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16 marzo 2016
Di Prinz ma più di Pickup
A me quelli col pickup mi fanno un po’ paura.
È irrazionale ma è così.
Mi fanno più paura di quelli con la Prinz NSU negli anni '70.
La sensazione non è quella che mi arrivi un calcio rotante, è più infida, sottile. Saranno i telefilm americani, non so, ma ho sempre paura che il pickup si fermi davanti a me, scendano in tre o quattro, un colpo in testa e via con me svenuto nel cassone e coperto da un telone blu, grezzo e impermeabile.
E poi dopo son pronto a essere seviziato, privato dei reni, sciolto nell'acido, preso a secchiate d'acqua gelata e interrogato in un garage sotterraneo o ficcato giù attraverso un buco nel ghiaccio di un lago (troppi Fargo?).
Ergo diffido dei pickup, sto sempre all'erta e pronto a fuggire quando ne vedo uno.
L'altro giorno ce n'era uno sul mio itinerario di corsa, su una stradella boschiva, era fermo cento metri avanti a me e non potevo né scappare né evitarlo.
A un certo punto - giuro - son scesi dal lato passeggero una donna (cinese!) e dal lato guidatore un tizio sigillato in una tuta integrale bianca modello virus letale. Non so di quali rifiuti radioattivi cercassero di liberarsi, ma io ho pensato che fosse la fine (troppi Narcos?).
E invece poi.
21 settembre 2015
Stavo giusto per comprare una Golf
Il crollo di un mito val bene qualche sfottò (e il cambio dello slogan).
Direttamente da twitter: film a tema Volkswagen sul canale #CineVW
Emissioni impossibili
@AlbanoColmo
L'ultima Lupo
@ZenZenit369
E alla fine arriva Polo
@mikydefra
Il maggiolino del capitano Corelli
@Riccardo_enki
La 25a Bora
@cabri71
Catalizzazione da Tiffany
@Zu_Janu
L'uomo senza Passat
@vancinimaria
Ha tutto gas
@myrtlejuice
3 agosto 2015
Tre generazioni in Uno
![]() |
| (Uno Neno 1993 - 2015) |
In principio fu il Neno, che la comprò e sì che era la sua macchina con la targa che riportava l'iniziale del suo nome + giorno e mese di nascita. Ci andò un po' al lavoro (poco) un po' in vacanza (pochissimo) e un po' scorrazzando moglie e nipoti in giro (di più).
Al massimo mi sa che sia stato a Passignano sul Lago a mangiarsi una frittura o forse a Bologna dagli amici storici.
Poi, nelle vicissitudini della vita, toccò a me portare in giro l'auto dell'anno millenovecentoerrotti. Si andò a Gardaland ed ella, la Uno, cercò di abbandonarci a Carpi, ma per quanto bella (Carpi) la riparammo e via.
La performance più di livello fu una ricca vacanza a Palau nel 2002 quando, sempre ella, ci portò tra le altre cose in quel di Porto Rotondo e Porto Cervo.
Poi in un cantiere, abbandonata a se stessa per anni, in attesa dell'età guidereccia di figlio uno - uno dei nipoti scorrazzati da i' Neno - che, come da programma, se l'è pigliata sotto l'ala anche se ragione voleva non fosse così prudente allontanarsi molto da casa.
E così il suo servizio più lungo negli ultimi anni è stato un bel Firenze-Lucca Comics e ritorno.
Infine niente, è arrivato il suo momento e dispiace un po', sì, sono uno che si affeziona anche alle cose.
L'unica consolazione è il fatto che l'autodemolizione si chiama "Paradiso" e mi sa che non è un caso.
12 febbraio 2015
facileincazzarsi.it
Non l'avevo mica capito a cosa era riferito il "facile" nell'url del sito che compara i premi assicurativi e va per la maggiore.
Poi ho fatto un preventivo e il mistero mi s'è rivelato.
Funziona così, ve lo dico perché magari salvo qualche fegato: ti fanno compilare un form dove - giustamente - ti chiedono tutti i dati necessari per poter ottenere i preventivi dalle varie Compagnie.
E poi te ne mandano una quindicina che, inspiegabilmente ma qui non voglio indagare, vanno da 277 a 1.225 euri.
L'aspetto grave è che questi preventivi, seppure all'apparenza formalizzati, sono quanto di più farlocco ci possa essere, sono banconote da 300 euri.
Va che poi se li rimangiano, via via a partire dal più basso - che tu hai ottimisticamente accettato - e su su, uno via l'altro, con mezze scuse e/o ammissioni d'incompetenza uniche.
