Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post

20 maggio 2019

Pregare dio, o chi per lui

Non prego più, nessun dio.
E dire che ho pregato tanto, per me, per i miei cari, per tutti i miei affetti.
L'unica volta che ha funzionato davvero è stato quando la Madonna, o chi per lei, una cinquantina d'anni fa mi fece ritrovare la checca, la mia adorata gallina mugellese che era sparita da tre/quattro giorni.
Un vero miracolo.
Poi la checca se la pigliò in prestito mio zio che le diede l'opportunità di diventare mamma anche se, sul più bello, una volpe mise fine alla checca e alla sua prole pulcinesca.
Ho pregato tanto anche per non bocciare a scuola o per non farmi interrogare in certi giorni.
Ho pregato per far innamorare di me certe bambine.
Ho pregato perché i miei genitori restassero insieme.
Ho pregato per non perdere la fede, anche se in questo caso si genera una sorta di circolo vizioso che temo invalidi l'esito.
Ho pregato in chiesa e a letto.
Ho pregato anche solo per mantenere una routine tranquillizzante.
Adesso non prego più, dicevo, ma non sono sicuro che dovrei festeggiare come se avessi smesso di fumare.
Però pregare mi aiuta, questo devo riconoscerlo, quando non puoi fare nulla, quando non sei più l'artefice del tuo destino o di qualunque altra faccenda, quando ragionare non basta più, ecco che rispunta fuori da qualche recesso una preghiera anche fatta solo di pensieri e di brevi lampi da lanciare, come razzi da una zattera in mezzo all'oceano.
Che ne so, magari qualcuno li vede.

19 aprile 2019

La preghiera della settimana santa



In onore della mia mamma che ci ha messo tanto impegno per farmela imparare a memoria, voglio ricordare questa cosa perché, bene o male, ogni anno mi viene in mente e me la ripasso.
Ultimo e notevole risvolto il fatto che non ci sia nell'internet, da nessuna parte, in nessun anfratto.
Adesso potete trovarla qui, direttamente dai miei sensi di colpa degli anni settanta.
Pensateci a come venivano tirati su certi bambini.
Trattasi di un dialogo tra la Madonna e Gesù, come potete agilmente desumere.

Dilettissimo mio caro Figliolo dove sarete il Lunedì Santo?
Beatissima Vergine e Creatissima Madre il Lunedì Santo sarò preso e legato.

Dilettissimo mio caro Figliolo dove sarete il Martedì Santo?
Beatissima Vergine e Creatissima Madre il Martedì Santo sarò martirizzato.

Dilettissimo mio caro Figliolo dove sarete il Mercoledì Santo?
Beatissima Vergine e Creatissima Madre il Mercoledì Santo sarò venduto per trentatré denari falsi.

Dilettissimo mio caro Figliolo dove sarete il Giovedì Santo?
Beatissima Vergine e Creatissima Madre il Giovedì Santo sarò condotto al macello come un agnellino perfetto.

Dilettissimo mio caro Figliolo dove sarete il Venerdì Santo?
Beatissima Vergine e Creatissima Madre il Venerdì Santo sarò nel Santo sepolcro.

Dilettissimo mio caro Figliolo dove sarete il Sabato Santo?
Beatissima Vergine e Creatissima Madre il Sabato Santo lieviterò come un formento su quella terrolina fresca.

Dilettissimo mio caro Figliolo dove sarete il giorno di Pasqua?
Beatissima Vergine e Creatissima Madre il giorno di Pasqua risusciterò al cielo, diventerò padrone di tutto il mondo e se ci fossero cristiani e cristiani che avessero detto questa preghierina tre volte al giorno nella settimana Santa, gli vorrei perdonar più peccati che non c'è fili d'erba su pei prati, chicchi di rena giù nel mare e tre grazie a suo piacere.

_____________________________________________________
Dai, confortatemi, ditemi che qualcuno di voi la conosce... o sua madre, o sua nonna, non lasciatemi solo in quest'abisso.

10 gennaio 2019

Essere Gesù oggi

In fondo cosa sono duemila anni nella storia dell'uomo passata e futura? Un intervallo di tempo trascurabile.
Ergo Gesù poteva sì (scegliere di) nascere, com'è stato, nell'anno 753 ab Urbe condita o, se preferite, nell'anno zero, ma è un caso.
Poteva benissimo scendere sulla terra nel 2000, magari sempre a Natale.
Nonostante i due millenni di differenza non avrebbe nemmeno dovuto cambiare mestiere, falegnami e predicatori ce ne sono ancora un bel po' in giro.
Magari faceva pure l'artigiano della qualità.
E poi poteva nascere in Italia - non c'è il Papa in definitiva? - che ne so, invece che in Palestina a Palestrina, vatti a fidare del T9!
Ve l'immaginate alle prese con whatsapp?
- Ecco qua, gruppo creato, i dodici, ora ci metto una bella immagine di un'apericena, magari l'ultima e poi è fatta. Giuda ha abbandonato il gruppo, boia di già?
Oppure alla falegnameria... Senti ragazzo non ti possiamo pagare più in contanti ti devi aprire un conto corrente. Sai ganzo il conto corrente di Gesù a zero spese, in fondo l'è un po' il tipo da conto arancio.
E l'agenzia delle entrate? Mica si riguardano quelli, un codice fiscale glielo affibbiano di sicuro: DNZGSE00T25G274S.
E avrebbe un'auto o magari una moto, io lo vedrei bene su una Renault 4 o su un Cagiva mentre arringa le folle in derapata. Ma forse anche scarrozzato su un NCC dai vetri oscurati.
E che miracoli potrebbe fare per far aprire quattro nuovi blog/vangelo?
Potrebbe trasformare l'acqua in spritz, rendere stabile windows, saltare la file per comprare il nuovo iPhone o trovare parcheggio a Roma.
State certi che il Ministro dell'Interno lo metterà dentro per vagabondaggio, ve lo vedete che chiede al popolo se vuole liberare Gesù o Amanda Knox?
Quella è già fuori, gli urleranno.
Vabbè allora teniamo dentro lui... la storia non si stanca mai di ripetersi.

