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15 maggio 2015

Il magico potere del caccio via tutto

No, non l'ho letto il libro della tipa nippo, la Kondo che voi tutti conoscerete. E nemmeno lo leggerò, perché mi riporta alla mente testi dal grande spessore teorico che rifuggo come peste, tipo quelli per smettere di fumare (del resto mai fumato) o il famigerato "Fate la nanna" che figurati!
La pratica soggettiva è troppo un altro sport per affidarsi ai rigidi schemi attuativi della teoria, questo è il mio credo a cui tento di affiancare la diligenza del buon padre di famiglia nell'agire.
Epperò l'ha letto dolcemetà il manuale della nippo, dopodiché ha iniziato a riempire dei gran sacchetti blu da portare alla monnezza, o più o meno riciclarli a seconda della loro valenza fashion.
Nei prossimi giorni è alle viste un cambio dell'armadio dall'epocale portata storica. Ebbene mi libererò di più cose di quelle che terrò e andrò ben oltre la regola dell'armuà. L'obiettivo è chiaro e anche la vergatura di questo post mi aiuterà a raggiungerlo per non essere esposto al pubblico ludibrio.
Non sarà un'impresa semplice, il valore delle cose a casa mia è un messaggio che è stato trasmesso in maniera forte e il non buttarle, seppur non usandole ma legandole mentalmente al principio universale del può sempre tornare utile, ha sempre incarnato una sorta di rispetto verso i ricordi di miseria vissuta e i soldi spesi nell'acquisto delle cose stesse.
Questo è il mio manifesto per il fine settimana. Ce la farò?
Ai poster l'ardua sentenza.

9 maggio 2013

Circolare, gente, circolare!

Quello che mi salva è il materiale circolante.
Sto parlando degli spazi nell’armadio e nei pensili della cucina. L’accumulo di beni materiali nel guardaroba sotto forma di camicie, magliette, pantaloni e quello sotto forma di piatti, tazze e bicchieri  negli scomparti deputati ha superato il livello di guardia (bicchieri, moltitudini di bicchieri nei miei peggiori incubi). Ormai la naturale archiviazione dei suddetti accessori è subordinata all’esistenza in circolo di una cospicua quantità degli stessi.
A scongiurare l’esplosione dell’armadio è il circolo virtuoso del paramento vestiario: panni sporchi nella cesta, in lavatrice, da stirare, da mettere a posto. A salvaguardare gli incastri di cristalli e porcellane in cucina è la lavastoviglie carica, sporca o pulita fa lo stesso, con l’aiuto della tavola apparecchiata o dell’acquaio.
Se il materiale circolante, di botto e per il concretarsi di situazioni esistenziali al momento non prevedibili,  cessasse di circolare sarebbe la fine.
E sentireste parlare di me come di colui perito nella battaglia a seguito dell’invasione degli ultrabicchieri.

p.s. chi dovesse ritenere il post troppo breve può approfittare per dare una rispolverata alla sua memoria riguardo ai baccelloni.

2 ottobre 2012

C'è un avvocato in sala? (*)

Il mio servomuto m'ha fatto causa.
Doveva accadere prima o poi. L'immagine di repertorio lo ritrae anni fa, l'ultima volta che l'ho visto spoglio.
Ho cercato di giungere a una conciliazione proponendogli un'indennità lavori gravosi ma il tentativo è fallito.
Ello mi guarda torvo, soverchiato dal carico di 3 paia di jeans (due blu e uno grigio) 4 maglie a manica lunga (nera, verdina, azzurra, blu) una fruit bianca, una maglietta a manica corta color ruggine e una camicia viola a righe bianche un po' da pappone.
Il fine settimana è trascorso ma pare proprio che io non abbia avuto neanche una briciola di tempo da dedicargli per alleggerirlo del peso, da qui la denuncia.
Come biasimarlo?

(*) astenersi taormini e giuliebongiorni.

3 ottobre 2011

La regola dell'armuà

Ho una regola che recepisce l'ultima direttiva UE sul cambio di stagione: quando metto via gli indumenti li sottopongo a un rapido esame e quelli che nei sei mesi non ho indossato nemmeno una volta li butto.
Adottatela pure o imponetela ai vostri partner se si sono accaparrati la parte più ampia dell'armadio.
È fatto divieto riporre, per esempio, una maglietta che in tutta la primavera/estate non ho mai degnato d'uno sguardo. Evidentemente non mi piace, oppure ne ho troppe o quello che vogliamo, fatto sta che impegnarsi per archiviarla e poi tirarla di nuovo fuori la primavera prossima... non vale la pena.
In questi giorni, con il cambio dell'armadio alle porte, può capitare che mi vediate in giro vestito un po' strano: non sono impazzito, sto solo cercando di salvare dallo smaltimento coatto alcuni capi che non ho avuto la voglia di mettere, ma che mi dispiace buttare.
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