9 novembre 2011

Parole che non vogliono dire niente

Con mio figlio grande (Goku), una ventina d'anni fa abbiamo inventato il Gioco delle parole che non vogliono dire niente ®.
Con mio figlio piccolo (Pikachu) l'abbiamo ripreso e lo facciamo spesso durante i viaggi in auto.
Funziona così, a turno dobbiamo pronunciare una parola che non esiste, perde il primo che dice una parola che ha un significato.
Direte, facile! Già, però la performance assume rilevanza se le parole proferite, pur prive di significato, sembrano vere.
Cioè... uno può sparare anche guzubbullufu o rasfarretegno o grizzicolaghino e vincerà magari, ma senza soddisfazione. Il gusto, quello vero, sta nel proferire parole che non significano nulla ma che sembrano vere, tipo: gastera, filigna, gretico, falossite, frando, stembari.
Il massimo proprio è buttare là una parola strana ma vera e sperare che l'altro non se n'accorga e non ti punti addosso l'indice urlando "pottiniccio esiste, è una parola vera!". A quel punto hai perso, senza discussione.
Poi, ci sono anche parole inesistenti che però, per qualcuno, un senso ce l'hanno, per esempio quelle che avete sempre usato come onomatopee personali o derivanti da nomi/cognomi propri di amici o conoscenti.
Una di queste, inventata dal mitico Leo (di lui se ne parla anche qui), e che abbiamo sempre usato tra noi, nella mia vita l'ho diffusa capillarmente tra i miei amici/colleghi/parenti, così, solo perché io la uso quando serve. Perché serve!
Quindi ve la propino, nel caso che vogliate adottare oltre alle belle parole in via di estinzione de La Dante, anche una parola in via di creazione. Va bene lottare contro l'impoverimento del lessico ma perché non tentare con l'arricchimento dello stesso?
Oggi nessun dizionario la riporta, ma un giorno chissà? Magari sarete ricordati tra i promotori di quest'iniziativa, magari vorrete essere accomunati tra i padri fondatori del verbo transitivo, di prima coniugazione, "scannagattare".
Il lemma è una derivazione alterata (doppia enne) del nome del giornalista Ubaldo Scanagatta (scempia enne - nella foto) e significa "scassare, rompere, fracassare" è utilizzato esclusivamente nella locuzione "scannagattare la minchia" solitamente in situazioni di alterazione emotiva in una proposizione sempre negativa e spesso imperativa.
"Non mi scannagattare la minchia!" "Non dovete scannagattarmi la minchia!"

E voi, ce l'avete una cazzo di non-parola da diffondere? Io sono pronto a fare la mia parte.

26 commenti:

  1. In famiglia usiamo smarchesare quando uno di noi dà di matto
    ciao

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  2. Una? UNASOLA? :P
    Se hai tempo e voglia..passa a leggere questo

    http://momi1492.blogspot.com/2011/08/eh-si-sono-tornata.html

    Ne troverai un bel po' di cazzo di non parole da diffondere ;)

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  3. Una delle mie non parole è PUFFIN (che in inglese vuol dire pulcinella di mare ma che in italiano non vuol dire niente.
    Ed io ci metto dentro il significato che voglio.
    Ad esempio, se sono triste ... sono Puffin.

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  4. Non so se è valida, ma io e una mia amica, da quando siamo tornate da Londra abbiamo adottato il verbo "ghivappare" e lo usiamo normalmente, per dire che abbiamo smesso di fare qualcosa (dall'inglese give up).

    "Non mi scannagattare la minchia" è favolosa! :)

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  5. Noi abbiamo bidò.
    La mia bimba aveva due o tre anni. Fece una domanda a suo padre. Non si è tramandato il contenuto specifico della domanda, si sa solo che era difficile, una di quelle domande che lasciano i padri a grattarsi la testa con la faccia da fessi.
    "Eh, è una parola," le rispose non appena ebbe ripreso fiato.
    "Bidò è una parola." Concluse lei.

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  6. Io e la mia Lei inventiamo continuamente termini che usiamo per chiamarci l'un l'altra :^)

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  7. @giova l'avrei detto esistente "smarchesare" rende l'idea benissimo.

