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16 novembre 2017

Amici di pin

Una volta c'erano gli amici di pen, poi ci siamo involuti come nostro solito.
La mamma di Paola, la prima volta che vide la figlia ritirare soldi da un bancomat commentò così:
- Mah... vai a dirglielo a quelli del mondo di prima che da un muro esce i' sordi!
Perché quello fa un bancomat, ti dà i soldi. Fine.
Ma poi le cose son migliorate, nella nota ottica che il meglio è nemico del bene, e il bancomat ti offre - immagino e presumo - tutta una serie di succosi servizi accessori.
Fatto sta, c'era 'sto tizio ad armeggiare e io mi metto in coda, un po' di lato per non invadere la sua privacy, ma in una posizione visibile.
Mi ha visto arrivare, ma continua tranquillo, e ci mancherebbe, il bancomat è suo, c'è arrivato prima di me.
Pigia sui tasti che nemmeno Benedetti Michelangeli, fino a che gli esce una strisciata di carta lunga un paio di cento metri, probabilmente fedele diario di tutti i movimenti della vita dell'uomo, non lui in particolare, proprio l'uomo in generale.
Poi l'infernale prodigio gli sputa la tessera ma esso, l'uomo in particolare, non pago, la rinfila immantinente.
È li che comincia pure a parlarci con il macchinario, gli borbotta qualcosa che non capisco bene se sia una preghiera, un insulto o semplicemente un "Metti Insigne".
Poi pigia e guarda, quindi si leva gli occhiali si spiaccica sul monitor e osserva con un'espressione vagamente meravigliata il chissà cosa gli vien mostrato.
Smanetta per altri tre minuti buoni e parla e si confida e probabilmente piange sulla spalla del suo fidato amico di pin.
Poi se ne va - l'era l'ora! - ma tutto questo senza prelevare un dannato euro.
Ma si può passare la vita davanti a un bancomat? Pure la mamma di Paola, che non ne aveva mai visto uno, aveva capito da subito a cosa servisse rivolgersi a quella zona miracolosa di muro.
La solitudine è una brutta bestia - immagino e presumo - ma cristiodiddio pigliati magari un cane, fatti un amico immaginario, sarà sempre meglio di star lì a parlare con il bancomat.

15 marzo 2017

Piccolo spazio pubblicità

Ovverosia le cose meglio comprate nell'ultimo anno.

Fondamentalmente due.
1 (UNO) - Lo schiacciapatate:

Lo sapevo che mi serviva, da anni, - e qualcuno me l'aveva pure detto! - per schiacciare le patate del purè e per trafilare la mozzarella della pizza. Troppo comodo, eppure traccheggiavo.
Era il prezzo a frenarmi, dai 15 ai 20 euro dalle mie parti.
Poi al mercato di Nardò ho rotto gli indugi e l'ho preso, per 5 miserevoli euri.
Mai più senza!

2 (DUE) - L'aspiragocce della Vileda, 'sto robo qua:

Non so voi ma io le mattine d'inverno morivo di mani ghiacce con la spatola e la spugnina a tirar via la condensa dalle finestre, ma anche qui ne facevo una questione di pecunia, mi pareva caro a 40 euri.
E invece li vale tutti, facile, preciso, efficiente.
Mai piuissimo senza.


4 gennaio 2017

Obiettivi 2017 in cifre


Ed eccolo il crescendo rossiniano da perseguire nell'anno.
(I numeri obiettivo, escluso il primo, vanno intesi come almeno)


  1. Beccare 0 (zero) multe
  2. Dimagrire 3 (tre) chili
  3. Vedere 5 (cinque) serie TV
  4. Uscire 12 (dodici) volte con gli amici
  5. Pubblicare 15 (quindici) rebus
  6. Leggere 20 (venti) libri
  7. Cucinare 30 (trenta) nuovi piatti
  8. Accarezzare 44 (quarantaquattro) gatti o cani
  9. Vedere 50 (cinquanta) film
  10. Scrivere 55 (cinquantacinque) post sulla Linea
  11. Fare 69 (sessantanove) volte l'amore
  12. Correre/camminare per 2000 (duemila) chilometri
  13. Arrivare al 2018 (duemiladiciotto) da vivo


5 settembre 2016

Dimmi che pizza mangi e ti dirò se sei tirchio



La mia pizza preferita è la marinara.
Solo che sta sempre in cima alla lista, è la meno cara di tutte.
Costa solo 4 o 5 euro e io ordinandola ho paura di passare da taccagno.
Già se vai in pizzeria invece che al ristorante sei il pezzente che deve risparmiare, poi se prendi pure la marinara il quadro è completo.
Allora risolvo ordinando la pizza marinara con l'aggiunta di un'aragosta che, appena arriva la pizza, butto via.

