18 ottobre 2016

One St3pNy Beyond

(noto youtuber al Piazzale Michelangelo)
C'è sempre un momento nella vita di un uomo (padre o figlio che sia) in cui la forbice delle aspirazioni paterne e dei desideri filiali si apre a V in una feroce premonizione di lontananza che non lascia intravedere la possibilità di una richiusura ma, più facilmente, quella di una fatale resa.
Per me - da figlio - è stato quando ho comunicato a mio babbo che sarei andato a lavorare di notte a impastar farina, quando lui mi avrebbe sempre visto in banca a contar soldi, benché di altri.
Per me - da padre - è stato stamani.
- Babbo, sai cosa voglio diventare?
E lì il tempo collassa e un secondo reale si veste da infinito con la mente che scandaglia a mo' di Terminator tra tutte le possibili risposte:

- Astronauta?
- Ingegnere?
- Medico della mutua?
- Biologo marino?
- Nutrizionista
- Calciatore?
- Velina?



Fine del time collapse.
- No, cosa?
- Voglio diventare il duemilionesimo iscritto di uno youtuber: St3pNy (la grafia l'ho gugolata adesso).

Ora premesso che youtuber è chi lo youtuber fa ma che non ho niente contro tali mitologiche creature delle quali fino a ieri praticamente ignoravo l'esistenza o almeno ne sottovalutavo la loro dimensione come forza-lavoro mi chiedo se non sarebbe meglio puntare almeno a scalzare 'sto St3pNy e a buttare giù nel tubo roba che induca non due ma tre milioni di pischelli a cliccare sul tasto iscriviti di un canale tuo. (in questa frase ho avuto difficoltà a posizionale le virgole, ve ne lascio alcune qua: ,,,,,, mettetele un po' dove vi pare)
Ma diventare uno youtuber non è una priorità, pare, solo essere il duemilionesimo iscritto ha un valenza al momento.
E c'è tutto un algoritmo che il France ha studiato - almeno quello! - e che gli fa prevedere, con ragionevole certezza, un tempo di un paio di giorni per il raggiungimento dei 2 milioni di iscritti  al canale del nostro (adesso: 1.997.633) e quindi niente di più facile che stare lì attaccato allo smartcoso in attesa dell'ora ics.

Comunque questa dello youtuber io me la segno e l'aggiungo alla lista di cose che si possono fare anche da vecchi, lista che per adesso contiene: Leggere / Nuotare / Guardare la Premier League.

13 ottobre 2016

Hombre zafferano


(modellate la polpetta come se fosse una parte di voi)

Questo non è un blog di ricette, no.
Tuttavia ci piace cucinare a noi della Linea.
E ci piace anche l'effetto ratatouille e la folgorante intuizione che può scaturire da una madeleine in quella ricerca di noi stessi, o di noi stessi imbevuti in un tè o in un periodo della nostra vita nostalgicamente migliore di oggi.
Arrivo così al pastel de bacalhau, che mi aiuta a rivivere, nella decadente ma vigorosa rinascita di Lisbona, un momento di ferie, burroso e felice.
Ora, se siete a Lisbona, andate al Museu da Cerveja in Praça do Comércio e mangerete i migliori pastel della galassia, oppure seguite queste mie dritte e... Andrà tutto bene (cit. Don Draper).

Ricetta x 4 persone
400 gr di baccalà
500 gr patate
2 (o quante ne servono) uova
1 cipolla piccola
olio extravergine di oliva
un mazzetto di prezzemolo
pepe
noce moscata
olio per friggere (girasole)
formaggio (taleggio)

Metti a mollo il baccalà (24/48 ore prima)
Cuoci le patate intere con la buccia in acqua bollente salata per 40-45 minuti (o in pentola a pressione per 10). In un’altra pentola lessa il baccalà in acqua (non salata) per 15 minuti.
Soffriggi la cipolla tritata fina con un filo d’olio EVO. Se serve aggiungi un po' d'acqua calda perché la cipolla resti morbida e non bruciacchiata.
Scola le patate, sbucciale e schiacciale.
Scola il baccalà, spellalo e togli le lische, se le trovi, sfilacciandolo finemente con le dita.
In una ciotola mescola insieme il baccalà sfilacciato, le patate schiacciate, la cipolla rosolata, il prezzemolo tritato, un po’ di pepe e la noce moscata. Aggiungi un uovo alla volta e mescola bene prima di aggiungere il successivo (se devi ammorbidire di poco aggiungi solo il tuorlo).
L'impasto deve risultare morbido ma non troppo umido, passalo in frigo per una mezz'ora per compattarlo meglio.
Assaggia e aggiusta di sale.
Forma le polpettine con l’impasto aiutandoti con due cucchiai e inserendo in mezzo un listello di formaggio che si possa fondere durante la friggitura.
(certo Lei era più brava)
La ricetta ufficiale parla di queso de serra (formaggio di montagna), io ho messo il taleggio, ma si può osare anche con un cacio più forte (gorgonzola arrivo!).
Friggi in abbondante olio, scola e mangia.

p.s. leggenda vuole che per cucinare il baccalà in Portogallo esistano 365 ricette, una per ogni giorno dell'anno, e che una ragazza in cerca di marito le debba conoscere tutte. Dài, bimbe, cominciamo da questa.
(guardali dentro bellini)


6 ottobre 2016

E quando Il Dormiglione si sveglierà saranno cazzi per tutti

La contraddizione radicale pare diventata un'arte in tutti i luoghi in tutti i laghi.
E non mi riferisco nemmeno a ipotetici pontidimessina e ai loro opportunisti fan o detrattori.