23 gennaio 2018

La brum del Papa ha un psss nella mmm


Non lo so, mi ha fatto un po' sorridere, intendo il fatto che il Papa abbia bucato.
In altri tempi non sarebbe successo, per definizione.
Il Vaticano si sta rammollendo.
Poteva pure succedere che la brum del Papa forasse, certo, ma quant'è vero iddio non l'avremmo saputo mai.
È un segno di debolezza, suvvia, per tutta la baracca.
Dove stanno i santinquisitori spagnoli, e i censori del terzo millennio? Non ce l'avranno una carta dogma da buttare lì, assieme a santissimetrinità a generatinoncreati e a resurrezioni dai morti?
Io credo a tutto, ci mancherebbe, basta che poi non mi fai vedere che il Papa buca una gomma, ecco.

11 gennaio 2018

Il morbo di quel tedesco là


Negli interstizi dei miei deliri, quando guardo mia mamma, mi capita di pensare a cosa possa aver scatenato il morbo.
Certo, l'Alzheimeir vien così, se te lo becchi te lo tieni, fine.
Epperò chissà magari ci potrebbe essere una relazione con un comportamento tenuto in vita che ne agevola l'insorgere.
E allora penso alle cose di cui mia mamma può avere abusato che, essenzialmente, sono due: i fritti e la chiesa.
Con questo non voglio dire nulla eh... né sfidare i guru della medicina e della ricerca.
Voglio solo dire fritti e chiesachiesa e fritti, poi fate voi.
Ci sta che uno due faccia male, forse anche tutti e due.

p.s. questo post non costituisce materiale medico ufficiale, in caso di sintomi persistenti consultare un medico, sempre che vi ricordiate.

2 febbraio 2017

Ma te ci credi in Dio?

Io ci credo in Dio, ma non nell’occhione dentro al triangolo o nel vecchietto barbuto. Non credo al Dio dello Ior o a quello della CEI né al dio dell’atto di dolore. Credo al Dio di don Fabio Masi.
Credo nel Dio che sta nelle cose del mondo.
Dio è il sorriso di una ragazza all’uscita di scuola.
Dio è la parola di un amico e il respiro di un figlio che dorme.
Dio è un campo di fragole, è il primo anemone che spunta a febbraio.
Dio è una vecchia fotografia e le parole di una lettera ingiallita.
Dio è il fiatone di una corsa e una coperta di pile una sera d’inverno.
Dio è tua moglie ed è la tua amante.
Dio è il tuo cane e le rose del tuo giardino.
Dio è un viaggio alla fine del mondo come anche la partita guardata dal divano.
Dio è lo scorrere delle pagine di un libro, è dentro un pezzo di legno che arde nel camino.
Dio è una ciocca di capelli dentro a un cassettone.

22 dicembre 2016

Per fare un albero

Ormai il cimitero è un luogo desueto e frequentato per lo più da anziani che vanno a vedere che aria tira.
No, occorre cominciare a pensare alla morte in termini più vivi, senza farsi intimorire dalla contraddizione in termini.
Nessuno dei nostri figli verrà a trovarci al cimitero, diciamolo, e non siamo manco quelle rockstar suicide che attirano visitatori da tutto il mondo, ergo meglio cambiare strategia.
Ogni idea è buona se ci distoglie dal nulla eterno e ci infonde nuova speranza.
In questo senso va bene Gesù, o il lampionismo, ma - perché no? - va benissimo anche reinvegetarsi in un albero.
E non è nemmeno caro, 145$.
Ecco qua, accattatevi un'urna bio per le vostre ceneri, ça va sans dire fatevi cremare e scegliete un beneamato albero in cui volete tornare a vivere, per quanto dovrete cambiare un po' le vostre abitudini, basta cinema, basta il calcetto del giovedì e basta pure le domeniche pomeriggio all'Ikea (comunque morire ha i suoi pannelli lati positivi).
Buttate le fronde al cielo, vantatevi degli anelli che vanno a incrementare il vostro girovita e magari fatevi pisciare dai cani. Vedrete, vi piacerà.

Il problema è quale albero. Quale albero vorreste diventare?
Tante volte nella vita ci chiedono gli animali preferiti (cavallo e rondine), quelli in cui vorremmo incarnarci, ma mai ci prospettano una vista vegetale della tematica.

Un leccio secolare? Un ulivo? O un ginkgo biloba?
Magari ci penso un attimo.

16 dicembre 2016

Mannequin challenge a Marassi

(Milic -in bianco- in una perfetta mannequin marcatura)

Cos'altro deve fare un cristiano?
Cose d'ieri:
  • Mi hanno fregato il casco, questo casco;
  • E le moffole che stavano dentro;
  • Ho trascorso ore dalla mamma in sostituzione badante, e non è tutta quella passeggiata;
  • Sono stato pure dal dentista a farmi trapanare!!!
  • E ho ripulito i pozzetti delle acque chiare (si fa per dire) con una pompa e una bacinella, una roba che chi non l'ha fatta non la può manco immaginare;
  • Non ho toccato una donna che fosse una;
  • Niente fumo, niente alcol e niente rock&roll.

E tutto questo per cosa?
Quali altri sacrifici avrei dovuto fare per garantire una vittoria, o un pareggino, alla mia squadra del cuore?
Il dio del calcio non c'è dai, anche se si sapeva.


