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25 agosto 2020

La settimana santo

Dopo un paio di mesi nei quali mi sono strettamente attenuto alla dieta cosiddetta "del labrador", vale a dire mangio tutto quel che trovo, mi vedo costretto a intraprendere un'azione differente per recuperare un tono di dignità sufficiente a presentarsi di fronte allo specchio (obiettivo -3 kg in una settimana).

Ergo, 'sta settimana mangerò il giusto. Oltre a continuare a camminare con i minimo 10.000 passi al giorno.

Per prima cosa niente carne, e questo è abbastanza facile se si ignora il richiamo della sbriciolona dal frigo.

Poi niente dolci ad eccezion fatta di un leggero strato di marmellata di fichi a km zero da spalmare a colazione su due ostie di pane ai 5 cereali arrostito.

Quindi niente latticini, e qui vado persino contro alla mia intolleranza agli intolleranti ai latticini.

Di fritti e sughi manco a parlarne.

Infine 0 (zero) alcol, e questo è senz'altro lo scoglio più duro.

Carboidrati? Pochi ma buoni.

Non è una roba a scopo salutare, come dicevo, più dimagrante.

Lo scrivo qui per annotarmelo e per puntellare la mia forza di volontà.

O vediamo... 


Peso:

24 ago: 83,6

25 ago: 83,0

26 ago: 82,1 (corsetta)

27 ago: 82,8 (pizzetta)

28 ago: 83 (inspiegabile rimbalzo tecnico)

29 ago: 82,3

30 ago: 83 (cena fuori)


Risultato: -0,6 Fallimento completo.


14 ottobre 2019

Avocado difensore

Se, come me, siete dipendenti dalla salsa guacamole vi capiterà di maneggiare diversi di questi bei fruttarelli esotici.
Ebbene, se c'è una cosa che mi scoccia buttare via, seppure nell'umido, è il nocciolo dell'avocado, quello sì.
La natura sa essere meravigliosa e, oltre a regalarci fragole e fiori di zucca, che fa? Crea una vera opera d'arte e la ricopre di polpa d'avocado.
Non provateci, nessun nocciolo è così perfetto. L'avrei voluto da piccolo quando i giocattoli scarseggiavano, chissà a quanti utilizzi ludici l'avrei potuto destinare.
Quando preparo la salsa e lo libero devo gettarlo via all'istante, prima di affezionarmi e magari dargli un nome.

26 febbraio 2019

Non chiamatelo pesto se è trito

 Non bisogna per forza di cose essere nati a Genova per capire la differenza.
Basta conoscere un minimo l'italiano, anche senza che uscite (*) il dizionario.
Che poi non c'è niente di male nel mettere tutti gli ingredienti nel mixer e premere ON - l'ho fatto anch'io -, talvolta per la fretta o per la comodità, vuoi mettere, o perché non ci siamo mai posti il problema.
Però, benedetti figlioli, quando usate il tritatutto, quell'impasto che viene fuori non solo NON è il fottuto pesto, ma non è nemmeno un lontano parente.
Ad ogni modo continuate a tritare che va bene anche così, ma non dite in giro e soprattutto non mentite ai vostri figli spacciando "C'è la pasta al pesto!". Rischiate che un giorno vi rincorrano con un pestello davvero.
Non lo so se avete mai provato a pestare il basilico... le sue foglie sprigionano un succo antico di un verde sovrano, un'ambrosia densa e profumata, qualcosa di molto simile all'amore.
Condire con il trito di basilico aglio e pinoli alla fine è un po' come servire a un emiliano i tortellini della coop, magari con il ragù.

(*) Aut.Accad.Crusc.Conc.

11 gennaio 2018

Il morbo di quel tedesco là


Negli interstizi dei miei deliri, quando guardo mia mamma, mi capita di pensare a cosa possa aver scatenato il morbo.
Certo, l'Alzheimeir vien così, se te lo becchi te lo tieni, fine.
Epperò chissà magari ci potrebbe essere una relazione con un comportamento tenuto in vita che ne agevola l'insorgere.
E allora penso alle cose di cui mia mamma può avere abusato che, essenzialmente, sono due: i fritti e la chiesa.
Con questo non voglio dire nulla eh... né sfidare i guru della medicina e della ricerca.
Voglio solo dire fritti e chiesachiesa e fritti, poi fate voi.
Ci sta che uno due faccia male, forse anche tutti e due.

p.s. questo post non costituisce materiale medico ufficiale, in caso di sintomi persistenti consultare un medico, sempre che vi ricordiate.

