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8 marzo 2012

Volevo la sottana

Il mio desiderio più grande? Io volevo solo diventare mamma.
Quello mi manca. Più che diventare calciatore professionista.
Lo dico oggi, ma è un caso, chi mi conosce lo sa già.
È stato con la release diventare padre che ho scoperto le limitazioni rispetto al pacchetto diventare madre.
Non fraintendetemi, non si tratta della mia passione per Ryan Gosling, la questio è ben più seria.
In realtà sto bene uomo, mica mi lamento per quello, però avrei partorito volentieri, pur non aspirando al dolore fisico.
Giocare il ruolo decisivo nella sopravvivenza della specie, non l'avrei mica schifato.
Ma il nocciolo della faccenda risiede nel portarsi un cucciolo in pancia e nutrirlo di te. Ecco, magari un uomo difficilmente ci pensa a quanto sia poderoso questo passaggio, ma io, di fronte a una pancia embarazada, provo la stessa sensazione di quando sto sotto la Torre Eiffel e guardo su: ammiro impotente un fenomeno di straordinaria bellezza.
Il babbo, lo si sa, è un compagno di giochi per i suoi figli, mentre la componente biologica che sta nel vivere la stessa vita, respirare la stessa aria e alimentarsi l'uno nell’altro connota, invece, il rapporto madre/figlio di una incontrovertibile unicità.
Queste mie esternazioni generano incredulità nelle femmine (coi maschi non ci parlo di 'ste robe ché loro riconducono tutto a se tu se'  buco dillo!), esse non sono in grado di comprendere appieno la fortuna che hanno, figuriamoci se possono accettare che un uomo gliela invidi. Ma non è ottusità, è natura. Neppure io comprendo l'invidia del pene, essendone dotato da sempre (Ce lo tramandiamo di padre in figlio - Altan).
Lo so che c’hanno fatto su pure un film, con Mastroianni e la Deneuve (Niente di grave, suo marito è incinto), film che non ho visto, se non a spizzichi, ma mi par di ricordare che lui non la prenda bene.
Ma se la genetica farà questo passo avanti (indietro?) mi troverà pronto: io sto già respirando Lamaze.

p.s. mi scuso con tutti per la quantità di parentesi tonde ficcate nel post, ma frequento ancora da troppo poco tempo l’associazione Parentesisti Anonimi.
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(nella foto: Uomo incinta - Marta Fresneda Gutierrez)

31 luglio 2011

Scelte caLibrate


Da quando sono uscito dal giro del fantacalcio che conta e non ho più occasione di partecipare alla serata dell'asta che - come dice il buon Claudio Liuni - è meglio di una serata di sesso, il momento più intrigante dell'anno connesso al mio tempo libero è il passaggio in biblioteca, subito prima delle ferie estive, alla ricerca dei libri da portarmi in vacanza.
È stato stamani, un'ora tranquilla trascorsa da solo, in un carnevale di libri.
Sono entrato con una lista di 4 titoli e sono uscito con 6 volumi. Diversi.
In verità ne ho cercato uno, Rosa di fuoco di Emilio Marrese, ma non trovandolo ho perso fiducia nel mio elenco e mi sono mosso in anarchia, accartocciando il post-it con i propositi.
Mi sono lasciato guidare dall'istinto, dalla disposizione e dalle costole dei libri, ne ho presi in mano a decine, ne ho letto gli incipit e alla fine ho scelto i miei 6.
Solo 6, perché di più, per venti giorni di lettura, seppure in ferie, sarebbe stato presuntuoso.
Ecco dunque i prescelti, con tanto di motivazione.
Lotta di classe di Ascanio Celestini - Un bell'incipit "Quando il dottore ha aperto mia madre, non ha trovato l'esofago" e la stima nell'autore, insieme all'apprezzamento per il film La pecora nera, non mi hanno creato indugio.
Interrogative Mood di Padgett Powell - Un "Romanzo?" in cui il punto interrogativo la fa da padrone, con un lancio di Jonathan Safran Foer in copertina. Leggo il primo paragrafo: 14 domande, lo prendo.
La briscola in cinque di Marco Malvaldi - Semplicemente per proseguire nella lettura di quest'autore, scoperto da poco e nient'affatto male.
Racconti con figure di Antonio Tabucchi - Perché già l'avevo preso in considerazione in libreria diverse volte senza mai chiudere l'affare. E poi con Tabucchi viene in mente Pereira e Mastroianni, come si fa a lasciarlo lì?
Burned Children of America di autori vari - Intanto la copertina, e poi una sequela di giovani scrittori statunitensi lanciatissimi. Inoltre son racconti, l'ideale per la spiaggia.
Pastorale Americana di Philip Roth - Ok, questo già so che non lo leggerò, questo l'ho preso solo per impressionare il bibliotecario, per fare bella figura.
E adesso aspetto le ferie, e intanto penso con quale iniziare.
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