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11 marzo 2019

Yellow Green Book

"Te guidi, io ti do 125 $ a settimana"
Per la serie: Cosa non si fa con un Trova Sostituisci.

Avellino City, 2016. Gigi di Maio, detto Giggino, fa il buttafuori allo stadio, ma quando gli scade il contratto a termine deve trovare il modo di sbarcare il lunario. L'occasione buona si presenta nella forma del dottor Donald Salviny, un politico che sta per partire per un tour di comizi attraverso le regioni del Sud. Peccato che Salviny sia leghista, in un'epoca in cui la Lega non è la benvenuta, soprattutto nel Sud. Ma nonostante Giggino sia italonapoletano cresciuto con l'idea che i leghisti siano animali, e abbia sviluppato verso di loro una buona dose di razzismo, va a finire che la strana coppia formata da due persone che più diverse non si può questo viaggio insieme lo fa davvero.


5 febbraio 2019

Tizi che mi stanno sui coglioni senza un apparente motivo

Ma magari c'è.
Diciamo che non è questione di idee, né di tratti somatici o di espressioni facciali, più una roba di pelle. Di chimica, direbbe qualcuno.
Preciso che l'elenco non prevede quei personaggi che mi stanno sui coglioni ma per i quali conosco bene il motivo barra i motivi (era tanto che non scrivevo il "barra"). Non c'è Joffrey Baratheon di Game of Thrones, non c'è Capezzone, non c'è Mazzarri e non c'è Trump tanto per essere chiari
Li ho divisi un po' per settori, non volevo non sopportare troppa gente dello stesso ambiente, ecco, altrimenti poi non mi invitano più alle feste.

Letteratura:
Erri de Luca
Michela Murgia
Andrea de Carlo

Ospitoni:
Mauro Corona
Beppe Severgnini
Massimo Cacciari

Spettacolo:
Luca Laurenti
Lady Gaga
Fabio Fazio

Sport:
Gian Piero Gasperini
Gianluigi Buffon
Gonzalo Higuain

Musica:
Il Volo
Luciano Ligabue
Tiromancino

Cinema:
Gwyneth Paltrow
Russell Crowe
Colin Farrell

Politica:
Theresa May
Massimo D'Alema
Emmanuel Macron

Tivù:
Enrico Bertolino
Giancarlo Magalli
Alessia Marcuzzi

Personaggi tivù:
Phoebe di Friends
Virgilio ne La Divina Commedia
Richie Cunningham di Happy days

Letteratura:
Lucia Mondella da I Promessi Sposi
Livia quel che è da Il commissario Montalbano
Aliena da I Pilastri della terra

Fumetti:
Tex Willer
Topolino
Superman

Vita vera:
Quello che in piscina occupa sempre la corsia due
Quello più simpatico di tutti a mensa
Quella che canta come Mina, ha la testa della Montalcini e i figli di Cornelia

10 maggio 2017

E alla fine arriva Sordi

Quando cerchi qualcosa da far vedere a tuo figlio (e da rivedere per te), non dico di epocale, ma che almeno aggiunga qualcosa alle vostre vite, quando peschi a strascico nel multiverso cinematografico che va da Fantozzi fino a Mad Max, da Luke Skywalker fino a Danny Ocean, da John J. Rambo fino a Sarah Connor, alla fine arriva Sordi.
È normale, non ci si deve preoccupare, rientra nell'ordine naturale dei fenomeni esistenziali ripassare un po' d'italianità con l'albertone.
Siamo partiti da Guglielmo il dentone (regia Luigi Filippo D’Amico – terzo episodio del film I complessi), così come antipasto.
(Ma quant’è bella Gaia Germani! E pure le Kessler: due strafighe!)
Vabbè, torniamo a noi, gli do il via e France fa “Ah, ma è in bianco e nero?”
Penso, vai ora me lo stronca e mi tocca ripiegare sul professor dottor Guido Tersilli.
“Ganzo!” invece fa.
Ecco, alla fine è questo che mi ha fatto pensare.
Il fatto che un ragazzino di 12 anni associ il bianco e nero televisivo alla qualità, o alla ganzitudine insomma.
Quindi non è solo una questione di nostalgia canaglia, voglio dire.
Del resto gli Stanlio e Ollio e i Miss Marple non è che siano da buttare, e questi li avevamo già proiettati tempo addietro.
Magari invece è solo la novità, o il fatto che i porcai in bianco e nero dell’epoca nessuno se li va a cercare anche se c’erano lo stesso, ma io preferisco pensare che in quel tempo ci fosse più attenzione alla qualità, e le cose fossero pensate e fatte per essere belle e per durare (persino i film).

21 aprile 2017

Scrivere nel passato (remoto)


Non ne posso già più delle storie infarcite di cellulari, di social e di tutte quelle moderne diavolerie.
Per carità, benissimo per la realtà reale e per tutti i lestofanti che l'avrebbero fatta franca un secolo fa e invece adesso restano impigliati nelle maglie digitali e regolarmente beccati.
Ma per la fiction no, non ce la fo mica, mi viene l'orticaria.
Bene Perfetti sconosciuti, visto e piaciuto, ma anche basta.
Io voglio godermi delle storie, lette o viste, dove per ricevere una telefonata devi restare inchiodato all'apparecchio e nei pressi del suo fottuto filo che sbuca dal muro.
Voglio vedere il cazzo di protagonista sanguinante che si trascina per dei chilometri in caccia di un posto pubblico per telefonare, voglio che si frughi in tasca alla ricerca di qualche spicciolino che gli salvi il culo.
Altro che flat e 500 sms gratuiti.
Mi voglio immedisimare in tempi e luoghi dove il telefono senza fili è ancora e soltanto quello stupido gioco da fare a tavola nei dopocena un po' bevuti, quando il primo della catena bisbiglia La Coca Cola fa fare i rutti e all'ultimo gli arriva immancabile L'Eleonora la dà a tutti.
Voglio un mondo raccontato dove pullulano gli Overlook hotel isolati da tutto. Voglio un bosco dove ti puoi far azzannare in santa pace da un orso senza che tu debba rompere le palle ai tuoi contatti in rubrica per venirti a pigliare, voglio un amore tra due disperati confinati agli angoli del globo che si sviluppa a colpi di lettere scritte a mano, meglio se vergate con la stilografica. Voglio della gente che cucina spulciando un vecchio ricettario macchiato e rilegato con lo spago.
Voglio una fiction whatsapp free, dove ci siano delle foto da sviluppare e dove i messaggi vocali si lascino al massimo dentro al buco nero di una segreteria.
Oppure mi date una storia con tutta sta roba digital, ma che sia stata pensata e scritta cinquant'anni o più fa, allora va anche bene.

