Visualizzazione post con etichetta enigmistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta enigmistica. Mostra tutti i post

23 febbraio 2023

Chi vuole provare a creare un rebus?

(p.e. su questa immagine)

Nel caso, potete andare qui.

Ci trovate un gruppo facebook dove si può partecipare a una sfida di creazione rebus, su alcune vignette tratte dalla Settimana Enigmistica in edicola.

Si legge Sfida ma è solo divertimento.

Non siate timidi.






Edit:


Sol.: 

Golf è: BL usa dado NNA = Golf e blusa da donna.

4 gennaio 2017

Obiettivi 2017 in cifre


Ed eccolo il crescendo rossiniano da perseguire nell'anno.
(I numeri obiettivo, escluso il primo, vanno intesi come almeno)


  1. Beccare 0 (zero) multe
  2. Dimagrire 3 (tre) chili
  3. Vedere 5 (cinque) serie TV
  4. Uscire 12 (dodici) volte con gli amici
  5. Pubblicare 15 (quindici) rebus
  6. Leggere 20 (venti) libri
  7. Cucinare 30 (trenta) nuovi piatti
  8. Accarezzare 44 (quarantaquattro) gatti o cani
  9. Vedere 50 (cinquanta) film
  10. Scrivere 55 (cinquantacinque) post sulla Linea
  11. Fare 69 (sessantanove) volte l'amore
  12. Correre/camminare per 2000 (duemila) chilometri
  13. Arrivare al 2018 (duemiladiciotto) da vivo


21 novembre 2016

La Sedia Enigmistica


Dice qualche mio collega: il decoupage è da donne o da finocchi.
Non ragioniam di lor ma guarda e passa una mano di fondo gesso, dico io.
Ad ogni modo l'ho realizzata, eccola: la Sedia Enigmistica.



Dopo il recente fallimento in bicchieri da bottiglie sono risalito subito in sella per non fossilizzarmi in cadute rovinose di bricolage.
Ho recuperato la sedia a un cassonetto,  prima che se la pigliasse il monnezzaro, ho ricostruito la seduta che era rotta, me la son tenuta tra le palle sei mesi sopportando pure i giustificabili improperi di dolcemetà, e poi, quando ero arrivato sul punto di gettarla via anch'io, l'illuminazione.
Spese? Un vinavil da 2 euro e uno spray fissativo da 10.

17 agosto 2015

La vita a GR

(Malù - Silvio Zanchi)
Metti una sera a merenda di andare da Malù a far due chiacchiere con una coppa di buontalenti d'accompagno.
E lì non devi fare niente, solo ascoltare la nostra.
La ragazza, che va per i 94, originaria di Grosseto, ha frequentato il Liceo in compagnia di Luciano Bianciardi del quale fatalmente abbiamo finito per parlare tutta la sera. Da La vita agra a La vita a GR il passo è breve.
Dopo quattro anni di buongiorno e buonasera Luciano va dalla compagna di classe Malù e le chiede di poter incontrare sua mamma che, caso voleva, fosse la vicepreside del Liceo che frequentavano.
E lì, il buon Luciano chiese alla mamma di Malù di poter anticipare di un anno l'esame di maturità ché comunque era il primo della classe e aveva tutti nove, perché in odore di chiamata alle armi e puntava a intrupparsi come allievo ufficiale.
Solo che il buon Luciano, figlio di una maestra molto esigente, in greco aveva solo sei perché sua madre non ci arrivava col greco. Per il resto era in grado di svolgere tre temi e di fare altrettante versioni dal latino in una mattina.
La madre gli aveva sempre risentito la lezione anche al mattino mentre lo lavava e lo preparava per la scuola. L'assillo della madre era tale che Luciano spargeva dei chicchi di sale in corridoio nei lunghi pomeriggi di studio, giusto per sentire in anticipo quando arrivava la madre in ispezione e mettere via il giornalino che ogni tanto si concedeva di leggere.
Va che l'esame in qualche modo riesce ad anticiparlo, seppure a valle di diverse ripetizioni di greco fruite a casa di Malù, per l'appunto.
Ma anche a Malù, in uno di questi incontri nello studio della mamma vicepreside - uno studio con tre pareti scaffalate e stipate di libri - chiese una cosa:
- Me lo presteresti un libro?
- Sì va bene, ma quale?
- Dammi il primo da sinistra, tanto li voglio leggere tutti.
E poi la nostra e Luciano si son scambiati delle gran lettere mentre lui studiava alla Normale di Pisa e lei a Firenze. Lettere che la nostra (quelle che Luciano aveva mandato a lei) ha poi donato alla figlia dell'amico (Luciana), molti anni dopo, quando questa è venuta a cercarle e che adesso stanno in un museo a Grosseto (forse alla fondazione che porta il suo nome).
Le lettere di Malù erano attese da Luciano e dai compagni di Università perché troppo divertenti, questi contavano i giorni che mancavano all'arrivo della nuova epistola e Luciano raccontandole queste cose la consigliava così:
- Tu scrivi troppo bene, dovresti scrivere un libro.
- Un libro? Ma un c'ho mica voglia.

