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27 aprile 2017
Piedi nei calzini
Un minuto prima stai bene e un minuto dopo cominci a sentire i piedi nei calzini.
E non esiste più nulla. Il lavoro, lo svago, le chiacchiere, il cibo e tutto, insomma, si fa sfumato sullo sfondo, in primo piano solo i piedi nei calzini.
E per quanto cerchi d'ignorarla questa sensazione fastidiosa, lei se ne sta lì in agguato e in mostra, come quel cretino che ti fa i versi davanti all'obiettivo quando devi fare una foto del palazzo reale.
Niente è più distinguibile dai tuoi sensi, solo i tuoi fottuti piedi nei tuoi fottuti calzini riesci a sentire.
Devi pensare ad altro, devi pensare ad altro.
Rifrulli il calderone della memoria e tiri fuori di tutto, dalla neve a casa vecchia a Gigi Riva in rovesciata, dai funghi porcini di Badia alla doppietta segnata di testa, dal primo amore scolastico alle poppe della farmacista, dalle macchinine della Polistil al Rischiatutto, da Tom Sawyer a Dolores Haze, dall'odore della benzina a quello di cane molle, dal cofanetto di caramelle Sperlari alla Billy dell'Ikea, da Thoeni in Val Gardena alla Schiavone a Parigi.
Ma nulla di tutto questo riesce a rispedire i piedi nei calzini nella vaghezza indistinta e rassicurante dell'anonimato.
Allora ci scrivi un post, giusto per esorcizzare, per distrarti, ma nulla.
I tuoi piedi si asserragliano ancora più strenuamente all'interno dei calzini. Sono agguerriti. E tu li senti i maledetti piedi nei calzini.
È uno status fisico che può, nel suo acme, perfino prescindere dagli stessi calzini.
E così li senti i piedi nei calzini, per dire, pure se stai scalzo o con le infradito hawaiane da troppi euri.
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