13 novembre 2014

Del diario vissuto di Giovanna (9)


Domenica 12 luglio
Fu una giornata in pieno sole, come i nostri cuori. Facemmo la strada di Bagno a Ripoli che ci conduceva dalla mia zia e mia cugina e fu una giornata allegra e serena, per stare insieme una giornata intera con te, Nicodemo, amore mio.
Stammo sdraiati sul il greto dell'Arno come era bello, poi andammo in barca, ero tanto felice tanto.
Quanta felicità c'è in questo quaderno, forse se qualcuno leggesse non ci crederebbe.

Camminando stamani per la strada che conduceva a casa tua Neno. Era prestissimo quando è sonato le quatro eravamo al Pianigiani ero con i miei fratelli alle quatro era buio di già perché essendo il 27 luglio.
E così arrivammo a Montaccino si chiamava il posto dove tu stavi. C'era un gran silenzio, e ci si mise ascoltare e si senti fare tac tac ogni tanto. E quando spuntammo alla cantonata della capanna, ti vidi Nicodemo, eri col il tuo padre a fare i fili per battere il grano che avresti battuto quella mattina.
Ed aiutando la tua sorella per mettere a tavola tutti i battitori e fui tanto contenta di fare quello che un giorno farò quando saremo nella nostra casa.

Stamani quando è spuntata l'alba del 4 settembre '53 il giorno del mio compleanno, è stato come il giorno della mia nascita per me benché sono passati ben 22 anni.
Quest'anno non posso dimenticarlo mai.
È un giorno caldo, che alle 14 del pomeriggio correndo per prendere il tram, perché ci conducesse a Firenze, per fare una passeggiata insieme, e difatti fu proprio una passeggiata fantastica, facendo tutto il Viale dei Colli Fiorentini. Com'ero felice quando entrammo nella Chiesa delle Porte Sante che insieme ci inginochiando davanti all'Artare, pensai quando saremo davanti così! Quando ci uniremo per tutta la vita, che dalle nostre labra uscirà quel Sì! sincero come tante volte lo desidero e lo penso.
E così facendomi in dono la catenina d'oro in segno di legarci per tutta la vita. Il mio giorno finì con baci e abbracci pieni di gioia.

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- Quaderno del diario vissuto di Giovanna
- Anema e Core
- Dove si va signorine?
- Qui vedi dove dormo e ti sogno
- Se un giorno mi avverasse
- Mi bacia sulla bocca e baci e baci 
- Quando non c'è la partita di calcio manca tutto 
- Perché l'amore sarà al centro di tutto
- Qui intrecciammo la lilla

12 novembre 2014

Canzoni Stondate

Canzoni stondate – Smussiamo gli angoli dei più noti brani musicali ricavandone una versione deviata che, per fortuna, non è mai stata scritta.
(Canzoni stonate - Gianni Morandi)

Una canzone per Tex - Il tormentato amore gay di Kit Carson per l'amico Willer si svela una sera davanti a un falò e grazie a qualche tequila di troppo.
(Una canzone per te - Vasco Rossi)

I muschi - Una ragazza perde la bussola per dei ragazzoni completamente esposti a nord.
(I maschi - Gianna Nannini)

L’importante è frinire - La cicala ancora non ha imparato la lezione dalla formica. Una volta di più si concentra esclusivamente sul suo canto che, tra l'altro, rompe anche un po' i coglioni!
(L’importante è finire - Mina)

Vivo per Lay - Un appassionato del tenente Sheridan setaccerà tutti i negozi di video alla ricerca dei VHS disponibili dei vecchi telefilm con Ubaldo Lay. Spenderà somme spropositate che paradossalmente lo ridurranno nulla-tenente.
(Vivo per lei - Andrea Bocelli)

Tanta voglia di sei - La dura caccia alla sufficienza a scuola: Roby Facchinetti la scrive dopo essere stato ai colloqui con i professori di DJ Francesco.
(Tanta voglia di lei - Pooh)

Sei io sei lei - Un ragazzo e una ragazza si sfidano su un campo da tennis. La partita risulterà quanto mai equilibrata. Se la giocheranno al tie-break.
(Se io se lei - Biagio Antonacci)

Chiedi chi era inibito - Chi è stato timido in gioventù? Alla ricerca di ragazzi introversi che si sono poi aperti.
(Chiedi chi erano i Beatles - Stadio)

