo a voi, iatevenne!

Noi gente normale raccogliamo i trasformatori in contenitori generalmente plastici di provenienza vagamente svedese etichettati alla meglio come "materiale elettrico", seppure negli anni si genererà l'esigenza di un'archiviazione più esclusiva e dignitosa in uno scatolone riservato marchiato "trasformatori".

Poi capita che devi comprare una tastiera elettrica per il figlio e la sua buona scuola - non sai mai ti diventi un Roby Facchinetti o un dio delle città - e che il prodotto in questione sia venduto con il trasformatore A PARTE.
Boni! Fermi tutti! Ce l'ho io il trasformatore!
Finalmente hai l'occasione per tirar giù il cavolo di contenitore zeppato negli anni di fior di trasformatori che potevano tornare utili.
E cominci a vagliare i volt e gli ampere, che non ci capisci una cippa, ma non vogliamo certo fulminare la tastierina nuova con una scarica inadeguata.
E niente, pare che il cartello mondiale dei trasformatori sia riuscito a destinare alla tastiera dei tuoi desideri un trasformatore dalle caratteristiche tecniche diverse, anche mezzo volt non di più, da tutti quelli che hai zelantemente messo via negli anni.
In ogni caso prendo quello dalle specifiche più simili all'originale e mi faccio consigliare dagli espertoni della materia che qui da me abbondano. Mi fanno: va bene lo stesso, e compro la tastiera senza alimentatore.
Va così che il cartello degli spinotti ha dotato la femmina di quel cazzo di sintetizzatorino di un buco di diametro avverso e il mio trasformatore, vanamente auspicato di riutilizzo, torna di filato nel cestone dei dimenticati.

A casa mia ce n'ho almeno venti di questi cosi. Ora... ipotizzando che il 30% delle famiglie mondiali sia messo come me, nei garage/cantine del pianeta dormono 6 miliardi sei di cazzosi trasformatori funzionanti.
Negli anni '70, ve lo dico, eravamo avanti: noi avevamo un coso rosso a cui bastava spostare un'interruttore per infondere alla pista polistil il voltaggio che volevamo. Un vero spasso.

E per la serie invenzioni da realizzare non ditemi che non sia possibile varare il trasformatore universale, ché non vi credo.

Poi, se il potere verrà preso dai trasformatori, che una notte senza luna decideranno di uscire dalle nostre scatole e pigliarsi il mondo, non lamentatevi se per salvarvi dovrà scapicollarsi qui Schwarzenegger direttamente dall'anno tremila.

23 settembre 2016

Mi dono alla scienza, da vivo però

O alla tecnologia, magari.
Io voglio che mi installino un chip sottopelle con tutte ma tutte le mie info e che possa essere decifrato dai vari lettori installati nel mondo mondiale.
Ben venga il grande grandissimo enorme fratello se in cambio mi fa stare sereno.
Intanto il chippettino dev'essere collegato al mio conto corrente o alla mia carta di credito. Devo pagare una cosa? Avvicino il polso al lettore e via pagata e in sicurezza, manco il pin voglio digitare.
E voglio pagare tutto, dalla spesa alimentare alle risalite a sciare, dal meccanico al caldaista, dal carburante ai caselli autostradali, dal dottore ai ticket sanitari, dai libri di scuola alle tasse varie alle multe.
Che poi sono tutte funzionalità già in uso, ma separate. Voglio dire non siamo in grado di raggruppare in una parte del chip quello che serve per attivare il Dolomiti SuperSkipass, il telepass, la carta della Coop, la tessera sanitaria e via e via?
Poi, ovviamente, il chip deve gestire gli sconti, le promozioni e le offerte, le rateizzazioni, tutte cose banalmente già possibili.
Il chip deve essere programmabile, non è che ci mettiamo sottopelle un apparecchietto statico. La domenica mattina vado a correre, lo passo sotto una macchinetta programmatrice (ma non sarebbe nemmeno necessario) e mi piglia i tempi della corsa.
Vado allo stadio? Sanno dove sono e quando ci sono e se tiro in campo una lattina.
Vado a mensa, mi scala direttamente i soldi e magari mi dà pure suggerimenti su cosa prendere visto che avrà in memoria il risultato delle mie ultime analisi.
Vado in un bar? Manco tiro fuori il portafoglio.
Cambio auto, pago il bollo, vado al ristorante o in farmacia? Tutto registrato.
Alla fine io VOGLIO CEDERE COMPLETAMENTE i dati della mia privacy, dei miei spostamenti e delle mie abitudini, voglio essere tracciato e monitorato in tutto, in cambio non voglio fare più settettrenti, Iseei, autocertificazioni e nemmeno voglio portarmi dietro 300 carte plastificate. Nemmeno voglio parlare se non ho voglia.
E queste sono proprio le prime funzionalità che mi sono venute in mente, le possibilità sono infinite.
Mettetemi stocazzo di chippettino e poi non rompetemi più le palle.
È che poi finisco per diventare volgare.

