15 settembre 2015

Le mie ambizioni musicali negli anni

(L'uomo in ammollo Franco Cerri)
Ho già e più volte fatto ammenda riguardo alla mia scarsa cultura musicale che in parte deriva anche dalla mia predisposizione deficitaria e dal fatto di non aver avuto un mentore nel campo specifico, né in famiglia né fuori. Non per questo non ho cullato sogni nell'ambito delle sette note.
Più o meno, in un approssimato ordine cronologico, son questi:
  • Essere Gianni Morandi
  • Sposare Wilma Goich
  • Scrivere una canzone copiando gli uccelli disposti sui fili elettrici
  • Trovare la melodia di Mister Mandarino al pianoforte
  • Sfondare con il mio pezzo "Mabel"
  • Essere Robert Plant giovane
  • Avere l'orecchio assoluto
  • Suonare Sono solo canzonette come Bennato
  • Sposare Donatella Rettore
  • Riconoscere la marcia trionfale dell'Aida da cinque note
  • Incidere io una strofa del Vitello dai piedi di balsa con Elio
  • Imparare ad accordare la chitarra con il metodo Franco Cerri
  • Essere un pinkfloyd, uno di quelli vivi
  • Sposare Dolores O'Riordan
  • Scrivere dei testi tipo Pasquale Panella
  • Andare a Sarabanda
  • Sposare Enzo Jannacci
  • Capire i Nirvana
  • Resuscitare Rino Gaetano
  • Essere Robert Plant vecchio
  • Sposare Adele
  • Cantare Stairway to Heaven come questa crista qui.

Consuntivo sogni realizzati: 0 (zero).

12 settembre 2015

Williams stai Serena

(Vinci un asciugamano)
Quando all'inizio del terzo set Serenona ha esultato per un diritto in rete di Robertina ho pensato che il dio del tennis (non so se esiste) avrebbe potuto punirla.
Poco dopo, la numero uno del mondo ha ri-esultato per una smorzata in corridoio della nostra e ho pensato che il dio del tennis (probabilmente esiste) avrebbe dovuto punirla.
Infine, a seguito di un servizio vincente, non un ace tra l'altro, l'americana sbroccava proprio esultando in maniera esagerata e dozzinale manco avesse vinto il grandeslam dei grandislam slammosi, e Robertina povera che non sapeva più che faccia fare. Lì ho pensato che il dio del tennis (esiste matematico) sarebbe intervenuto sicuramente, magari procurando un mezzo stiramento in uno dei due prosciuttoni williamseschi.
E invece non è servito nemmeno il dio (c'è) del tennis perché l'immensa Vinci, voglio sperare incazzata come una scimmia per gli inspiegabili atteggiamenti antisportivi di Serenona, ha fatto tutto da sé.
Eccola, nella foto, sotto l'asciugamano prima di andare a servire per il match. Isolata dal pubblico e dal mondo, isolata da Serena e dal campo, alle prese con i soli suoi sogni di bambina così vicini da poterli toccare. Bellissima Miss Towel.
Ed è stata disarmante e genuina quando, oltre a scusarsi con Serena per lo slam interruptus e con il pubblico USA, ha spiegato la sua complicatissima tattica: butta la palla di là, tienila in campo e corri. La semplicità paga sempre, anche nel tennis.
Parole che spero siano giunte anche all'orecchio della nostra futura top player Camila Giorgi che dovrebbe avere il coraggio e l'umiltà di rivedere, anche se solo per frangenti particolari di partita, il suo credo del picchiala sempre.
La giornata era stata magistralmente inaugurata da una Flavia Pennetta implacabile e perfetta a completamento di questa giornata tennisticamente memorabile per i colori azzurri.
E restiamo connessi perché già da stasera ci sarà da celebrare una sola delle nostre due atlete pugliesi.
Colei che uscirà sconfitta da questa storica finale.

9 settembre 2015

La regola delle tette


Essa serve a stabilire se l’attacco che, nel tempo, la ghiandola mammaria subisce dalla forza di gravità la mantiene entro canoni eroticamente accettabili oppure no.
Si effettui una misurazione con la portatrice sana di tette all’impiedi: la distanza tra il mento (guardando avanti) e il capezzolo non deve superare di norma i 30 cm. Oltre i 30 anni, ogni 3 anni si aggiunge 1 cm, quindi, per esempio, a 42 anni il dislivello mento capezzolo è eroticamente valido fino a 34 cm.
Il limite non è fiscale, c’è una tolleranza in cm pari alla misura di reggiseno. (4a = 4cm).
È meglio se vi limitate a una misurazione occhiometrica, non fatevi beccare col metro in mano.

Che poi, alla fine, vige sempre la regola delle regole:
Le tette più belle sono quelle che puoi toccare.




