11 marzo 2019

Yellow Green Book

"Te guidi, io ti do 125 $ a settimana"
Per la serie: Cosa non si fa con un Trova Sostituisci.

Avellino City, 2016. Gigi di Maio, detto Giggino, fa il buttafuori allo stadio, ma quando gli scade il contratto a termine deve trovare il modo di sbarcare il lunario. L'occasione buona si presenta nella forma del dottor Donald Salviny, un politico che sta per partire per un tour di comizi attraverso le regioni del Sud. Peccato che Salviny sia leghista, in un'epoca in cui la Lega non è la benvenuta, soprattutto nel Sud. Ma nonostante Giggino sia italonapoletano cresciuto con l'idea che i leghisti siano animali, e abbia sviluppato verso di loro una buona dose di razzismo, va a finire che la strana coppia formata da due persone che più diverse non si può questo viaggio insieme lo fa davvero.


4 marzo 2019

La mia bambina

Non tutti ce l'hanno avuta un'infanzia felice.
Prendete me, ad esempio, mica mi avrebbe fatto schifo, ma nulla.
Se mi guardo indietro non mi commuovo e non mi sciolgo, come pare funzioni ripensando agli anni da bambini.
E pure Gesù non le ascoltava le mie preghiere notturne, anche quando io ero costretta ad ascoltarmi di tutto.
Quando andava bene sentivo mio padre che rientrava tardi e mia madre che lo buttava fuori.
Quando andava meno bene non sentivo rientrare proprio nessuno.
E a quella madre mezzo abbandonata, tradita, urlata e offesa, a quella madre posso fare una colpa se non aveva voglia di venirmi ad abbracciare?
Potevo crepare in attesa di un bacino sfiorato nel buio o di una coperta rimboccata.
Fortuna che c'era una via laterale, una stradina senza sfondo, dove scorreva senza scorrere la mia esistenza a puntate, quella però felice e che non poteva rubarmi nessuno, quella dei temi dati a scuola.
Lì sì c'era un fiorire di vita da mandare a memoria, pieno di mamme che ti portano ai giardini a giocare, di vacanze al mare con i cugini e di babbi presenti e pieni d'attenzioni. Quei babbi che ti riempiono di regali e ti soffocano di abbracci al sussurro di "la mia bambina, la mia bambina...".
Ma fuori dai temi era un'altra storia.
C'erano baci da non desiderare, c'erano frasi da non sentire e facce da non vedere.
E così la notte, rannicchiata nel letto e abbracciata al cuscino, chiudevo gli occhi e li premevo forte con i polpastrelli delle dita, fino a quando dal buio non comparivano vivide, a ritinteggiare il mio mondo, le copertine dei quaderni.

26 febbraio 2019

Non chiamatelo pesto se è trito

 Non bisogna per forza di cose essere nati a Genova per capire la differenza.
Basta conoscere un minimo l'italiano, anche senza che uscite (*) il dizionario.
Che poi non c'è niente di male nel mettere tutti gli ingredienti nel mixer e premere ON - l'ho fatto anch'io -, talvolta per la fretta o per la comodità, vuoi mettere, o perché non ci siamo mai posti il problema.
Però, benedetti figlioli, quando usate il tritatutto, quell'impasto che viene fuori non solo NON è il fottuto pesto, ma non è nemmeno un lontano parente.
Ad ogni modo continuate a tritare che va bene anche così, ma non dite in giro e soprattutto non mentite ai vostri figli spacciando "C'è la pasta al pesto!". Rischiate che un giorno vi rincorrano con un pestello davvero.
Non lo so se avete mai provato a pestare il basilico... le sue foglie sprigionano un succo antico di un verde sovrano, un'ambrosia densa e profumata, qualcosa di molto simile all'amore.
Condire con il trito di basilico aglio e pinoli alla fine è un po' come servire a un emiliano i tortellini della coop, magari con il ragù.

(*) Aut.Accad.Crusc.Conc.

17 febbraio 2019

Il mio migliore amico era un sasso


Poi stupitevi se parlo poco o se sono un po' orso marsicano.
Il fatto è che non ho visto un bambino fino ai sei anni, tranne giusto uno che venne per sbattermi la faccia su uno scalino e rompermi il naso.
Però c'era questo sasso, mezzo interrato in mezzo alla strada, era giallognolo e spuntava quel tanto che bastava per farsi notare da un bambino bisognoso d'affetto e di amici.
Me ne stavo seduto in mezzo alla strada, che di auto non ne passavano, lì presso quel sasso un po' scivoloso. Era articolato, aveva tipo due ripiani, una sorta di gradino e un lato concavo. Solo anche lui, in un selciato disseminato di pietre rossastre.
Era il campo di una battaglia, era il mare in tempesta. Era la radura di un bosco, una piazza, una chiesa.
Era la luna prima dell'uomo sulla luna, era il mondo visto dalle stelle.
Per quanto gli volessi bene - e lui a me - non era certo un gran chiacchierone e averlo frequentato per tanto tempo può non avermi essenzialmente giovato.

12 febbraio 2019

Non è l'attesa di giugno essa stessa giugno?

E così dopo la merla è passato pure Sanremo.
Pensavo al mio anno solare e a come sia scandito da tanti piccoli sbuffi d'attesa, che magari non sono sempre stati questi e saranno senz'altro diversi in futuro.

Gennaio - La Befana, gli Australian Open di tennis e la merla.

Febbraio - Sanremo, il bollo e la potatura della siepe.

Marzo - Il primo GP della stagione di F1 e le frittelle.

