9 gennaio 2014

Ciao caro - Ciao bella

Non lo so, son saluti che mi suonano falsi come un biglietto da quindici euri.
Non basterebbe un ciao?
Questo caro o questa bella buttati lì così, spesso non sono altro che la versione pubblicamente spendibile di merda e zoccola.
Quando li sentite, anche rivolti a voi - soprattutto se rivolti a voi - provate a sostituire il lemma che segue il ciao con il suo significato larvato e vedrete che si sposa molto meglio con il giudizio oggettivo del salutatore riguardo al salutato.
Inoltre questi saluti, seminarli a spaglio su chiunque capita a tiro, anche e qualora in un caso remoto di supposta verità, li svuota totalmente di significato affossando non poco l’immagine del salutato che appare caro o bella solo giusto perché è il trattamento indistinto riservato agli umani dal salutatore in questione.
Il problema è se sia più nobile all'animo tornare ai tempi del gioca jouer e limitarsi all’oscillazione della manina senza alcuna responsabilità aggettiva (proprio con la a).
Ricordatevi dunque di lanciare il trova-sostituisci caro con merda e il trova-sostituisci bella con zoccola: restituiamo dignità alle formule di saluto!
Magari inizialmente fatelo solo nella vostra testa e poi, se funziona: pump up the volume.
Bon, ho finito, ciao cari.

20 commenti:

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    1. Uhm... non riesco a sostituirlo con nulla.

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  2. Non li sopporto. Poi, soprattutto all'estero, quando vogliono far vedere che sanno due-parole-due di italiano e ti salutano (gli uomini) con quel "ciao, bella!", che ogni volta mi tocca di spiegare che no, in Italia non si usa, se si sa come parlare ad una donna. E ogni volta che mi dicono "Ciao, bella" l'unica cosa che mi viene in mente e' Gian Maria Volonte' in "indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto". Viscido e untuoso.

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    1. Mi hai fatto venire voglia di rivederlo... ce l'ho lì nella cineteca (tristemente) digitale... tra Le iene e Cinque Pezzi Facili.

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  3. io che ci ho una certa età, ma anche i miei colleghi hanno minimo 40 anni, visto che non ricordo quasi mai i nomi, anche di gente che incontro per i corridoi da 20-30 anni saluto con "ciao ragazza" oppure "ma chi abbiamo qui?"
    ovviamente "ciao ragazza" lo uso solo con le donne, nel senso di femmine, con i gay non lo uso: sono un tradizionalista, in fatto di saluti...

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    1. Trova-sostituisci "ma chi abbiamo qui?" con "ancora tra i piedi? Ma non ti hanno ancora messo in mobilità?"

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    2. mio figlio (e chiunque indossi quei c@#¶ di cappelli con la visiera dritta e l'etichetta ancora attaccata da rapper-onzolo) lo saluto con *yo bro'*(per sfottere ovviamente, se non è più grosso di me)

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  4. Non so, m'hai fatto pensare. Io quando dico caro intendo caro, proprio caro, ma ora non lo dirò più a nessuno.

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    1. Puoi sempve usave la fovmula che usa l'elettvicista can la evve moscia: ciao cavo.
      Ok vado a nascondevmi.

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  5. Io uso anche "ciao bello!" e "ciao bellissima" dove la convenzionalità esce clamorosamente allo scoperto, specie se la bellissima è un rospo. Ma tanto caro.

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    1. Sì, ho visto che sta venendo di moda un "ciao bello" da uomo a uomo, in quel caso non è possibile sostituire con "zoccolo".

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  6. Vabbè, a volte bisognerebbe pure sostituire il "ciao" con il "crepa".

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  7. Chissà quale gesto potremmo abbinare al "crepare" (che a questo punto sostituisce pure "salutare" nel gioca jouer)...

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  8. Un po' da yuppis anni '80, certi film del Nord arricchito e cafone, tuutavoa se posso dire bello e pensare merda,lo userò anch'io :-)

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  9. io saluto i giovani con un "ciao vecchio"
    e i vecchi con un "ciao giovane".
    Così li metto in difficoltà, bastardi.

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  10. Ecco adesso mi sento in colpa, perché anche io a volte uso il "ciao caro" e "ciao cara" quando sono al lavoro. Mannaggia. Sappi che se mi scappa un "ciao merda" con un cliente è un po' colpa tua. Ecco.

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  11. Il ciao caro, da salutatore appena conosciuto mi da fastidio, mi suona come segno di profondo disagio ed insicurezza mascherato da arrogante prevaricazione dei limiti naturalmente esistenti quando si è appena conosciuta una persona, sopratutto in ambito lavorativo.
    In quel caso senza guardare direttamente il salutatore ricambio alzando lentamente il braccio con accenno di risposta usando le dita della mano come si fa per i bambini e senza proferire alcunché.

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Ma dici a me? Ma dici a me? Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui...

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