Caro Facile, ma se non sei in grado di recuperare tutte le info con i form predisposti - da te! - o se le incameri ma non hai la competenza per gestirle, e questo - Nota Bene - è il tuo core-business, ecco... dovresti dedicarti ad altro.
Da me quando si produce un preventivo al cliente ci s'impegna a tutti gli effetti e, se il preventivista ha sbagliato, è l'azienda che si assume gli oneri dell'errore non certo il cliente.
Alla fine poi, risalendo la china dei preventivi verso i prezzi più alti, ne abbiamo trovato uno su cui tutte le parti in causa erano pronte a brindare, manco a dirlo molto meno conveniente degli specchietti per allodole arrivati in prima battuta. Ma tant'è, la serietà pare facoltativa.
Poi non è tanto per la spesa che ci resti male ma per l'impalcatura dolosa che ti crolla addosso.
In fundo, per pagare con carta di credito ho pure dovuto comunicare i dati telefonicamente ad un operatore.
Mah... basisco.
Poi ho fatto un preventivo e il mistero mi s'è rivelato.
Funziona così, ve lo dico perché magari salvo qualche fegato: ti fanno compilare un form dove - giustamente - ti chiedono tutti i dati necessari per poter ottenere i preventivi dalle varie Compagnie.
E poi te ne mandano una quindicina che, inspiegabilmente ma qui non voglio indagare, vanno da 277 a 1.225 euri.
L'aspetto grave è che questi preventivi, seppure all'apparenza formalizzati, sono quanto di più farlocco ci possa essere, sono banconote da 300 euri.
Va che poi se li rimangiano, via via a partire dal più basso - che tu hai ottimisticamente accettato - e su su, uno via l'altro, con mezze scuse e/o ammissioni d'incompetenza uniche.
Caro Facile, ma se non sei in grado di recuperare tutte le info con i form predisposti - da te! - o se le incameri ma non hai la competenza per gestirle, e questo - Nota Bene - è il tuo core-business, ecco... dovresti dedicarti ad altro.
Da me quando si produce un preventivo al cliente ci s'impegna a tutti gli effetti e, se il preventivista ha sbagliato, è l'azienda che si assume gli oneri dell'errore non certo il cliente.
Alla fine poi, risalendo la china dei preventivi verso i prezzi più alti, ne abbiamo trovato uno su cui tutte le parti in causa erano pronte a brindare, manco a dirlo molto meno conveniente degli specchietti per allodole arrivati in prima battuta. Ma tant'è, la serietà pare facoltativa.
Poi non è tanto per la spesa che ci resti male ma per l'impalcatura dolosa che ti crolla addosso.
In fundo, per pagare con carta di credito ho pure dovuto comunicare i dati telefonicamente ad un operatore.
Mah... basisco.
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19 giugno 2014
E tu chi sei? 1, 2 o 3?
È per non fare la fine di Linus e per non sentirmi dire Parli sempre di corsa che ho smesso di scrivere sul blog, almeno fino a quando non riuscirò ad allargare l'oblò da cui guardo il mondo che, adesso, è puntato solo su scarpette, canotte, sudore, tempi e salite.
Va da sé che ieri (correndo J ) ho chiuso un cerchietto della mia vita per cui può valere la pena spendere due parole. Uno di quei cerchi che fino a che non si chiudono puoi anche pensare che siano archi e che non tendano necessariamente a una conclusione.
Avete presente Educazione Civica? Sul mio libro di scuola delle elementari era ridotta a un'appendice di poche pagine e, tra queste, ne ho sempre ricordata una e solo una.
C'era una scena in due vignette. Prima vignetta: un tizio è alla guida della sua auto e sta per affrontare una curva cieca, in mezzo di strada un pietrone evidentemente caduto da poco. Seconda vignetta il tizio scansa con maestria il sassone.
Poi c'erano tre ipotesi di reazione del tizio scansatore di sassi:
1 - inizia a smadonnare maledicendo l'ANAS o chi per ella;
2 - si compiace smisuratamente con se stesso per l'abilità pilotistica dimostrata e se ne va pensando di essere Niki Lauda;
3 - si ferma poco più avanti, scende dall'auto e torna indietro per spostare la pietra.
Io fino ad ieri non lo sapevo mica se ero civicamente educato, almeno rispetto alla teoria che ci avevano insegnato. Poi su questa stradina che porta a Montisoni, sterrata ma carrabile, sono arrivato a una curva e ho visto il pietrone franato da chissà dove. E l'ho riconosciuto! Era proprio lui, aveva pure la stessa identica forma irregolarmente squadrata e lo stesso colore giallo scuro. Era lui, vi dico!
Fatto sta che mi fermo e con discreta fatica lo sposto sul ciglio facendolo rotolare, per quello che si poteva.