9 novembre 2015

SA-LU-TA-TE-LA-CA-PO-LI-STA

Domani viene il Papa a Firenze.
Viene allo stadio a dire messa e viene anche a salutare la capolista, bene.
Firenze è in fermento.
La città prepapale è punteggiata da pile di transenne color pontificio atte a mettere in sicurezza le scorribande della papamobile e pronte ad essere dispiegate lungo il percorso.
Domani viene il Papa e la mobilità ne risentirà, sembra di essere tornati ai tempi dei mondiali di ciclismo quando per Nibali & Co si mobilitò l'intera popolazione.
Pure l'asfalto nuovo per i corridori, per il papa no, solo le transenne, però personalizzate.
Domani viene il Papa e mi dispiace un po' che mia mamma non possa andare a vederlo, lei che di papi è un'intenditrice mica da ridere, lei che di papi c'ha una cassapanca piena di ritagli di giornale.
Domani viene il Papa e non so bene nemmeno come fare per arrivare in ufficio, magari farò l'ultimo tratto a piedi, lungo l'Arno, non sarà una brutta cosa.
Domani viene il Papa e speriamo anche il Persichetti.

15 ottobre 2015

La vita di pin

Ogni tanto metto dei pin alla mia vita, dei quali puntualmente mi scordo, ma che ho la ferma speranza un giorno possano essere recuperati ed esaminati al mio cospetto.
Quindi mi aspetto che - da morto, ché prima mi sa è difficile - dio, o chi per lui, mi riceva davanti a un banchino, una sorta di postazione, e che, con non so quale artefizio mediatico, mi faccia rivedere/riascoltare e mi spieghi i passaggi della mia esistenza che mi ero appuntato.
Faccio un esempio, quel fiorellino sotto la tazza della colazione alla Pensione Miraggio di Rimini... chi ce l'ha messo? Non lo saprò in questa vita, ma dopo ci conto.
E quel cellulare, prima della cresima di figlio uno, ma chi l'aveva poi rubato?
E quella volta in campeggio, chi mi scambiò il sale con lo zucchero, o fu davvero solo colpa mia?
E con queste, altre mille curiosità irrisolte, ma proprio anche piccole e dimenticabili in vita, altrimenti a cosa servirebbero i pin mentali che metto?
Quando mi capita, basta un pensiero e dio, o chi per lui sta al banco dei pin, già sa quello che deve fare.
Anche dolcemetà c'ha una bella curiosità da soddisfare, ma siccome lei non l'ha aperto il canale preferenziale del pin, me la sono appuntata io per lei, lei che vorrebbe avere tutte le foto in cui è entrata per caso.
Dai, capo, ce la possiamo fare.

20 dicembre 2014

Dal Vangelo secondo Hombre (epilogo)

(Segue dal Vangelo secondo Hombre - 1 2 3 4)


Da Caifa

A rapporto dal capo del sinedrio un gruppo di scherani ascolta con attenzione le parole che Caifa sta sussurrando.
- Il posto è da Gennaro, si trovano lì, sono tredici, son tutti un po’ mezzi hippy, non potete sbagliare. Capelli lunghi e barba sono il loro marchio di fabbrica, e poi fasce in testa e tonacone fino ai piedi… e cantano, cantano come pazzi. Davvero li riconoscerete subito.
- Sì, il gruppo s’è capito, ma questo Gesù, lui come si fa a beccarlo?
- E qui viene il bello… a un certo punto della cena, sul finire, diciamo tra il caffè e l’ammazzacaffè, ci sarà uno di questi con la barba e i capelloni che bacerà un altro sempre con barba e capelloni. Quello che viene baciato! Quello è il nostro uomo. Mi raccomando a voi.

L'ultima cernia

- Salve ragazzi, io sono Ismaele. Stasera sono il vostro cameriere. Da bere che vi porto?
- Ci porti un barile d'acqua, grazie.
- Niente vino?
- Ismaele, portaci l'acqua, al vino ci penso io!
- D'accordo, acqua. E da mangiare?
- Che ci consigli?
- Dunque... stasera abbiamo la coda di rospo in salsa brandy, il branzino alla brace, le alicine in salamoia, gamberi e totani in guazzetto, baccalà alla livornese, aringhe marinate, muggini allo spiedo, razza al maraschino, orate in salsa champignon, anguille di comacchio bollite, aragosta al laim dei caraibi, cappesante alla viareggina, impepata di cozze, fagottini salmone e fichi, pescespada ai germogli di mais e poi, credo mi sia rimasta una cernia.
- Una sola?
- Eh sì. Una sola…
- L'ultima cernia?
- L'ultima!
- Ecco, allora portaci quella.
- Ma ne ho una sola...
- Portaci quella, dai retta a me...
Un paio d'ore, diversi boccali e decine di cernie dopo.
- E noi je dimo e noi je famo, c'hai messo l'acqua e nun te pagàmo!
- Zitti, zitti ragazzi. Un momento di attenzione per favore. Allora come vi accennavo l’altro giorno, si sta per partire con il Cristian-esimo. Sarete voi che dovrete divulgare al mondo i miei insegnamenti, e siccome tra stanotte, domani e dopodomani è probabile che io sia un po' preso, parecchio preso, vorrei farvi qualche domandina adesso per vedere se siete preparati.
- E noi je dimo e noi je fa...
Il silenzio cala come una mannaia tra i dodici non appena Gesù estrae il registro. Poi l’apre e comincia a puntare i nomi dei suoi discepoli scorrendoli con il dito…
- Dunque, dunque…
L’indice fa su e giù, sfiora la carta sprigionando un brivido ghiaccio che va a percorrere la schiena ora di quello, ora di quell’altro…
- Signore, scusa, vorrei giustificarmi…
- E perché mai Filippo?
- No, è che ieri, insomma, il mi’ babbo e la mi’ mamma mi hanno portato all’Ikea, ma io gliel’ho detto che c’avevo da studiare, ma loro nulla, dice che non mi volevano lasciare a casa da solo e così ecco, insomma siamo tornati di molto tardi, ero stanco, s’era camminato un monte…
- Vabbè, vabbè, allora sentiamo Andrea... che era insufficiente anche nel primo quadrimestre. Andrea, per cosa è famoso Giuseppe d'Arimatea?
- Giuseppe, Giuseppe... è facile dai, è il tuo babbo, no?
- Vabbè Andrea, con te ci si rivede a settembre... d'altra parte se non vuoi studiare... sentiamo Bartolomeo... quanto tempo sono stato nel deserto e chi ho visto laggiù?
- Facile, questa la so! Sei stato 40 giorni e 40 notti. Però che hai visto? Nel deserto… avrai visto passare la Parigi-Dakar.
- Mah, così e così Bartolomeo, sei sempre fra il cinque e il sei, comunque se continui così ti do il debito. Ma sentiamo Giacomo... se tu fossi sulla torre con Simone di Cirene, Caifa e Giovanni Battista, chi butteresti giù dalla torre?
- Caifa!
- Bene Giacomo, sei sempre il migliore: settepiù!
- E ora, per finire, una domandina sugli eventi futuri di questa Chiesa che si va a fondare, e chi mi risponde a questa passa alla storia davvero. Dunque, ci sarà Pietro, ci saranno i Papi, i Vescovi, i preti e tutta la combriccola... bene, si vuole sapere come si chiama il copricapo alto con due punte che sarà portato dai vescovi?
- Borsalino?
- No.
- Tuba?
- Macché!
- Bombetta?
- No.
- Turbante?
- Nemmeno per idea.
- Papalina?
- Non ci siamo ancora.
- Ma Gesù... questa è troppo difficile, non la indovineremo mai!
- In verità, in verità vi dico: uno di voi… "mitra" dirà!
- Mitra!
- E bravo Giuda! Vieni qua che ti do un bacio.
Smack!
Proprio in quell’istante, dal buio, saltano fuori i sicari assoldati da Caifa e tra le grida di tutti, con grande fracasso, si prendono Giuda e se lo portano via.
Tutto il resto è storia.