1 giugno 2015

Rebus a scuola

Da piccolo, quando mi ammalavo, mia mamma mi comprava La Settimana Enigmistica.
Per mia fortuna mi ammalavo spesso e da un po' più grande ho ritrovato una pila di Settimane in cantina.
È da quel mucchio di riviste che nasce la mia passione per l'enigmistica e, più nello specifico, per il rebus.
Li portavo a scuola i rebus che non riuscivo a risolvere, ritagliati, dentro a una busta incollata al diario, per prendermene cura nelle ore di lezione più pallose.
Ed è da qui che partiva la storia che sono andato a raccontare a quattro classi della scuola elementare che è di figlio 2, che fu di figlio 1, e prima ancora mia e di mia mamma.
L'iniziativa è nata quasi per caso e origina anche della cronica carenza di fondi in cui versa la scuola pubblica italiana che, non avendo risorse per avvalersi di progetti didattici integrativi seri, si appoggia, dove può, alla collaborazione di volontari.
Sono stati incontri di una valenza assoluta dal punto di vista formativo, e sto parlando per me, naturalmente.
Il sacrificio fatto per recuperare il materiale, renderlo fruibile ed esporlo ai ragazzi è stato ripagato con tanto di interessi. I fotorebus, sceneggiati e realizzati con loro al termine degli incontri, un successone!
E se fare l'astronauta era l'utopia, il maestro elementare era davvero il mio lavoro da sogno, ma poi le cose sono andate diversamente. Sarà per la prossima vita.

E voi lo sapete com'è strutturato un rebus?


La vignetta: Zio Paperone e zio Paperino.

Le lettere (grafemi): NA e NTI

Il diagramma: (7 7)

La chiave (prima lettura): NA zio; nipote NTI.

La soluzione: Nazioni potenti.

5 maggio 2014

Parole Crociate

Una sorta di Gino Cervi per raffigurare il Maresciallo Spataro nel racconto Parole Crociate.
Ganzo, sarebbe stato adatto, ed era nato lo stesso giorno mio.

27 marzo 2014

Medaglia di legno

Della serie: La pol'esse pure di tecche, ma di legno la rimane.
Nel senso che ho fatto quarto e che premiavano i primi tre. Insomma sì, la soddisfazione resta tutta ma un po' di vil pecunia non avrebbe guastato, magari mi sarei potuto accattare una Underwood nuova, e invece nisba.
Lo conoscete il concorso? È carino se vi piace scrivere in giallo o se anche solo vi volete cimentare per la prima volta.
Sulla rivista Il Carabiniere, sul numero del prossimo aprile, uscirà il mio racconto, titolo: Parole Crociate.
Queste le note della giuria in merito:
Immediatamente nei pressi del podio troviamo invece Parole crociate. Si tratta di una storia tragica, un dramma familiare in cui un militare dell'Arma dovrà indagare su uno dei delitti che più turbano le nostre coscienze: la pedofilia.
Bon, niente, se vi va di partecipare qui trovate il bando, svelti, scade il 15 aprile.