Aprile - La vacanzetta di fine mese e la camminata di Pasquetta (sì lo so che a volte vien di marzo).

Maggio - Compleanni e anniversari, il Giro e le rose.

Giugno - A giugno non si aspetta nulla, siamo a giugno e non c'è niente di meglio. Non è l'attesa di giugno essa stessa giugno?

Luglio - Le ferie, il cocomero e Wimbledon.

Agosto - Compleanni, cene in giardino e il campionato.

Settembre - La fine di tutto, la ripresa forsennata del lavoro, le giornate che striminziscono.

Ottobre - L'olio nuovo, finalmente.

Novembre - I morti e il mio periodo fertile (vedi compleanni d'agosto).

Dicembre - Banalmente la cena del 24, Natale e l'ultimo.

9 febbraio 2019

Anch'io voglio fare il Cutugno-Sanremo


Premetto per i musicisti e gli esperti a sette note che io in materia sono una cippa.
Ma se si parla del Festival, signori, non sono secondo manco a Marino Bartoletti.
Tutti me li son visti, tutti da quando ho l'età della ragione (e no, non è da ieri :P)
Io c'ero ai tempi bui di Gilda o Mino Vergnaghi. C'ero per i Jalisse e perfino per Tiziana Rivale.
Beh, signori della corte, quello di quest'anno è il più bello di sempre. Lo dico senza ironia.
E forse è proprio perché è l'edizione numero 69 che Baglioni ha ribaltato tutto. Bravo il Claudio, o chi per lui ha selezionato i pezzi e gli artisti.
Beh, sì, non mi piacciono proprio tuttissimi ma ho visto, seppure a spizzichi e bocconi, delle performance davvero notevoli. Almeno accattivanti. Passabili via. Boh.
Ed eccola la mia classifica (sabato 9 febbraio 2019 - ore 16:00)

1 - Daniele Silvestri / Rancore - Argentovivo
Un capolavoro. Fine.

2 - Ultimo - I tuoi particolari
(La tua voce al mattino che grida BU)

3 - Arisa - Mi sento bene
(top Tony Hadley - che idea portare l'ex Spandau!)

4 - Mahmood - Soldi
(top Gué Pequeno)

5 - Loredana Berté - Cosa ti aspetti da me
(Voglio sempre bene a Loredana, anche in omaggio ai miei lavoretti adolescenziali dedicati a lei ed ai suoi succinti costumini su per i paginoni centrali di Sorrisi e Canzoni)
(top Irene Grandi)

Se vince uno di questi son contento.

Poi mi piacciono pure, in ordine più che sparso:

Achille Lauro - Rolls Royce
(Non vorrei, ma...)

Ghemon - Rose viola
(eh oh)

Negrita - I ragazzi stanno bene
(stanno benone)

Motta - Dov'è l'Italia
(Motta assomiglia un po' alla mi' cognata, ma a parte questo è a posto)

Nek - Mi farò trovare pronto
(Unnè male dai)

Boomdabash - Per un milione
(ma Per un miliardo proprio)

Zen Circus - L'amore è una dittatura
(Una scoperta, un'altra!)

Paola Turci - L'ultimo ostacolo
(Una sicurezza. Non vincerà mai ma è come se vincesse sempre)

Irama - La ragazza con il cuore di latta
(Sì ci sta che vinca lui, l'è bellino e l'è ruffiano. Per me però c'ha messo un po' troppa trama, bastava meno. Bello il "due" che rima con "due", magari inaugura un nuovo filone: autori sveglia! abbiamo finalmente trovato la rima per fegato)
(top Noemi)

Nigiotti ed Ex-otago non sentiti.

Il resto, no, non mi garbano.

5 febbraio 2019

Tizi che mi stanno sui coglioni senza un apparente motivo

Ma magari c'è.
Diciamo che non è questione di idee, né di tratti somatici o di espressioni facciali, più una roba di pelle. Di chimica, direbbe qualcuno.
Preciso che l'elenco non prevede quei personaggi che mi stanno sui coglioni ma per i quali conosco bene il motivo barra i motivi (era tanto che non scrivevo il "barra"). Non c'è Joffrey Baratheon di Game of Thrones, non c'è Capezzone, non c'è Mazzarri e non c'è Trump tanto per essere chiari
Li ho divisi un po' per settori, non volevo non sopportare troppa gente dello stesso ambiente, ecco, altrimenti poi non mi invitano più alle feste.

Letteratura:
Erri de Luca
Michela Murgia
Andrea de Carlo

Ospitoni:
Mauro Corona
Beppe Severgnini
Massimo Cacciari

Spettacolo:
Luca Laurenti
Lady Gaga
Fabio Fazio

Sport:
Gian Piero Gasperini
Gianluigi Buffon
Gonzalo Higuain

Musica:
Il Volo
Luciano Ligabue
Tiromancino

Cinema:
Gwyneth Paltrow
Russell Crowe
Colin Farrell

Politica:
Theresa May
Massimo D'Alema
Emmanuel Macron

Tivù:
Enrico Bertolino
Giancarlo Magalli
Alessia Marcuzzi

Personaggi tivù:
Phoebe di Friends
Virgilio ne La Divina Commedia
Richie Cunningham di Happy days

Letteratura:
Lucia Mondella da I Promessi Sposi
Livia quel che è da Il commissario Montalbano
Aliena da I Pilastri della terra

Fumetti:
Tex Willer
Topolino
Superman

Vita vera:
Quello che in piscina occupa sempre la corsia due
Quello più simpatico di tutti a mensa
Quella che canta come Mina, ha la testa della Montalcini e i figli di Cornelia
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