Dal Vangelo secondo Hombre (4)

(Segue dal Vangelo secondo Hombre - 1 2 3)

Degli eventi di mercoledì


Squilla il telefono in un ristorantino della città vecchia:
- Da Gennaro Pescefresco, sì…
- Pronto, buongiorno.
- Buongiorno, mi dica.
- Volevo prenotare un tavolo per domani sera, verso le nove.
- Alle nove... alle nove... vediamo, quanti siete?
- Saremmo tredici, ma che porta male?
- No no. Per lo meno... ancora no. Senta mi è rimasto soltanto un tavolo libero, guardi è quello di Gesù.
- Per l'appunto!
- Già, dopo questo non ce n'è più! Mi dica... il suo cognome?
- Di Nazareth, con l'acca in fondo. Mi raccomando, è una cena un po' particolare, dovrebbe essere l'ultima che offro a questi miei amici, se ci fosse un posticino tranquillo, una saletta riservata...
- D'accordo, ci penso io. Mister Di Nazareth-ore ventuno-tredici persone. Cercate di arrivare precisi perché se alle nove, nove e dieci non vi vedo, son costretto a dare via il tavolo. A domani capo.
Gennaro riaggancia e si rivolge al suo cameriere Ismaele:
- Isma... lascia il cenacolo per domani sera, sono in tredici. Dev'essere una partenza militare o un addio al celibato, può essere pure che facciano un po' di casino.

- Pronto?
- Simone detto Pietro?
- Dai Giovanni, non pigliare per i fondelli che ti ho riconosciuto. Che c'è di caldo?
- E' per domani... è confermato si va a cena. Ha prenotato Gesù, da Gennaro!
- E ti pareva che non ci portasse a mangiare il pesce. Con questa storia delle moltiplicazioni che risparmia sul prezzo sempre pesce ci tocca. Ne mangiavo meno prima quand'ero pescatore davvero, ma mica di uomini. E poi scusa, visto che era pesce, non si poteva fare venerdì che il giorno dopo si dormiva?
- No, dice che venerdì è vigilia, non si mangia.
- Vigilia? O perché?
- Che ne so? E comunque era impegnato. Da' retta... non lo vorrai mica mettere in croce per questo?
- No, ci mancherebbe altro! Allora sabato?
- Niente da fare. Sabato voleva riposare in pace e pure domenica non poteva che doveva uscire presto, aveva fissato con suo padre.
- Con Giuseppe alla falegnameria di domenica mattina? Di Pasqua? Mah...
- In ogni modo l'unico giorno libero che aveva era giovedì.
- Ma il giovedì io mi devo lavare i piedi!
- Eh, pure io me li lavo il giovedì, ho cercato di farglielo capire ma ha detto che non importava, si poteva andare con i piedi sporchi che ci pensava lui. Comunque, ascolta, chiami qualcuno anche tu?
- Va bene, ma uno dei dodici Tommaso detto Didimo lo avvisi tu che da quando per scherzo il primo aprile lo mandai sul lago di Tiberiade a vedere l'America's Cup non crede più a nulla.
- Sì dai, Tommaso lo chiamo io, ma tu telefoni a Giuda che non riesco mai a rintracciarlo.
- Per forza, è sempre in giro! E' diventato rappresentante esclusivo della Perugina per la Galilea, la Cananea, la Giudea e la striscia di Gaza. Insomma vende i baci... comunque ha comprato il cellulare, lo chiamo io su quello, vai.
- Che cellulare ha preso?
- Ha comprato il compatto da 75 grammi con due pile al litio 300 ore in standby ricaricabili in 2 minuti anche con la dinamo della bicicletta: il GeruSaleM.
- Cavoli! Quello da 29 denari e 99?
- Proprio quello!

- Ismaele, hai finito di apparecchiare il cenacolo?
- Fatto! Guarda che bellezza, Genna'.
- Ma perché hai messo i coperti tutti di là?
- Ha telefonato un certo Giacomo, uno dei dodici...
- Ma non sono tredici...?
- Sì ma sono anche dodici, che ti devo dire... pare venga un tizio con la Polaroid e non gli volevano dare le spalle.