16 febbraio 2016

Il magico potere del riordino della casella di posta

Bei tempi quando arrivavano tre mail al giorno.
Era quasi una gioia, mi ricordo. Le aspettavi, le leggevi, le studiavi.
Talune le mandavi pure a memoria.
Poi, come spesso accade, il fenomeno ci è sfuggito di mano e adesso è lì, privo di ogni seppur minimo controllo, pronto a esplodere in un big bang termonucleare globale capace di ammazzarci tutti.
O di riportarci all'età della pietra, il che, dal nostro punto di vista, sarebbe certo auspicabile.
In ufficio ormai la comunicazione avviene esclusivamente per email o per chattini. Pure il telefono fisso versa in uno stato di pseudo abbandono. Va così che le mail si accumulano paurosamente nella casella di posta in arrivo e nella casella di posta inviata. Ma non puoi tenercele per sempre, ci sono limiti di spazio.
Sicuramente ci saranno quelli bravi che manco le fanno posare già le hanno archiviate nella cartella deputata per argomento, ma se tanto tanto siete un po' cialtroni tipo me, vi troverete dopo qualche giorno con le caselle zeppe di mail la cui razionale archiviazione, anzi, il solo pensiero di questa, vi manda in ciampanelle.
Prima ci ho provato dedicandoci un'ora al venerdì.
Poi il pomeriggio del venerdì.
Poi tutto un venerdì.
Quindi ho cambiato sistema, mollando l'onerosissima archiviazione tematica e passando a un'archiviazione per mittente/destinatario, buona solo se siete in grado di ricordarvi chi vi ha mandato quella determinata mail. Non per me quindi.
Alla fine gliel'ho data su e la cosa mi fa stare - per adesso - talmente bene che ho sentito il bisogno di scriverlo qui: da qualche giorno archivio i miei documenti di posta elettronica solo cronologicamente, per anno e per mese, con buona pace di tutti quelli che non riuscirò mai più a ritrovare.
Del resto quando la tipa giappo, quella del riordino, mi ha indotto a buttare 18 maglioni in una sola volta, mica è venuta poi a chiedermi dove li avevo messi.

2 ottobre 2015

Odio - sinfonia n. 5



odio iTunes
odio le cicche per terra
odio iTunes
odio i bolloni della coop
odio iTunes
odio le ditate sullo schermo
odio iTunes
odio il copridivano rinfrinzellato
odio iTunes
odio l'appiccicaticcio fuori dai barattoli di marmellata
odio iTunes
odio le scuse del ritardatario
odio iTunes
odio la polo dentro i calzoni
odio iTunes
odio i motorini a tre ruote
odio iTunes
odio la tramontana
odio iTunes

___________________
Odio, altre sinfonie: n. 1 - n. 2 - n. 3 - n. 4

15 giugno 2015

Tre cose tre che ti salvano il culo

No, davvero, procura di non fartele mai mancare, o ricordati di averle a disposizione, e la massima parte dei tuoi problemi andrà risolta.
Nello specifico in tre campi: i lavori di casa, in cucina e davanti a un piccì.
Cominciamo dall'informatica... quando cerchi una funzione, una soluzione a un problema, una scorciatoia, basta che ti ricordi che esiste il tasto destro del mouse, sta tutto lì.
In cucina? L'acqua di cottura della pasta, tienine sempre almeno un bicchiere, qualunque cena tu stia preparando. Tienila per la stessa pasta che stai per saltare, per dare nuova vigoria a un coccio di fagiolini... al limite a fine cena, quando è fredda, la dai a una pianta e male non le fa.
Per chiudere, il bricolage, comprati tutta l'attrezzistica che vuoi, fatti l'assortimento mondiale globale di viti e rondelle ma se non c'hai le cacchio di fascette da elettricista non partire nemmeno. Con quelle fascette plastiche a cui non daresti una lira puoi davvero risolvere tutta una serie di guai meccanici o di stabilità. Scoprirai che ogni riparazione provvisoria che andrai a fare si rivelerà, col tempo, più duratura, salda e definitiva del tuo stesso matrimonio.

10 dicembre 2014

Rotture

Tutto quello che si poteva rompere s'è rotto, come vaticinato dalla seconda deriva tennologica della legge di Marfi.
Kindle
Disco Fisso dati
Lavatrice
Stereo
Caldaia
Box doccia
Disco Solido Sistema Operativo
Per tacere delle infiltrazioni d'acqua in soggiorno e di tutti i pezzi sostituiti nella revisione dello scooter.
No, tranquilli, non vi sto chiedendo soldi, sto solo implorando un filo di pietà al dio, o chi per lui, della fottuta ingegneria.
E apprezzo sempre più la saggezza del detto popolare Il meglio è nemico del bene.

6 ottobre 2014

Il punto Gmail

Avrete sentito parlare di “How Google works” (“Come funziona Google” ed. Rizzoli Etas) dove Eric Schmidt, l’ex Ceo di Google (con Jonathan Rosenberg coautore), tra le altre cose, ci dispensa 9 consigli sulla gestione delle mail. Argomento che mi ha sempre coinvolto.
I consigli dei due soloni digitali non avevano però fatto i conti con la Linea che, per parte sua, li smonta pezzo a pezzo.

Regola 1: Rispondi velocemente. Per Eric Schmidt, “Ci sono persone su cui si può contare perché rispondono rapidamente, mentre altre no. La maggioranza delle migliori persone nonché delle più impegnate che conosciamo, agiscono velocemente e rispondono subito non solo a noi o a un gruppo ristretto di persone importanti, ma a tutti”.
Linea 1 – Non rispondere proprio. La richiesta che ti fanno, specialmente se urgente, sarà obsoleta nel giro di ore o di un giorno o due al massimo. Rispondi solo in caso di sollecito, che avviene una volta su dieci. Le altre 9 volte si saranno mossi diversamente, specialmente se era urgente.

Regola 2 - Quando scrivi un messaggio di posta elettronica, ogni parola è importante. L’obiettivo è non perdersi nella prosa e risultare chiari e cristallini. C’è un problema da esporre? È necessario definirlo con chiarezza.
Linea 2 – Una sacrosanta supercazzola ti potrà salvare il culo in più d’una occasione. Dai retta a un bischero: non disdegnare vacui paroloni e giri di parole astrusi.