p.s. poi voglio anche conoscere l'Eleonora.

16 marzo 2017

Come te nessuno mail


Io ero uno di quelli che se mi alzavo alle tre di notte per andare a pisciare accendevo il computer per vedere se m'era arrivata un'email.
Non sai mai ho vinto qualche cosa, non sai mai il cugino dell'Anto dall'Australia, non sai mai un amico insonne. Non sai mai.
Erano i tempi che con un C'è posta per te c'hanno fatto pure un film, con Meg Ryan e Tom Hanks - per tacere di Maria in tv.
Ora al massimo potrebbe starci un b-movie: C'è spam per te, magari con Gassman e la Crescentini, per i bellissimi di ReteQuattro con la Folliero (!) che ce lo introduce.
La vera soddisfazione al giorno d'oggi è riuscire a disiscriversi da tutte le newsletter, riuscire a indirizzare nell'indesiderata tutta la fuffa, collegarsi e vedere 0 (ZE-RO) messaggi da leggere.
Ieri mi è successo, per la prima volta.
Ho pianto.
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p.s. un grazie speciale va a Elena R centesima lettrice de La Linea! Ci son voluti quasi 7 anni e 632 messaggi, di questo passo nel 2080 avremo 1.000 lettori e sarà festa grande!

27 gennaio 2017

La La Land (nessun balbuziente è stato maltrattato nella creazione di questo titolo)


Ieri sera per alzare il mio indice di QV (*) sono andato a godermi La La Land con il mio vecchio amico Giacomone, non senza prima passare da Pizzaman per i preliminari, intesi come una margherita dop che lèvati.
Seppure la tipa da Pizzaman mi fa: "Mangiate quà?" io capisco "Fate a metà?" e c'è mancato poco che la menassi.
Questo post tra l'altro è anche un ottimo pretesto per pubblicare un'altra immagine del mio uomo ideale (ryanello lì), ma vogliamo parlare del film?
Sinceramente no, lo fanno già in tanti e tutti più titolati di me, non aggiungerò trite banalità che potrebbero essere usate contro di me.
Emma Stone è fenomenale anche se il suo maggior pregio è sfoggiare due sopracciglia normali.
Ryan Gosling canta balla e suona il piano anche se il suo maggior pregio è invecchiare 5 anni e non mettere su nemmeno una ruga.
A me mi dovete solo spiegare come è stato girato quel mirabolante unico piano sequenza iniziale in autostrada, dove cacchio stava la cinepresa? Su un drone? Boh.

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(*) QV è l'indice di Qualità della Vita, generalmente si calcola su base settimanale e si ottiene con la seguente semplice formula:

     Ore di vita in Qualità
   ______________________
       Ore di vita vissuta

Facciamo un esempio: una settimana ha convenzionalmente 112 ore di vita vissuta (8 ore al giorno dedicate al sonno e scorporate, e chi dorme meno meglio per lui), sommate le ore della settimana che vi dànno vero piacere:

  • passeggiate: 5 ore
  • cinema: 2 ore
  • pizza: 2 ore
  • cena e caffè con amici: 4 ore
  • partite Fiorentina: 4 ore
  • sesso: 17 minuti 

Per un totale di 17 ore e 17 minuti dai quali vanno sottratte le ore terrifiche, gli imprevisti, le cose che vanno male proprio (non la spesa o il pulire casa che sono routine, però):

  • passare in banca/posta: 1 ora
  • aspettare al campo allenamenti: 2 ore
  • partite Fiorentina: 4 ore


Per un totale di 7 ore. Restano 10 ore e 17 minuti che rapportati alle 112 ore di cui sopra danno un indice QV di 9,2 e vi posso garantire che non è affatto male, fossero tutte settimane così!

4 gennaio 2017

Obiettivi 2017 in cifre


Ed eccolo il crescendo rossiniano da perseguire nell'anno.
(I numeri obiettivo, escluso il primo, vanno intesi come almeno)


  1. Beccare 0 (zero) multe
  2. Dimagrire 3 (tre) chili
  3. Vedere 5 (cinque) serie TV
  4. Uscire 12 (dodici) volte con gli amici
  5. Pubblicare 15 (quindici) rebus
  6. Leggere 20 (venti) libri
  7. Cucinare 30 (trenta) nuovi piatti
  8. Accarezzare 44 (quarantaquattro) gatti o cani
  9. Vedere 50 (cinquanta) film
  10. Scrivere 55 (cinquantacinque) post sulla Linea
  11. Fare 69 (sessantanove) volte l'amore
  12. Correre/camminare per 2000 (duemila) chilometri
  13. Arrivare al 2018 (duemiladiciotto) da vivo


2 gennaio 2017

Lui è tornato, e anch'io!

