14 marzo 2023

Usa e non getta

Vogliamo mettere il nuovo con l'usato, con il vissuto?

La bellezza che sprigiona un oggetto vissuto è incomparabile. Niente vale un oggetto usato e rimesso in circolo.

Vuoi che sia un disco ascoltato mille volte, un vecchio tavolo graffiato e inciso, un tagliere consumato, il bancone di un bar, una macchina per scrivere mezzo arrugginita, un coltello del nonno dal manico d'osso, un orologio da caricare, un fiore essiccato dentro alle pagine di un romanzo, uno specchio che non specchia quasi più.

Lo stesso vale per una persona che incontri. Quanto è migliore quando è stata usata e spremuta dalla vita e per la vita? Diffidiamo di chi si è risparmiato per non consumare il cuore o di chi non ha camminato per non consumare le scarpe.


7 marzo 2023

Tutto comincia con la casina di Giocagiò


C'era questa trasmissione alla tivù dei ragazzi, Giocagiò, e tra le altre cose mostravano i disegni che i bambini all'ascolto mandavano in redazione alla Rai. Un giorno, il conduttore Nino Fuscagni (grazie wiki) si esibì in una divertente scenetta vestito da tartaruga e io ebbi la brillante idea di ritrarlo. Così disegnai questa minuscola tartaruga umanoide al centro di un enorme foglio da disegno e, con l'aiuto della mamma suppongo, la mandai a Giocagiò, casella postale qualche cosa.

No, non mostrarono la mia opera in tivù, non che io sappia, però mi mandarono a casa una bellissima casetta di carta da montare: la strafamosa, nonché ambitissima, casina di Giocagiò. Tipo quella della foto, ma con il tetto rosso.

Considerate anche che, per citare Henny Youngman, io in quei tempi abitavo così lontano che il postino mi spediva le mie lettere.

Immaginate quindi la mia incredula gioia quando ho ricevuto - a domicilio! - la casina da montare.

Beh, l'ho montata e l'ho piazzata sull'armadio, di modo che potessi vederla quando andavo a letto e quando mi svegliavo.

Estremizzo e semplifico, ma è stata quella casina -  con la complicità di mia mamma - a farmi capire che nella vita tutto è possibile.

1 marzo 2023

Se non c'è gioia è tutto inutile - (On Writing - S. King)

On writing è zeppo di perle, alle quali puoi ispirarti, o aggrapparti. Oppure puoi sorriderne o farne scrupoloso tesoro. Eccone alcune, quelle che preferisco:

La regola fondamentale del vocabolario consiste nell'usare la prima parola che vi viene in mente, se è adatta e efficace.

Il miglior verbo dichiarativo è "dire". Lui disse, lei disse, Bill disse, Monica disse.

Se volete diventare scrittori, dovete leggere e scrivere un sacco. Che io sappia, non ci sono alternative o scorciatoie.

All'autore serve un luogo tutto per sé. Finché non ne scoverete uno, vi sarà difficile prendere sul serio la vostra recente decisione di lavorare sodo.

E di che diavolo scriverete? Ecco la risposta: di che cazzo vi pare. Davvero, a patto che diciate la verità.

Un contesto abbastanza forte rende superflua qualunque discussione sulla trama.

A scuola tutti noi abbiamo incrociato degli sfigati; se delineassi alla perfezione i miei, in parte bloccherei il ricordo dei vostri, rischiando di inficiare il legame di mutua comprensione che ambisco a instaurare tra noi. La descrizione nasce nella fantasia dell'autore, ma poi dovrebbe germinare in quella del lettore.

Comunque non è l'ambientazione a farla da padrone, ma sempre e soltanto la storia.



23 febbraio 2023

Chi vuole provare a creare un rebus?

(p.e. su questa immagine)

Nel caso, potete andare qui.

Ci trovate un gruppo facebook dove si può partecipare a una sfida di creazione rebus, su alcune vignette tratte dalla Settimana Enigmistica in edicola.