E questo è l'incipit di Parole Crociate:
Il borro di Fontenova scorre in una piccola valle che da Ponte al Drago risale verso la zona collinare ed è costeggiato da una stradella dal fondo acciottolato, poi erboso e poi battuto di terra argillosa, fino alla pescaia del pioppo, quindi prosegue dall’altro lato, dopo l’attraversamento di un ponticino in tavole di legno.
Percorrono il sentiero camminatori e podisti, padroni e cani e, a seconda della stagione, fungaioli e cacciatori.
Dino Cioncolini è un cacciatore, cammina di buon passo lungo la stradella, fucile in spalla scarico, animo sereno e ben disposto verso il mondo, come si confà in questa soleggiata e calda giornata di fine settembre.
Va al capanno a tirare ai tordi o, come spesso capita quando si muove di pomeriggio, a non tirare ai tordi né a nient’altro, ma intanto esce da casa, respira del buono e svuota la mente dai pensieri.
Dino lascia il borro e risale un viottolo sul costone a solatìo verso il capanno, la struttura di legno e frasche tirata su da lui stesso assieme ad altri compagni di caccia. Nel versante opposto della valletta, a bacìo, sul limitare dei campi prende vigore un bosco, e da lì inizia la riserva di caccia.
Giunto a una ventina di metri dal capanno, Dino s’addossa a una macchia di rovi per la pisciata rituale prima d’infrattarsi alla vista delle prede volatili. È lì che gli pare di sentire un rumore, forse la porta del capanno scossa dal vento, o un frusciare più forte di fronde, niente però che lo induca a interrompere la minzione. Così finisce e va.
In effetti, la porticina del capanno è socchiusa, nota arrivando...


Manco a dirlo, un sentito grazie va al mio Gordon Lish di riferimento: TuttiNoiSappiamoChi.

22 febbraio 2013

Ammazza che notizia!

Riceviamo e pubblichiamo un pezzo di Urlo.
(edit 25/2 - la soluzione)

Domenica notte, dopo la strepitosa vittoria della Fiorellona sull’Inter, AL FAN, Ora più famoso (causa la scomparsa, orson tre dì, del Ciuffi) e Presidente di un quasi saCRO SETTOre della Fiesole, accadde di ascoltare una persona dell’entourage viola. È successo in una pizzeria, dove il nostro fan viola, erano circa le una, unico cliente vista l’ora, aveva cenato e, doVENDO LAvarsi le mani, era entrato nella toilette. Mentre ne stava uscendo, intravide non visto, E.M. un ben conosciuto componente dell’organigramma viola, accompagnato da altra persona. Il proprietario del locale salutò calorosamente il famoso cliente che gli presentò l’amico dicendo “este es mi amigo RaMON TIago, grande procuratore di tanti calciatori delle cantere basche”. Il nostro nascosTOSI dietro la porta socchiusa, curioso, sperò di scoprire qualche segreta novità sul mercato viola; cosa che infatti avvenne. Mentre gustavano le pizze che avevano ordinato, i due intavolarono sommessamente un pourparler, il contenuto del quale si può così riassumere: la Società ha già opzionato diciannove giovani giocatori ed a giugno con la ratifiCA S'INIzierà a valutarne il loro valore, per vedere se tutti mantengono le promesse fino ad ora fatte, anche perché, più spesso che si creda, l’aMARO NIdifica nei giovani spinto daI DEMoni. Per farla breve: alla fine della cena E.M. pagò il conto ed i due uscirono allontanandosi, e, con una canzone di GaBER, S'ANImarono cantando nella notte. Il nostro, FINIto di star sugli accesi carBONI NOn mette tempo in mezzo e tonFA VIA; rientrato a casa pensa alla BANDA NAzionale che fra un anno, per lo scudetto, suonerà l’inno della Viola e felice si fa sul GRILL Otto salsicce di suino che, come dicono i romani, fan ben AR CORE ed infine chiude con un BONDI' Motta.

Dal nostro agente ALLA Mano (che disseMELO NIcchiando il 21 febbraio 2013).

p.s. Quando arriveranno, i nuovi candidati al gioco cadranno nelle grinfie DI PIE TROiette dai capelli BIONDI.
________________________________________________________________
Il tema sono le elezioni 2013 e i riferimenti (sostanzialmente nomi) sono celati nel testo, potete provare a scovarli in una sorta di Dov'è Wally, come aspettare la soluzione lunedì, sempre che io non abbia già restituito la cittadinanza allo Stato e non sia fuggito nelle Ardenne. O nelle Asturie.