Eccomi qua, reduce da un'appassionante lettura: Lui è tornato (*) di Timur Vermes (trad. Francesca Gabelli).
Purtroppo non l'avevo sul kindle, quindi ho pochi ritagli facilmente riportabili.
L'ho preso in biblioteca e l'ho diligentemente orecchiato dal basso nelle pagine contenenti i brani più pregevoli, ma niente, l'ho restituito senza trascrivere gli stralci.
E allora, direte, cos'è 'sto post inutile?
Gnente, è solo uno spottone per il romanzo che, se siete appassionati di storia - ma non solo -, non potete perdervi.
E stasera mi guardo magari il film.

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Mi guardai intorno. Sotto la panchina scorsi qualcosa che assomigliava a un giornale, anche se la stampa mi parve subito un po' troppo vistosa. Il foglio era a colori e non l'avevo mai visto: si chiamava "Media World".
Nonostante i miei sforzi, non riuscii a ricordare di aver autorizzato una simile pubblicazione. Conteneva informazioni incomprensibili.

E dopo poco tempo constatai che qualsiasi cosa scrivessi, finivo sempre allo stesso indirizzo protogermanico, chiamato Wikipedia; era chiaro che quel nome derivava dalla combinazione di "enciclopedia" e di "vichinghi", una stirpe germanica ben nota per il suo spirito esploratore.

Quante bombe avremmo dovuto gettare sulle loro città per fargli capire che eravamo amici?
(riferita agli Inglesi)


(*) 3,4 carver

31 agosto 2016

Ho detto due


Ero in farmacia per comprare un collirio a mia mamma, stavo per pagare - una transazione normalissima tra un libero uomo e una libera azienda - quando a un certo punto ho detto “due”.
Ma senza un motivo, così, pescando da chissà dove e chissà cosa.



 - Due.
 - Allora gliene do due?
 - No, perché due?
 - È lei che ha detto due.
 - Io?
Qui ho fatto mente locale e mi sono reso conto che la farmacista era nel giusto, avevo appena detto due.
 - Ah, sì ma mi riferivo…
Ho provato a dire mentre pensavo ora mi viene perché ho detto due così glielo spiego e passo meno da bischero.
Tra l'altro ad ascoltare c'erano pure due altri dottori nullafacenti che se la ridevano sotto le barbe mettendomi una determinata pressione e rendendomi incapace di articolare alcunché.
E invece nulla, l’ho dovuta chiudere così, dicendo boh speriamo che mi torni in mente cos’era questo due.
E niente, con tutto che è passata qualche ora dall'episodio, ormai ho rinunciato a capire. Probabile un brutto sintomo d’invecchiamento o magari, rileggendo il dialogo nonsense, un abnorme omaggio a Gene Wilder.

30 agosto 2016

Dimmi come mangi il cocomero e ti dirò chi sei


Eh sì perché dalla tecnica, dai tempi e dai modi in cui ti fai fuori l’anguria, il melone rosso o come diamine vogliamo chiamarlo, si capiscono un sacco di cose.
James Hunt in un’intervista su Grand Hotel nel 1977 (la mia bibbia di allora) dichiarava che per capire le donne le faceva guidare… io nel mio piccolo, vi consiglio, se volete saperne di più su una persona, di portarla a mangiare il cocomero.

1 – Lo taglio prima in tanti piccoli pezzi, tolgo tutti i semi e solo dopo me lo gusto in santa pace, magari con una forchettina perché mi sono anche già sciacquato le mani e il contatto mi dà pure un po’ fastidio. (profilo Rain man)

2 – Mi prendo la classica fetta tagliata a mezzaluna e l’affronto solo ed esclusivamente a morsi, dal centro verso l’esterno; mi fermo solo quando vedo il bianco. (profilo Ronald Reagan)

3 – Coltello e forchetta, taglio la fetta via via, da un lato verso l’altro, come viene senza pormi troppe domande. Non faccio più caso nemmeno ai semi. (profilo Siddharta)

4 – Mangio prima la parte che sta più vicina all’esterno (ci sono varie tecniche adottabili allo scopo) e mi lascio in fundo la parte più dulcis, quella che sta al centro del frutto. (profilo Furio di Magda)

5 – Inizio dalla parte più dolce e penso di mangiare solo quella o poco più, poi però mi piace e vado un po’ più a fondo, e poi continuo ancora e gli ultimi bocconi sono in parte rossi e in parte bianchi.(profilo Pinocchio).

6 – Tolgo i semi lo frullo e lo bevo. (profilo Beatrix Kiddo)

7 – La tua tecnica non è prevista tra le precedenti. (profilo Ecce Bombo)


Profilo Rain man
La precisione e la puntualità sono il tuo punto forte. E il tuo punto debole. Probabilmente da piccolo facevi passare il tempo contando nella tua testa da uno a...
Sei metodico, pieno di te e anche un po' misantropo. Troppo spesso, quando servirebbe davvero, non riesci a lasciarti andare.
Odi i ritardatari, ma di più odi chi tollera i ritardatari.




Profilo Ronald Reagan

Quando senti che il mondo finirà le sue risorse nel 2050 pensi chissenefrega tanto morirò prima. Ti godi la vita senza troppe preoccupazioni, odi la politica e i politici.
Sei come un bimbo alla scoperta del mondo, il problema più grande è che non sei più un bimbo.
In coda in auto sei il primo che suona il clacson. La sera nel tuo letto però però ti accorgi che niente ti sta dando davvero soddisfazione.
Tirare il freno a mano e vivere un po' la noia, questo ti sarebbe davvero utile.