Il gelo in una stanza - Una serata particolarmente fredda passata a leggere le istruzioni del nuovo termostato. Incomprensibili.
(Il cielo in una stanza - Gino Paoli)

Chechi dice no - Yuri respinge con fermezza la proposta della federazione di ginnastica che vorrebbe partecipasse all’ennesima Olimpiade.
(C’è chi dice no - Vasco Rossi)

Bella se s’anima - Un tipo abborda una ragazza esteticamente piacevole che però si rivelerà mortalmente noiosa. La sera dopo prova a portarla al karaoke.
(Bella senz’anima - Riccardo Cocciante)

Andavo a Cento, allora - Poi ho smesso di fare il pendolare perché ho trovato lavoro a Ferrara.
(Andavo a cento all’ora - Gianni Morandi)

Fader and son - Le urla di un bambino casinista in auto vengono attutite dalla regolazione mirata del fader.
(Father and son - Cat Stevens)



10 novembre 2014

Sumeri per sempre

Parlo ai miei coetanei... gente che si ricorda di Tenco, dello sbarco sulla Luna e di Ali-Frazier dal vero.
Ma i Sumeri che c'erano ai nostri tempi a scuola? Io non me li rammento mica.
Assiro-Babilonesi l'era pieno, fitto di giardini pensili un si girava, ma i Sumeri boh?
O di dove son spuntati questi? E poi, oh, hanno inventato tutto loro, dalla ruota alla barca a vela, dalle canalizzazioni dell'acqua alla scrittura in sillabe, com'è non si sapeva quarant'anni fa che c'erano stati 'sti cristi di Sumeri intelligentoni?
È dovuto venire a dircelo Alberto Angela che avevan fatto sfracelli, perché babbo Piero non ne sapeva una mazza manco lui.
No, ma mica ce l'ho con loro, bravi davvero, solo mi stanno un po' sulle scatole perché non me li hanno fatti studiare.
Non ce l'ho più il libro ma sarei curioso di controllare, per me se c'era una paginetta l'è grassa.
Sì, la Mesopotamia quella la c'era anche negli anni settanta, ma Sumeri politeisti nemmen l'ombra.
E invece ora son protagonisti assoluti, l'è due mesi tra poco che ci siam sopra con France e chissà per quanto ancora ci si tireranno dietro, mancano davvero solo i nomi.
E poi trovare Gilgamesh sui libri di storia, andiamo, lui non c'era perdìo sul nostro sussidiario.
I soldi che ho speso per leggere la sua epopea su Lanciostory! E ora te lo sparano a lezione di storia, ha fatto carriera pure lui.
Grande Wood su Lanciostory, avanti anni luce.
Ora mi aspetto solo di beccare Dago quando arriveremo alla Repubblica di Venezia.

8 novembre 2014

Del diario vissuto di Giovanna (8)

"la lilla" intrecciata (originale '53)
Mentre sono nella mia cameretta lavorando, è qualche giorno siamo tutti riuniti i fratelli e i genitori che ci stanno osservando quando lavoriamo. Io penso sempre alla nostra famiglia quando sarà riunita così! Sarà una piccola casa calda di gioie e baci dei nostri figli che ci faranno passare dei giorni tristi, ma ce ne faranno passare tanti e poi tanti belli.
Mi par di vedermi già in quella casa dove sarò tanto felice. Neno quando il tuo braccio mi cinge la vita e la tua bocca mi copre di baci, e il tuo sguardo mi penetra nel cuore non so dire più parole. Ma quella che ti vorrò sempre bene sì! Quella la saprò sempre dire, perché il mio cuore è pazzo di te. Perché...
Noi siamo due cuori
ma un'anima sola
nessuno ci può separare
due cuori felici d'amore.

