3 agosto 2016

Dei mestoli in silicone


Hai inventato i mestoli in silicone?
Game, set, match!
Il nobel è tuo, cazzo.
Il pulitzer, l’oscar, il bancarella e il premio regia televisiva.
Caro cristo, chiunque tu sia, sei un fottuto genio e ogni giorno ti mando un pensiero.
Mi spiace solo che mi sa che non ce l’hai dei diritti su questa idea meravigliosa - non so perché ma mi sembra complicato (qualcuno ha notizie più precise?) - mi spiace perché se c’è uno che si merita una villa con piscina a Beverly Hills, quello sei tu!

6 giugno 2016

50 sfumature di cancello grigio


L’altro giorno ho visto un cancello bianco panna che mi faceva molto film della Archibugi, molto liberty.
(Che poi non so quasi nulla dell’Archibugi né dello stile liberty)
Bello, ho pensato. Lo voglio anch’io, ho pensato.
A casa ho un cancellino pedonale e un cancellone, entrambi grigi.
Mi chiedo perché.
Allora ci fo caso, mi guardo attorno con attenzione nei giorni seguenti e vedo solo e soltanto cancelli grigi.
Mi richiedo perché?
Ma siamo stati invasi dai cancelli grigi? Ci hanno colonizzato?
Non me lo spiego.
Fantastico di ritinteggiare il tutto, di bianco panna.
Oppure - perché limitarsi? - di giallo, o di rosso. Magari di azzurro vivo.
Mi è tornato in mente quando, da piccolo, mio padre mi faceva verniciare la ringhiera (eh sì, caro Tom, ho avuto anch’io la mia bella staccionata da dipingere): prima mano di minio in sfolgorante arancio e poi, ça va sans dire, seconda mano di grigio.
E mi chiedevo perché coprire quello splendido arancio con dell'anonimo grigio.
Non sarebbe un mondo migliore se l’antiruggine fosse grigio e tutti i cancelli arancioni?

25 maggio 2016

Terre di scavo nella valle dell'Isone


Non nel mio nome.
Oggi sono serio, oltreché avvilito.
Se me lo raccontassero non ci crederei.
Dalle mie parti stanno per cominciare i lavori di ampliamento all'Autostrada del Sole con la realizzazione della terza corsia (tratto Fi Sud - Incisa).
Iniziamo col dire che il lavoro è stato programmato sulla base di uno studio sul traffico datato 1997 e che adesso, dati certificati alla mano, non sarebbe più necessario, ma i soldi dice sono già stati stanziati (si parla di 400 milioni) e il mondo degli appalti reclama la sua fetta promessa.
La realizzazione di quest'opera porterà - tra lo scavo della nuova Galleria sotto San Donato in Collina e sbancamenti vari - a dover smaltire terre di scavo per un totale di 1 milione e 300 mila metri cubi.
L'idea geniale di Autostrade, dolosamente appoggiata dall'amministrazione locale (nonché nascosta ai cittadini per 4 lunghi anni), è quella di smaltire queste terre seppellendo una valle incontaminata: è la valle da dove sorge il fiume Isone, che poi attraversa l'abitato di Antella (la ridente cittadina della foto che non ha per niente voglia di ridere).
Domani, in Conferenza dei Servizi, a Roma, sarà definitivamente varato questo scempio ambientale che, giocoforza, porterà all'ennesimo dissesto idrogeologico italiano.
Le terre di scavo saranno trattate con calce, rese inerti a possibili presenze di agenti inquinanti, conseguentemente impermeabilizzate e gettate a murare e seppellire per sempre una bellissima area del nostro territorio che diventerà, per ben 24 ettari, pertinenza autostradale recintata.
Una Pompei dei giorni nostri, però fortemente voluta dall'uomo.
(Anche se "uomo", in questo caso, mi sembra sinceramente esagerato, visto che non c'è niente di razionale in questo progetto)
Come se Genova, o anche Firenze (vedi il crollo del Lungarno di stamani), fossero città di altri pianeti proprio, di altre galassie.
Come se non dovessimo rendere conto di quello che combiniamo ai nostri figli, ai nostri nipoti o anche solo a madre natura stessa.
Mi permetto di linkare un prezioso documentario (grazie a Massimo Casprini) su questa valle che scomparirà per sempre, un filmato che - ahimè - diventerà STORIA e testimonierà alle generazioni future cosa c'era laddove la bellezza fu sepolta per sempre.
E no, se me lo raccontassero non ci crederei.

