13 maggio 2012

That's the story of the...

Tutti stanno a guardare la ragazzina bionda poggiata al calcino.
I pischelli urlano, si disperano, fanno la ruota, bestemmiano e danzano attorno a una partita che non finisce mai, pur di farsi notare dalla ragazzina bionda.
Eppure stona, pensa Pietro, qui in piscina, alle due di pomeriggio con i capelli ancora asciutti.
Dev'essere una di quelle che fa il bagno in punta di piedi, tutta gridolini. Che non la schizzino, che non le bagnino la chioma solare.
Invece lui si è innamorato dell'amica, quella che pare non la fili nessuno.
Appena uscita dall'acqua, è seduta, con la mano destra regge un ghiacciolo, mentre con la sinistra ripete un paio di volte un movimento sinuoso: partendo dalla fronte, si accarezza la testa intanto che la piega all'indietro, fa scivolare le dita sui capelli bagnati, per poi stringerle a imbuto attorno, fino giù, sotto al collo, appena dietro la spalla sinistra. Ne strizza fuori minute gocce d'acqua che vanno a disegnare la sua schiena, come pioggia sul vetro di una serra.
Poi si accorge di Pietro, gli rivolge uno sguardo e lui abbassa gli occhi di ragazzo.
La musica diffusa dal jukebox spande note magiche e all'assolo di armonica lei chiude gli occhi e dondola la testa in un ritmo pigro e seducente.
Fortuna che tutti si azzannano ancora per la biondina.
Pietro è seduto poco più in là, si alza e passa dal jukebox per scoprire qual è il titolo di questa canzone che gli pare così strepitosa da non averne mai sentite uguali. Ha deciso che sarà la canzone più bella della sua vita, quella che ancora tirerà fuori dai pozzi della memoria quando a settant'anni i suoi nipoti, con l'aria schifata, gli chiederanno se c'era della musica che valesse la pena d'essere ascoltata ai suoi tempi.
Stanno ancora tutti lì addannandosi al calcino, parlando come i grandi, toccandosi i ciuffi e occhieggiando i rigonfi lievi sotto al costume a fiori della ragazzina bionda.
L'amica lo vedi che si sta annoiando e Pietro non ha il fiato per fare un passo verso di lei, non ha il coraggio per smozzicarle manco mezza frase insulsa, nulla.
Allora si alza e va al jukebox, butta giù una centolire e preme H13 incendiando un pomeriggio della sua vita. Non sa niente di quella canzone, non ancora, non ne conosce il testo o il genere, a malapena l'autore, ma sa che se piace a lei allora è una canzone d'amore per forza.
Quando il pezzo attacca e irrompe nuovamente a bordo vasca, lei si volta a cercare il viso dell'angelo che l'ha messa su. C'è Pietro impalato davanti al jukebox e lei gli manda un sorriso, lieve come un soffio, ma che arriva dal ragazzo con la forza di un uragano.

(Dal minuto 2:05 la sonorità originale)

29 commenti:

  1. E poi si tufferanno e nuoteranno insieme. Vero?

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    1. seee... e avranno tre figli, il primo scienziato, la seconda pianista e il terzo perdigiorno sui blog.

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  2. Che romanticismo d'altri tempi! E' una storia vera?

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    1. è una storia ;) ... certo il jukebox a bellariva c'era... poi la radio che passa bob dylan fa il resto.

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  3. Il jukebox combinava di queste cose.

    Romanticone LOL

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  4. Ogni tanto tiri fuori la parte romantica che è in te, fallo più spesso! e non cercare di rovinare tutto con commenti bastardi :)

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    1. no, perché, è linkata sopra... o embeddata forse.

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    2. Ops, vero. Buona lo stesso.

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  6. Ma il calcino è quello che noi comuni mortali chiamiamo calciobalilla? (ben raccontata amico)

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  7. già, è quello, rossi contro blu.

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  8. Signor perdigiorno sui blog, mi ha fatto proprio commuovere. Meno male che son qui da solo.
    Lei è proprio bravo, se lo lasci dire, se lo ...

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    1. con questa speri di passare per un diciottenne?

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    2. no, è che sono talmente vecchio che non ricordo più... però la biondina in costume me la ricordo.
      =P

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  10. Al massimo oggi puoi far partire la musica dal cellulare e sembrare pure un truzzo nonostante Dylan. Che tristezza.

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    1. pure a documentarmi sul "truzzo" mi costringi... uffa.
      Hai sentito di gigi nostro? Notizie da lì?

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    2. Sappiamo che è forte, non ho ancora fatto pellegrinaggio a casa sua, ma non penso ci sia molto movimento. Sui quotidiani locali tutto tace.

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  11. Ho "visto" la scena :-) Sai che questo mi succede solo se la lettura mi prende totalmente? :-)

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    1. Fatto da te, non è certo un complimento seconDario.
      grz grz

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  12. mi associo a kermitilrospo e ho 'visto' la scena come dario.

    clap clap clap.

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  13. hombre ma mica stai diventando tenero??

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  14. Anch´io ero lí sdraiata. Per un attimo ho appoggiato il libro ed ho osservato la scena da sotto la tesa del cappello di paglia. Ahh...mi piace un sacco, in spiaggia, osservare le prime pulsioni del cuore...
    PS: Hombre é tenero, dentro. Tipo...che so...un granchio, o un´aragosta. Quando decide di togliersi la corazza resta la polpa morbida. *Quando*. Che comunque é giá meglio di *se*.

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    1. so' esoscheletrico... dalla tua descrizione temo tu mi voglia cucinare.
      ma in sudafrica ci sono tutti 'sti accenti arrovesciati?

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    2. No, tranquillo! Non mangio nessun tipo di crostacei o molluschi (forse sono ebrea e non lo so). E so cosa mi perdo. Gli accenti son causati dalla tastiera tedesca del computer rubato al fisico teorico. E quindi senza lettere accentate pronte all´uso. Ogni volta che ce n´é una, devo schiacciare prima l´accento e poi la lettera. E quello giusto é quasi sempre sopra, quindi dovrei schiacciare maiuscolo-accento-lettera. Troppo. È che mi avevan detto che in Italia, ormai, gli accenti giusti non li sa piú nessuno...mannaggia, leggo tre blog e tutti e tre mi cazziano per gli accenti...me li scelgo proprio bene, io, gli amici di penna! ;-)

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    3. è che cerco di mantenermi tonico. io poi sono per la completa libertà nel commento... liberiamoci dalla forma, ognuno si esprima graficamente come crede, io p.e. odio l'utilizzo del capslock, quel che conta è la sostanza.
      discorso diverso per i post che, a mio parere, sono più tenuti a rispettare le regole grammaticali e grafiche, sintattiche o di punteggiatura.

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Ma dici a me? Ma dici a me? Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui...

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