E così essendo due cuori in un'anima sola oggi 5 luglio nel mio giardino abbiamo intrecciato la lilla, per fare anche di lei un'anima sola. Così quando ritorneremo in quel giardino la ricorderemo e così dirremo: qui intrecciammo la lilla e le nostre anime insieme a lei che nessuno ci potrà dividere, perché il nostro amore sarà più forte di tutte e di tutti.
Non passa notte che non ti sogni o ti pensi, il mio pensiero vola sempre nella tua cameretta accosto al tuo guanciale e ti dice così: Dormi tesoro ci sarò sempre io che ti veglierò. Poi ti guardo dormire poi ti do un bacio piano piano che non ti svegli poi un sorriso e poi lascio la camera in punta di piedi, per non destare il mio sognio che è tanto bello.
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- Quaderno del diario vissuto di Giovanna
- Anema e Core
- Dove si va signorine?
- Qui vedi dove dormo e ti sogno
- Se un giorno mi avverasse
- Mi bacia sulla bocca e baci e baci 
- Quando non c'è la partita di calcio manca tutto 
- Perché l'amore sarà al centro di tutto

7 novembre 2014

Gigi Riva Settanta

- Biglietto d'auguri aperto a Gigi Riva -

 
Mi sento un po' come Schroeder e il compleanno di Beethoven.
Del resto la mia infantile passione per Gigi Riva calciatore, passione appesantita dalla stima e dall'assoluto rispetto per il Gigi Riva uomo, è cosa nota.
Gigi non se la tira e lo potevi già vedere da come esultava dopo un gol o da come abbracciava un compagno che aveva segnato.
E non è che servano tante smancerie per fargli sentire che ci siamo, alla fine è un uomo semplice non sarà organizzata una fottuta festa di una decina d'ore con la Raffa in sottofondo che intima a far l'amore comincia tu.
Basta meno: Auguri Gigi.
E scusa se mi sono biecamente approfittato di mio figlio per rappresentarti in un disegno. È probabilmente il disegno che ti avrei inviato quando avevo la sua età se solo avessi saputo dove spedirtelo o fossi stato un filo più intraprendente.

La foto da copiare l'ha scelta France, è tratta da un Io Proprio Io dell'Intrepido, e i ragazzi di allora sanno di cosa parlo. La ricordi?
È la finale mondiale di Messico '70 - sì settanta - e tu stai volando per colpire di testa.
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Gigi Riva - La Saga
Indovina chi è venuto a cena
BEI TEMPI
Pollice verso Pollice recto
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edit
Dal profondo del cuore voglio ringraziare tutti coloro che con tanto affetto mi hanno dedicato un pensiero augurale in occasione del mio 70° compleanno: dal vertice dello Stato al comune cittadino avete voluto farmi sentire la vostra vicinanza con intensità commovente e inaspettata. Immensamente felice vi stringo tutti in un forte abbraccio.
(Gigi Riva)

5 novembre 2014

Mobili d'autore

Dante Alighieri è la cassapanca con il corredo, con le lenzuola di cotone grezzo cifrate e le federe ricamate con le rose.

Charles Bukowski è il mobiletto bar giradischi basso impiallacciato in noce lucido. Ti fornisce la più fastidiosa musica del locale, graffiata e stridente, e tutti gli strumenti per poterla dimenticare in fretta.

Andrea Camilleri è un letto sfatto, la mattina dopo una notte di sesso e di sonno. Un'arruffio apparentemente incomprensibile e poco desiderabile di lenzuola e odori, un centrifugato di vita per il quale si può morire d'invidia.

Raymond Carver è un'expedit, l'arte nella sua forma più raffinata ed essenziale, elaborata meticolosamente fino all'eccesso, tanto da risultare semplice, pura.

Agatha Christie è uno scrittoio con la ribalta che non finiresti mai di esplorare. Con dentro tutta una serie di cassettini chiusi a chiave.

Don DeLillo è una vetrina di arte povera profumata di cera che mostra il servito di calici decorati in oro della nonna accanto ai bicchieri griffati CocaCola e alle salsiere di Richard-Ginori.

Charles Dickens è la poltrona Frau, quella rossa, dalle linee inconfondibili e simmetriche. È qualcosa che tutti vorrebbero essere e qualcosa che tutti vorrebbero avere. Punto di arrivo e di partenza di ogni stupida cosa.

Roddy Doyle è il mettitutto scalcinato e tarlato schiantato in garage, lo sai che quando ti deciderai a lavorarci per bene diventerà il più prezioso di tutti, e allora lo tieni lì gelosamente, un po' nascosto, affinché non sia alla portata di tutti.

Umberto Eco è un cassettone barocco, affascinante e rigoglioso ma del quale non comprendi mai fino in fondo il significato. È tanto, è tutto, a volte è anche un filo troppo.

Jonathan Franzen è una madia piena di pane appena sfornato, sembra impossibile che dietro a quelle pagnotte profumate, sublimazione perfetta di odore, sapore e vista ci siano mani che lavorano, faticano e impastano ingredienti che presi singolarmente poi non sono niente.