22 giugno 2015

Volare ma senza oh oh

Era l'estate dell'86, o giù di lì, e tutti giravano con un assegno da un milione in tasca.
Aveva preso piede questo giochino azzardoso da dopocena subito in cui ti trovavi per volare con un aereo virtualissimo.
Li vedevi 'sti assembramenti di persone davanti al bar Tizio piuttosto che al bar Caio, nella piazzetta del cimitero piuttosto che al capolinea del 23.
Andava che ti chiamava a casa un tizio, quasi sempre un vecchio amico di scuola, d'infanzia o di qualcos'altro, e dopo due stronzate di saluto veniva al dunque.
Ecco che ti proponeva un modo facile facile di buscare un bel po' di quattrini senza fare un cazzo e con un minimo, ma molto redditizio, investimento.
Ti dovevi solo preoccupare di portare un milioncino tondo tondo su un bell'assegno al portatore firmato e girato per salire come passeggero a bordo di un bell'aereo.
Poi stava te: abbindolavi due tizi (era il tuo turno di ravanare nella vecchia rubrica telefonica accanto al telefono grigio con la ruzzola) e prospettavi loro questa splendida occasione così anch'essi avrebbero consegnato un milione a capoccia per salire sull'aereo.
Tu così diventavi steward.
Poi il giochino proseguiva - se proseguiva - i due ne portavano due a testa e tu diventavi copilota. Al giro dopo eri finalmente a capo della struttura piramidale a base otto e da pilota prendevi il famigerato volo con gli otto milioni degli ultimi otto passeggeri saliti a bordo.
E via andare.



Solo che la matematica, non essendo un pignone mai, ha garantito alla fine dei salmi che per xmila milioni volati ci fossero xmila milioni persi da disgraziati rimasti a bordo senza poter né volare né tentare un atterraggio di fortuna.
Alla fine io non l'ho perso il milione perché, cincischia cincischia, volevo troppe rassicurazioni e non ne ho fatto di nulla.
Ma la cosa che mi fa stare ancora male è ripensare a quella telefonata, così falsa, in cui la mia cara amica Daria si fece beffe di me approfittando della mia mai troppo nascosta e consolidata passione per lei, facendomi credere che la chiamata fosse disinteressata e che magari saremmo potuti anche uscire una sera e che magari chissà cos'altro.
Stronza che volevi solo un milione.

p.s. girava voce che a Milano la quota fosse di dieci milioni, era vero?

12 febbraio 2015

facileincazzarsi.it

Non l'avevo mica capito a cosa era riferito il "facile" nell'url del sito che compara i premi assicurativi e va per la maggiore.
Poi ho fatto un preventivo e il mistero mi s'è rivelato.
Funziona così, ve lo dico perché magari salvo qualche fegato: ti fanno compilare un form dove - giustamente - ti chiedono tutti i dati necessari per poter ottenere i preventivi dalle varie Compagnie.
E poi te ne mandano una quindicina che, inspiegabilmente ma qui non voglio indagare, vanno da 277 a 1.225 euri.
L'aspetto grave è che questi preventivi, seppure all'apparenza formalizzati, sono quanto di più farlocco ci possa essere, sono banconote da 300 euri.
Va che poi se li rimangiano, via via a partire dal più basso - che tu hai ottimisticamente accettato - e su su, uno via l'altro, con mezze scuse e/o ammissioni d'incompetenza uniche.
Caro Facile, ma se non sei in grado di recuperare tutte le info con i form predisposti - da te! - o se le incameri ma non hai la competenza per gestirle, e questo - Nota Bene - è il tuo core-business, ecco... dovresti dedicarti ad altro.
Da me quando si produce un preventivo al cliente ci s'impegna a tutti gli effetti e, se il preventivista ha sbagliato, è l'azienda che si assume gli oneri dell'errore non certo il cliente.
Alla fine poi, risalendo la china dei preventivi verso i prezzi più alti, ne abbiamo trovato uno su cui tutte le parti in causa erano pronte a brindare, manco a dirlo molto meno conveniente degli specchietti per allodole arrivati in prima battuta. Ma tant'è, la serietà pare facoltativa.
Poi non è tanto per la spesa che ci resti male ma per l'impalcatura dolosa che ti crolla addosso.
In fundo, per pagare con carta di credito ho pure dovuto comunicare i dati telefonicamente ad un operatore.
Mah... basisco.

