9 luglio 2012

La Terra è sempre più rotonda

Eppur si muove direbbe il buon Galileo di fronte al traffico che s'immette nella rotonda cittadina, e non ci sarebbe da mandarlo al rogo per questo.
Quando il blogger va a ravanare nelle chiavi di ricerca che portano contatti, dice la nostra mentoressa che si è toccato il fondo.
Ma c'è di peggio, succede che poi scavi, ed è quando cerchi ispirazione per un nuovo post nel tragitto casa-lavoro o viceversa, comunque guidando.
E qui, se ti va male finisci a disquisire sul malfunzionamento e sui tempi d'attesa del Pronto Soccorso (altro che See and Treat!), se invece ti va bene fai un post sulle rotatorie.
Ora, siccome vi ho graziato riguardo alle chiavi di ricerca, evitando di dissertare sul perché capitassero sulla Linea navigatori in caccia di "piercing su vagine", non frequentando da vicino né piercing né, purtroppo, vagine, vi beccate lo sproloquio sulle rotonde.
Che di rotonde negli anni '70 ce ne saranno state cento in tutt'Italia e quando dovevi fissare un ritrovo o dare indicazioni, bastava citare LA rotonda e tutti capivano, perché nei tuoi paraggi una ce n'era.
Le vedevamo al Tour, questo sì, quando il gruppone dei ciclisti ripreso dall'elicottero, si divideva magicamente in due ali simmetriche e sinuose, di un fascino quasi erotico, che sfioravano abbracciandola l'enorme rotondità transalpina. E ce n'erano dieci per ogni tappa, manca poco che le facessero pure all'Alpe d'Huez.
Però noi guardavamo il fenomeno arricciando un po' il naso, snobbando i cugini e le loro idee stravaganti in fatto di circolazione stradale, dall'alto dei nostri semafori e dei nostri incroci disseminati di STOP.
Wiki ci dice che la prima rotatoria risale al tempo dei Romani di fronte alle terme di Diocleziano (oggi Piazza Esedra) e che l'inventore per quanto riguarda la circolazione stradale è, ça va sans dire, un urbanista francese: Eugène Hénard.
Poi le rotonde hanno preso a spuntare come funghi anche da noi ed è sicuramente un bene, salvo il fatto di realizzarle in siti congrui. Scordiamoci il mega cerchio interno del rondeau francese, che sarà qualche ettaro di superficie e all'interno del quale si sviluppano flora e fauna così peculiari che nemmeno in Madagascar, da noi ci accontentiamo di meno, anche perché quasi sempre lo spazio da dedicare è delimitato da case non demolibili alla prima. Per riuscire a mandare le autovetture in circolo a un'incrocio cittadino vecchia concezione, va a finire che si riduce lo spazio dell'aiola interna sempre di più, fino alla dimensione di un tappo a corona, di un tollino. Sotto quella misura, si ha la buona creanza di non andare.
Circolare!

18 commenti:

  1. la rotonda è stata la soluzione leghista al problema degli extracomunitari fermi al semaforo ad elemosinare o a lavare i vetri. e funziona!!

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    1. Hai capito. Non lo sapevo ma forse hai ragione tu.

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    2. per dovere di cronaca devo dire che questa battuta l'ho rubata a Bossi in persona XD

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    3. Bossi prima o dopo dell'ictus? Non che faccia poi tanta differenza, perchè non è proprio una bella frase da dire, secondo me...

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    4. a me aveva fatto ridere... ma io sono politicamente scorretto

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  2. A me piace sempre curiosare tra le chiavi di ricerca che portano al mio blog... se sono alla frutta, che almeno si tratti di una bella fetta di anguria freschissima!
    Per me entrare nella rotatoria è sempre un brivido... anche per gli altri automobilisti e per i passeggeri tutti che condividono con me questi momenti agghiaccianti! :)

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  3. Pare che l´impennata nella costruzione di rotonde, in Europa, sia da ricondurre ad un preciso contributo della Comunitá Europea ai Comuni (o chi per essi) costruttori. Fonte attendibile, ma di piú non so. Comunque, Hombre, tu che sei stato a Londra da poco, vogliamo parlare delle tre corsie con freccia delle rotonde inglesi? A me fan ridere, ma mio marito, che tutto spavaldo si é noleggiato pure un auto, per andare alla conferenza, ´sta settimana, che tanto guidan storto pure lí, a momenti ci si schiantava (sí, lo so, son fisici teorici...a proposito, quando torna lo interrogo sui bosoni)

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    1. i bosoni, è provato, che non sanno chi ha la precedenza nella rotonda, né quando si mette la freccia.
      (ok sono un po' bosone)
      A due passi da dove lavoro, incredibile, ce n'è ancora una con le precedenza invertita da un lato, cioè chi entra ha la precedenza, situazione ideale per saturare una rotonda.

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    2. ehm...qui a Johannesburg le rotonde son *tutte* cosí: chi arriva primo ha la precedenza. E poi, gioia mia (e di Kisciotte) son basse basse, che quasi lo scalino non lo senti, e anche se uno ce la mette tutta poi non puó non tagliarle! ;-)). Il problema, qui, non sono le rotonde, ma gli incroci (4 strade perpendicolari, certe volte di piú): chi arriva primo ha la precedenza. Ecco, ci siamo capiti (e soprattutto adesso so perché a venti metri c´é sempre uno di quelli che traina le macchine rotte)

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  4. Sulle rotonde sono ferrata, e come dicevo già le mie causano incidenti

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    1. le tue rotonde o le tue rotondità?

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    2. [nel mio caso] la seconda che hai detto. :P

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    3. Uh come sei puntiglioso!

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  5. quoto lillina

    [avrò ben fatto pace col mio corpo per qualcosa?]

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  6. A me le rotonde piacciono solo quando sono poco affollate e devo andare dritto. Allora mi spingo al limite per tagliarla all'interno e ridurre al minimo la sterzata. Come negli inseguimenti polizieschi insomma. Sarà un lascito di anni e anni di paraboliche su spiaggia, con la pallina che andava a lucidare la sabbia sulla cresta.

    ps: l'immagine dall'elicottero del fiume di bici che inarrestabile avvolgeva e travolgeva il centro della rotonda, come nemmeno un tir avrebbe potuto, era una sensazione di potenza, momento di euforico orgoglio delle due ruote.

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  7. Le rotonde sono un test di intelligenza per automobilisti. Inutile dire che io le faccio da dio.

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    1. dio o chi per lui, le fa triangolari

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Ma dici a me? Ma dici a me? Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui...

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