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14 marzo 2014

Colpa inconfessata corca perdonata

Poche ciance, avevo la sveglia puntata alle 01:19 a.m. (per entrare alle 2) e non poteva essere che ogni notte appena alzato fossi in forma, visto anche che ero giovane ed avevo un sacco di altre pastine da sminestrare.
Avete presente quei tarli che ti s'annidano dentro e lavorano grattando e rosicando la tua coscienza giorno dopo giorno fino a che arriva il momento, di solito in punto di morte, e te ne devi liberare sennò schiatti, ecco. Non sto ancora morendo (nel caso lo faccio a mia insaputa) però volevo scusarmi con una decina di persone pubblicamente.
Confido anche vivamente che nessuno di costoro legga queste righe, ma questo è praticamente certo.
Il tragitto in auto, alla guida della mia Fiat 500 rossa, era spesso percorso in una sorta di trance mediata tra il sonno leggero e il coma vigile, tuttavia il rischio d'incidenti era minimo considerando che parecchi fiorentini stavano a nanna a quell'ora (mica grulli!).
Fatto sta che una sera in via Ponte alle Riffe, una strada stretta con una fila di auto parcheggiate lungo strada a destra e un'altra fila a sinistra, mi sono appisolato, ma solo un attimo, quel tanto sufficiente a strisciare soavemente la fiancata di una decina di veicoli fermi a filo strada (saranno stati due o tre in realtà, ma chi può dirlo con esattezza?).
Lo sfregamento delle lamiere in ogni caso mi ha svegliato procurando anche a me un certo fastidio. Bon, va da sé che non ce l'ho fatta a fermarmi per lasciare il mio numero di telefono sotto al tergicristallo di quei poveri cristi.
Scusa, vabbene? SCUSA.
Uffa.

E voi, avete una colpa incoffessata? Lasciatela nel commentario e vi sarà corca perdonata.

6 maggio 2013

Ma che vi ha fatto il lievito di birra?

Impazza 'sta mania d'impastare dalle mie parti. Son tutti lì che si danno un gran daffare con pizze e focacce, almeno, quand'anche non si son buttati pure sul pane fatto in casa.
Ora, massimo rispetto per i cultori della pasta madre, che sono i professionisti del campo e con loro non mi ci metto, ma gli altri, i comuni mortali, quelli che impastano una volta a settimana per sfornare due pizze ai figlioli e ai loro amici, ma mi dite cosa vi ha fatto il lievito?
Ne sento parlare come del diavolo, manco fosse l'ultimo ritrovato chimico sviluppato in laboratorio.
Dove sta la soddisfazione, o l'utilità, o la necessità di predisporre un'impasto SENZA il lievito, ma volendolo comunque far lievitare.
Non ci arrivo, scusate, magari qualcuno s'offenderà pure, scusate, ma io-non-ci-arrivo.
E da ex-fornaio ci arrivo ancora meno.
Non è un artefizio avvalersi del lievito, non è la bombola d'ossigeno per raggiungere la vetta del K2 tanto per intendersi.
Impastare il giorno prima, aspettare un botto d'ore, poi rimpastare con la forza di venti braccia, poi aspettare ancora enne ore e tutto per tirare fuori dal forno una pizza croccantina, proprio come piace a te? Non è croccantina, è solo non lievitata, è diverso. Te lo dico.
Una volta faceva pure bene il lievito, consigliavano di farsene una piccola dose tutti i giorni e i dietologi della nazionale di sci l'avevano pure inserito nella dieta della colazione del mattino della gara.
Facile che senza il lievito manco la valanga azzurra ci sarebbe stata.
I demonizzatori del lievito di birra mi ricordano quei motociclisti che negli anni '80 facevano a gara per cambiare marcia senza usare la frizione. Passavano guidando la moto con la sola mano destra, quella che alla manopola ha il freno, e intanto cambiavano marcia con il piede. Ma non è che non ce l'avessero la frizione, stava lì, sarebbe bastato tirare la leva, ma niente. Pare che così era più figo.
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