Profilo Siddharta
La pigli così, anche se non è stato facile. In anni passati hai mangiato cocomeri seguendo altre tecniche ma alla fine hai capito che non valeva la pena arrovellarsi sul metodo, ciò che contava davvero era il succo.
La tua forza sta nella pacatezza e nella riflessione. Sei arrivato, potrebbero dirti che muori domani e continueresti a fare quello che stai facendo adesso.
Sei vegetariano, almeno potenzialmente.





Profilo Furio di Magda
Il tuo cervello è un labirinto, tu sei il topo e sai che per arrivare al formaggio c'è una e una sola strada. E quella vuoi percorrere. Gli altri ti possono seguire o abbandonare, poco importa, non riusciranno a distoglierti dai tuoi abiettivi.
Obiettivi che puntualmente raggiungerai tutti, ma guardali bene... ne valeva davvero la pena?
Un paio d'ali, anche di cera, per volar via dal labirinto, questo ti servirebbe, ma non lo ammetterai mai.




Profilo Pinocchio
Sei il classico sfacciato che sta sulle palle un po' a tutti, quello che ha il coraggio di fare nella vita solo ciò che gli piace.
O almeno ci provi. La tua forza vera sta nel riconoscere un errore, nell'ammetterlo, e nel riuscire a salire sul cazzoso sgabello per guardare la vita, o quel che è, da un'altra prospettiva.
Nell'intimo sei un tenerone ma non ti piace che si sappia in giro.




Profilo Beatrix Kiddo
Venire al punto. La concretezza è il tuo mantra. Poche ciance, fai quello che serve quando serve.
Sei forte e debolissimo. Controllare le emozioni e metterle al servizio dei tuoi pensieri questa è la tua filosofia di vita.
Finché non esplode il frullatore può anche funzionare.








Profilo Ecce Bombo
Il tuo ego confina con l'Austria. Anche meno, verrebbe da dire. Sei il bastian contrario per definizione, ami il paradosso fine a se stesso.
Il classico bambino da infanzia felice che ha imparato ad allacciarsi le scarpe a dodici anni, cresciuto nella bambagia e con il cordone ombelicale ancora attaccato a mammà..
Per te conta solo distinguersi dagli altri quando invece spesso ti converrebbe nasconderti.

11 maggio 2016

La verità sul caso Harry Qwerty

È così che l'ho chiamato per alcune settimane, quelle in cui il romanzo di Joël Dicker ha stazionato sul comodino in attesa del suo turno di lettura (che poi Qwerty parlando di scrittori - fine spoiler - andava anche bene). Non riuscivo a memorizzare Quebert, ecco.
Che dire? La verità sul caso Harry Quebert (trad. Vincenzo Vega - 4 Carver) è un giallo straordinario. Bello bello.
E no, non è un'opera letteraria da incorniciare. Ma è un libro di quasi 800 pagine che ho letto in una settimana, e non mi succedeva dai tempi de L'ombra dello scorpione (Ah, Stu dove sei finito?).
C'è tecnica fina, c'è trama e c'è ironia. Una cosa è certa: non è un libro che si lascia a metà.
Un libro facile oserei dire, da leggere intendo, ma nel senso buono del termine.
Stasera dovrò farne a meno e non sarà affar semplice.
Vorrei che ne venisse subito fatto un film, anzi no, una serie, una di quelle belle serie americane, magari HBO o magari diretta dai Coen. 10 fottuti episodi per fissare per sempre questa storia e i suoi personaggi.
Nel frattempo me la voglio immaginare, e voglio sognare di essere il responsabile del casting.
Queste le mie scelte:
(qui sono andato a gugolare, così per scrupolo, e cosa ti scopro? Che quelli della Warner Bros. hanno già in cantiere il film e la regia sarà di Ron Howard, beh allora sai che ti dico Richie Cunnignham che non sei altro? Lo farò per te questo casting, sei pregato di tenerne conto come io ho tenuto conto dei tuoi preziosi consigli dispensati in Happy Days, uno su tutti: quando ti lavi i denti spazzola anche la lingua se vuoi un alito da bacio).
Ci riprovo, queste sono le mie scelte (e non gugolerò in inglese per scoprire che hanno bell'e fatto pure il casting e che Ron ha chiamato ancora Tom Hanks):

Marcus Goldman (Jake Gyllenhaal): giovane scrittore di successo e amico di Harry Quebert.
Harry Quebert (Harrison Ford): scrittore di successo e professore universitario.
Nola Kellergan (Dakota Fanning): quindicenne misteriosamente scomparsa.
La mamma di Marcus (Kathleen Turner). 
Capitano Gareth Pratt (Robert Duvall): capitano della polizia di Aurora.
Travis Dawn (Colin Farrell): ufficiale della polizia di Aurora.
Jenny Dawn (Olivia Newton-John): sposata con Travis Dawn. Gestisce una frequentata tavola calda di Aurora.
Sergente Perry Gahalowood (Laurence Fishburne): capo delle indagini sul delitto
Luther Caleb (Jaquin Phoenix): autista del ricco uomo d'affari Elijah Stern.
Tamara Quinn (Frances McDormand): madre di Jenny Dawn.
Robert Quinn (William H. Macy): padre di Jenny Dawn.
David Kellergan (Terence Hill): reverendo, padre di Nola
Roy Barnaski (Alan Arkin): Editore di Marcus.

Cristosanto che filmone! Ehi voi, della produzione, se poi volete proprio risparmiare un po' pigliatevi Clint Eastwood al posto di Terence Hill e stiamo a posto così.

p.s. E tu, ragazza, che in un commento, da qualche parte della bloggheria, citavi e consigliavi il libro, vorrei ringraziarti anche se non mi ricordo assolutamente dove ti ho letta.