15 maggio 2017

La mia deriva bio

A parte che quando andavo a scuola io non c'erano manco i Sumeri, secondo me, di sicuro però non c'era l'impronta ecologica.
Infatti come ci dice wiki, è un concetto che nasce nel 1996 (Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth - Mathis Wackernagel;  William Rees) e quindi faccio una gran fatica a memorizzarlo, quando mi capita di rinquartarlo tra i compiti di France.
In soldoni (ma qui c'è tutto spiegato a garbo) l'impronta ecologica misura l'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria a rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana (o da uno Stato, una regione, un individuo) e ad assorbire i rifiuti prodotti. Si misura in ettari di superficie.
Per abbatterla ci sono mille modi, ma ne riporterò qualcuno dei più semplici, cosicché possiate applicarvi e dare il vostro contributo al pianeta.
Vi propongo qui un articolo - di parte, per carità! - giusto per un'infarinata su come ognuno di noi potrebbe, in maniera del tutto autonoma e agevole, impattare positivamente su 'sta benedetta impronta, riducendola.
Ne riporto anche alcuni passi per chi non ha voglia di leggerselo tutto:

  • Il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall'agricoltura finalizzata agli allevamenti;
  • la principale causa di deforestazione sono gli allevamenti dei bovini e non il taglio del legname;
  • le sole deiezioni provenienti dagli allevamenti intensivi USA inquinano l’acqua più di tutte le altre fonti industriali raggruppate.

In ogni caso e per par condicio possiamo anche continuare a mangiare carne, avvalendoci persino di ottimi e inconfutabili motivi qui e davvero avremo tanta salute.

Per quel che mi riguarda, cercherò di vegetarizzarmi il più possibile (no vegan, che devo gestire anche il mio aspetto burrariano). La settimana scorsa ho messo in fila 5 giorni cinque di vegetarismo assoluto. Non è stato proprio facile, cazzo, devi tener conto di un sacco di tempo per cucinare e stanziare un budget più alto di spesa (o sono incapace io, o devo solo prenderci la mano), ma mi ha fatto bene, alla fine. Fisicamente non so, ma psichicamente di sicuro.
Con questo, continuerò a concedermi della carne (buona!), credo, ma sarà come fosse un premio.


11 gennaio 2017

Istruzioni per mangiare 2 (due) mandarini


Assodato che, come recita il secondo paradigma di Zeng Guofan - se mangi due mandarini il secondo sarà comunque peggiore del primo; queste le istruzioni da seguire:
  • sbucciare mandarino Uno
  • mangiare metà mandarino Uno
  • sbucciare mandarino Due
  • mangiare metà mandarino Due
  • attenzione a non confondere le due metà rimanenti
  • valutare succosità e dolcitudine delle due parti appena mangiate
  • mangiare la seconda metà del mandarino identificato come peggiore
  • mangiare la seconda metà del mandarino identificato come migliore
  • fare "Ah"

9 dicembre 2016

E per Natale panettone Motta a sfare



Non lo so chi sia il genio che sta dietro alla pubblicità di quest'anno del Panettone Motta (forse Don Draper?) ma, sta di fatto, che è una piccola opera d'arte.
Uno di quegli spot che vale da solo le notti dei pubblivori insonni dei miei vent'anni.
Ho riso di gusto, ecco, mi capita di rado e come tutte le cose che mi capitano di rado tendo a mitizzarle.
Poi preferire Le Tre Marie è fin troppo facile cavillando sul gusto, ma io voglio premiare chi ha avuto 'sta pensata?
Che poi sapendo che i vegani - i cui fondamenti alimentari vengono bonariamente presi in giro nello spot - sono per loro natura alquanto irritabili, se si è cercata volontariamente la loro reazione (che non si è fatta attendere) allora chapeau proprio.

p.s. e una cosa devo dirla anche alla crociata anti-canditi: i canditi nel panettone sono come il cetriolino di McDonald.