7 settembre 2015

I fagiolini non sono come lo scotch

Né come il rotolo di carta da cucina o carta igienica, per dire.
Avete presente come son fatte tutte le robe arrotolate, no?
Ne hai consumate metà come spessore ma in realtà sei ben oltre a causa degli avvolgimenti esterni che son più lunghi.
Anche il serbatoio della macchina fa uguale, una vita per arrivare a mezzo e poi va giù d'un botto, ma lì non me lo spiego se non con un gombloddo delle case automobilistiche.
Insomma se state a pulire i fagiolini, via la testa via la coda, e l'attività si delinea parecchio barbosa, quando avrete dimezzato il monte non è il caso di rilassarsi pensando al rotolo di scotch (o al serbatoio della benza) perché la seconda metà dei fagiolini da nettare è una metà effettiva e ancora non siete a nulla.
È un paio d'anni che pulisco fagiolini a profusione, sai com'è... se li hai assaggiati cucinati in quella che si dice sia la maniera di Fabio Picchi (nella foto), diventano incredibilmente un alimento PCD.

Comprate i fagiolini, tanti quanti ve ne stanno nel vostro tegame di riferimento e che vi consentano di rimestare agevolmente.
Tritate una cipolla, fina quanto preferite, non tanto fina a gusto mio.
Aggiungete mezzo bicchiere scarso di olio.
Un paio di spruzzate di origano.
Una decina di foglie di basilico (o menta) sminuzzate.
Sale quanto basta e peperoncino se vi aggrada.
Un paio di etti di polpa di pomodoro.
Mescolate il tutto a freddo nel tegame e poi cuocete a fuoco lento per una quarantina di minuti o quel che serve.
Io li cuocio coperti e se si asciugano troppo in cottura intervengo con dell'acqua calda.
Servire tiepidi.
O caldi.
O freddi.
Servire, insomma.

4 settembre 2015

Biumor 2015 - Il Belgio gioca il jolly

(ELECTION DEI - FurFra)


Che a Tolentino siano esterofili è cosa nota e se la classifica finale non è zeppa di iraniani, siriani congolesi o, al limite, belgi non son contenti. Alla prossima ci presenteremo come Ombrignozzovic e allora faranno i conti con noi.

(pronti, via)


Dunque si parte, venerdì scorso, grattando via mezza giornata di ferie visto che son tre ore di macchina e alle 17:30 'gnerebbe star là.
(pompista bionda in val di Chienti)
Chiacchierando il tempo passa che è un piacere e la lancetta che segna il livello di benza va giù in picchiata e quando ci se n'accorge siamo in val di Chienti, una sorta di landa seconda solo al deserto dello Utah, quanto a carenza di distrubutori. Già ci vedevamo a spingere sulla Foligno-Macerata quando è sbucato dal nulla un Eni con una sposa bionda a metter giù l'ambrosia nel serbatoio.
Bon, siamo in albergo, e qui c'è da decidere la mise della serata che comincia presto e finisce tardi e non c'è modo di cambiarsi a metà.




C'è da scegliere tra l'outfit artista gay californiano e quello artista gay nostrano, di etero non se ne parla nemmeno.
Optiamo per il classico jeans + maglia bianca che fa tanto dolcegabbanico.
Si scopre subito, al Castello della Rancia, che come i nostri stilisti di riferimento, siamo indistinguibili seppure molto diversi. A me mi chiamano Francesco e a lui gli tocca il Furio.
Ci si ciuccia la pippa inaugurale, ma solo metà. In quello stralcio, tra il sindaco e il direttore viene pronunciata 12 volte la parola internazionalità, o similia.
Poi tutti nel forno mansardato, ma non ventilato, a tagliare il nastro della mostra.
Ci si tuffa sulla nostra opera e... sorpresa: l'installazione non è composta  c'è solo l'urna in vista.
Le reazioni vanno dall'ottimismo sfrenato di France:
"Cavolo, ce l'hanno censurata. Hanno avuto paura a esporre la scheda".
E già che iniziava a guardarsi attorno pronto a buttarsi a terra, nella papabile eventualità che si presentasse un libico con un kalashnikov.
Al pessimismo mio (Naaa, so' realista!):
"Macché censura, se ne sono scordati 'sti coglioni!"
E infatti apro e sta tutto dentro l'urna. E dire che avevamo inviato sia uno schizzo della realizzazione composta che un testo che spiegava nel dettaglio cosa fare.
Ma niente, ci tocca mettersi lì - con tutto che ormai si grondava come ciuchi e la temperatura saliva ancora con tutti che persistevano respirando - a tirare fuori le schede e i lapissini, ci tocca andare ad accattare un po' di nastro adesivo per raggiungere un risultato appena appena sufficiente come esposizione.