8 aprile 2016

Io nei film

Il giochino nasce su Pensieri Cannibali, e precisamente qui. Io non so davvero se la mia personalità possa riflettersi nelle sfaccettature sotto elencate o se solo vorrei averle o magari esorcizzarle, inoltre, la mia cultura in fatto di film in confronto a quella di Cannibal Kid è una caccola, e quindi rischio di essere fatalmente banale, ma scavare fuori tutta 'sta roba è stato alla fine divertente - e mi ci è voluta una settimana! - quindi ora ve la beccate!
E voi come mi vedete? Cinematograficamente parlando, dico.
Sarebbe interessante conoscere l'area NASCOSTA della mia finestra di Johari riguardo al me nei film.

Intanto Gaetano di Ricomincio da tre, non foss'anche perché avevo i miei bei riccioloni e mi ci chiamavano Troisi, poi perché proprio non ce la faccio a pigliare per buone le cose che ti vendono. È nella mia natura mettere in discussione un po' tutto, soprattutto ciò che viene dato per scontato.

Gianna: Comunque quel film devo dire che era tremendo, a me mi ha veramente... impaurito. Ma senti, se a te ti torturassero come a quello del film, avresti parlato?
Gaetano: Pe' carità! A me non c'era nemmeno bisogno che mi torturavano: a me bastava che mi dicevano sulamente... per esempio...: "Guarda che se non parli... forse... ti torturiamo", immediatamente parlavo, scrivevo, cioè se non capevano facevo 'nu disegno...
Gianna: Eh, ma allora sei peggio di Giuda!
Gaetano: No, che c'entra? È proprio che io, per esempio il dolore fisico nunn 'o supporto proprio. È 'na cosa ca... e po' che c'entra cioè Giuda? Mo' tutte quante: "Giuda traditore", "Giuda traditore". Cioè s'hanna conoscere primma 'e fatte, eh? Giuda avrà avuto una ragione per fare 'na cosa del genere, no?
Gianna: Eh no! Per soldi.
Gaetano: Eh, per soldi, e non è una ragione, scusa? Basta che 'o facevano nascere ricco e già s'evitava tutta st'ammuina, sta cosa... l'uccisione, 'o tradimento e poi lasciamm sta', cioè pecché... quanno uno non conosce 'a gente nun me piace 'e giudica', capito? Pecché miette... sa' tu hai bisogno proprie... A un certo punto, 'sti trenta denare, quante putevano essere, mettiamo due, trecentomila lire, quattrocento, nunn' 'o saccio però chillo avrà miso apposto e cose soje. Miette ca ieva a casa e 'a mugliera ogni vota: «Giuda, tu devi andare a lavorare. Giuda, 'o padrone 'e casa, 'a luce, l'acqua», per dire, «'o telefono». A un certo punto, chillo tutte 'ste cose... «Tu non porti cchiù 'e sorde a casa!», «Tu non porti cchiù 'e sorde a casa!», s'ha visto 'e trenta denari in mano e ha detto: "Ma che me ne 'mporta!"

Poi Truman Burbank di The Truman Show perché nella mia narcisa presunzione adolescenziale avevo sviluppato una teoria che si chiamava la teoria degli attori - ho amici che potrebbero testimoniare - e io ero il Truman della situazione. E la questione stava proprio in quel modo, e Peter Weir mi ha fregato l'idea.

Truman: Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!








Mi vedo anche nel Saverio/Benigni di Non ci resta che piangere. Sì, direi che sono tenace e che se mi metto in testa una cosa è difficile smontarmi. Poi sono ottimista, proprio come Saverio, anche in una situazione che può sembrare - o è - difficile, m'ingegno a trovare uno stimolo per viverla al meglio o, alle brutte, per trarne dei benefici.
E poi, vabbè, per tutte le volte che altri Marii si sono presi il merito per le cose mie.

Saverio: Parisina, mi è venuta un'idea, forse, per liberare Vitellozzo.
Parisina: Grazie Mario!
Saverio: No! Che grazie Mario! Dicevo, stanotte, a ME è venuta un'idea, forse, per liberare Vitellozzo!
Parisina: Grazie Mario!


E sono Ben Stiller ne I sogni segreti di Walter Mitty.
Walter Mitty è un grigio impiegato della rivista Life che lavora nell'archivio dei negativi da molti anni, con una madre anziana e una sorella aspirante attrice a cui badare; Walter tuttavia è anche un moderno sognatore: senza mai uscire dalla propria città, compie regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo (da wiki).
Insomma sono un sognatore dai piedi per terra ®. Che non si può? Io può.

Cheryl - Quella canzone, Major Tom, prima quando il barbetta stava... quel tipo non sa nemmeno quello che dice. Quella canzone parla di coraggio e di sfidare l'ignoto. É una canzone mitica.
...
Cheryl - Questa è dedicata a Walter Mitty. Lui sa perchè: [canta la canzone Space Oddity di David Bowie] Ground Control to Major Tom. Ground Control to Major Tom. Take your protein pills and put your helmet on... Ten... Ground Control to Major Tom... Seven... Six... Commencing countdown, engines on... Two... Check ignition and may God's love be with you... 

A volte sono anche un po' il Danny Zuko di Grease (ti piaceresse!), un po' guappo un po' guascone, ma sotto sotto un tenerone (*).

Oh Sandy, baby, someday
When high school is done
Somehow, someway
Our two worlds will be one








E dello Steve Carell di 40 anni vergine ne vogliamo parlare?
Perchè fondamentalmente sono un imbranato e uno che è approdato alle varie fasi della vita sempre con fisiologico e pluriennale ritardo.
E perché, a ben guardare, io sono vergine dentro. Anche a 54 anni, caro il mio Andy Stitzer.

- Hai quarant'anni.
- Oggi è come averne venti!