5 settembre 2016

Dimmi che pizza mangi e ti dirò se sei tirchio



La mia pizza preferita è la marinara.
Solo che sta sempre in cima alla lista, è la meno cara di tutte.
Costa solo 4 o 5 euro e io ordinandola ho paura di passare da taccagno.
Già se vai in pizzeria invece che al ristorante sei il pezzente che deve risparmiare, poi se prendi pure la marinara il quadro è completo.
Allora risolvo ordinando la pizza marinara con l'aggiunta di un'aragosta che, appena arriva la pizza, butto via.

11 novembre 2015

Di numeri e di biscotti

In uno di quei riflussi nostalgici che sempre più spesso ultimamente mi si presentano è andata che ho comprato dei Pavesini che mi sto sparando, pacchetto dopo pacchetto, a colazione.
Ma voi, se foste stati il signor Pavesi, quanti diamine di biscotti avreste messo per ogni singola confezione?
Questo mi chiedevo ieri mattina in scooter mentre venivo in ufficio.
In realtà mi ero posto la questione a metà colazione, ma avendo già pappato alcuni e imprecisati pavesini mi era impossibile ricavare il numero iniziale, anche perché la confezione, giustamente anni '70 e priva di ogni e qualsivoglia malfunzionante apertura facilitata, va completamente dilaniata per accedere ai biscotti e non presentava uno spazio vuoto stimabile in numero di pavesini mangiati da sommare a quelli restanti per ottenere un totale.
Insomma a occhio potevano sembrare una decina ecco, o forse otto. O magari dodici.
In effetti erano le tre ipotesi più probabili anche se per questione di rotondità tendevo a pensare al 10. 10 frollini per confezione, e magari 10 confezioni per scatola. La vuoi meglio?
[n.p.g.(*) ogni scatola classica contiene 8 confezioni]
Invece cosa t'inventa il signor Pavesi? In ogni pacchettino ce ne stipa 11. Undici!
Ok, li state contando... vi lascio qualche secondo...
...
Fatto?
Sì, lo so, non ha senso, eppure è così.
La mia incredulità è stata avallata poi in famiglia, quando ho posto la questione tipo fagioli di Raffaella, e nessuno s'è sognato di dire 11.
Undici per otto ottantotto e via andare con una serie di multipli irragionevoli per un addetto alle statistiche di produzione e vendita.
Alla fine, e mi era venuto il sospetto, il conto pari l'hanno fatto con il peso, una confezione di 11 biscotti pesa infatti 25 grammi e questo spiega - quasi - tutto.
Sì perché, a quel punto, un frollino pesa 2,27 periodico, ma dico, non era più semplice farlo di 2,5 grammi?

(*) - n.p.g. nota post gugolata

7 settembre 2015

I fagiolini non sono come lo scotch

Né come il rotolo di carta da cucina o carta igienica, per dire.
Avete presente come son fatte tutte le robe arrotolate, no?
Ne hai consumate metà come spessore ma in realtà sei ben oltre a causa degli avvolgimenti esterni che son più lunghi.
Anche il serbatoio della macchina fa uguale, una vita per arrivare a mezzo e poi va giù d'un botto, ma lì non me lo spiego se non con un gombloddo delle case automobilistiche.
Insomma se state a pulire i fagiolini, via la testa via la coda, e l'attività si delinea parecchio barbosa, quando avrete dimezzato il monte non è il caso di rilassarsi pensando al rotolo di scotch (o al serbatoio della benza) perché la seconda metà dei fagiolini da nettare è una metà effettiva e ancora non siete a nulla.
È un paio d'anni che pulisco fagiolini a profusione, sai com'è... se li hai assaggiati cucinati in quella che si dice sia la maniera di Fabio Picchi (nella foto), diventano incredibilmente un alimento PCD.

Comprate i fagiolini, tanti quanti ve ne stanno nel vostro tegame di riferimento e che vi consentano di rimestare agevolmente.
Tritate una cipolla, fina quanto preferite, non tanto fina a gusto mio.
Aggiungete mezzo bicchiere scarso di olio.
Un paio di spruzzate di origano.
Una decina di foglie di basilico (o menta) sminuzzate.
Sale quanto basta e peperoncino se vi aggrada.
Un paio di etti di polpa di pomodoro.
Mescolate il tutto a freddo nel tegame e poi cuocete a fuoco lento per una quarantina di minuti o quel che serve.
Io li cuocio coperti e se si asciugano troppo in cottura intervengo con dell'acqua calda.
Servire tiepidi.
O caldi.
O freddi.
Servire, insomma.