E di quelli di giovedì

Gesù e Giovanni vanno verso il ristorante.
- Allora Giovanni, come viene questa mia biografia?
- Bene, mio Signore.
- Secondo te si venderà?
- Secondo me, si venderà eccome. Tuttavia, se posso... avrei un suggerimento per il titolo e la distribuzione.
- Dimmi, dimmi ti ascolto.
- Ecco, a mio modesto avviso, uscire come "IO PROPRIO IO" sull'Intrepido non è che renda giustizia al valore dell'opera e alla statura del personaggio.
- Come no?! Ma sull’Intrepido c'è anche Billy Bis.
- Per carità di Dio. Niente da eccepire su Billy Bis e nemmeno su Gegia Miranda, ma ecco, tuttavia... cercherei di proporre un'edizione più carina, e più di pregio. È pur sempre la biografia del Figlio del Padre! E poi, devo confessartelo, ne ho parlato anche con Maria.
- Eh, la Madonna!
- Già... anche lei preme per un titolo tipo "Il figliol prodigo e altre storie", o qualcosa di più cinematografico come "Lazzaro che visse due volte". E poi, diciamocelo, tua mamma sarebbe per appoggiarsi a qualche editore un po' più addentro alla materia. Magari le Edizioni Paoline...
- No no, per l'amor di Dio, a quei bigottoni no davvero! Vabbè, comunque troviamo una via di mezzo. Usciamo nei Miti Mondadori a cinque e nove e non se ne parla più.
- Ora mi sa che costano sei e nove.
- Quel che è. Per dire che il libro deve essere alla portata di tutte le tasche. Voglio che ce l'abbiano tutti. Dev'essere il vangelo delle generazioni future...
- Ecco... "Vangelo" allora potrebbe andare. Come titolo, che ne dici mio Signore?
- Il Vangelo? Ma ne hanno già scritti tre! Così non si rischia che mi prendano per Rambo o per Rocky?
- Beh... butta via!
- Uhm... forse hai ragione, sai? Vada per "IL VANGELO", così faccio contenta anche la mamma.

18 dicembre 2014

Dal Vangelo secondo Hombre (3)

(Segue dal Vangelo secondo Hombre - 1 e 2)

Gesù presenta la sua idea vincente avvalendosi di 10 slide (7-10)

- Per la scelta del Core Business e quindi dell’attività che caratterizzerà il nostro progetto vincente abbiamo dato qualche mese fa il mandato ad un gruppo di lavoro di una società esterna molto affidabile: Le 3 Marie. Abbiamo fornito loro le opzioni di massima che vedete riepilogate nella slide e giusto qualche giorno fa ci hanno fornito la risposta. Ha vinto l’Anima, di un’incollatura sulla Fede che, comunque, vedrete sarà tenuta in grande considerazione. Più staccati invece i santini e le parabole. Qui si andava su progetti un po’ troppo commerciali con la Panini da una parte che spingeva per questa raccolta di figurine di tutti i santi, poi il top 12, gli scudetti di raso con le province della Giudea… avevano anche un grande slogan “Non di solo Panini vive l’uomo”, ma non ce la siamo sentita. Idem poi per Sky che giocava sul doppio senso della parola parabola per piazzare un padellone in ogni terrazza esposta a sud. Alla fine però il core-business del Cristian-esimo sarà l’anima anche se dovremmo lavorarci un po’ su questo concetto. L’anima resta pur sempre qualcosa di astratto, di intangibile non sarà facile far capire che ha un valore e che è immortale. E’ in lavorazione anche un inno musicale sul quale si punta forte. Un certo Apicella, un compaesano di Gennaro quello che ha il ristorantino di pesce nella città vecchia, ci ha proposto una sua canzone, in dialetto napoletano, dal titolo Anema e Core Business. Stiamo valutando, il jingle in effetti è di quelli che ti entrano in testa. Un’ultima cosa che Le 3 Marie SpA ci hanno suggerito, ma qui c’è da pagare perché l’idea è loro, è quella di festeggiare poi nei secoli a venire una ricorrenza forte, che potrebbe essere la mia nascita, con l’abbinamento di un bell’articolo mangereccio, tipo un panettone ecco. Tanto si sa, va bene le religione e tutto quanto, ma se c’è pure da far andare la ganascia è meglio.
- I dogmi, che dire sui dogmi? Come leggete dalla definizione, che tra l’altro ho ripreso pari pari da wikipedia, il dogma non si può mettere in dubbio e questo ci dà un grosso vantaggio. È un istituto un po’ nuovo, anche delicato, si rischia di bruciarci se non lo si spiega bene. In pratica per i casi in cui ci servirà forgiare un pensiero o fissare un concetto, ma non avremo argomenti materiali, tangibili e reali per poterlo avvalorare ci giocheremo questo jolly, un po’ come il Belgio a Giochi senza Frontiere. Il dogma insomma non si potrà discuterlo lo si dovrà solo accettare e non ci saranno illuministi, marxisti o comunisti fancazzisti con le loro teorie ragionate che possano smontare il castello. Per comodità vi riepilogo i 3 dogmi fondamentali che saranno alla base di tutto l’ambaradan: la Santissima Trinità – l’immortalità dell’anima e di questi ne abbiamo già ampiamente discusso in precedenza. E poi uno nuovo che, ci potete scommettere, risolverà più di una diatriba futura: rigore è quando arbitro fischia.
- Con questa diapositiva volevamo focalizzare dei concetti peraltro già enunciati in precedenza. Per la diffusione e il mantenimento saranno necessari tutta una serie di personaggi che in qualche modo sminestreranno la pappardella, anche se noi è bene che programmiamo di dar loro qualche privilegio, non lo faranno certo per vocazione o altro. Intanto faremo sì che i preti siano famosi in tutto il mondo, insomma che siano “celebri”, così saranno contenti.
- Scusa Signore, ma sulla slide c’è scritto “celibi”
- Ohibò, davvero! “Celibi” c’è scritto, mannaggia scusate… sarà stato il correttore automatico! Ricordiamoci di modificarlo eh, Lazzaro, sennò succede un casino. Celibi… ah, ma t’immagini? Pazzesco!1!!11!!1!
- Quindi dicevamo preti, sì ma con loro e basta si va poco lontano, ci serviranno frati, suore, tutta una serie di prelati e compagnia cantando, ma non ci dimentichiamo di catechisti, diaconi, sacrestani, e poi non potremo fare a meno – e sapete quanto mi costa dirlo! – di ex diccì, ciellini, meeting di Rimini, e nemmeno dei Papa boys. Sarà quindi con l’impegno e con il lavoro duro che riusciremo a trasmettere le nostre idee e a coltivarle affinché possano sbocciare in ogni angolo di mondo creato. Impegno e lavoro duro, d’altra parte non è che possiamo fare i miracoli. Un altro accorgimento fondamentale affinché il giochino funzioni sarà preservare i nostri ragazzi, preti et similia, dal troppo lavorare: dobbiamo dar loro potere così che possano ordinare agli altri le cose da fare e al tempo stesso evitare di far durare troppa fatica a loro. Quindi, per tutte le mansioni in qualche modo impegnative e faticose, si potranno rivolgere ai laici comandando “Fai qui!”, “Fai là”, “Fai sotto” e “Fai sopra”. Questo sistema di cose lo chiameremo il “Fai club” e come tutti i club che si rispettino avrà le sue dannate regole. Prima regola del Fai Club: non parlate mai del Fai Club. Seconda regola del Fai Club: non dovete parlare mai del Fai Club.