Ergo, sono civicamente educato, adesso lo so.
E non venite a dirmi che il tizio dell'auto si è impegnato più di me perché guidava, si è dovuto fermare, ha parcheggiato, è sceso e tutto.
Vi garantisco che, e chi corre (pure Linus) lo sa, prima d'interrompere una prestazione, con il rischio di abbassare la media a chilometro di due/tre secondi, il podista in trip ci pensa seriamente su se farlo o no.
Ad ogni modo, passate pure adesso, la strada è libera.
Va da sé che ieri (correndo J ) ho chiuso un cerchietto della mia vita per cui può valere la pena spendere due parole. Uno di quei cerchi che fino a che non si chiudono puoi anche pensare che siano archi e che non tendano necessariamente a una conclusione.
Avete presente Educazione Civica? Sul mio libro di scuola delle elementari era ridotta a un'appendice di poche pagine e, tra queste, ne ho sempre ricordata una e solo una.
C'era una scena in due vignette. Prima vignetta: un tizio è alla guida della sua auto e sta per affrontare una curva cieca, in mezzo di strada un pietrone evidentemente caduto da poco. Seconda vignetta il tizio scansa con maestria il sassone.
Poi c'erano tre ipotesi di reazione del tizio scansatore di sassi:
1 - inizia a smadonnare maledicendo l'ANAS o chi per ella;
2 - si compiace smisuratamente con se stesso per l'abilità pilotistica dimostrata e se ne va pensando di essere Niki Lauda;
3 - si ferma poco più avanti, scende dall'auto e torna indietro per spostare la pietra.
Io fino ad ieri non lo sapevo mica se ero civicamente educato, almeno rispetto alla teoria che ci avevano insegnato. Poi su questa stradina che porta a Montisoni, sterrata ma carrabile, sono arrivato a una curva e ho visto il pietrone franato da chissà dove. E l'ho riconosciuto! Era proprio lui, aveva pure la stessa identica forma irregolarmente squadrata e lo stesso colore giallo scuro. Era lui, vi dico!
Fatto sta che mi fermo e con discreta fatica lo sposto sul ciglio facendolo rotolare, per quello che si poteva.
Ergo, sono civicamente educato, adesso lo so.
E non venite a dirmi che il tizio dell'auto si è impegnato più di me perché guidava, si è dovuto fermare, ha parcheggiato, è sceso e tutto.
Vi garantisco che, e chi corre (pure Linus) lo sa, prima d'interrompere una prestazione, con il rischio di abbassare la media a chilometro di due/tre secondi, il podista in trip ci pensa seriamente su se farlo o no.
Ad ogni modo, passate pure adesso, la strada è libera.
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14 marzo 2014
Colpa inconfessata corca perdonata
Avete presente quei tarli che ti s'annidano dentro e lavorano grattando e rosicando la tua coscienza giorno dopo giorno fino a che arriva il momento, di solito in punto di morte, e te ne devi liberare sennò schiatti, ecco. Non sto ancora morendo (nel caso lo faccio a mia insaputa) però volevo scusarmi con una decina di persone pubblicamente.
Confido anche vivamente che nessuno di costoro legga queste righe, ma questo è praticamente certo.
Il tragitto in auto, alla guida della mia Fiat 500 rossa, era spesso percorso in una sorta di trance mediata tra il sonno leggero e il coma vigile, tuttavia il rischio d'incidenti era minimo considerando che parecchi fiorentini stavano a nanna a quell'ora (mica grulli!).
Fatto sta che una sera in via Ponte alle Riffe, una strada stretta con una fila di auto parcheggiate lungo strada a destra e un'altra fila a sinistra, mi sono appisolato, ma solo un attimo, quel tanto sufficiente a strisciare soavemente la fiancata di una decina di veicoli fermi a filo strada (saranno stati due o tre in realtà, ma chi può dirlo con esattezza?).
Lo sfregamento delle lamiere in ogni caso mi ha svegliato procurando anche a me un certo fastidio. Bon, va da sé che non ce l'ho fatta a fermarmi per lasciare il mio numero di telefono sotto al tergicristallo di quei poveri cristi.
Scusa, vabbene? SCUSA.
Uffa.
E voi, avete una colpa incoffessata? Lasciatela nel commentario e vi sarà corca perdonata.
12 dicembre 2013
Automobilisti, strana gente
C'è questo buco per strada che non lo richiudono.
Non si capisce che c'hanno trovato, se una tomba etrusca, il petrolio o la maiala di so ma', fatto sta che hanno aperto il cantiere 20 giorni fa e non c'è sentore di fine lavori.
A qualunque ora passi non ci vedi un operaio manco col cannocchiale di Galileo.