Ernest Hemingway è il tavolone in massello al centro della sala del castello. Tutti quelli che arrivano lo trovano lì e sembra ci sia da sempre. Nessuno può fingere che non esista ma, soprattutto, nessuno ha la forza o l'ardire di spostarlo di un centimetro.

Nick Hornby è la panca di una birreria artigiana, forse un po' scomoda senza braccioli e senza spalliera ma, cristo, non ti alzeresti mai da lì.

Stephen King è un comodino di apparente e auspicata utilità capace di cullare e vegliare il tuo sonno ma anche di conservare segreti inconfessati e oscuri, laggiù, nell’intimo del terzo cassetto, tra vecchie lettere e regali dimenticati.

Marco Malvaldi è la libreria Billy betulla, viene il momento che per mancanza di soldi o di fantasia ti capita tra le mani e te ne innamori. Poi passa, però restate amici.

Alessandro Manzoni è un armadio a sei ante, ci trovi di tutto dentro, ci trovi la tua storia, la tua geografia, i vestiti che non hai osato buttare e persino quelli che avevi smesso di cercare.

Alice Munro è una toeletta per la zona notte, bianco lucida, leggermente bombata, illuminata da una luce fuoritempo e rilassata. Non ci vuole fretta, lo sgabello è comodo.

Daniel Pennac è il cestone dei giochi di tuo figlio, colorata e indisponente miscellanea dall'improbabile logica spazio-temporale e impossibile da mettere a posto.

Philip Roth è il tuo divano preferito, non quello buono incellofanato sul quale non ti puoi manco sedere, ma quello un po' sdrucito, macchiato, che conserva gelosamente la forma delle tue chiappe e che ha un colore indefinito che non sapresti nemmeno dire.

Jerome D. Salinger  è una sedia a dondolo su una veranda di legno della provincia americana in un'aria di fine serata, davanti a una strada dove sviaggiano i ragazzini, chi rincorso da un cane, chi in bici, chi tirandosi dietro un carretto.

George Simenon è un vecchio baule borchiato ritrovato in soffitta e pieno di tesori. Devi solo aprirlo e ficcarci il tuo curioso naso.

David Foster Wallace è il catologo stesso di Ikea però posseduto carnalmente da un negozio antiquario, sbattuto attraverso Maisons du monde e rifinito in una bottega artigiana di falegnameria di un paese sull'Appennino.

Irvine Welsh è l'armadietto dei medicinali nel bagno. Lo apri sapendo esattamente quali pillole ci troverai dentro, e prenderle non ti aiuterà a stare meglio.

2 novembre 2014

Del diario vissuto di Giovanna (7)

Essendo già alla fine di giugno che il caldo si è fatto sentire, e la sera a far l'amore stiamo al fresco dove le stelle e la luna ci stanno osservando, e così siamo circondati da un cerchio azzurro, come il nostro amore, pieno di felicità sincera.
E pensando al giorno che entrerò nella camera che riuniti in matrimonio, mi parrà di aver raggiunto lo scopo più bello della mia vita. Quando ci troveremo a letto insieme.
Neno, amore mio, cambierà le nostre vite, io diverò la madre della casa e tu il padre ed insieme dobbiamo difenderci e difendere.
Perché l'amore sarà al centro di tutto.
Tu sei Neno l'amore mio, l'uomo che ò sempre desiderato di trovare, un uomo che mi volesse bene e comprendere e ti ò trovato.
Ieri avvenne non so come che parlando dei nostri genitori io diedi in un dirotto pianto e capii che per lui fu un grosso colpo che non avendo la madre. So quanto bene si vuole a una mamma, lo comprendo che è un grande dolore.
E piangendo entrambi mi disse: Gianna ti anno abituato bene i tuoi genitori. Gianna vorrei che tu sapessi abituare anche i nostri bimbi se gli avremo.
Certo amore gli abitueremo insieme e faremo tutto il possibile. Perché se avremo dei bimbi saranno quelli che compreteranno la nostra felicità.

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- Quaderno del diario vissuto di Giovanna
- Anema e Core
- Dove si va signorine?
- Qui vedi dove dormo e ti sogno
- Se un giorno mi avverasse
- Mi bacia sulla bocca e baci e baci 
- Quando non c'è la partita di calcio manca tutto
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