Questa roba invece, la messa, sarà la celebrazione per eccellenza del nostro beneamato Cristian-esimo, quella che ci permetterà di rinfrescare periodicamente a tutti la memoria, e si pensava di farla la domenica mattina…
- Come domenica mattina? Ma questa cosa ci rovina il weekend…
- Io vado a pescare…
- Ma è l’unico giorno che si può dormire…
- C’è lo sci in televisione…
- Il mercato a Porta Portese…
Gesù riflette in fretta e poi decide.
- D’accordo, d’accordo ho capito. La domenica mattina non va bene. Sì m’era venuto il dubbio anche a me, in effetti. Nessun problema, la spostiamo. Quando la si mette? A metà settimana? Va bene a tutti? Allora si fa mercoledì alle 5 di pomeriggio vai. Lazzaro, allora anche questa è da modificare, ricordiamocelo eh…
- Allora, nello specifico, questa messa: Chi? Più gente possibile, è logico. Quando? Questo s’è definito, resta semmai da capire cosa fare per le feste comandate. Cosa? Ecco su questo punto c’è un altro gruppo di lavoro del quale fa parte Giacomo che sta studiando esattamente come strutturare la celebrazione. Comunque qualche anticipazione ve la posso dare io… aspettate che prendo gli appunti… Dunque intanto si va in chiesa, poi segno della croce, un paio di preghiere, litanie a gogò, letture di vecchi brani incomprensibili di profeti intervallati da episodi anche della vostra vita, i vostri atti insomma. Un bel brano dalle mie biografie ufficiali, a cui seguirà un commento da parte dell’officiante perché un po’ di libertà bisogna pur dargliela. E poi ancora “Credo in un solo Dio”, “Ascoltaci o Signore” e via discorrendo passando per “Scambiamoci un segno di pace” per arrivare alla “Messa è finita andate in pace!”, e comunque trovate i dettagli nelle slide di backup allegate. Ah, e ricordiamoci di passare a chiedere un’offerta ad ogni messa, non perdiamo di vista il cash flow, gli investitori ci guardano.
- Ma con quale scusa, Signore?
- Che ne so, non è importante, qualcosa c’inventeremo: il tetto da rifare, i missionari, l’intonaco della sacrestia, le divise nuove dei chierichetti, il campino dell’oratorio, la lebbra o la malaria.
- Sì però questa messa… sai che palle!
- Oh, oh chi è stato oh, ragazzi… - fa Giovanni.
Ma Gesù: - No, no ha ragione invece. Allora sai che si fa? Così in effetti può apparire noiosa. Ci si mette un po’ di musica, vedrai con quella si acchiappa un bel po’ di pecorelle. Organi in tutte le chiese, allora, cori e canti, quattro o cinque per messa, in più quando s’arriva e quando si va via… E poi, Lazzaro, aggiungi anche questo che non c'è scritto: la messa non può durare più di mezz’ora!
- Sì, con le canzoni in effetti… si può mettere anche il televoto?
- Boh, quello vediamo dai… comunque con questa si è finito, avete visto siamo in perfetto orario. Mi faccio vivo in settimana, per quella cena di lavoro. E studiate, mi raccomando che v'interrogo.
L’assemblea si scioglie, la carne al fuoco è tanta. Gli apostoli commentano sottovoce intanto che s’allontanano.
E poi, nel silenzio della sala riunioni ormai deserta, si sente solo l’imprecazione di Lazzaro:
- Orcazzozza non ho salvato!

17 dicembre 2014

Dal Vangelo secondo Hombre (2)


Gesù presenta la sua idea vincente avvalendosi di 10 slide (4-6)

- In questa slide sono riepilogate le fasi attraverso le quali il progetto verrà realizzato nella sua interezza. Leggiamo insieme: bisnesplan, startàp, rollaut, treining eccetera, bencmarching e inglisc lessons… uhm. Magari però Lazzaro, mettiamo le English Lessons all’inizio che dici?
- Yes Teacher…
Intanto qualche mugugno serpeggia in platea.
- Ma Gesù, tutti questi termini inglesi… non ci tacceranno di esterofilia?
- In effetti si è riflettuto a lungo su questa scelta, ma il cammino era tracciato. In verità, in verità vi dico, se vogliamo essere competitivi in campo internazionale non possiamo barricarci dietro a quella specie di bronchite cronica che è l’aramaico. Non vorremmo deludere gli azionisti, gli investitor relators, gli stakeholder e tantomeno gli Harlem Globetrotters.