3 aprile 2013

Peppino di Capri mi leggi?

Mia mamma, che poveretta la memoria è il problema suo, quand'era ne su' cenci mi raccontava spesso dei fasti raggiunti dalla casa del popolo del paese mio. Pure se lei, a dirla tutta, frequentava, la chiesa e quindi l’Acli e alla casa del popolo ci andava con gli occhiali da sole e la pezzuola in capo in stile Jaqueline. Fatto sta che alla sala da ballo della casa del popolo, divenuta poi Dancing e dopo ancora Disco Antella, negli anni sessanta/settanta, periodo di massimo fulgore, son passati fior di personaggi. Due su tutti: Mina e Lucio Dalla. Ma non un Lucio Dalla di cartone come ingenuamente credevo io, no no quello vero. E così pure la tigre, anche se capisco possa sembrare inverosimile.
Andò che quando a cantare alla casa del popolo venne il buon vecchio Peppino di Capri - o chi per lui perché mia mamma ha sempre fatto un po’ di confusione coi nomi pure quando stava bene - il suo cachet fosse di 1.200.000 lire. Fu uno dei primi a essere invitato, tanto che la casa del popolo non era stata nemmeno completata e il buon Peppino di Capri, o chi per lui magari era Gagliardi o Bongusto chissà, pensò bene di tenersi le 200.000 lire e di lasciare alla casa del popolo il milione, grazie al quale poi, si riuscì a portare a termine l’edificazione del circolo ricreativo. Insomma niente, stamani andando in ufficio ho visto che Peppino fa ancora delle tournée e passerà da Firenze nei prossimi mesi, chissà magari ci lascia qualcosa per stendere un pezzo di tramvia.
Comunque ci tenevo a dire grazie a Peppino, o a chi per lui.

5 settembre 2012

Libri che scriverò quanto prima

E che voi, o chi per voi, dovreste gentilmente acquistare.



Dimagrire mangiando come un porcellino di cinta senese

Conquistare una marea di donne senza doversi né lavare né tagliare le unghie dei piedi

Come farsi pagare testando le nuove versioni di Need for Speed, PES e Pokemon bianco e nero

Montalbano vs Augello

Guadagnare 600 euro al giorno cazzeggiando tra facebook e twitter

Cucinare for dummies

Io che volevo sposare Sylvie Vartan

Intascare la pensione della nonna morta o, in alternativa, uccidere la nonna

Non stirare più - Ultime e raffinate tecniche di stenditura panni


p.s. Si accettano prenotazioni.

24 aprile 2012

Dietro la notizia: Ruby

L'avrete sentito, Ruby sostiene che il berlusca la foraggiasse con 47.000 euro a settimana.
Ora, mi chiedo, ammesso e non concesso che ella offrisse dei servigi remunerabili o comunque, anche se così non fosse, che il cavaliere le volesse attribuire una rendita, perché proprio 47.000 euro a settimana?
La cifra è improponibile, così schisa, sia come richiesta che come proposta, in qualsiasi tipo di accordo, allora mi chiedo da cosa derivi.
Forse da una trattativa sfiancante in stile Paperone/Rockerduck durante la quale lei parte da 100.000 lui da 0 e a un certo punto finisce che trovano l'accordo verso metà strada? Mah, da quanto emergerebbe da altre conversazioni no, perché il nostro pareva non badare a a spese per la piccola Ruby.
E allora? Che siano il frutto di una moltiplicazione o una divisione di una cifra più tonda e pattuita per un altro periodo di riferimento?
È uno scenario già più credibile: "Ti do 5.000 euro al giorno, oppure 10000, crepi l'avarizia!"
Epperò non torna il conto ed è impensabile un'offerta sui 6.714 euro al giorno.
Magari l'emolumento arcoriano era calcolato su base mensile o annua ed è stata la Ruby a semplificarlo in settimanale.
Si ragiona di un mensile di 203.667 euro o di un importo annuo di 2.444.000 che comunque non sono tondi e non verrebbero mai in mente, dai.
Potrebbero essere stati 2.500.000 annui? Sì, come lancio ci può stare, ma se lo dividi per 52 viene oltre 48.000 e la marocchina pare un tipo così preciso da non perdersi un migliaio d'euro facilmente, nel suo resoconto telefonico.
E allora forse son 200.000 al mese che li dividi per 4,3 arrotondato fa 46.512 che ancora arrotondato ti porta dritto ai 47.000.
Uffa però, che fatica!
Ma poi, alla fine, cerchi un'immagine da corredo al post e trovi la soluzione più probabile di tutte: una valigetta di denaro di dubbia provenienza da spendere alla svelta, o alla sveltina.