Si legge Sfida ma è solo divertimento.

Non siate timidi.






Edit:


Sol.: 

Golf è: BL usa dado NNA = Golf e blusa da donna.

22 febbraio 2023

Come passi il tempo in pensione?


Essenzialmente rispondendo alla domanda "Come passi il tempo in pensione?"

Eh sì, mi ero scordato anche di dirvelo. Del resto a chi? Giustamente da queste parti non si aggira più nemmeno l'ombra di un cane. E i contenuti sono datati, un po' come me.

Però ho scritto, da altre parti, su altri supporti, per altre genti, con altri stupidi intenti (cit.). Forse. O forse ho solo immaginato di farlo.

Stei tiuned! Prossimamente la risposta alla domanda "Ma come si sta in pensione?"

25 giugno 2021

UEFA UEFA ma che scocciatura (*)


Abolita la regola del gol in trasferta che vale doppio.

Finalmente, anche se era tenero mio babbo quando si guardavano le partite di coppa insieme. Quante domande mi avrà fatto su questi strabenedetti gol in trasferta!

Eppure il mercoledì dopo si era daccapo, un po' come quando a me a lavoro tentano di spiegare l'organizzazione a matrice, non ce la posso fare.

All'inizio anch'io avevo confuso - ma avevo 9 anni! - probabilmente perché fu mio padre a spiegarmi quel gol che il Cagliari in Coppa dei Campioni contro l'Atletico Madrid subì a causa di una mezza papera di Albertosi: Vedi erano 2 a 0 e ora sono 2 a 2.

Ma, al di là del fatto che a tutt'oggi la regola è inconcepibile per molti di quei fruitori spot del calcio in tivù, a me un po' dispiace.

C'ero affezionato, ecco, l'avevo accettata per quello che era - una regola - e mi andava bene così.

Non so se è sintomo di anzianità, forse sì, ma tutte queste regole del calcio che cambiano continuamente mi lasciano perplesso.

Il fuorigioco, i falli di mano, la rimessa dal fondo... è tutto così fluido che sempre più spesso rinuncio a capire.

Io mi immagino la Federazione Internazionale degli scacchi, a Reykjavík nel 1972, che si presenta da Fisher e Spassky e dice: Ragazzi, da oggi il cavallo non salta più sopra gli altri pezzi, l'arrocco si fa con l'alfiere e i pedoni non possono più mangiare la Regina (questa è per la superlega).

Sai che pernacchione!

 

(*) Solo i sorcini di Bennato, gli edoardini, leggeranno un'altra cosa.

23 giugno 2021

Kitty e compagnia


L'ottava vita di Nino Haratischwili (trad. Giovanna Agabio) è un piccolo capolavoro e si merita 4 carver pieni. Dal titolo del post si capisce qual è stato il personaggio che più ho amato di tutta la famiglia Jashi.

Sono contento di averlo scovato e di averlo più volte consigliato, è uno di quei romanzi che ti restano dentro per un bel pezzo, anche perché è piuttosto lungo e leggendolo abbiamo tutto il tempo per lasciarsi avvolgere dai luoghi e dai personaggi.

Riporto sotto una frase che mi ha colpito - non so bene se è originale- anche perché in questo periodo della mia vita, dovendo sgombrare una casa e una soffitta, ho scoperto quei gruppi facebook "te lo regalo se lo vieni a prendere" e mi stanno dando grandi soddisfazioni.

Cosa c'è di più gratificante degli occhi scintillanti di un ragazzo che viene a ritirare una bici sgangherata per rimetterla in sesto?

La frase:

Ciò che metti via è perduto. Ciò che regali sarà tuo per sempre.

Questo sarà il mio nuovo mantra d'ora in poi, è una bella prospettiva, non sempre facile, non aspettate di scoprirlo come me alla soglia dei sessanta.

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