Regola 3 - Fare pulizia è fondamentale. La casella di posta va tenuta pulita e ordinata, proprio come una scrivania. “Quanto tempo perdi davanti alla inbox cercando di scegliere quale mail leggere per prima? Quante volte apri e rileggi una mail che invece hai già guardato?
Linea 3 – Ricordi a 16 anni dove e come tenevi le scarpe, dove lanciavi i vestiti prima d’una doccia? L’ordine estremo è sintomo di vecchiaia, lascia che le tue mail si perdano in un archivio arruffato e adolescenziale e avrai risparmiato tutto il tempo necessario per metterle a posto. Poi, se serve, ci sarà sempre il pignolo di turno pronto a girarti copia della mail che non ritrovi.

Regola 4 - La legge del “LIFO”. LIFO è l’acronimo di “Last In, first out”, il mantra del perfetto gestore di caselle email. Iniziare dunque dalla mail in cima a tutte, quella più recente, e andare indietro una per volta, cercando di leggerle e risolverle (oltre che archiviarle) tutte. Il “LIFO” fa coppia con “OHIO” che significa “Only Hold It Once”, ovvero, ogni messaggio va visto e gestito una volta sola.
Linea 4 - Con una buona gestione dei mittenti riuscirai ad indirizzare in caselle d’archivio, o di spam meglio ancora, una bella fetta delle mail in arrivo. E se proprio non puoi rinunciare a un vezzoso acronimo spacciati per cultore dell’AIFO: All In Finally Out.

Regola 5 – Sei un router. E proprio come l’apparecchio che smista, spacchetta e instrada i dati, anche chi legge una email dovrebbe essere in grado di girare subito le informazioni in essa contenute a chi è interessato all’argomento.
Linea 5 - Quando chi ti scrive avrà imparato a conoscerti, capirà da solo che sarà meglio inserire anche altri per cc affinché il lavoro venga svolto o l’attività seguita. Al momento in cui i cc passeranno destinatari principali e tu in cc avrai vinto.

Regola 6 – Se usi il ccn chiediti perché. Mettere destinatari in “copia nascosta” significa avere qualcosa da nascondere. Dunque prima di farlo, rifletti. Sostiene Schmidt, è controproducente in una cultura professionale che deve basarsi sulla trasparenza. E questo vale anche per i messaggi email.
Linea 6 - Usa solo il copia nascosta quando mandi a decine di colleghi l’ultima barza, o la catena dell’invia questa mail ad altri 5 amici, o anche solo le renne cantanti a Natale.

Regola 7 - Vietato urlare. Se devi farlo, è meglio agire di persona, o al telefono. È troppo semplice farlo in un messaggio scritto.
Linea 7 - Quando scrivi un messaggio in maiuscolo a qualcuno che ti ha fatto innervare davvero ricorda, in fondo, di aggiungere “scusa avevo il caps lock inserito”.

Regola 8 - Mettiti sempre in condizione di seguire lo sviluppo di un compito segnalato via mail. Per non dimenticarti di un compito, rimanda a te stesso il messaggio in cui questo veniva descritto o la mail a cui rispondere.
Linea 8 - Fai capire appena puoi che non stai seguendo l’attività di cui ti chiedono e non per colpa tua. “Quale mail?”; “A me non l’hai girata” e “Ero per cc” le frasi più gettonate per uscirne. Dimenticati di un compito e il compito si dimenticherà di te.

Regola 9 - Lavora affinché le tue mail possano essere rintracciate rapidamente. Primo consiglio se c’è qualcosa di davvero importante che pensi ti servirà in futuro, rispediscilo a te stesso aggiungendovi qualche parola chiave che ti potrà essere utile quando userai il motore per ricercarla.
Linea 9 - Se proprio devi rispondere sii trasparente nelle tue mail, usa parole semplici e di uso frequente, come gestione, monitor, report, analisi operativa, tabella, file. Dopo una settimana saranno perdute per sempre come le cazzose lacrime nella fottuta pioggia. E sarai ragionevolmente salvo.

30 settembre 2013

È morto il Kindle viva il Kindle

Solo per dire che l'assistenza di Amazon merita le 5 stelle.
Che hanno fatto? Niente, solo il loro dovere, direi, ma l'hanno fatto benissimo.
Presto e bene questa volta stanno insieme.
Una parte dello schermo del mio ebook reader si era incancrenita in un'immagine fissa non scardinabile nemmeno con l'hard reset (tieni premuto 20 secondi il tasto e mangia prega ama, ma nulla di fatto) e allora ho attivato l'assistenza.
Mi hanno chiamato, mi hanno chiesto il nome utente (che ovviamente non ricordavo), hanno raccolto la descrizione del danno e fine.
Tre giorni dopo avevo il nuovo Kindle, con tutti i miei documenti recuperabili con un clic, in sostituzione del vecchio e con precise istruzioni per la restituzione a totale carico Amazon del dispositivo guasto.
Alla Posta ci son dovuto andare io, questo è l'unico neo.