21 aprile 2015

Vip

A me questa cosa del vegetariano mi lavora dentro.
Sono una sorta di vip, vegetariano in prospettiva.
È una filosofia che negli anni passati ho sempre trattato con una certa indifferenza quand'anche non con un certo fastidio.
Per la storia del vissuto familiare poteva ben considerarsi un'eresia e come tale spesso l'ho vissuta, pur senza spingermi a santinquisire i vege che si presentavano a mangiare da me o con cui venivo a chiacchiera.
Adesso però le condizioni sono cambiate, lo stato di benessere auspicabile nel dopoguerra è stato raggiunto e superato, la nostra coscienza può - non dico evolvere - ma almeno iniziare a ragionare partendo da altre basi.
Epperò, quelli che ostentano, danno ancora sui nervi, anche se vegetariani, l'unica vegetariana famosa che amo anche per quello è Lisa Simpson.
Stringendo... senza farlo passare per un sacrificio o cosa, ho inserito nella mia alimentazione delle giornate vegetariane, così un po' a spot, come si usa dire.
A colazione è facile, al bacon ancora non ci siamo. Direi che quello che decide è il pranzo a mensa, se lì riesco a soddisfarmi mangiando vegetariano ci sto attento anche a cena per non insanguinare la giornata.
Quanto spesso? Diciamo un giorno su tre, circa. E per adesso.
Quello che è davvero positivo in questa gestione è che al termine delle giornate vege mi sento ad un passo dalla beatificazione e talmente in credito con la mia gola che una sana chiusura dolce, leggi TusaiCosa o gelato, non me la toglie nessuno.

1 dicembre 2014

Ieri tua madre ti dava TuSaiCosa ®


Gratta gratta siamo tutti un po' Harry Potter.
E tutti abbiamo un nemico oscuro e innominabile.
Certe volte è interpretato da Ralph Fiennes e altre volte dalla crema spalmabile alle nocciole.
Ma finalmente la Ferrero l'ha capito, pare.
Grazie
___________________________
bibliografia:
Odore di chiuso
Decalogo anti TuSaiCosa
La vita agra
Cicero pro domo sua





1 settembre 2014

Anguria e diecimila passi al giorno (*)

C'è questa tipa che tra l'altro stava a Roma agli Internazionali di Tennis proprio il giorno che c'eravamo noi e aperta parentesi si è fatta un book di foto con Pietrangeli e la Pericoli chiusa parentesi che non si sa bene come è diventata amica di una ex-tennista Nara Mara qualche cosa (Santangelo? Sì sì quella) che mentre giocava con una delle Williams le era presa una fitta a un piede si era ritirata dalla partita e poi anche definitivamente dal circuito insomma la Mara era stata in riviera al campionato mondiale di beach tennis e raccontava che tutti gli atleti ma tutti nessuno escluso a colazione si mangiavano solo dell'anguria e i carboidrati tipo le brioscine eran banditi e poi un'altra cosa che per stare in forma devi fare almeno mille passi al giorno mille no forse no forse diecimila sì diecimila e si è scaricata un'app che conta i cazzosi passi che fai ed è ganzissima perché la tieni sempre accesa con te e ti misura tutti i passi anche quando fai la spesa e le cose tue eccetera e tanta anguria sì l’anguria non dimenticatela

(*) Questo testo fa parte dei PAV (Post Al Volo) e può nascere da una pausa caffè, un intervallo mensa o anche solo da due chiacchiere in un corridoio. Solitamente il PAV appartiene alla categoria PSP (Post senza Punteggiatura).

17 ottobre 2013

Dell’alimento PCD (*)

Ci son robe che ne mangerei una bigoncia.
Avete presente una bigoncia, sì? Quella specie di tronco di cono dogato in cui si cacciano i grappoli d’uva sforbiciati alla vendemmia, questa in foto, per intendersi.
Ecco, ci sono dei cibi che non mi danno mai l’impressione di sazietà e mi lasciano sempre con la voglia. Non si tratta di cibi particolarmente buoni, beh sì, forse un po' sì, ma ce ne sono altri di cui sono più goloso. È che questi, i cibi da bigoncia, ogni volta che mi ci trovo alle prese, sento che potrei mangiarne fino a scoppiare.
Tipo i brigidini, non riesco a fermarmi coi brigidini, mi devo violentare per chiudere il sacchetto e metterli via.
O i double whopper con formaggio.
Le noccioline salate.
O i panini de I Fratellini.
Il parmigiano, il parmigiano son convinto di poterne ingurgitare una forma.
I Lindor.
Ovviamente le patate fritte, ma più di tutti i fiori di zucca fritti in pastella.