Mi rivedo anche nel dentista di Una notte da leoni, Stuart/Ed Helmes. Infatti può capitare che io sia indolente e che abbia bisogno di essere convinto e un po' trascinato nelle cose ma poi, una volta che ci sono dentro, ci sto al centopercento, ragazzi miei! Non esiste che lo faccia tanto per fare.

Stu: Ha l'anello di mia nonna al dito quella!
Phil: Che?!
Stu: L'anello da dare a Melissa, hai presente? Quello che ha salvato dall'olocausto? Ora ce l'ha lei al dito.

E poi ne Il favoloso mondo di Amélie sono Amélie, sono Amélie a tutto spiano, perché se c'è da far andare la fantasia quello è il mio credo e il mio mondo.

Nino è in ritardo. Per Amélie ci sono due spiegazioni possibili. La prima: non ha trovato la foto. La seconda: non ha ancora avuto il tempo di ricomporla, perché tre banditi, multirecidivi, che assaltavano una banca, l'hanno preso in ostaggio. Seguiti da tutti i poliziotti della zona, sono riusciti a seminarli, ma lui ha provocato un incidente. Quando ha ripreso conoscenza, non ricordava nulla. Un camionista ex detenuto l'ha raccolto, e credendolo in fuga l'ha messo in un container in partenza per Istambul. Là, è finito tra avventurieri afgani, che gli hanno proposto di andare a rubare testate missilistiche sovietiche. Ma il camion è saltato su una mina alla frontiera col Tagikistan. unico superstite, è stato accolto in un villaggio di montagna, ed è diventato militante mujahiddin. Perciò, Amélie non vede perché deve stare in quello stato per uno scemo che mangia la minestra di cavolo per tutta la vita con uno stupido portavasi in testa.


E infine sono anche Hombre - ma che ve lo dico a ffa'? - il pellerossa d'adozione interpretato da Paul Newman, il film che Briga (Giancarlo Brighenti) ha contribuito a legare al mio nome e al mio destino, enigmistico e non.
Il titolo del film è il soprannome indiano di John Russell, tres hombres (tre uomini, abbreviato in hombre), essendosi egli guadagnato fra i conterranei la fama di uno che combatte con il vigore di tre uomini messi insieme (da wiki)
E potete scommetterci che io sono questi tres hombres: sono figlio, sono padre e sono marito e non è certo una fatica da poco.


John Russell: We all die, just a question of when. 













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(*) Ehi, vi ricordate di me?

18 dicembre 2015

star uors


A me star uors non mi piace.
E nel mio malato ragionare mi scopro a pensare che piaccia a pochi, che sia un po' una posa.
Star uors mi ricorda Ecce Bombo con tutti lì (anche io) a rimuginare Mi si nota di più se dico che mi piace star uors o se dico che non mi piace star uors, o magari mi si nota di più se dico che non lo guardo proprio star uors.
Ti si nota di più quando vai in giro vestito da Darth Vader.
Li ho visti, eh, tutti badate bene, e a più riprese, direi... ma mi sono scivolati sempre addosso.
E non è un pregiudizio di genere, adoro pellicole di ogni tipo, non è una questione di fantascienza o meno, insomma.
Il mio livello di gradimento non è salito neppure per via indiretta per il fatto che la saga piace ai miei figli.
E non mi ha sconvolto neppure vedere a Matmata (Tunisia) le grotte originali scavate nella pietra, dove sono state girate scene dei primi film. Per dire, mi ha fatto più effetto andare alla ricerca della libreria di Notting Hill a Portobello.
E ora affettatemi pure con una spada laser.

24 novembre 2014

Twittura mista: #cinerima

Prendete un titolo di film e mettetelo in rima senza alterarne il senso, non più di tanto almeno, ed ecco quello che può saltare fuori:

Smetto quando ho detto

L'uomo che diceva: "Psss psss... lo sai?" ai cavalli bai

127 orette

Non è una frazione per chi è già in pensione

Lo troveremo 'stocazzo di Nemo

Pensavo... amore, pol'esse'? Invece era un calesse.

Indagine su un cittadino adamantino

Figli d'un creato subordinato

C'era una volta nella terra natia di John Travolta

Di nuovo niente sul fronte d'occidente

L'uomo che non diede chance a Liberty Valance

Anche i cherubini mangiano i fagiolini

Chi ha incastrato il coniglio animato
L'ultima tentazione del Figlio del Padrone
@overlooki

Il postino suona sempre un casino
@mxtrulli

Atto coatto
@Zu_Janu

Il ritratto di Dorian disfatto
@caro_viola

Profondo rubicondo
@fiorenzosss

Agrume meridionale dal funzionamento non manuale
@TizianoMinuti

L'affettivo il brutto e il cattivo
Il fascino discreto dell'alto ceto
@ninninedda

16 novembre 2014

Interstellar Sì Interstellar No


Cinque più cinque considerazioni personali, essenzialmente spoiler free, sull'ultima opera cinematografica di Christopher Nolan.

C'è Matthew McQuelcheè, e in questo momento il ragazzo è in grado di reggere sulle sue sole spalle qualsiasi boiata (non che Interstellar lo sia); 

Ha una fotografia poderosa sia sulla Terra che nello Spazio;

La parte parascientifica è sviluppata supercazzolisticamente bene. Se ti accontenti della superficie o anche di non comprendere proprio tutto, per volontà o per manifesta ignoranza, direi che il grado di soddisfazione supera la sufficienza;

L'Amore, ecco è forse la blabblata sull'amore, la stilla d'inchiostro che potrebbe rimanere tatuata sulla mia pelle di fruitore di cine;

Ci recitano attori - parlo di quelli non di primissimo piano, in particolare Jessica Chastain, la splendida crista di Zero Dark Thirty, e John Lithgow - in grado di fornire un'elevata illuminazione anche nel planetario che gira attorno al Sole Matthew.