27 marzo 2013

Ics Inps Zeta

C'è la NASA e subito dopo c'è l'INPS.
Provare a ottenere il Codice Individuale del contribuente era (è?) una procedura a prova di Mossad e la riuscita del tentativo un'incognita.
Registrarsi online per ottenere i primi 6 caratteri del codice, gli altri 6 ti vengono spediti a casa in busta chiusa, protetta e assicurata. Questi ultimi sono stati scritti su un foglio con lo stuzzicadenti intinto nel succo di limone e li puoi leggere solo al buio e con la candela che illumina da dietro. Fatto? Bene, hai i tuoi 12 caratteri per il login al sito dell'INPS e la prima cosa che ti chiede appena effettui l'accesso qual è? Di segnarti il nuovo codice INPS perché te lo cambiano subito. Fate le virgolette colle dita e pronunciate tutti insieme "questioni di sicurezza".
Poi non basta, però, ti telefonano a casa e vogliono parlare con l'intestatario del codice, pure se questo ha un'invalidità del 100% e alla domanda "Sei tu davvero Tizio Caio" può rispondere, quando va bene, "Papparapà".
E così, mancando l'autenticazione vocale finale, ti bruci anche il codice già acquisito e devi ripetere la procedura dall'inizio assoldando un'anziana vicina in salute che si finga la tua mamma al momento della telefonata di verifica.
Se t'impegni, comunque, sempre che tu sia possessore e skillato fruitore di dotazioni informatiche, alla fine della fiera te lo ritrovi un buon codice individuale INPS. E qui puoi pensare che in fondo il Codice Individuale INPS è per sempre, tipo un diamante. Magari! Non appena ti ripresenti sul sito famigerato, se sei stato inattivo per più di trenta trentacinque minuti te lo fa cambiare il tuo amato codice e parte un nuovo e macchinoso iter.
Poi, se proprio ti dimentichi dell'INPS perché magari per qualche mese non hai bisogno, capace che ti chiamino loro nel mezzo della nottata e t'informino che il tuo codice è nuovamente scaduto e che tu debba rinnovarlo presentando magari l'iride del contribuente intestatario. E lì ti devi attrezzare per l'espianto, perché non t'aiuta certo nessuno.
Ma poi, mi chiedo, perché tutta 'sta sicurezza all'INPS che con una password dispositiva in banca, da 10 anni sempre la stessa, posso gestire il mio c/c o, sempre con una password, disporre pagamenti sicuri online con carta di Credito.
Chi è, mi chiedo ancora, il cazzone che vuole fregare il Codice Individuale INPS di mia mamma per poter versare in sua vece i contributi della badante? Chi è? Che mi telefonasse, glielo detto al volo il codice.

11 settembre 2012

Apple figlio d'Apollo

Apple prenota lo special event con un discreto anticipo, e poi non si sa bene che esce fuori. Sarà iPhone5 o iPad4?
Diciamolo, con 'sti numeri ormai siamo arrivati ai livelli di Rambo e Rocky! Saranno cazzotti o smitragliate?
Stallone puntualmente metteva in cantiere la pellicola, la girava, un +1 al titolo e via andare.
Grande delusione l'evento scorso quando, al posto dell'iPhone5, quelli di Cupertino hanno rifilato ai fan sbrodolanti un iPhone4s. Manco a Sly gli era mai venuto in mente di buttare in pasto al suo pubblico un Rocky3 Special.
Vi ricordate l'epica sfida con Apollo Creed, mi son sempre chiesto ma perché Rocky s'è dovuto fare tutta la trafila con Rocky 2, poi il 3 ecc. mentre Creed ha fatto direttamente Apollo 13?
Dopo questa mi metto in punizione e in ginocchio sui ceci per 33 minuti.
Eccomi, sono tornato.
Proseguendo, mentre i primi film erano innovativi, arditi, appassionanti, poi l'interesse è andato scemando, anzi, a dirla tutta, hanno pure un po' rotto.
La regola che se ne trae è che quando il numero si fa troppo alto il prodotto non va più e diventa magari oggetto per il pubblico ludibrio.
Conviene quindi cambiare film (o nome al dispositivo) e così arrivano i Mercenari, che comunque stanno già al 2 (mi sono perso qualcosa, ma forse no).
La vera sorpresa per domani, e cosa non impossibile per Apple, sarebbe se ci scodellassero uno Steve Jobs 2.0.

9 agosto 2012

A Fiorenza, città d'arte e suocera

Dolcemetà non legge il blog, è cosa risaputa. Anche se a volte le piglia la frenesia e si rimette in pari, anche perché non ama che si parli di lei a sproposito.
Scopro invece, con sorpresa, che sua madre tutti i giorni passa sulla Linea a vedere se è uscito qualcosa.
"E tu lo sai, io feisbucche un ce l'ho, guardo due notizie, icchè l'è successo, e poi se t'hai scritto qualcosa te..."
Che onore! Stare sulla barra dei preferiti con Repubblica e il Corriere.
Considerate che la Fiorenza è una che a sessanta e dieci anni s'è catapultata in un corso per piccì e la sera, tornando a casa, è passata a comprarsi un portatile, così, come fosse un pacchetto di patatine.
"Certo però che tu ne dici di bischerate!"
E qui bisogna riconoscere che ha pure compreso appieno lo spirito del blog, per quanto anche Repubblica e il Corriere...
Almeno io lo dichiaro.