L'Urlo de noantri

Urlo, chi è costui?
Ospitiamo oggi un testo di Urlo (qui), ma è doveroso buttare giù qualche riga su quest'uomo e su come ha influito nella mia vita.
Forse non tutti sanno che l'enigmistica (e La Settimana Enigmistica in particolare) è stata per buoni 30 anni della mia vita una compagna fedele e appassionata. Un filo conduttore di un pensiero, fatalmente deviato come l'argomento richiede, che mi ha guidato dall'adolescenza alla maturità offrendomi sempre spunti emotivi e fette di realizzazione personale notevoli.
Il merito di questa passione è, giustappunto, di Urlo (l'anagramma del suo nome cognome è "firmali Urlo") che altri non è che il padre del buon vecchio Leo.


Tanto per capire che tipo è:
Flashback n. 1 - L'incontro
Leo: Babbo ciao, questo è Hombre.
(Urlo stava armeggiando a una pianta di filodendro)
Urlo: Ti piace 'sta pianta?
Io: Uh, sì.
Urlo (porgendomi una foglia staccata): Tieni allora, mangia!
Io: ... (di stucco).
Leo: Non ci far caso, è fatto così.

Flashback n. 2 - Alain Delon
Ce lo ritrovammo davanti all'uscita da scuola con una Settimana Enigmistica verde in mano, appena uscita, con l'attore francese in copertina e un rebus mio pubblicato a pagina 36. La reazione immediata fu una sensazione di euforia e incredulità, ma è stato anche il momento in cui ho realizzato che ogni traguardo sarebbe stato possibile, a volerlo e a crederci. (pure la Cucinotta, pe' dire)

Flashback n. 3 - Carogna bigia
Quando lavoravo al forno con Leo e venerdì sera montavamo a mezzanotte, io passavo da casa sua un paio d'ore prima, durante le quali giocavo a scacchi con Urlo.
Durante una partita, nella quale lo stavo disintegrando mangiandogli pezzi su pezzi come non fosse esistito un domani, lui mi apostrofava continuamente con "Carogna bigia, carogna bigia". Salvo poi, fregarmi con il matto sull'ultima colonna al re arroccato, è un matto tipico che dovrebbe avere anche un nome vero (scacchisti mi leggete?) ma per me resterà sempre il matto di carogna bigia.

Flashback n. 4 - Forza Italia
Fare delle vignette antiberlusconiane per anni mi portò a ricevere una lettera direttamente da Denis Verdini (timbrata e firmata), il responsabile del partito del cav. nell'area fiorentina. Una missiva decisamente intimidatoria che mi fece pensare di rivolgermi a un avvocato. Questo fino all'arrivo di una seconda lettera in cui Urlo si smascherava e mi pigliava sonoramente per i fondelli. Nel testo della prima c'era una serie di indizi che mi avrebbe permesso di scoprirlo se solo ne avessi compreso almeno mezzo.

Questo per darvi un'idea di chi è Urlo, ecco, uno che è fatto così, uno che il gioco di parole ce l'ha nel sangue e che, per mia fortuna, me ne ha trasfuso un paio di sacche.
---------------------------------------------------------------------------------
(Edit del 5 aprile 2017)
Stamattina "il babbo ci ha lasciati", così mi ha scritto Leo.
A volte il destino... sono stato l'ultimo a vederlo vivo, ieri sera.
È stata solo fortuna, è che ho mia mamma in ospedale 3 camerate più in là e quindi, prima di andare a casa, passo a fare un salutino anche a Mauro dai polmoni e cuore finiti.
Era in forma, beveva da solo e aveva ritrovato perfino un filo di voce.
Stasera c'è la partita, mi fa.
Macché partita, gli fo, è martedì: nessuna partita.
Qui abbassa gli occhi e scuote il capo come a dire Quest'imbecille non sa un cazzo.
La partita, coppa Italia, mi fa.
Ah, gli fo, allora può darsi.
Roma-Lazio, mi fa, all'andata 2 a 0 per la Lazio.
Ah, ecco. Può essere.
Poi, quando l'ho salutato: Riposati, gli fo.
E lui l'ha preso alla lettera, così ci ha fregato tutti.
Perché Mauro, è fatto così.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...