19 maggio 2016

Canzoni stondate - (2)


Canzoni stondate
Smussiamo gli angoli dei più noti brani musicali ricavandone una versione deviata che, per fortuna, non è mai stata scritta.
(Canzoni stonate - Gianni Morandi)

Amarsi in Po
Una giovane coppia si ferma con la sua auto ad amoreggiare sulle rive del Po. Sul più bello si accorgeranno di non aver tirato il freno a mano.
(Amarsi un po’ - Lucio Battisti)

Senza tek o con tek
La tormentata scelta del parquet angoscia una giovane coppietta che sta progettando  il proprio nido d'amore.
(Senza te o con te - Annalisa Minetti)

S’oli!
…le briciole nel letto. E basta con la bruschetta prima di alzarsi!
(Soli - Adriano Celentano)

Silvia, la Sai!
Un tipo s'incazza a morte con sua moglie rea di essersi scordata di pagare l'assicurazione sulla casa. Un incendio li manderà in rovina.
(Silvia lo sai? - Luca Carboni)

Com’è bello far l’amore da Vieste in giù
Sempre meno italiani dimostrano di saper apprezzare le gioie del sesso.
(Com’è bello far l’amore da Trieste in giù - Raffaella Carrà)

Eppur mi son scordato di ten
Un ragazzetto interrogato ad inglese sui numeri, passa inspiegabilmente da nine a eleven. La maestra gli darà five.
(Eppur mi son scordato di te - Formula Tre)

Ho messo IVA
Un ligio artigiano spiega ad un suo cliente il perché dell'inaspettato sforamento del preventivo. D'altra parte se quello si ostina a volere la fattura…
(Ho messo via - Ligabue)

Il bullo di Simone
L’evoluzione criminale del bullo della scuola che dopo qualche anno si darà alla rapina a mano armata. Suo il tipico "Butta in aria le mani!"
(Il ballo di Simone - Giuliano e i Notturni)

Ad Esso tu
Fermati pure a questo distributore, io vado all'Agip che c'ho la tessera per la raccolta punti premio.
(Adesso tu - Eros Ramazzotti)



11 maggio 2016

La verità sul caso Harry Qwerty

È così che l'ho chiamato per alcune settimane, quelle in cui il romanzo di Joël Dicker ha stazionato sul comodino in attesa del suo turno di lettura (che poi Qwerty parlando di scrittori - fine spoiler - andava anche bene). Non riuscivo a memorizzare Quebert, ecco.
Che dire? La verità sul caso Harry Quebert (trad. Vincenzo Vega - 4 Carver) è un giallo straordinario. Bello bello.
E no, non è un'opera letteraria da incorniciare. Ma è un libro di quasi 800 pagine che ho letto in una settimana, e non mi succedeva dai tempi de L'ombra dello scorpione (Ah, Stu dove sei finito?).
C'è tecnica fina, c'è trama e c'è ironia. Una cosa è certa: non è un libro che si lascia a metà.
Un libro facile oserei dire, da leggere intendo, ma nel senso buono del termine.
Stasera dovrò farne a meno e non sarà affar semplice.
Vorrei che ne venisse subito fatto un film, anzi no, una serie, una di quelle belle serie americane, magari HBO o magari diretta dai Coen. 10 fottuti episodi per fissare per sempre questa storia e i suoi personaggi.
Nel frattempo me la voglio immaginare, e voglio sognare di essere il responsabile del casting.
Queste le mie scelte:
(qui sono andato a gugolare, così per scrupolo, e cosa ti scopro? Che quelli della Warner Bros. hanno già in cantiere il film e la regia sarà di Ron Howard, beh allora sai che ti dico Richie Cunnignham che non sei altro? Lo farò per te questo casting, sei pregato di tenerne conto come io ho tenuto conto dei tuoi preziosi consigli dispensati in Happy Days, uno su tutti: quando ti lavi i denti spazzola anche la lingua se vuoi un alito da bacio).
Ci riprovo, queste sono le mie scelte (e non gugolerò in inglese per scoprire che hanno bell'e fatto pure il casting e che Ron ha chiamato ancora Tom Hanks):