(*) PCD ® - Può Causare Dipendenza.

31 maggio 2013

Incarto non ancora riciclabile

Ebbasta. I biscotti della nota azienda del mulino riportano ancora questa sgradevole scritta.
Propongo di catalogarli, per chi non l'avesse già fatto, tra i biscotti "non ancora acquistabili".
Già perché l'impegno e la sensibilizzazione per la raccolta differenziata ha ormai raggiunto e coinvolto gran parte di noi e non è più tollerabile che un'azienda di tale rilievo adotti queste confezioni. Non è tollerabile neppure che la normativa consideri ancora lecito questo tipo d'impacchettamento. E non è più tollerabile nemmeno che grandi magazzini, persino quelli che siamo noi, si approvvigionino di e vendano prodotti con incarto non riciclabile.
Certo non sono i fumi dell'ILVA, a ogni cosa il giusto peso, però non è che la questione di coscienza debba essere sempre posta al consumatore finale. Ok, noi differenziamo ma chi produce non può esimersi dal partecipare alla rivoluzione civica.
E poi sono anni che c'è "ancora" sulla confezione, quasi a dirci che sì, finiamo le scorte che abbiamo in magazzino di questi incarti e poi vedrete... sono anni. A questo punto si ravvisa perfino il dolo in un messaggio così architettato.
Sperando che questa non si riveli una battaglia contro i mulini a vento (bianchi).

A onor del vero ho trovato anche questo in fase d'istruttoria, resto in attesa dell'effettiva adozione dei nuovi incarti e intanto mi sfondo di pane burro e marmellata, che è anche meglio.

21 maggio 2013

Il cetriolino di McDonald

Le persone vanno prese per quello che sono. Oppure non vanno prese proprio.
Prenderle, come amici o come partner, e passare la vita lottando ogni giorno cercando di cambiarle, di riffa o di raffa, è una roba che non va bene.
Una persona è come un Big Mac.
Arriva ad essere quello che è davvero dopo un percorso lungo, a seguito di studi, esperimenti e tentativi ma, alla fine, risponde a una ricetta determinata e immutabile. E la sua positività come persona, la sua affidabilità, la deve al rispetto infin pedissequo della ricetta.
Certo ogni persona, anche se all'inizio non lo vedi, c'ha dentro il fetido cetriolino.
La fettina di cetriolo è la magagna, il difettuccio, il lato del carattere che urterà con il vostro ma che, dovete sapere da subito, non potrà non esserci.
E non sporcatevi le mani per cavarlo via. Volete passare una vita a decontaminare il vostro panino o il vostro partner? Potete farlo una volta, due volte, ma poi? O smettete di mangiare l'hamburger di McDonald's o dovrete accettarlo così com'è, perché ogni volta che ne ordinerete uno sarà guarnito, proprio al centro, da lui: il sempre fetido cetriolino.
La rivelazione, per me, è stata proprio accettare questo fatto, seraficamente.
Ho smesso di togliere il cetriolino, ho chiuso gli occhi e ho tirato giù il Big Mac senza pregiudizi. Non ci crederete, mi è piaciuto.
Mi è piaciuto di più con il cetriolino che senza.
Tutto questo dove ci porta? Magari solo verso il frigo vista la fame che l'allegoria può stimolare.

Ah, e non pensate che andare da Burger King a prendervi il Whopper risolva la questione, c'è un vero cartello dei cetriolini, altroché Medellín!

28 gennaio 2013

Obiettivi 2013

La linea guida alla scelta degli obiettivi per l'anno 2013 è la qualità. Meno stress legato a numeri e più impegno nelle singole attività, tanto per essere chiari. Con qualche eccezione.