I miei figli per esempio, da neonati metterli giù in carrozzina per dormire era un momento delicato con tutto l'ambaradan delle morti bianche a incombere. Ebbene, il primo andava rigorosamente poggiato a pancia in giù e faccia leggermente girata, nel caso vomitasse, per evitare il soffocamento; ma solo 16 anni dopo le regole dettate dai pediatri e dai vari vangeli della materia tipo "Insieme" spiegavano di come fosse caldamente consigliato poggiarlo a pancia su. Misteri della nanna!

Qualche anno fa in ufficio da noi venne fuori che fare le scale era pericoloso e ancora i cartelli son lì a intimidirti.

Allora vado in ascensore, ingenuamente pensi, ma ecco la sorpresa: nell'elevatore ti trovi un bell'adesivo che ti consiglia le scale:.

Il classico can per l'aia che non abbaia e si morde la coda con la convivenza di due comportamenti auspicati ma antitetici. Va a finire che il modo più sicuro per spostarsi da un piano all'altro diventa la tuta alare.


Comunque resto in attesa del 2173 e del risveglio del dormiglione, con i dettami che usciranno dal pool dei migliori scienziati del mondo, quando scopriremo che l'olio di palma è un toccasana, che il fritto è consigliabile quelle tre quattro volte a settimana, che la verdura è puro veleno e che i pocket coffee sono diventati obbligatori per legge.

4 ottobre 2016

Svelata l'identità di Anonimo Italiano

In questi giorni tutti la trovano una scusa per parlare di Elena Ferrante, e la Linea non è da meno.
Pure Bettarini la rammenta al suo confessore pugile Clemente Russo infilandola nell'elenco delle signore con le quali si sarebbe fatto beffe di Simona sua sposa:
- Aho, Clemente, e poi me so' fatto pure Elena Ferrante.
- E chi è?
- Questo non lo so davvero.
- Ma magari era Domenico Starnone? (*)
- Ora che ci penso... ci sta.

Certo che al cospetto della misteriosa autrice de L'amica Geniale fanno sorridere i patetici tentativi di occultamento d'identità nel panorama musicoleggeriale italiano di qualche decennio fa.
Poco resse l'imitatore mascherato di Baglioni di cui al titolo, e meno ancora gli Audio 2 che per un pomeriggio si vociferò che fossero nientemeno che il figlio di Mina e il figlio di Battisti messisi assieme per un probabilissimo LP dal titolo Figlio di Mina canta Figlio di Lucio.

(*) Pole Clemente Russo conoscere Domenico Starnone? No! Sì! S'apre i' dibattito!

28 settembre 2016

Baggianate alla David Copperfield

(trad. ancora precedente)
Se c’è una cosa che mi piace leggere è Il Giovane Holden (5 carver).
Se c’è una cosa che mi piace rileggere è Il Giovane Holden.
Se c’è una cosa da cui mi piace piluccare delle pagine è Il Giovane Holden.
Se c’è una cosa che da lettore odio sono le traduzioni successive all’originale.
Almeno per i romanzi che ho già letto :)
Ora, c’era bisogno di una seconda traduzione per il capolavoro di Salinger?
Per me è no.
Con tutto che Matteo Colombo è sicuramente bravissimo, chissà mai il migliore, e magari è lui il pescebanana in grado di percepire il vero senso della storia scegliendo un lessico più appropriato, forse più giovane, magari più americano, o quello che volete.
Ho letto solo un paio di pagine in libreria, ma mi sono bastate per farmi non piacere questa operazione.
Sarò conservatore, ottuso, o forse solo stronzo incapace di comprendere, ma io mi sono affezionato alle frasi tradotte per noi poveri italioti da Adriana Motti, le ho fatte mie, e ho un rifiuto forte ad accettarne di diverse.
Facciamo due ipotesi:
1) Adriana Motti ha tradotto il libro perfettamente
In questo caso, la persona che si trova a ritradurre un’opera così nota, deve giocoforza ricercare elementi nel linguaggio e nella costruzione delle frasi che contraddistinguano il suo lavoro da quello precedente (altrimenti non ci sarebbe proprio alcun senso, giusto?), e questa necessità porta fatalmente ad allontanarsi dal senso originario voluto, per Il Giovane, da Salinger.
2) Il lavoro di Adriana Motti è considerato migliorabile
Le frasi dell’Adriana sono comunque mattoni cementati e anche, laddove fossero state imprecise, ormai sono quelle e, per quanto mi riguarda, sono più vere del vero.
Tanto varrebbe allora fare uscire un’edizione come Il terzino nella segale o, chessò, Vita da uomo.