(fotina triste con ombra)

Poi alla ricerca della stanza dei segreti dove avremmo consumato la fantomatica light dinner ventilata sull'invito.
Light sarai te, pensavamo rimpinzandoci senza sosta dei peggiori appetizers della storia salvo poi ritrovarsi a panza piena quando è arrivato il main course incarnato in un coscio di maialino arrosto.
È stato li che quello della giuria lungo con la barba, uno simpatico, ci ha detto che il nostro Rocco piacere era piaciuto, anzi c'era una mozione per appiccicarlo in terra proprio ai piedi della torre del castello ('zzo!) dove avrebbe accolto un po' tutti... ma poi niente qualcuno della giuria (che si è guardato bene dal palesarsi) l'ha dichiarato fuori tema (4!) e così niente, manco esposto, manco una foto sul catalogo, manco una citazione.
Resterà nei nostri cu...ori, per fortuna, perché Rocco è Rocco.
Oltretutto le patatine che facevano parte dell'opera (VERE) se le sono pure mangiate durante una seduta della giuria: quelle non erano fuori tema, eh?
Stendiamo un velo pietroso sulla premiazione, davvero parecchio triste, disertata in blocco da tutti i vincitori. Ma premiare solo chi viene? C'era soltanto Elvis Corrale Rodriguez da Cuba, vincitore della sezione caricature, seppure anche lui abbia dato una bella delusione al sindaco quando, in risposta al municipale "Ar iù eppi?" se n'è uscito con un "Ma io parlo italiano" smontando d'un colpo il castello d'internazionalità, che già aveva preso una bella botta nel 2011 quando la vincitrice russa Anastasia Kurakina si presentò parlando un romanesco che nemmeno Meo Patacca.

(guarda come ti riduce una notte con un uomo nel letto)
La serata si chiude con una bella performance teatrale diretta da Paolo Nanni e dedicata a Giorgio Gaber e al suo Signor G, e chiosata con fior di supercazzole dal filosofo Roberto Mordacci (da qui il detto Li Mordacci tua).
E comunque nel 2017, a meno che non abbiamo il demone socratico che ci dice no, noi ci si torna.











(siamo contenti di essere arrivati uno)




















Concludendo, il dovuto omaggio al vincitore Constantin Sunnerberg e al suo Rainy Day (ma coi duemila euri, un low cost te lo potevi pure pagare, Constantin!)



















Anche se a me piaceva quest'altra (la foto fa onco e c'è pure l'ombra di France, se la trovo meglio poi la cambio):
(Gaudium Magnum - Gianni Audisio)

27 agosto 2015

I baci che non ti ho dato

Ci son dei giorni che arrivi a sera e ti sembra di non aver fatto niente.
E probabilmente non hai fatto niente.
Niente di significativo che va oltre la routine.
Niente che tu abbia programmato prima e niente che si possa ricordare poi.
Niente che va per il verso sbagliato da raddrizzare e niente che va per il verso giusto da festeggiare.
Sono giorni che di solito finiscono su un divano manovrando un telecomando nella vaga ricerca di succose - e false - notizie di calciomercato.
Se hai fortuna e stai abbastanza attento però te ne accorgi prima e ti resta uno sputo di tempo per infilarci dentro qualcosa di buono.
E allora essicchi i peperoncini e li triti, raccogli il basilico e fai il pesto, dai una mano di cementite al nuovo tavolo da giardino ricreato da un bancale o magari fai 5.800 punti in una manche a ruzzle e ti porti al comando del torneo settimanale.
Ci sono dei giorni in cui non hai scritto una riga, in cui non hai letto manco l'1% di Shantaram.
Ci sono giorni in cui non hai dato un bacio uno, ecco quelli sono i peggiori.

p.s. la retorica contenuta in questo post può avere effetti collaterali, nel caso consultare un medico.

19 agosto 2015

A domanda rispondi - n. 12

(The answer, my friend)
C'è un modo per togliere il tappo di cerume senza dover per forza andare dal medico?
Senti se passa lui.

Per allenarsi a sparare… come si chiamano quei posti? 
Stati Uniti.

Rimedi naturali per la cellulite?
Pantaloni lunghi.

Qualcuno ha trovato benefici nella pressoterapia?
Almeno è vicino a casa.

Come convincere una donna (io 20 lei 40) che l'età non conta in una relazione? 
Con una bugia.

La mia ragazza da 0 a 10 mi ha dato 4 di bellezza, perché? 
Perché ti vuole bene.

È legale chiamare una figlia con il proprio nome?
No, se sei Ugo.

Qual è l'ordine dei libri di Dan Brown?
Primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto.

Come far correre di più il mio quad 50cc?
Imbocca il discesone.

Qual è la differenza tra un chiavetta wifi e una chiavetta wifi con antenna?
L'antenna.

Sono incinta, devo fare un test?
No, devi fare un bambino.

Ditemi un solo motivo valido per continuare a vivere in un posto orrendo come l'Italia?
Tipo se stai agli arresti domiciliari.

Chi è per me il cugino di mio cugino?
Sei te.
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Qui le vecchie edizioni:
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