Marcus Goldman (Jake Gyllenhaal): giovane scrittore di successo e amico di Harry Quebert.
Harry Quebert (Harrison Ford): scrittore di successo e professore universitario.
Nola Kellergan (Dakota Fanning): quindicenne misteriosamente scomparsa.
La mamma di Marcus (Kathleen Turner). 
Capitano Gareth Pratt (Robert Duvall): capitano della polizia di Aurora.
Travis Dawn (Colin Farrell): ufficiale della polizia di Aurora.
Jenny Dawn (Olivia Newton-John): sposata con Travis Dawn. Gestisce una frequentata tavola calda di Aurora.
Sergente Perry Gahalowood (Laurence Fishburne): capo delle indagini sul delitto
Luther Caleb (Jaquin Phoenix): autista del ricco uomo d'affari Elijah Stern.
Tamara Quinn (Frances McDormand): madre di Jenny Dawn.
Robert Quinn (William H. Macy): padre di Jenny Dawn.
David Kellergan (Terence Hill): reverendo, padre di Nola
Roy Barnaski (Alan Arkin): Editore di Marcus.

Cristosanto che filmone! Ehi voi, della produzione, se poi volete proprio risparmiare un po' pigliatevi Clint Eastwood al posto di Terence Hill e stiamo a posto così.

p.s. E tu, ragazza, che in un commento, da qualche parte della bloggheria, citavi e consigliavi il libro, vorrei ringraziarti anche se non mi ricordo assolutamente dove ti ho letta.

9 maggio 2016

Sono pienamente d'accordo a metà con Franzen

E niente, Purity mi ha un po' deluso (2,5 Carver).
Certo un po' dipenderà dall'effetto tutto qui?, e magari anche dai miei circuiti della memoria che mi rimandano insistentemente al purity auto degli anni '80, una polverina da tenere nel posacenere della 500 che t'inebriava di mela verde o che so io e che era sostanzialmente deprimente, anche se non raggiungeva le vette dell'alberello magico.
Cosa mi ha deluso? Non saprei esattamente, forse la trama, dove ho trovato alcuni passaggi ridondanti e, di contro, carenze narrative di quantità quando invece avrei voluto altre pagine da leggere.
Poi c'è la mia parte di responsabilità che si è concretizzata in una lentezza inaccettabile di lettura (ero troppo preso dal non scrivere post per la Linea). Un romanzo così è una bella donna che non puoi corteggiare per dieci minuti al giorno sperando poi pure di farci qualcosa
S'incunea persino il dubbio che la lentezza potesse essere l'effetto, più che la causa, del mancato apprezzamento del tomo.
Attenzione però, questa specie di delusione e di insoddisfazione non è assoluta, esiste solo nel paragone con altre sue opere.
Resta inalterato, in ogni caso, quello che a mio parere è il più grande pregio di Franzen: quando leggo di un suo personaggio, specialmente nelle prime pennellate descrittive di presentazione, o nei primi dialoghi, io non vedo mai un tizio inventato, vedo una persona vera, strappata al mondo reale e trasferita su carta.
Non vedo un dipinto, vedo una foto.
Di Cartier-Bresson.
Meglio di Come lui solo Manzoni.

23 aprile 2016

Esse o non Esse


Quello è il dilemma: ipotizzando più nobile nella mente patire i colpi di fionda e i dardi della diffamatoria fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e, battagliandoli, porre loro fine?
Morire, dormire… nient’altro, e con un ronfare dire che poniamo fine al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne: è una fine da volere devotamente.
Morire, dormire. Dormire, magari in modalità onirica. Già, qui è l’inciampo, perché in quel letargo di morte quali aneliti verranno dopo che avremmo cavato d’attorno a noi tale groviglio mortale deve farci riflettere.
È tale la diligenza che dà alla iella una vita tanto lunga. Perché chi accetterebbe le nerbate e i tiri mancini del tempo, il torto del tiranno, la contumelia dell’uomo arrogante, le fitte dell’amore aborrito, il ritardo della legge, la mala educazione delle cariche ufficiali, e l’odio che il merito paziente riceve dagli indegni, quando egli potrebbe aver quietanza con una banale e piccola arma da taglio?
Chi porterebbe fardelli, grugnendo e faticando per il gravame di una vita ardua, quand’anche il terrore dell’ignoto dopo la morte, il villaggio vergine dalla cui frontiera mai viaggiatore fa ritorno, confonde la volontà e ci fa inghiottire i mali che abbiamo invece che accorrere in direzione di altri che ci paiono ignoti?
In tal modo l’animo ci rende tutti codardi, e il colore naturale dell’autorevolezza diviene debole per la pallida cera delle idee, e opere di grande altezza e momento per tale ragione deviano dal loro andare e perdono il nome di azione.
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A quattrocento anni dalla morte del Bardo la Linea lo omaggia a modo proprio e, come potete dedurre, propende per il Non Esse.
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