9 aprile 2012

Quasi novemila lire

Sono smaccatamente a favore dei pagamenti online e di tutte le forme di corresponsione che mi affrancano dal muovermi o da intrupparmi in una coda alla posta, in banca o alla biglietteria dello stadio. Semplicemente perché amo il mio tempo libero, che m'ingegno di non sprecare, e poi anche perché mi fido dei metodi di pagamento digitali, ovvio.

Ho paypal da sempre e lo utilizzo tranquillamente per pagare e per riscuotere e ritengo sacrosanto che le tariffe paypal non vadano ad incidere su chi paga.

Pagare un bollettino alle Poste costa un euro, farlo con carta di credito sul sito delle Poste costa 2, ma è una differenza accettabile, le Poste sostengono dei costi d'incasso e li recuperano. Io poi posso scegliere di munirmi di una postepay e cmq spendere 1 solo euro. E va bene così.

Ho un c/c online da dieci anni e in banca mi hanno visto solo per cambiare delle sterline.

Il Telepass non lo comprendo e lo odio. Odio il fatto che utilizzandolo, io debba pagare il servizio. Tu, Autostrade Spa, dovresti mandarmelo gratis a casa il Telepass, mi dovrebbe arrivare recapitato in un pacco dono da una bella ragazza in bikini e dovresti praticarmi pure delle tariffe scontate, nel caso, perché così ti consento di risparmiare un botto sui costi di personale. Magari ti faccio pure introitare di più, perché chi va in giro, se sa che non trova code al casello, si avvale più volentieri dell'autostrada. Invece, usarlo, mi costa e nemmeno mi dà un premio fedeltà, uno sconto, nulla. Per me potete pure cacciarvelo, il Telepass. Io pago col mio bancomat, non faccio code comunque, perdo dieci secondi ed è un tempo ragionevole.

Ma veniamo all'amarezza che ha scaturito il post e le suddette considerazioni: tutto nasce dal pagamento online dei contributi INPS, per i servigi di una badante.
Passando dal classico bollettino al pagamento online sul sito dell'INPS, un servizio offerto da Banca Intesa Sanpaolo, sono rimasto gelato dall'importo delle commissioni: 4,51 euro (e molti di noi pensano ancora: cazzo, quasi novemila lire!). Per fare cosa? Niente, diciamolo, giusto incanalare un flusso di denaro scrivendo 5 righe di codice in un programma di contabilità.
Trattasi di furto autorizzato! Non sono in grado di entrare nel merito delle responsabilità dell'istituto bancario e/o di quello previdenziale, trovo solo scandaloso che possano applicare una tariffa così esosa laddove, per le agevolazioni amministrative e i minori costi che l'automatismo garantisce, dovrebbero praticare una riduzione.
E t'impegni a fare le cose per benino, ma davvero poi ti viene voglia di pigliare qualcuno a nero.
Quando vado a versare i miei 330 euro trimestrali, sul sito, vorrei essere accolto da un messaggio che mi dicesse: cane, grazie intanto che hai pagato e poi, cane, grazie ancora che hai pagato avvalendoti del servizio online, il mese prossimo ti facciamo uno sconto del 5%, cane, e se poi ci porti un amico che fa l'emersione lo sconto sale al 10%, cane.
Invece nulla, maledetti.
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