- Sulla divulgazione mi raccomando, voi siete i prescelti, studiate bene tutto il programma.
- Quello di quest’anno?
- No, vi interrogherò sul programma di tutto il trentennio… e preparatevi perché gli esami sono alle porte. Capillarizzazione del credo… qui si intende che dobbiamo raggiungere proprio tutti, cercheremo di radicarci sul territorio sia proprio da un punto di vista delle strutture e qui vedo chiese, conventi, scuole private; che dal punto di vista del pensiero e qui vedo libri e testi sacri in genere da scrivere, da far leggere, da diffondere. Occhio però con le fotocopie non autorizzate, non ci facciamo fregare dai particolari. Per quanto riguarda i tre punti successivi e quindi autofinanziamento, efficientamento dell’organizzazione e scelta del personale prego Lazzaro di mostrarci la slide successiva che spiega con un semplice schema quella che sarà la nostra organizzazione di partenza, e che porterà voi in, quattro e quattr’otto, a dirigere tutta la baracca.


- Eccoci dunque alla scelta del management, dei collaboratori e quindi allo sviluppo carriera. Io già da oggi farò un passo indietro, c’è bisogno di dare un segnale forte. Sarà Pietro in veste di Amministratore Delegato a scegliere i suoi primi collaboratori, proprio tra voi. Ma poi sarete voi a dovervi muovere per portare affiliazioni alla causa.
- Ma come Maestro?
- Come vedete dal flow chart proiettato sarà molto semplice per voi occupare posti ai vertici dell’organizzazione che sarà di tipo Aereo. E questa è la parte più semplice… immaginiamo che voi cacciate di tasca 10 denari per diventare i passeggeri di un aereo, ecco che ognuno di voi, portando altri due passeggeri da 10 denari ciascuno, diventerà steward e quando anche i passeggeri portati da voi ne porteranno altri due ciascuno voi diventerete copiloti e poi ancora sarete piloti e finalmente volerete e vi prenderete pure 80 denari. In men che non si dica la Chiesa accumulerà un patrimonio notevole e il Cristan-esimo si espanderà a macchia d’olio in tutto il mondo conosciuto.
- Ma all’aspetto fiscale, Signore, ci avete pensato? Con tutti questi soldi…
- Bella domanda Tommaso! Non ci crederai, ma per questo ci siamo appoggiati a uno studio esterno, di un certo Paolo che ha la sede a Damasco. Ufficialmente lavorerebbe per Roma, ma di fatto si è messo in proprio e dà una mano ai commercianti permettendo loro di pagare una più equa quota di tasse. Chi meglio di lui? È un senzadio, proprio quello che ci vuole per gli aspetti più materiali. Sta approntando tutta una serie di sgamotti per fargliela in barba agli ispettori romani, poi penseremo anche a screditare l’Impero con il lancio di qualche slogan d’effetto come “Roma Ladrona” e vedrete che ci lasceranno in pace, saranno loro a chiedere di venire a patti.
- Ma, Maestro, se davvero poi accumuleremo tutti questi denari, saranno spendibili anche fuori da qui? Anche in altre parti del mondo, intendo…
- Nessun problema, anche per questo ci pensa lo studio di Paolo, gli si porta il malloppo e lui li converte in euro, in dollari, in franchi svizzeri o in lingotti d’oro. La conversione, come la fa lui, non la fa nessuno.

Coffee break

- Adesso facciamo 10 minuti di pausa, sul tavolo di fondo trovate delle bignoline assortite, portatemi poi le caraffe con il latte che lo trasformo in cappuccino.

16 dicembre 2014

Dal Vangelo secondo Hombre (1)


Che Dio ci perdoni. E ci perdonerà.
È il suo mestiere.
(Marcello Marchesi)


Gesù presenta la sua idea vincente avvalendosi di 10 slide (1-3)

La piccola sala riunioni ricavata dall’annesso agricolo al campo degli ulivi, regolarizzato con l’ultimo condono edilizio, è gremita. Gesù e Lazzaro siedono al tavolo, e una sporca dozzina di apostoli si è accomodata in platea. Gesù aspetta un momento di silenzio e poi attacca a parlare.
- Buongiorno. Prima di cominciare mi preme ringraziare della partecipazione, era importante che ci fossimo tutti perché oggi daremo il via a un progetto rivoluzionario. Con l’aiuto di qualche slide vi vado a illustrare un’idea alla quale stiamo lavorando da tempo. Ci aiuta Lazzaro, qui, a girare le slide… a proposito, come stai Lazzaro?
- Bene bene. Sto bene. Mi sento rinato.
- Ok, dai, tanto si fa alla svelta, sono solo una decina…
- Scusa Signore ma le dieci tavole le abbiamo già studiate, erano nel programma di prima…
- No, no, Pietro non facciamo confusione, dimentichiamoci per un attimo i Comandamenti, oggi si tratta di dieci slide. La slide è la legge del futuro, la cartamoneta delle aziende moderne. Mosè, con tutto il rispetto, era di un’altra epoca, adesso siamo nell’era digitale o ci adattiamo o siamo off. Vedrai che anche a te Pietro le cose ti cambieranno un bel po’, in un primo tempo pensavo di affidarti la chiave del Paradiso…
- O bella, non me la dai più, Signore?
- In verità, in verità ti dico, Pietro, ti darò una chiavetta USB. E adesso cominciamo, Lazzaro vai con la prima… -

Come vedete dal titolo: è l’ora di religione, nel senso che non possiamo più aspettare, da questo momento ci mettiamo in proprio. Le borse ci stanno dando fiducia, il mercato azionario è in fermento ed è qui, oggi, che noi, in assemblea costituente, andiamo a fondare il CRISTIAN. Gira Lazzaro…
- Ecco, questo è l’ordine del giorno. I punti da illustrare sono parecchi, ma cercheremo di fare alla svelta così per pranzo vi libero… so che qualcuno è venuto da lontano, qualcuno ha il treno presto…

- L’abbozzo originario del progetto fu il CRISTIAN 1°, nacque una ventina d’anni fa quando feci Gesù nel tempio. Poi negli anni abbiamo rilasciato nuove release e siamo passati attraverso il progetto CRISTIAN 2°, fino al CRISTIAN 3° e così via. Poi, a dirla tutta, abbiamo perso un po’ il conto, per cui chiameremo il progetto attuale CRISTIAN-ESIMO. Il nome nasce un po’ così, d’accordo può sembrare una scemata, ma contiamo sul fatto che diventi un nome di culto.