23 luglio 2012

The soccia network

Sono un paio d'anni che sto su facebook e in genere lo difendo.
Quando capita di parlarne cerco di esporre i suoi lati positivi ché qualcuno ce n'é, anche se io mi sono iscritto solamente per battere il record di Giacomo a biotronic ( - 387.210).
Ho visto filmati, inseguito link, letto storie, scambiato parole con persone che stimo, ritrovato amici d'infanzia, ho seguito le avventure dei più girelloni e, da non sottovalutare, mi presento sempre informatissimo alle cene tra parenti: sono l'unico che conosce gli ultimi passaggi amoroso-professional-vacanzieri dei miei nipoti, degli amici di mio figlio, dei miei cugini e delle zie di dolcemetà (sic).
Epperò, il famigerato The soccia network, si porta dietro risvolti di insopportabile invadenza. Un po' per colpa intrinseca sua, ma molto per l'acriticità degli iscritti, i quali si ritengono liberi di agire a cazzo solo perché schermati dall'interfaccia web. Non vi vedo, è vero, ma mi ricordo.
Tutte le richieste, gli inviti, gli aiuti per farmville et similia, le iscrizioni forzate ai gruppi... vi prego, non coinvolgetemi, fate conto che io non esista.
Prima chiedetevelo, se c'è un solo motivo perché dobbiate inchiodare il mio nome alla vostra agendina sociale. E, se c'è, non fatelo lo stesso.
Tu amico semisconosciuto e lontano, lasciami fuori dalla lista dei tuoi compleanni, ma non perché io sia uno riservato, ce l'ho scritto in chiaro quando cazzo sono nato. Se proprio vuoi, annotatelo. Ma perché mi devi rompere i coglioni con una richiesta diretta e mirata per "Il mio calendario - compleanni". Ma cosa te ne fregherà mai? Oltretutto, mi avessi mai fatto un regalo!
Lascia perdere, dice Osasco (il mio ineguagliabile muratore)... lascia perdere, davvero.

31 maggio 2012

Strumenti di lavoro

Mio nonno aveva un aratro con i buoi e una vanga. Dissodava, vangava e zappava. Seminava e raccoglieva, grano, baccelli, ceci, carciofi. Poi c'era una piccola vigna e un discreto numero di olivi.
Mio padre aveva una carriola e una mestola. Edificava, demoliva e ristrutturava. Ha costruito case, tra cui la mia, ha progettato e messo in piedi non so quanti archi e quanti caminetti, le sue passioni.
Io ho un computer e excel. Dissodo le mie tabelle con il cerca verticale e le edifico con i bordi, gli sfondi colorati e le font innovative.
Mio nonno mi ha insegnato a caricare il peso sulla vanga e mio padre a rimestare la calce con la pala.
Ma io cosa dirò ai miei figli? Che arte, che mestiere potrò lasciar loro in eredità?
Di quali astuzie potrò metterli a parte? Li istruirò sul testo in colonne o sul convalida dati, ma poi?
La prima sensazione è che questo srotolamento di progresso ci dipinga dentro a scenari sempre più sofisticati ma vuoti, e che la minore fatica fisica da sviluppare nelle attività moderne possa causare percezioni distorte dei valori dell'esistenza, o alterarne i pesi.
Ma quando i miei futili strumenti sembrano irrimediabilmente allontanarmi dalla tradizione familiare penso che in definitiva, lavorare con coscienza, cercando di dare il meglio, quando si rivolta una zolla, quando si tira su un muro a piombo o quando s'imposta una tabella pivot, comunque serva ad intrecciare quel filo immaginario e immaginato che, attraversandoci, ci lega.

24 febbraio 2012

Orario sballato su Blogger

Questo è un post di servizio. E disservizio.
Io ho un'ammirazione infinita per le innovazioni tecnologiche, e meno le comprendo e più le ammiro.
Non comprendo bene neppure il funzionamento dello sciacquone, che quindi ammiro, ma sono sinceramente devoto a elettricità, radio, televisione, computer e a tutto ciò che è animato da tecno-logiche a me oscure e che non riuscirei mai a riprodurre da solo.
Nell'ultima decina d'anni mi sono convertito al culto di Google, perché sinceramente l'ho visto e lo vedo quotidianamente compiere dei veri e propri miracoli.
Ma poi può capitare al più accreditato dei santi, mentre si reca distrattamente a curare i malati, di pestare una merda.
Voglio dire, ormai son quasi 2 mesi che i commenti nei post di questo (e di altri) blog sulla piattaforma Blogger vengono pubblicati con un assurdo orario di non so quale arcipelago sperduto del Pacifico, di Marte o di Tralfamadore.
Ma conoscere l'orario, un banalissmo orario che 40 anni fa ti davano pure al telefono spendendo due spicci se digitavi il 16, pare essere diventata impresa improba.
E mo’ bbasta!
Questo bendiddìo d'impalcatura che sorregge le parole di milioni di blogger alla fine non è in grado di dirti che ore sono?
Che è un'info che il mio Pc conosce e puoi pescarla da lì, volendo.
Ma non sarebbe necessario perché l'orario giusto, in qualche anfratto della piattaforma esiste e, difatti, se programmi la pubblicazione di un post, funziona a modino (questo sarà online dalle 19 di stasera, p.e.), ma per i commenti no, lo si va a ricavare, piuttosto che dal fuso orario del blog, dal fuso orario di un server disperso nella galassia.
Chiedo umilmente a san Google, che è capacissimo di stupirci con i risultati di ricerche altrimenti improponibili e con l'elaborazione in tempo zero di algoritmi e analisi statistiche mirabolanti, d'investire una miliardesima parte dei suoi utili per comprarsi una cazzo di cipolla da taschino e di darci un'occhiata per riallineare l'orario di pubblicazione dei commenti nei post.


(Digitando su Google il titolo di questo post ho ricevuto in risposta: Forse Cercavi... Orario ESATTO su Blogger?)