Causa buco, la strada ha una sola carreggiata percorribile e c'è un semaforo temporaneo che ne regola il traffico e la mattina si forma una coda straordinaria, che può variare da uno a due chilometri con canonico imbottigliamento.
L'automobilista che fa? Il primo giorno viene colto di sorpresa dal buco, il secondo ripassa da lì sperando che l'abbiano già ritappato, e dal terzo in poi, invece, non ha più motivo né giustificazione, ma continua a passare da lì. In auto, chiaramente.
E consideriamo che esistono almeno un paio di strade alternative, certo un po' più lunghe, ma prive di buchi e di file di macchine. Però l'automobilista continua abitudinariamente a sciropparsi il suo percorso abituale e almeno trenta minuti di coda.
E ogni giorno mi chiedo perché, forse gli automobilisti hanno una vocazione al tafazzismo, o forse c'è qualcuno che li spinge a farlo. Chissà, magari gli spingitori di cavalieri medievali si sono riciclati in un più moderno spingitori di automobilisti.
Forse gli automobilisti amano solo restarsene al calduccio ascoltando la loro radio preferita e ritardando il più possibile il loro arrivo sui luoghi di lavoro. O forse semplicemente non gli passa per la testa che potrebbero esserci delle soluzioni alternative perché loro son così: sono automobilisti.
Non si capisce che c'hanno trovato, se una tomba etrusca, il petrolio o la maiala di so ma', fatto sta che hanno aperto il cantiere 20 giorni fa e non c'è sentore di fine lavori.
A qualunque ora passi non ci vedi un operaio manco col cannocchiale di Galileo.
Causa buco, la strada ha una sola carreggiata percorribile e c'è un semaforo temporaneo che ne regola il traffico e la mattina si forma una coda straordinaria, che può variare da uno a due chilometri con canonico imbottigliamento.
L'automobilista che fa? Il primo giorno viene colto di sorpresa dal buco, il secondo ripassa da lì sperando che l'abbiano già ritappato, e dal terzo in poi, invece, non ha più motivo né giustificazione, ma continua a passare da lì. In auto, chiaramente.
E consideriamo che esistono almeno un paio di strade alternative, certo un po' più lunghe, ma prive di buchi e di file di macchine. Però l'automobilista continua abitudinariamente a sciropparsi il suo percorso abituale e almeno trenta minuti di coda.
E ogni giorno mi chiedo perché, forse gli automobilisti hanno una vocazione al tafazzismo, o forse c'è qualcuno che li spinge a farlo. Chissà, magari gli spingitori di cavalieri medievali si sono riciclati in un più moderno spingitori di automobilisti.
Forse gli automobilisti amano solo restarsene al calduccio ascoltando la loro radio preferita e ritardando il più possibile il loro arrivo sui luoghi di lavoro. O forse semplicemente non gli passa per la testa che potrebbero esserci delle soluzioni alternative perché loro son così: sono automobilisti.
4 ottobre 2013
Boccuccia mia statti zitta
Non so se parafrasare Provolino aggreghi d'ufficio questo testo alla monnezza anni '70 poi revisionata e assurta a classico o sia più semplicemente il segno dell'inarrestabile declino della vena.
Mi rivolgo a voi, pedoni senza scacchiera, che quotidianamente affrontate indomiti passaggi pedonali a decine: c'è modo e modo di approcciarsi alle zebre.
Evitate di buttarvi dentro a capofitto in preda al raptus e senza nessun tipo di precauzione: penetrare nel traffico non è la fottuta simulazione di un atto sessuale, nessuno penserà che siete impotenti se aspettate di cogliere un minimo segnale di rallentamento da parte dei veicoli in arrivo prima di impegnare la carreggiata.
E se giunge un motociclista... attenzione doppia, perché il centauro ha più di una freccia al suo arco decisionale.
Cominciamo col dire che la frenata su un mezzo a due ruote è più pericolosa da tirare rispetto a quella su un quattro ruote e se il pedone si butta a pesce - magari è un aitante giovane che spera così d'impressionare la compagna di passeggiata del momento - l'automobilista frena, ma il motociclista valuta.
E sceglie non solo per sé, ma anche per l'incolumità del pedone. Quindi può frenare se la distanza dalle strisce e la velocità gli permetteranno di farlo in sicurezza o, in alternativa, si allargherà passando sull'altro lato della strada rispetto a chi attraversa, non rischiando comunque d'investire nessuno né di lanciargli addosso un mezzo sdraiato e senza controllo.