La trama, lasciatemelo dire, è trita. Non pervenuto il germe dell'originalità. Dispiace perché su una tematica così spaziosa e da un progetto così ambizioso, ci si poteva aspettare qualcosa che lasciasse il segno, un'idea, un dialogo, una scena;

Si chiacchiera troppo, troppe spiegazioni, controspiegazioni e dialoghi creati ad arte per lo spettatore, ma che in un'ipotetica realtà reale non avrebbero avuto luogo o, almeno, non in termini così didascalici;

C'è Matt Damon che da DiCaprio ma bravo si è infilato giù per un warmhole involutivo che ci vorrà Tarantino per cavarlo fuori da lì (poi a me non piace manco la Hathaway, ma dev'essere un problema mio);

La commozione di certi passi del film io non l'ho percepita. C'è un gran dispendio di esplicitazioni sentimentali che restano intrappolate nella pellicola senza riuscire a penetrare lo spettatore. Ed è il contrario che sarebbe auspicabile;

Solo un capolavoro (non che Interstellar lo sia) dovrebbe potersi arrogare la licenza di durare 169 minuti.

29 ottobre 2014

True Detective spoiler free

Quando finisce una serie
(di Cocciante-Hart-Cohle)

Quando finisce una serie così com'è finita "True"
senza una ragione né un motivo senza niente
ti senti un nodo senza Rust
ti senti un buco senza Marty
ti senti un vuoto nella tivvù e non capisci niente
e non ti basta più Salem e non basta The Walking Dead
e non ti basta bere come Marty Hart
e non ti basta fumare come Cohle
e in fondo pensi, ci sarà un motivo
e cerchi a tutti i costi una ragione
eppure non c'è mai una ragione
perché una serie debba finire
e vorresti un'altra puntata
e vorresti un'altra stagione
e vorresti vivere in Louisiana
e vorresti essere Marty e vorresti essere Cohle
ma sai perfettamente che non ti servirebbe a niente
perché c'è lei, perché c'è lei
perché c'è lei, perché c'è lei
perché c'è lei nelle tue ossa
perché c'è lei nella tua mente
perché c'è lei nella tua vita
e non potresti più mandarla via
nemmeno con un'altra puntata
nemmeno con un'altra stagione
nemmeno a vivere in Louisiana
nemmeno se tu fossi Marty nemmeno se tu fossi Cohle
però, se potessi ragionarci sopra
saprei perfettamente che domani sarà diverso
lei non sarà più lei
io non sarò lo stesso uomo
magari esce Better call Saul
magari mi riguardo tutto Breaking Bad
e se potessi ragionarci sopra
ma non posso, perché...
quando finisce una serie...


La storia ha un abbrivio potente ma, alla fine dei salmi, scivola via quasi in secondo piano rispetto alla fotografia e alla raffinata cura dei personaggi.
Poi, sentire la voce di Matthew McConaughey che dice anche solo "Dora Lange" beh, quella è libidine pura, altro che Adriano Giannini (il doppiatore italiano), magari anche bravo, ma assolutamente inadatto al ruolo specifico.
Mentre Pino Insegno ce la sfanga perché Marty ha, e deve avere, una voce più classica, Giannini junior proprio non rende un grammo dell'idea della tormentata anima di Rustin Cohle, The Taxman.
Un vero delitto per chi se la ciuccia o ciuccerà in italiano.

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Penso che l’autocoscienza sia un tragico passo falso nell’evoluzione umana. Siamo diventati troppo consapevoli di noi stessi, la natura ha creato un aspetto della natura separato da se stessa.
(Rustin Spencer Cohle - True Detective Serie01-ep.01)

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23 ottobre 2014

Odio - sinfonia n. 4 (le persone)

Ho sempre odiato poco, e male.
Ho odiato dentro e invece. Invece merita esternare, non è normale e non è sano sempre smussare o tollerare oltre i limiti umani o preferire le silenti implosioni.
Invece ho amato, tanto, non solo persone anche altro, ho amato percorrendo una strada senza dossi rallentatori.
Sì, me la son cavata meglio con l'amore, con l'odio non sono andato bene. Se fosse stata materia di studio sarei andato di certo a settembre, in odio.
Odio cose, gesti, situazioni ma necessariamente odio anche persone o, meglio, tipologie, classi di persone.
Così odio i mangiatori di patatine al cinema, e con loro chi gliele vende o chi gli permette di portarsele in sala.
Odio coloro che dimorano davanti al bancomat, si piazzano lì e pare che fanno fare l'ammmore alla loro cartina con la bocchetta. Metti e leva leva e metti, e poi stampa il riepilogo ultimi movimenti, dopo un passo per andare ma niente, tornano indietro e rimbucano, allora prelevano poi stampano il saldo e poi di nuovo tutto daccapo. Ho visto le loro donne arrivare a metà pomeriggio con il cestino della merenda.
Odio quelli che quando apre la cassa quattro si precipitano a pigliare la posizione al nastro, pure se stanno in coda in ottava posizione alla cassa numero due, e si sentono in pieno diritto per farlo. Per questi ci vorrebbe la gambizzazione.
Odio quelli che t'interrompono e che asfaltano i tuoi discorsi inascoltabili con le loro mirabili gesta. T'è morta la nonna? Non hai scampo perché a loro è sicuramente morto il nonno, il bisnonno, un cugino di primo grado, il figlio militare e il fottuto pesce rosso vinto al lunapark dalle bambine.
Odio chi semina cattiverie gratuite, chi infierisce sui deboli sapendo di essere forte, chi spara sugli assenti.
Odio anche quelli che svengono in vista della cassa del bar, tirano il freno a mano, controllano lo smartcoso, salutano un tizio, si voltano nella speranza di trovare un tizio da salutare, si fanno salutare da un tizio, e mai una volta offrire. O tentare di farlo, con dignità. Per questi la flagellazione.
E odio gli impiccioni, quelli che ti frugano nei cassetti, quelli che ti sbirciano il telefono, quelli che cercano tra i tuoi fogli, quelli che leggono la tua agenda. Questi li odio anche se sono malati.