Strada
1 - Zero multe;

Alimentazione
2 - Elaborare 10 ricette complicate, fuori dalle mie abitudini e dalla mia padronanza (per la validazione sarà
necessaria la buona riuscita);

Cura della mente
3 - Leggere, tra le altre cose, questi 3 libri: Infinite Jest, 2666, Delitto e Castigo;

Cultura e amici
4 - Vedere al cinema almeno 6 film di livello + 6 uscite birra e/o pizza;

Piacere
5 - Trombare la Cucinotta;

Casa
6 - Riordinare il ripostiglio, gettare il gettabile, sistemare la porta va e vieni, fare le riprese di tinteggiatura;

Salute
7 - Proseguire attività tennistica + camminate + sempre scale quando si può (peso max 82 il 31/12 mattina);

Economia
8 - Incrementare il saldo del c/c vs 2012;

Famiglia
9 - Cercare di non perdere le staffe con figlio 1 per lavoro e figlio 2 per scuola;

Scrittura
10 - Ricominciare a buttar giù delle storie;

Salutissima
11 - Arrivare al 2014.

27 dicembre 2012

Il mio babbo è alto e snello

Il mio babbo si chiama Furio e ha 50 anni. (e fin qui...)
Il suo viso è tondo, il mio babbo non ha tanti capelli. (potevi almeno fare un accenno al testosterone)
I suoi occhi sono tondi (ti sei fatto condizionare dal disegno, spero) e il naso è liscio (la nasoliscitudine pare sia uno dei miei maggiori pregi), la sua bocca è fine e morbida.
Il mio babbo è alto e snello. (qui hai toccato le alte vette della poesia e ti sei guadagnato svariate buste pokemon)
Al mio babbo piacciono gli sport e il colore rosso (è una lunga storia) e anche mangiare i funghi e cercarli.
Di lavoro sta in ufficio. (detta così non è proprio qualificante, meno male che il mansionario non lo scrivi tu)
Di solito va a giocare a tennis nel tempo libero e gli piace andare allo stadio.
Con lui vado a cercare i funghi.

(Da "Descrivo il mio babbo" - 11/12/12)


p.s. Però, dài, c'ho un bel colorito.

28 ottobre 2012

Il bene e il maalox

Soffro da sempre, con rispetto parlando per chi davvero soffre, di bruciori allo stomaco. Almeno, così son sempre stati chiamati a casa mia, anzi, forse più frequentemente, fortori.
In termini medico-linguistici penso tratterebbesi di gastrite.
E infatti è il mio gaster che patisce acide pene.
Senza disturbare la psicosomatica, mi sa che il mio stomaco si è evoluto. Di AI stomacale si tratta.
Al supermercato non mi posso avvicinare a nessuna bottiglia di vino scadente, peggio che mai pigliarla in mano per valutare. Lui, il capitano del mio apparato digerente, sua maestà lo stomaco, vigila. Prendo in mano la bordolese in offerta a 2 e 75 e mi rilascia una scarica aspra, sulle prime penso a un caso, ma si può? La poso, tuttapposto. La tiro di nuovo su, acidosi immediata. La lascio definitivamente sullo scaffale. Mi sposto, considero un Castello di Pomino del 2009 e il mio sommelier interno approva e mi libera all'istante dai buoni vecchi fortori.
C'è voluto un po' per identificare gli alimenti che mi provocano il fastidio gastrico, su tutti vino scadente, conferenze stampa di TuSaiChi, caffè della moka e pomodori ma, adesso che il mio stomaco lo sa, può scegliere per me. Io non devo far altro che lasciarmi guidare negli acquisti di cibarie da lui, come un docile Linguini nelle sapienti mani del suo Remy.

5 settembre 2012

Libri che scriverò quanto prima

E che voi, o chi per voi, dovreste gentilmente acquistare.



Dimagrire mangiando come un porcellino di cinta senese

Conquistare una marea di donne senza doversi né lavare né tagliare le unghie dei piedi

Come farsi pagare testando le nuove versioni di Need for Speed, PES e Pokemon bianco e nero

Montalbano vs Augello

Guadagnare 600 euro al giorno cazzeggiando tra facebook e twitter

Cucinare for dummies

Io che volevo sposare Sylvie Vartan

Intascare la pensione della nonna morta o, in alternativa, uccidere la nonna

Non stirare più - Ultime e raffinate tecniche di stenditura panni


p.s. Si accettano prenotazioni.
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