E quando il motociclista sceglie di passare ugualmente, senza dare la precedenza al pedone, deve far capire che sa di commettere una sorta d'infrazione al codice, lo sa, ma deve farlo, a fin di bene: per la sicurezza di tutti è meglio se non frena e sfila via dalla parte di corsia libera.
E, pedone caro, il motociclista educato te lo fa capire con una boccuccia che lo sa, e si scusa.
Guardalo, o pedone, puntalo in faccia quando ti passa accanto il motociclista educato, e noterai quel leggero stirar di labbra ed increspar di gote che dice tutto sulla sua specifica conoscenza delle norme stradali e su quanto gli dispiaccia agire in contrasto ad esse, seppur costretto dalla valutazione del rischio.
E così fa boccuccia, chiede scusa e va.
Mi rivolgo a voi, pedoni senza scacchiera, che quotidianamente affrontate indomiti passaggi pedonali a decine: c'è modo e modo di approcciarsi alle zebre.
Evitate di buttarvi dentro a capofitto in preda al raptus e senza nessun tipo di precauzione: penetrare nel traffico non è la fottuta simulazione di un atto sessuale, nessuno penserà che siete impotenti se aspettate di cogliere un minimo segnale di rallentamento da parte dei veicoli in arrivo prima di impegnare la carreggiata.
E se giunge un motociclista... attenzione doppia, perché il centauro ha più di una freccia al suo arco decisionale.
Cominciamo col dire che la frenata su un mezzo a due ruote è più pericolosa da tirare rispetto a quella su un quattro ruote e se il pedone si butta a pesce - magari è un aitante giovane che spera così d'impressionare la compagna di passeggiata del momento - l'automobilista frena, ma il motociclista valuta.
E sceglie non solo per sé, ma anche per l'incolumità del pedone. Quindi può frenare se la distanza dalle strisce e la velocità gli permetteranno di farlo in sicurezza o, in alternativa, si allargherà passando sull'altro lato della strada rispetto a chi attraversa, non rischiando comunque d'investire nessuno né di lanciargli addosso un mezzo sdraiato e senza controllo.
E quando il motociclista sceglie di passare ugualmente, senza dare la precedenza al pedone, deve far capire che sa di commettere una sorta d'infrazione al codice, lo sa, ma deve farlo, a fin di bene: per la sicurezza di tutti è meglio se non frena e sfila via dalla parte di corsia libera.
E, pedone caro, il motociclista educato te lo fa capire con una boccuccia che lo sa, e si scusa.
Guardalo, o pedone, puntalo in faccia quando ti passa accanto il motociclista educato, e noterai quel leggero stirar di labbra ed increspar di gote che dice tutto sulla sua specifica conoscenza delle norme stradali e su quanto gli dispiaccia agire in contrasto ad esse, seppur costretto dalla valutazione del rischio.
E così fa boccuccia, chiede scusa e va.
18 dicembre 2012
Ho una notizia da Darwin
Avevamo un gatto il cui nome era Darwin, in ricordo della via in cui era nato, a Bologna.
Mio figlio piccolo l'ha appena conosciuto, prima che venisse asfaltato dallo stadio involutivo homo in suv, però qualcosa del suo nome presagio gli deve aver passato, infatti France ha ritenuto di espormi la sua scala evolutiva dell'uomo:
- sei nei pensieri
- sei in pancia
- sei un po' cresciuto
- sei fuori
- sei un neonato
- sei un bambino
- sei un cugino
- sei un ragazzo
- sei un uomo
- sei un padre
- sei uno zio
- sei un nonno
- sei morto
- e morto stecchito
p.s. Ciao Darwin
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9 ottobre 2012
Panda gialla - per PS3
Finalmente la Sony colma il gap accumulato con Nintendo e Microsoft e lancia il più popolare gioco d'avvistamento anche sulla PS3 che va ad affiancarsi alle uscite estive per Wii e XBox.
Panda gialla è un arcade di ultima generazione che causa dipendenza, per questo la casa produttrice ne raccomanda una fruizione controllata, specie ai più grandi.
Funziona così, prendete la vostra consolle, staccate tutti i fili, ficcatela in un cassetto e uscite. Meglio se con un amico, la fidanzata, la famiglia, un figlio o anche un collega. Certo, si può giocare anche da soli, ma alla fine continuare a battere il proprio record può diventare noioso.
Dunque, si diceva, siete a passeggio, oppure viaggiate in auto, in bus o in bici con il vostro amico e parlate del più e del meno fino a che uno dei due, a seguito dell'avvistamento di una Panda zafferana, dal nulla, urla "Panda gialla" e tocca l'altro, come quando da ragazzi ci si passava una suora o una prinz verde.