12 gennaio 2012

Terapia di Groupon

Tu e la tua metà vi siete chiesti perché state insieme, perché vi siete piaciuti?
Forse perché amate entrambi il cinema, il sesso estremo, le passeggiate nel bosco, lo snorkeling e le torte al cioccolato? Ci può stare, infatti, chi si somiglia si piglia.
Oppure perché siete agli antipodi e vi compensate, uno è istintivo e l'altro ragiona, uno mangia la coscia e l'altro il petto, uno ama il calcio e l'altro ama stirare? Ci può stare, infatti, gli opposti si attraggono.
O forse nella vostra storia c'è un giusto mix, un po' vi somigliate e un po' v'incastrate perché diversi. Può essere anche questo.
Io so esattamente perché io e mia moglie siamo fatti l'uno per l'altra: ognuno di noi ha un ruolo preciso. In cucina, a letto, nell'educazione della prole, nella spartizione dei giochi su La Settimana Enigmistica, nell'elaborazione e nell'attuazione dei programmi nel tempo libero.
Quest'attribuzione di mansioni dall'equilibrio jenghiano trova la sua sublimazione in quella mezz'ora quotidiana in cui lei, davanti alla sua posta elettronica, passa in rassegna le offerte dei vari Groupon, Groupalia, Poinx e compagnia cantando.
Lei legge a voce alta, quasi indifferente, ma di fatto propone. Io stronco. Il mio ruolo è quello, è la mia natura direbbe il cazzo di scorpione.
Il nostro rapporto si rinsalda se riusciamo a varare un perfetto mix tra offerte acquistate e bocciate.
Per far ciò serve della classe, non pensiate di agire a cuor leggero, magari distrattamente mentre state affettando le zucchine a julienne o spippolate col telecomando tra Bear Grylls e Gordon Ramsay. Occorre attenzione perché non potete bocciargliele tutte tutte, altrimenti, a un certo punto, lei s'innervosirà e finirà per accettare le prime 3 che gli capitano a tiro, chessò trascinandovi in un trekking di due giorni a Cesano Maderno, in un ristorante macrobiotico sui Monti Erei o portandovi a casa un'iguana verde dell'Amazzonia.
Ed ecco in esclusiva uno stralcio dei dialoghi che potreste ascoltare se solo aveste piazzato delle cimici da noi:
- Apriamo un conto WeBank?
- Conto? Con quali soldi?

- C'è un corso di lingua inglese online, l'inglese of course. Un mese 9 euro.
- A quest'età se non l'abbiamo ancora imparato non l'impariamo più.

- Piacere: Love kit con massaggiatore, manette, gel, palline da geisha e anello.
- Manette? Manette?
- C'è scritto Manette.
- Ah, beh, se c'è scritto. Anche anello poi, anello di che?

- E una poltrona-sacco BigBoy Giant Beanbag a scelta tra 10 colori?
- Uhm, però, solo dieci colori, ne aveva 16 il mio monitor Amstrad del 1985.
- Ma che c'entra?
- Sedici. (faccio sedici con le dita mostrandone prima dieci e poi sei)

- E un orologio con cardiofrequenzimetro?
- Non abbiamo manco il tempo di andarci a correre...

- Menu toscano per due a 35 euro?
- Più 30 alla babysitter, dimmi te dove sta il risparmio?

- 5 cavitazioni?
- Cavitaché?

- Biscottiera La Smilza (vedi foto) a solo 29,90?
- Ma dove la mettiamo?
- Ma è smilza, dice...
- Comunque siamo a dieta, compriamo una biscottiera?

- E abbonamento in palestra 10 ingressi 19 euro?
- Ecco sì, vai in palestra vai.

20 dicembre 2011

Il mio Kindle amazon

Non ero così eccitato per un mio acquisto online da quando mi erano arrivate le 3 scatole da 20 bottiglie di Schlenkerla affumicata, con tanto di ringraziamenti da parte della famiglia Trum di Bamberg.
Oggi alle 21 è per me iniziata una nuova era, ho infatti aperto il pacco portato in mattinata da SDA contenente il MIO Kindle™ - l'ebook reader di Amazon.
Sgombro subito il campo da possibili equivoci, nel pacco c'erano anche 5 libri. Sia chiaro che non smetterò di acquistare libri. Ne comprerò meno, però, questo ci sta. Al tempo stesso ne leggerò di più, spero, e ciò basta per giustificare l'acquisto della macchinetta infernale.
È carino, molto. Maneggevole, leggerissimo.
L'ho messo in carica all'istante, l'ho configurato e c'ho sparato sopra alcuni pdf di classici ormai affrancati dai diritti d'autore.
Non è touch e non è corredato di birbonate iperhitech non ci sono APP da scaricare. Serve per leggere, senza schermo retroilluminato, con la tecnologia E Ink, pari pari a un libro. Ma non delle sue caratteristiche tecniche voglio parlare, quelle le trovate in ognidove.
Ho testato subito l'acquisto online di un ebook. Non senza qualche difficoltà (la ricerca non sono riuscito a capire come funziona, sempre che funzioni, ma immagino di sì) ho scorso un po' di pagine.
All'inizio ho cercato i racconti di Bernard Malamud perché quando una donna che scrive ti consiglia qualcosa da leggere ne vale sempre la pena. La ricerca però è stata vana, vedremo se si trovano ancora nella versione antidiluviana, quella cartacea. Tra le raccolte di racconti, però, ho trovato acquistabile l'antologia Lama Trama 2010 di AA.VV., dove un Autore Vario sono io e beh, pure se non me ne viene un barduino potete accattarvela da Amazon cristoddìo.
Poi m'è venuta un'ideuzza e ho ritentato una ricerca, "Roma": niente, nessuna corrispondenza trovata.
Mannaggia, decido allora di scorrere un po' di pagine saltando a piè pari i giorgifaletti gli errideluchi e soprattutto i federichimocci e m'imbatto incredibilmente nel romanzo a cui avevo deciso di riservare il mio battesimo dell'ebook:  Roma, Lato B del buon Claudio Delicato.
Seguo il suo blog (ciclofrenia) da diverso tempo e mi ero ripromesso alla prima occasione di leggerlo 'sto libro, alla fine sono andato oltre. Ho tirato giù il primo capitolo che quello te lo mandano aggratisse, me lo sono sparato in 5 minuti e poi ho incanalato 4,99 preziosi eurini nel buco siderale del web amazonico con la segreta speranza che qualcosa arrivi anche al ciclofrenico Claudio.
Insomma, ho saltato il fosso. Beh sì, un po' l'ho saltato dai.
Spero di non pentirmene e comunque a scaraventarlo fuor di finestra, il Kindle, è un attimo.
Per adesso, sento già di amarlo.