    @giovy non ho capito bene, se sei allegra puoi cmq dire che sei puffin, cioè è un jolly?

    @obi io dico ghivmelo al posto di dammelo, quando capita, ghivappare potrebbe anche attechire... visto che formattiamo, downloadiamo o uploadiamo.

    @ldc cercherò di usarla quando mio figlio mi chiederà l'origine del conflitto arabo-palestinese

    @sm sono sicuro che vorrai metterci a parte di queste prelibatezze...

    @grace Grande, grandissima, siamo a livello del Lonfo di Fosco Maraini, la conoscerai, immagino... qui è recitata da Gigi.

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  8. Tamaucco s.m. oggetto eccessivamente ingombrante e tendenzialmente brutto.
    Coniato per una struttura assurda tutta collegata di armadio e letto con rotelle ma che anche in seguito ha trovato ampia applicazione.
    'Cos'è quel tamaucco?' 'L'ho messo nel tamaucco'

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  9. non so se vale ma mia nonna, al ritorno da alcuni anni di canada, aveva iniziato a chiamare il secchio della spazzatura gàrbič (< ing garbage, ovviamente), slovenizzandolo. son cresciuta pensando che quello fosse il suo vero nome e mi stupivo quando la gente mi guardava stranita se dicevo: cia', butta nel garbič.

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  10. potenza di un cognome mestruale

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  11. Scusa, ma proprio non riesco a caparezzarmi in questo rinfronto creativo; è uno stramaglio che davvero non riesco a stramagliare.
    Urbi maior... passo!

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  12. ah, sì, la c minuscola spuntinata là sopra sono io. andavo di fretta.

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  13. supercazzola brematurata l'hanno già inventata?

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  14. @MaiMaturo: sei troppo un autoblindo scappellato! hahahahahaahah

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  15. @MM&K amici miei... mi sa di sì.

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  16. @K: Guarda: approfitto di questo spazio, pagato dal dottor Hombre, per farti i complimentoni per il tuo commento. Ho capito tutto e sono d'accordo con te.
    Gli stramagli sono assequi assai cambrici da ponfonire.

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  17. Io! Io! Io! L'adotto io "scannagattare"!
    E non mi scannagattate la minchia!

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  18. @myriam benvenuta! E' tuo! (anche tuo)
    y

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  19. Sono amico di un tizio che regolarmente usa l'aggettivo "azmano" e la parola "furz" ( che scoprimmo che casualmente quest'ultima esiste: è il verbo tedesco scoreggiare).

    P.s.: a rischio di diventare monotono: Vonnegut usa un fottio di parole inventate...

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  20. tiritittiti'.....come risposta a tutto quello che non interessa, oppure quando si e' canzonati, oppure quando si viene cazziati... oppure ti chiedono senza il tuo consenso la Potta si risponde così, e' importante anche la mimica facciale che deve essere Prevalentemente dispettosa tendente al rancido:)

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  21. @carta non è che furz ti sei scordato di dirci il significato delle 2 parole?

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  22. ops refuso" ti chiedono la Potta e tu non sei d'accordo"
    nell" altro caso e' violenza e si risponde con Bang...vero!!!! :))))

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  23. Buon vecchio chia', ma ti stai trasferendo? Senza dire nulla?
    Serve una mano per i gronci più pesanti?

    p.s. mi sa che il corsivo non te l'ha preso, ma perché ti volevi corsivare, poi...

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  24. @S. per la potta, cmq, opterei per un minuscolo. Che già ci mette ansia in quanto tale, tu valla pure a enfatizzare...

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  25. Hombre, l'hai usata alla perfezione.
    Furz ed Azmano non hanno un significato preciso, ma variano a seconda del tono e del contesto in cui sono inserite.
    Tendono ad avere una connotazione negativa (ma ci sono un milione di eccezioni), ma ironica (sempre)
    Unite nell'urlo "Azmana furz!" servono a sottolineare la propria o altrui idiozia...

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Ma dici a me? Ma dici a me? Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui...

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