Ma iella non ne gira, tranquilli, si tocca solo per confermare il punto, perché di questo si tratta: l'avvistatore sale a 1 e l'altro resta al palo. E poi continuate la vostra attività primaria, tipo vi pigliate il caffè, parlate dell'ennesimo rigore dubbio concesso alla Juve, v'incazzate coll'assessore di turno che s'è fregato il tesoretto, vi sedete in piazza a leccare un gelato e tutto ha un'apparenza di normalità. Ma in background gira il software di Panda gialla che sì, occuperà poco più d'uno sputo della vostra memoria, ma non crasha mai. E quando l'alone meccanico e giallognolo comparirà da uno stop o da una curva il vostro urlo sarà pronto a squarciare il cielo come un lampo "Panda gialla", cazzo, e 1 a 1.
Tutto questo va avanti in una sessione che termina solo quando vi separate dal vostro compagno di gioco. Se ello insisterà per trascorrere altro tempo con voi, non illudetevi che si sia innamorato, sta solo in svantaggio a Panda gialla e imbastisce un misero tentativo di recupero.
E anche in famiglia mia son lontani i tempi di Schiaccia il Sofficino (se dio, o chi per lui, vuole).
E un'ultima cosa... Marchionne? 'Scolta, che tanto s'è capito che tu vuoi portare tutta la baracca oltreoceano, non fare i' furbo, almeno la Panda, almeno quella gialla, lasciala in Italia.
Panda gialla è un arcade di ultima generazione che causa dipendenza, per questo la casa produttrice ne raccomanda una fruizione controllata, specie ai più grandi.
Funziona così, prendete la vostra consolle, staccate tutti i fili, ficcatela in un cassetto e uscite. Meglio se con un amico, la fidanzata, la famiglia, un figlio o anche un collega. Certo, si può giocare anche da soli, ma alla fine continuare a battere il proprio record può diventare noioso.
Dunque, si diceva, siete a passeggio, oppure viaggiate in auto, in bus o in bici con il vostro amico e parlate del più e del meno fino a che uno dei due, a seguito dell'avvistamento di una Panda zafferana, dal nulla, urla "Panda gialla" e tocca l'altro, come quando da ragazzi ci si passava una suora o una prinz verde.
Ma iella non ne gira, tranquilli, si tocca solo per confermare il punto, perché di questo si tratta: l'avvistatore sale a 1 e l'altro resta al palo. E poi continuate la vostra attività primaria, tipo vi pigliate il caffè, parlate dell'ennesimo rigore dubbio concesso alla Juve, v'incazzate coll'assessore di turno che s'è fregato il tesoretto, vi sedete in piazza a leccare un gelato e tutto ha un'apparenza di normalità. Ma in background gira il software di Panda gialla che sì, occuperà poco più d'uno sputo della vostra memoria, ma non crasha mai. E quando l'alone meccanico e giallognolo comparirà da uno stop o da una curva il vostro urlo sarà pronto a squarciare il cielo come un lampo "Panda gialla", cazzo, e 1 a 1.
Tutto questo va avanti in una sessione che termina solo quando vi separate dal vostro compagno di gioco. Se ello insisterà per trascorrere altro tempo con voi, non illudetevi che si sia innamorato, sta solo in svantaggio a Panda gialla e imbastisce un misero tentativo di recupero.
E anche in famiglia mia son lontani i tempi di Schiaccia il Sofficino (se dio, o chi per lui, vuole).
E un'ultima cosa... Marchionne? 'Scolta, che tanto s'è capito che tu vuoi portare tutta la baracca oltreoceano, non fare i' furbo, almeno la Panda, almeno quella gialla, lasciala in Italia.
14 agosto 2012
Il ferragosto più sfigato
Ovvero Vinci un'agenda di Comix - 3.
Tempi duri per tutti con questa crisi, anche per la Madonna che, per effetto della spending review, da quest'anno, non sarà più assunta in cielo, ma soltanto contattata per un colloquio. Le faranno sapere.
Tornando a noi, stavolta serve una storia strappalacrime.
Fatevi avanti, descrivete il vostro Ferragosto, finzione realtà, passato futuro, poco importa, fondamentale è che riusciate a ispirare pena e compassione così, magari, sarete eletti e riceverete l'agenda in premio.
Chi pensa che l'agenda di Comix faccia cagare è meglio se evita di parlarci dei suoi istinti suicidi perché l'arrivo del pacco a casa potrebbe infliggergli il colpo di grazia.
Mi raccomando l'ironia, ragazzi, non è detto che il 15 agosto al bagno 78 di Rimini, da Guido e Luca, trascorso tra un mojito e un gavettone sia migliore di un Ferragosto in città, imboscato al fresco di un divano con un libro di Bukowski tra le mani.