17 ottobre 2014

Tre x dieci

Dalle serie Tv improbabili...
1 - Happy dei - Giorni felici sul monte Olimpo.
2 - Furia cavallo del Wess - Perché prima dell'eurofestival con Dori Ghezzi, Wess cavalcava.
3 - The Bigben Theory - Pende? Non pende? Chissà...
4 - Baking Bread - Let's coook: pane per i tuoi denti.
5 - Sex and the siti - Non solo youporn nell'universo a luci rosse della rete.
6 - Games of Trony - I videogame a offerta speciale alla fine li trovi lì.
7 - L'host - Splendida storia sui Server a supporto del web: i dvd della serie vanno aruba.
8 - Bwin peaks - Viene dagli anni ottanta, è la serie tv per antonomasia: ci puoi scommettere.
9 - Uil e Grace - Scazzi tra un sindacalista gay e la sua compagna di stanza.
10 - Cold case - Serie italo-americana ambientata in "case" senza riscaldamento.

... ai film auspicabili...
1 - Dieci piccoli indiani - con Augh Grant (nella foto)
2 - Scusi dov'è il west - con TomTom Cruise
3 - A Letto con il nemico - con Marlon Branda
4 - Moulin Rouge - con Meryl Strip
5 - I predatori dell'acca perduta - con Arrison Ford
6 - Il grido di pietra - con Urlando Bloom
7 - La Settimana bianca - con Sciaron Stone e Scian Connery
8 - Prêt-à-Porter - con Brad Pitti
9 - Piccole volpi - con Edwige Fennec
10 - Mutande pazze - con Nicolas Cagi

... per finire con i romanzi impossibili  (già su faccialibro)
1 - La storia di quando son andato con Virgilio prima e con Beatrice poi a spasso per Inferno Purgatorio e Paradiso incontrando tante e variegate anime morte - Ridondante Alighieri
2 - L'ombra del Dragone - Stephen Ching
3 - Per chi suona la campana - Din Dan Don DeLillo
4 - L'amore ai tempi della collera - Ira Fürstenberg
5 - Infinite Jet - David Foster TWAllace
6 - La Giovane Holding - S.A. Linger
7 - Il ritratto di Sonia Gray - Oscar Why?
8 - Dieci piccoli comandamenti - Agatha Cristi
9 - Alla ricerca del Senna perduto - Marcel Prost
10 - La denominazione sociale della rosa - Umberto & Co


15 ottobre 2014

Non passa Lo Straniero

Sono in una fase di vita in cui ho pescato del tempo libero a causa di due infortuni due che mi impediscono a) di correre b) di giocare a tennis e c) talvolta di camminare senza zoppicare.
Ora, considerando le ore libere da scarpine/scarpette/runkeeper/racchette che mi ritrovo, pur impiegandone una parte in nuovi e stimolanti impegni familiari (leggasi sport filiali e pulizie straordinarie da peluria felina) mi avanzano degli sprazzi buoni per leggere.
Ma come quello che trova mille euro per terra e decide di spenderli in maniera insolita senza farli passare dal bilancio familiare, così io incappo in libri che non mi ero mai davvero ripromesso di leggere.
È andata così con I Promessi Sposi e sta andando così con Tre uomini in barca. In mezzo ci è scappato Lo Straniero di Albert Camus (2,9 carver), letto perché trovato in una qualche dotta lista dei famigerati dieci libri che ti hanno cambiato la vita nella catena virale di faccialibro del mese scorso.
Che dire? Non lo metterei nella mia lista dei 10, né mi sentirei di consigliarlo a cuor leggero se non, forse, a una mia vecchia profe d'Italiano che si auspicava scrivessimo così, alla Camus, direi ora. Senza che lei lo sapesse, suppongo, di sicuro senza che lo sapessi io.
Periodi corti, questo il mantra da ripetere fino all'assimilazione, con un paniere di punti da disseminare nel testo per spezzare frasi e rendere più comprensibile e meglio leggibile il testo.
No, non è tutto qui il libro. C'è una costruzione mirabile che mette in una relazione decisiva due eventi formalmente non legati, c'è un'atmosfera indolente nelle descrizioni e nei dialoghi che sposa l'indifferenza e la mancanza di sensibilità del Meursault, l'io narrante.
Alla fine il distacco dai sentimenti, dal mondo e dalla vita stessa di Meursault, straniero ad Algeri, ha contagiato il me lettore rendendo freddo e pigro il mio trasporto verso il romanzo, così che non ho salvato frasi, non ho fatto orecchiette.
Ma l'ho letto velocemente, pur nella sua brevità, senza aver mai la sensazione o la voglia di abbandonarlo, e questo va annoverato tra i meriti. Ho ritrovato un'essenzialità (non una semplicità) narrativa, un'ineluttabilità nell'accadimento dei fatti che mi ha ricordato Niente da capire di Luigi Bernardi, così.
Certo la sensazione di fastidio, di nausea, d'impotenza che la lettura de Lo Straniero ti lascia è sintomo di coraggio da parte dello scrittore, che non fa compromessi con i desiderata del reparto lettori facili.
Con questo, non lo scopro io Camus, ci mancherebbe.
E ora a caccia del film perché Marcello e Luchino una certa garanzia la danno.
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