p.s. E alla fine? Dopo aver messo tutti i link mi è venuta una voglia matta di leggerla questa nuova versione, è strana la mente umana.
p.p.s. e comunque, se mi chiamasse Einaudi per ri-ri-ritradurre The Catcher in the rye, ve lo dico, non ce l'avrei la statura morale per dire no. E magari potrei fare una versione in fiorentino:

Se vu volehe davvero senti' questa novella, forse pe' pprima 'osa, 'gnerebbe 'he vi dicessi indò so' naho e come faceva onco la mi' infanzia e icchè facevano i' mi' babbo e la mi' mamma prima che mi partorissano, e tutte 'uelle bischerahe alla Davidde Copperfielde, ma a me un mi garbano miha queste ciance.
Per cominciare, l'è roba che la mi fa innervare, e poi a' mi' genitori gli piglierebbe un par di coccoloni per uno se ciaccolassi a sproposito sulle su' 'ose. Se la pigliano un monte a male per queste faccende, speciarmente i' mi' babbo.
Bellini, un diho di no, ma anco di morto permalosi.
(séguita...)

26 settembre 2016

Molti partecipano, uno vince

Quando arriviamo in ufficio al mattino ognuno canta o fischietta la sua canzone, o magari la fa in lallallà.
Chi l'ha sentita in radio, chi ce l'ha in testa dal giorno prima, chi la suoneria d'un telefono, chi sa solo quella e chi vattelappesca perché, ognuno la sua.
Poi, man mano durante la giornata, si avvia uno scontro durissimo, una sorta di cempionslìg a eliminazione diretta.
I motivi si sfidano in battaglie sanguinose.
A nostra insaputa.
Già verso l'ora di pranzo le arie riprodotte in giro saranno due o tre, ma alla fine della giornata ne resterà solo una.
Non c'è una volontarietà in questo, a volte ti si appiccica quella del collega e a volte gli attacchi te la tua, così senza un motivo razionale.
Poi capita che dalla finestra senti un povero diavolo per strada che squarciagola un bella senz'anima, che lo capisci non è Cocciante manco pe' gnente, epperò c'ha un fascino suo e mette i brividi, irresistibile tra i rumori mezzo affogati e noiosi di un lunedì mattina in città.
E alla sera son tutti lì che adesso spogliati!

23 settembre 2016

Mi dono alla scienza, da vivo però

O alla tecnologia, magari.
Io voglio che mi installino un chip sottopelle con tutte ma tutte le mie info e che possa essere decifrato dai vari lettori installati nel mondo mondiale.
Ben venga il grande grandissimo enorme fratello se in cambio mi fa stare sereno.
Intanto il chippettino dev'essere collegato al mio conto corrente o alla mia carta di credito. Devo pagare una cosa? Avvicino il polso al lettore e via pagata e in sicurezza, manco il pin voglio digitare.
E voglio pagare tutto, dalla spesa alimentare alle risalite a sciare, dal meccanico al caldaista, dal carburante ai caselli autostradali, dal dottore ai ticket sanitari, dai libri di scuola alle tasse varie alle multe.
Che poi sono tutte funzionalità già in uso, ma separate. Voglio dire non siamo in grado di raggruppare in una parte del chip quello che serve per attivare il Dolomiti SuperSkipass, il telepass, la carta della Coop, la tessera sanitaria e via e via?
Poi, ovviamente, il chip deve gestire gli sconti, le promozioni e le offerte, le rateizzazioni, tutte cose banalmente già possibili.
Il chip deve essere programmabile, non è che ci mettiamo sottopelle un apparecchietto statico. La domenica mattina vado a correre, lo passo sotto una macchinetta programmatrice (ma non sarebbe nemmeno necessario) e mi piglia i tempi della corsa.
Vado allo stadio? Sanno dove sono e quando ci sono e se tiro in campo una lattina.
Vado a mensa, mi scala direttamente i soldi e magari mi dà pure suggerimenti su cosa prendere visto che avrà in memoria il risultato delle mie ultime analisi.
Vado in un bar? Manco tiro fuori il portafoglio.
Cambio auto, pago il bollo, vado al ristorante o in farmacia? Tutto registrato.
Alla fine io VOGLIO CEDERE COMPLETAMENTE i dati della mia privacy, dei miei spostamenti e delle mie abitudini, voglio essere tracciato e monitorato in tutto, in cambio non voglio fare più settettrenti, Iseei, autocertificazioni e nemmeno voglio portarmi dietro 300 carte plastificate. Nemmeno voglio parlare se non ho voglia.
E queste sono proprio le prime funzionalità che mi sono venute in mente, le possibilità sono infinite.
Mettetemi stocazzo di chippettino e poi non rompetemi più le palle.
È che poi finisco per diventare volgare.
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