La base d'asta sarà il mio Ferragosto:
Due ore e mezza di macchina all'andata, pranzo coi parenti, rompimenti di balle da destra e da manca mentre invano tento di ritagliarmi una pennica su una sdraio, due ore e mezza di macchina (se va bene) al ritorno.
Chi offre di più?
Tempi duri per tutti con questa crisi, anche per la Madonna che, per effetto della spending review, da quest'anno, non sarà più assunta in cielo, ma soltanto contattata per un colloquio. Le faranno sapere.
Tornando a noi, stavolta serve una storia strappalacrime.
Fatevi avanti, descrivete il vostro Ferragosto, finzione realtà, passato futuro, poco importa, fondamentale è che riusciate a ispirare pena e compassione così, magari, sarete eletti e riceverete l'agenda in premio.
Chi pensa che l'agenda di Comix faccia cagare è meglio se evita di parlarci dei suoi istinti suicidi perché l'arrivo del pacco a casa potrebbe infliggergli il colpo di grazia.
Mi raccomando l'ironia, ragazzi, non è detto che il 15 agosto al bagno 78 di Rimini, da Guido e Luca, trascorso tra un mojito e un gavettone sia migliore di un Ferragosto in città, imboscato al fresco di un divano con un libro di Bukowski tra le mani.
La base d'asta sarà il mio Ferragosto:
Due ore e mezza di macchina all'andata, pranzo coi parenti, rompimenti di balle da destra e da manca mentre invano tento di ritagliarmi una pennica su una sdraio, due ore e mezza di macchina (se va bene) al ritorno.
Chi offre di più?
1 giugno 2012
Noia credevamo
Raccolgo al volo l'appello alle liste di v. e butto giù la lista di cose che mi annoiano:
- i sogni raccontati
- le persone monotematiche
- i libri di De Carlo
- gli oroscopi
- i viaggi in macchina
- la tivù prima delle 23
- le riunioni
- i corsi di formazione
- le recite / i saggi
25 maggio 2012
Difesa d'ufficio
Le vostre auto, ma le avete odorate dall'interno. Un'annusata non si nega nemmeno a una Fiat. Sedetevi in un qualsiasi posto della vostra auto e inspirate. E se il mezzo non ha più la puzza di nuovo ne ha sicuramente un'altra. Non dovreste farci salire il pastore maremmano fradicio, né sgocciolare i vostri ombrelli sui tappetini, non dovreste impregnarne le foderine coi rigurgiti lattosio e acidi gastrici dei vostri cuccioli. Per quanto, c'è un rimedio a tutto ciò, ed è di una semplicità infinita.
Si chiama Arbre Magique e, come gran parte delle robe di classe, l'hanno inventato i Francesi. Il cinema, la cucina, il vino, Brigitte Bardot Bardot, la baguette, il brie, voglio dire, se il top in ogni categoria è francese ci sarà un motivo!
Guardatelo, non è tenero? Lo agganciate allo specchietto retrovisore e lui se ne starà lì buono, a dondolare dolcemente, cullato dalle vostre curve e dai vostri cambi di velocità.
E oscillando, lui, senza costi aggiuntivi, sprigionerà un aroma a scelta che aiuterà a proiettare la vostra auto tra i luoghi più desiderati da visitare, dove magari rilassarsi per un due trecento chilometri o, chessò, tirarsi giù le braghe in attesa di movimenti sussultorio-erotici.
Ma senza l'Arbre Magique, scordatevi che tutto ciò possa accadere.
E poi, in ultima analisi, il suo pendolare, mentre vi state inerpicando per un passo alpino, il suo sistemarsi proprio davanti ai vostri occhi impallando il vostro sguardo prima di una curva cieca o magari allo sbucare di uno SCANIA in sorpasso, non può che rendere più stimolante la guida, oltre a tenervi all'erta.
Ecco, questo è ciò che avrei potuto imbastire se fossi stato avvocato e mi fosse stata assegnata la difesa d'ufficio dell'Arbre Magique, ma così non è, per fortuna.
Perché l'ho in odio il fottuto alberello, anzi no, ho in odio chi si ostina ad agghindare la sua auto con l'Arbre Magique.
Perché, mi chiedo, dagli anni Settanta, di tutte le cose che potevano arrivare fino ad oggi, tipo il Rischiatutto, le clic-clac, i fotoromanzi Lancio, il Piper (gelato), i miniassegni, le Superga bianche, il Geloso, il Purity auto (!), Toni Astarita, tra tutte, proprio 'sto fetente d'alberello doveva arrivare?
