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6 novembre 2012

Facciamo finta che me piace Re'

Sì, facciamo finta che mi piaccia Renzi, e vediamo cosa ne viene fuori.
Facciamo che tra gli oppositori i posti eran finiti e mi son seduto dalla parte dei fan di Matteino.
Intanto sono cresciuto in una famiglia contadino/operaio/partigiana delle campagne fiorentine e sono di sinistra, forse crescendo a Latina sarei stato di destra e crescendo a Mimongo un carciofo, ma tant'è, sono di sinistra e andrò a votare alle primarie di coalizione. E verserò il mio obolo, 1 o 2 euri che siano, nella speranza che non se l'inguatti qualcuno.
Alle primarie NON voterò Renzi. Però, però...
Devo confessare che Renzi esercita su di me un certo fascino e vorrei qui immedesimarmi in un suo sostenitore convinto affinché qualcuno di voi mi smonti e mi mandi a votare senza tentennamenti.
Una simulazione, io chiudo gli occhi e prendo le parti di Renzi, voi me li aprite.

È una novità. Non che il nuovo sia per forza positivo, ma conoscendo il vecchio - e purtroppo le occasioni non sono mancate ultimamente - conoscendo il vecchio, la novità, certo così negativa non può essere.
Non se la sta cavando male a Firenze, molto attento agli aspetti turistico-culturali della città, disponibile con la gente, presente.
Comunicatore abile e preparato, innovativo, trasparente.
Ha un programma vero, copiato/non copiato, è un programma concreto.
Se gli fai una domanda risponde, non con la fuffa politichese dei D'Alema, dei Fini, delle Bindi ma con argomentazioni comprensibili e senza giri di parole (ok, qui fate un po' finta anche voi).
Ha quella patina di arrogante autorità necessaria, non tanto per vincere le primarie del centrosinistra, ma per eventualmente governare dopo.
Non ha paura di raffrontarsi dialetticamente con nessuno.
Dobbiamo confrontarlo con quello che c'è in giro, non bisogna fare l'errore di pensare che si possa poi eleggere Berlinguer, el Che o Jim Morrison, chessò.
Perderà? Non vuole altri incarichi, non vuole premi di consolazione. Vi sembra poco?
Tifa Fiorentina.


Facciamo finta che... i giovani abbian sempre un'occasione - (Ombretta Colli)

p.s. sarei andato a votare alle primarie pure se ero(*) un carciofo.

(*) Aut. Min. Conc.

15 febbraio 2012

Buongiorno, Milano

È ufficiale l’esito del concorso FingerBooks: l’Agatho Christo di Firenze ha colpito e si è portato a casa un Ipad2, un succoso ritrovato tennologico in grado di farlo regredire in breve tempo a livello di larva sociale.
Per la sezione Amore ha vinto Monya Flour con il racconto Benvenuta, mentre per la sezione Giallo è Da mezzogiorno a mezzanotte, la storia di Attilio Majorana, Majorana come il fisico e Attilio come il conte, a conquistare i favori della giuria.
La premiazione ha avuto luogo alla libreria Gogol & Company in quel di Milano, anche se a loro insaputa. La libreria, intanto, essendo in zona Giambellino, mi ha siringato in testa la ballata del Cerutti, di Gaber, e quindi una cosa buona l’ha fatta senz’altro. Ci ho preso pure un caffè al bar del Giambellino, tanto per gradire, anche se non ho avuto tempo per il biliardo.
Alla presenza del nutrito staff di Buongiorno Spa (Beatrice Grattacaso, Francesca Ferrara, Fabio Malagnini, Lucia Predolin e Chiara Viganò) e della giurata Erica Arosio, giornalista di Gioia, (assente l’altra giurata Chicca Gagliardo di Ho un libro in testa) ci sono stati consegnati gli iPremi.
Per abbassare la nostra cresta va detto che siamo stati costretti a indossare le magliette evento (tiratura limitata 2 esemplari) per le foto ufficiali di rito.
Ottimi cappuccini e brioches ad accompagnare la chiacchierata.
Per concludere al meglio la giornata meneghina e sanvalentina, Hombre e signora sono andati a godere dei capolavori esposti alla Pinacoteca di Brera riguardo ai quali ero stato informato a dovere da una recente e preziosa segnalazione di Kisciotte e a passeggiare in Galleria e in Piazza Duomo.
Non c’è niente da fare, a Milano si respira un’aria vitale che mette buonumore.
Avrei voluto vedermi anche con altri amici, non me ne vogliano, ma la giornata era già strapiena così.
Concludo con una sorta di outing e dichiaro che siamo passati anche da Abercrombie, per un’ordinazione da smaltire. Fauna notevolissima.
I racconti sono già disponibili su www.fingerbooks.it per iPhone e Android.
(Mi rendo conto che il post è un tantino autocelebrativo, me ne scuso con i fautori del falsomodestismo)

Da mezzogiorno a mezzanotte – incipit

Io so sempre dov’è il nord. Lo so e basta.
Lo sento conficcato dentro di me, da quando sono nato. Alzo la testa e tac, lo so.
Dico nord per via della bussola, ma è chiaro come la sambuca che so bene dove stanno pure gli altri tre punti cardinali, non ci vuole uno scienziato.
Ci ho fatto caso: gli accadimenti buoni della vita si realizzano sull’asse nord-sud, mentre le rogne, le pulciose gatte da pelare e le beghe, ci potete giocare la vostra mamma improfumata, che marciano come soldatini allineati sul binario est-ovest, o viceversa.
Nord-sud, e dormite fra diciotto guanciali, est-ovest invece son cazzi: è una regola. È la Regola.
E non venite ad ammorbarmi con il feng shui.

2 gennaio 2012

La Serenità non è star sopra un albero

Mi prendo la Libertà di citare un po' a capocchia Giorgio Gaber mentre osservo l'incedere a grandi falcate della Serenità come soggetto protagonista degli auspici scambiati per queste feste.
La vecchia, classica, augurata felicità da qualche anno segna il passo e - con un colpo a sorpresa che ricorda quello sui cognomi italiani, quando c'informarono del sorpasso dei Russo sui Rossi - viene surclassata dalla Serenità, appunto.
Come piace augurare la Serenità (spesso anche la pace), e come piace inserirla tra i desiderata per il nuovo anno. Eh, no! Troppo facile.
Chi domanda per sé la Serenità tipicamente fonda la richiesta su una serie di postille scritte in piccolo che qualunque avvocato potrebbe indicarvi come causa di non applicabilità, se non addirittura di nullità, del contratto stesso. Come una letterina a Babbo Natale in cui il bambino chiedesse "tutti i giochi che vorrei" la richiesta della Serenità è una malcelata summa di benefici personali tipo: tre settimane alle Maldive, tanta salute per me e i miei familiari, una bella vincita a qualche lotteria, una promozione a lavoro, tanti nuovi amici e un tot di buon sesso.
Suona quindi come una presa in giro per l'Esauditore dei desideri sia esso Santa Claus, un qualche Dio, Giove Pluvio o l'anima santa del vostro trisnonno beato.
Devo dire... tutta 'sta Serenità augurata o pretesa suona proprio male. La partecipazione, al fin della fiera, manca.
È un troppo pieno che ha la stessa utilità di un vuoto abissale, come una mail troppo lunga e fatalmente illeggibile. Fossi io l'Esauditore, sarebbero le prime richieste cestinate.
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