7 dicembre 2011

A domanda rispondi

Con oggi La Linea d'Hombre inizia una collaborazione informale con Yahoo Answers.
Nel senso che diamo una mano rispondendo ad alcune domande realmente poste e ancora aperte.

Salve, vorrei sapere se...la pillola yasminelle fa ingrassare e aumentare il seno!
allora, nn vorrei ingrassare xk sarebbe un trauma, xk sn riuscita a dimagrire e nn vorrei riprendere peso...prima ero 1.50m x 62kg....adesso sn 1.57x 49kg....ho impiegato 4 anni x raggiungere q.sto peso!!
ho 17 anni e una 4^abbondante...e vorrei sapere se il seno potrebbe continuare a crescere con la pillola:):) grazie:)

Amore, vorrei saperlo anch'io, fatti viva tra un annetto e diamo un'occhiata.

Si avvicina Natale e nn so cosa fare al mio ragazzo... Ok i regali vengono dal cuore ( <3 )
Ma alcuni suggerimentiiiiii? GRAZIE 10 punti assicurati al migliore :)

Inizierei ingurgitando un secchio di pillole yasminelle, il ragazzo gradirà.

Ciao, ho comprato il proiettore pk 301 piko dell'optoma, l'ho installato su pc come dicono le istruzioni , ma nn riesco a proiettare i file k ho sul computer come faccio ?
Questa è facile: optoma lo dici a tu' sorella.

Bear Grylls non fa più le puntate? o le farà?
Le farà le farà, l'hanno visto a Montecarlo. (pure questa domanda è vera, ma l'ho ripresa solo per farvi conoscere il secondo uomo più coraggioso della terra: Bear Grylls. Il primo è il suo cameraman).

Vorrei un gioco per la wii in cui ci si muove e ci si diverte solo col telecomando!!?
No, no, no. Toglilo da lì!

Un Titolo che possa attirare l'attenzione del professore! Curioso... bello... significativo... sensato... sull'argomento: RIVOLUZIONE RUSSA (1917) Grazie dieci Punti al migliore!!! <3
Se la Rivoluzione russa ci vuole Breathe Right®.

Si puo' spiegare con una formula matematica il sesso?
Certo! Con questa: M = C + I (lascia stare gugòl, è la formula del montante).

Qualcuno conosce qualche sito di fantacalcio in cui si può giocare in questi giorni anche se il campionato è già iniziato? grazie a tutti.
Amico, mi sto disintossicando. Vade retro Santana!

Ragazze sono molto preoccupata, da 3-4 giorni ho delle perdite di muco biancastro abbastanza dense che mi macchiano gli slip. nn credo sia l'ovulazione xke le altre volte nn era così tanto. cosa può essere? Aiutatemi x favore.
È muco biancastro.

E' da settembre che sono innamorata pazza di un ragazzo a scuola mia, tramite amicizie varie sono riuscita a parlarci ci siamo presentati ecc..
Lui è carino e piace a tantissime ragazze, quando mi saluto riesco a malapena a digli ciao..
Più che timida sono insicura, troppo!!
Parlando così con delle mie amiche fa: Si è carina, ma per me è troppo timida, quando la saluto a malapena mi saluta, su facebook non mi parla...
Ho paura di prendermi poi troppa confidenza... Siamo in tante che ce lo stiamo contendendo, ma non lo voglio perdere...
Come comportarmi?? Consigli seri...

Sono serio: glie-la-de-vi-da-re.

Mi dite le diferenze e il caratere di un husky femmina e mashio voi kuale dei 2 preferite maskio o femmina e il perche
Valutare l'opzione di tornare al paese tuo. Con o senza husky.

Aiuto!!! Mi sapete dire cosa significa scheda grafica shared?
Vai su Youporn, cerca wife shared e magari cominci a farti un'idea.

Mi fate una riassunto non troppo lungo della trama di Modern Warfare 2. Perchè devo iniziare il terzo...? e non ricordo bene tutto
Lui muore e lei scappa in America. E tu vai a 'fanculo.