E quando guido la macchina di mia sorella mi piglia male.
p.s. ovviamente i Francesi, e cmq anche la loro difesa è d'ufficio, non c'entrano un emerito coll'invenzione del signor Little Tree, che è born in USA.
Si chiama Arbre Magique e, come gran parte delle robe di classe, l'hanno inventato i Francesi. Il cinema, la cucina, il vino, Brigitte Bardot Bardot, la baguette, il brie, voglio dire, se il top in ogni categoria è francese ci sarà un motivo!
Guardatelo, non è tenero? Lo agganciate allo specchietto retrovisore e lui se ne starà lì buono, a dondolare dolcemente, cullato dalle vostre curve e dai vostri cambi di velocità.
E oscillando, lui, senza costi aggiuntivi, sprigionerà un aroma a scelta che aiuterà a proiettare la vostra auto tra i luoghi più desiderati da visitare, dove magari rilassarsi per un due trecento chilometri o, chessò, tirarsi giù le braghe in attesa di movimenti sussultorio-erotici.
Ma senza l'Arbre Magique, scordatevi che tutto ciò possa accadere.
E poi, in ultima analisi, il suo pendolare, mentre vi state inerpicando per un passo alpino, il suo sistemarsi proprio davanti ai vostri occhi impallando il vostro sguardo prima di una curva cieca o magari allo sbucare di uno SCANIA in sorpasso, non può che rendere più stimolante la guida, oltre a tenervi all'erta.
Ecco, questo è ciò che avrei potuto imbastire se fossi stato avvocato e mi fosse stata assegnata la difesa d'ufficio dell'Arbre Magique, ma così non è, per fortuna.
Perché l'ho in odio il fottuto alberello, anzi no, ho in odio chi si ostina ad agghindare la sua auto con l'Arbre Magique.
Perché, mi chiedo, dagli anni Settanta, di tutte le cose che potevano arrivare fino ad oggi, tipo il Rischiatutto, le clic-clac, i fotoromanzi Lancio, il Piper (gelato), i miniassegni, le Superga bianche, il Geloso, il Purity auto (!), Toni Astarita, tra tutte, proprio 'sto fetente d'alberello doveva arrivare?
E quando guido la macchina di mia sorella mi piglia male.
p.s. ovviamente i Francesi, e cmq anche la loro difesa è d'ufficio, non c'entrano un emerito coll'invenzione del signor Little Tree, che è born in USA.
22 maggio 2012
Il sorpasso
Ve li ricordate Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant nel film di Risi?
Non dite di no che non sta bene, fate finta, semmai, abbozzate un'espressione d'apprezzamento e qualora non l'aveste davvero mai visto è meglio che non si sappia in giro.
"Chi è 'sta cicciona?"
"Mia mamma".
"Ah, perbacco, bella donna!"
Inarrivabile Gassman.
Anche Alessandro Gassman ha effettuato un sorpasso, nello specifico ha superato il sottoscritto nelle preferenze di dolcemetà, ma tanto lui chissà dov'è, e qua ci sto io a tenere salda la posizione.
Ma in realtà, il titolo e tutta 'sta manfrina, sono solo per segnalare lo storico sorpasso della Dieta Dukan ai danni delle figurine Panini tra tutte le bischerate di cui ho scritto sulla Linea.
D'altra parte il campionato è finito, la raccolta dei calciatori più o meno quasi, mentre la prova costume incombe, quindi, niente di così sorprendente.
Ma un po' mi spiace, ecco, anche se ho pensato di rendere onore a Dukan, nuovo primatista, offrendovi un Piccolo momento di trascurabile felicità con la lettura di questo pezzo in merito.
Non dite di no che non sta bene, fate finta, semmai, abbozzate un'espressione d'apprezzamento e qualora non l'aveste davvero mai visto è meglio che non si sappia in giro.
"Chi è 'sta cicciona?"
"Mia mamma".
"Ah, perbacco, bella donna!"
Inarrivabile Gassman.
Anche Alessandro Gassman ha effettuato un sorpasso, nello specifico ha superato il sottoscritto nelle preferenze di dolcemetà, ma tanto lui chissà dov'è, e qua ci sto io a tenere salda la posizione.
Ma in realtà, il titolo e tutta 'sta manfrina, sono solo per segnalare lo storico sorpasso della Dieta Dukan ai danni delle figurine Panini tra tutte le bischerate di cui ho scritto sulla Linea.
D'altra parte il campionato è finito, la raccolta dei calciatori più o meno quasi, mentre la prova costume incombe, quindi, niente di così sorprendente.
Ma un po' mi spiace, ecco, anche se ho pensato di rendere onore a Dukan, nuovo primatista, offrendovi un Piccolo momento di trascurabile felicità con la lettura di questo pezzo in merito.
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