28 novembre 2011

La cella del povero Maffei ®

C'era questa tabella che era appannaggio del Maffei.
Non si seppe come fosse finita tra i suoi compiti, fatto sta che mensilmente lui la gestiva, lui ne curava l'input e lui la quadrava.
Considerate che quest'affare elaborato in excel era un vero e proprio rompicapo e non a caso era da tutto l'ufficio conosciuto come la Tabella delle tabelle.
Una roba che quadrarla era come fare tredici, al tempo in cui c'era il tredici, e si parla di quei tempi là.
La tabella incrociava dati a doppia entrata, tanto per spiegare un minimo senza stancare con i dettagli, da una parte dati di origine tecnica e dall'altra dati di origine amministrativa, organizzati per province e tipologia.
La sua quadratura sistematica, operazione non consona ai comuni mortali, aveva fruttato al buon Maffei, oltre alla stima dei capi e all'invidia dei colleghi, pure 3 o 4 categorie, che alla fine dei salmi son soldi.
Al rinfresco per la pensione il Maffei ci salutò con calore e glissò amabilmente, con sorrisetti intrisi di falsa modestia, sulle mozioni che alcuni di noi avanzarono riguardo alla famigerata quadratura tabellare.
Ci puntavamo con odio, noi superstiti, i nostri sguardi lampeggiavano frasi immaginarie del tipo "adesso me la cucco io la Tabella delle tabelle e rilancio la mia carriera alla grande".
Di fatto fummo accontentati tutti, per così dire, in quanto il capo ufficio la fece girare amabilmente tra di noi perché nessuno pareva in grado di risolvere il rebus della quadratura.
La figura del Maffei, che a vederlo un genio non era mai sembrato, assunse sempre più una valenza mistica, uno spirito da evocare nei momenti di crisi quando, nonostante l'impegno profuso ai massimi livelli, le due celle che dovevano riportare totalizzati i due importi identici fatalmente squadravano, se andava bene, di centinaia di migliaia di lire.
Ci arrendemmo tutti, uno a uno, sfiniti. Vinti per sempre dal ricordo del nostro collega e della sua infallibile opera di calcolo.
Il Maffei aveva dolorosamente raggiunto il mondo dei più da un paio d'anni, quando mettemmo casualmente le mani su un floppy blu da 3,5 pollici.
Come nelle migliori spy story lo cacciammo al volo nel primo piccì libero alla ricerca dei segreti dell'ormai povero Maffei.
Ci volle un bel po' per capire che a uno dei due importi veniva aggiunto un numero, all'apparenza frutto di un qualche calcolo empirico, a mano. Controllammo più mesi, era sempre così. Finché un file si aprì non sulla tabella ma su una porzione del foglio all'estrema destra, dove una cella solitaria e sperduta riportava in un grigio appena visibile l'inevitabile scarto che ogni mese i due totali accusavano.
E lui, con semplicità, lo ributtava dentro, sommandolo all'importo più piccolo e raggiungendo con facilità la quadratura cui tutti ambivano. Quello volevano e quello avevano.
Nessuno era stato in grado in tanti anni di sgamare l'ingegnoso artefizio del povero Maffei che giustamente non fu sputtanato, anzi divenne il vero mito, l'eroe che aveva sconfitto la Tabella delle tabelle e pure i suoi capi.
Ieri andava così ma, sarebbe inutile negarlo, la Cella del povero Maffei ® ci salva spesso il culo ancora oggi.

18 novembre 2011

Captchomanzia


Forse siete a conoscenza della posizione che La Linea d'Hombre ha assunto in merito ai captcha e al loro apparentemente inspiegabile proliferare nei blog, senza tornare in dettaglio sull’argomento riteniamo di dare un nuovo impulso al combattimento affrontando i cavalieri del Santo Kaptcha sul loro stesso campo e sfruttando al meglio la digitazione delle empiriche sequenze di lettere a cui siamo costretti.
 



Il Captchatore


Da oggi offriamo un servizio nuovo e gratuito: la Captchomanzia.
Per tutti coloro che vogliono un consiglio, magari anche solo una semplice indicazione o un flash sul futuro che li aspetta è attivo il widget qui di fianco a destra, nella finestra marrone.
Attenzione: non siete obbligati a consultare l’oracolo dei captcha, non richiedete una sentenza se poi non siete in grado di gestirla.
Agli scettici garantiamo la serietà assoluta di quanto predetto con la lettura dei captcha, serietà almeno pari a quella che accompagna la lettura della mano, dei fondi del caffè o delle interiora degli animali. Offriamo più serietà e stop ai cattivi odori.
I captcha che i  NOT- free-captcha-blog vi obbligano a comprendere e scrivere per poter apporre un commento ai loro post da oggi non sono da buttare, appuntateveli o copiateveli e venite a interrogare la sfera della captchomanzia.
Secondo recenti studi i captcha che i sistemi di sicurezza del verifica parola richiedono non sono sparati a caso ma, anzi, sono connaturati all’utente stesso che li riceve, alla sua esistenza e a quello che sta commentando e come.
È per questo che far decifrare i propri captcha assume una rilevanza strategica per le decisioni da prendere nella  nostra vita. Avete dubbi sul vostro partner, sul lavoro o su dove passare le prossime ferie?  Volete sapere se per gli stomachini dovete ringraziare la vostra nuova fiamma o la vostra vecchia gastrite?
Captchomanzia ha la risposta.

15 novembre 2011

La Mitica Agenda - n. 2

Abbiamo già parlato della Mitica Agenda come qualcuno probabilmente si ricorderà (io) e qualcun altro no (voi). Oggi su La Linea va in scena il secondo episodio incentrato sulla raccolta degli strafalcioni del mio collegame.

Tu mi hai aperto una lacuna. (gm)

Cosa vuoi, la botte piena e la moglie incinta? (ng)

Non si può dire le cose e poi levare il sasso. (fo)

Ho comprato un paio di jeans a zampa di leone. (ng)

Noi non si scherza mica coll'acqua. (ac)

Facesse il suo invece di andare a mettere le pulci nel culo agli altri. (lt)

Non lo voglio neppure offerto in un paiolo d'argento. (pb)

Lei cambia tutte le carte in regola. (mc)

Il mio computer ha un microbo. (br)

D'altra parte le mie frasi sono entrate negli albori. (mg)
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