(continua)

27 novembre 2014

Convertitevi!

Ogni volta che ho avuto bisogno, lui c'era. C'era sempre.
Era con me ogni sera, prima che mi addormentassi, ad ascoltare le mie preghiere e le mie riflessioni, talvolta i miei ringraziamenti.
C'era per illuminarmi la via.
C'era ogni volta che mi sono innamorato e ne ho parlato con lui.
C'era ogni volta che ho pianto, per un tradimento, un dolore, una perdita.
Era lì, rassicurante, nelle notti dei giorni duri.
Era lì mentre cullavo i miei propositi di vita, ed era lì quando li ho disattesi.
Era lì durante le notti insonni dalle infinite discussioni.
Ed era lì nelle notti delle coccole ai cuccioli tormentati dalla febbre.
E c'era negli attimi sfocati a cavallo tra la veglia e il sonno, quando ho messo a fuoco progetti travolgenti in grado di cambiare la mia vita e il mondo, gli stessi progetti già così falliti solo la mattina dopo.
E c'era senza farsi notare nei pomeriggi afosi di sesso e sudore.
Mi ha osservato silente tutte le volte che ero davvero troppo convinto di una scelta. Mi ha lasciato sbagliare e mi ha fatto crescere.
Mi ha incoraggiato e mi ha dissuaso, spinto e frenato.
C'era per darmi una dritta, tutte le volte che la mia anima si era persa per un sentiero troppo buio.
Sapeva tutto di me, ogni mio sogno, ogni rimorso e ogni rimpianto.
Conosceva le mie donne e ogni libro che ho letto.
Anche quando non potevo vederlo direttamente non ho mai dubitato che fosse lì, al di là della tapparella, a fare il suo lavoro.
C'era, e non ho mai sentito il bisogno di andare a scriverlo sui ponti autostradali.
Poi niente, una mattina grigia e nebbiosa son venuti gli operai del Comune e l'hanno sostituito, ne hanno messo uno a led a luce fredda, più basso, che non riesco a vedere quando sono sdraiato a letto, un nuovo lampione che non sa niente di me.

Affàcciati alla finestra e trova il tuo lampione... prima che lui trova te. Convèrtiti al Lampionismo, continuerai a dormire in santa pace la domenica mattina, a innaffiare di birra le tue salsicce e nessuno che vorrà farti una predica.

16 gennaio 2014

I primi nove venerdì del mese

«Cammina!»
La mamma si volta sull’acciottolato e guarda sua figlia qualche metro indietro, è immobile in mezzo alla via e stringe al petto il suo Bubu, un orsacchiotto di peluche.
«Cammina, ti ho detto!»
«Sono stanca, uffa, e anche Bubu è stanco» dice la piccola mostrando il pupazzo alla madre. Lo tiene da dietro per il collo, teso verso la mamma, come fosse un’arma o come fosse un talismano capace di scacciare ogni spirito maligno e di cancellare la fatica da ogni singolo passo.
«Diglielo, Bubu!»
«Muoviti, dai, sono solo dieci minuti e poi siamo arrivati. E non fare storie, ne abbiamo già parlato».
La madre, col figlio più piccolo in collo, riparte a passi serrati verso il paese, la figlia s’imbroncia ma riprende a camminare anche lei, a capo chino e tirandosi dietro Bubu per un braccino.
«Forza Bubu, sono solo dieci minuti, non devi fare le storie, no no».
È venerdì pomeriggio, per l’esattezza è l’ottavo primo venerdì del mese. L’ottavo di nove venerdì consecutivi in cui la tradizione cattolica auspica messa e comunione. Nove primi venerdì del mese che se rispettati portano il fedele all’indulgenza plenaria e a morire, sempre e quando sarà il momento, nella grazia di Dio.
Sono tre chilometri per andare e tre per tornare di una strada solo in parte asfaltata e piana, ma per lunghi tratti pendente e sassosa e dove muoversi con un passeggino sarebbe più gravoso che doversi portare un figliolo in braccio. Sono i tre chilometri che separano il paese con la sua chiesa dall’abitazione di Margherita, di sua mamma Anna e del piccolo Luca.
Il venerdì successivo sarebbe il nono: è l’ultimo da osservare per poter ricevere la divina assoluzione di tutti i peccati in via preferenziale e direttamente dal sacro cuore di Gesù.
Luchino però sta male e la madre, sebbene ci pensi e valuti la cosa, non lo può trascinare giù fino alla chiesa, ché va bene è già primavera ma fa ancora un freddo birbone e il viaggio di ritorno è pure da fare al buio.
«Oggi non si va a messa, cucciola, tuo fratello ha la febbre alta ed è meglio se lo teniamo al calduccio».
La piccola è incredula, sgrana gli occhi e abbraccia il suo amico di pezza.
«Niente messa oggi, Bubu, che bello!»
Margherita appoggia la sua borsetta rossa di pannolenci su uno sgabello e l’orsacchiotto accenna due passi di danza della felicità, in un dondolare aggraziato e guidato dalla manina cicciotta della bambina.
Ma la solfa dei primi nove venerdì del mese resta lì, anzi, si ripresenta più minacciosa e più necessaria di prima, è una fortezza da espugnare, un vero e proprio punto d’impegno per mamma Anna.
Il supplizio è solo rimandato e tra una settimana si ricomincia, poche storie.
-------------------------------------------------------------------------------------
Immagine: Billa (Sabina Feroci)
-------------------------------------------------------------------------------------
 Il testo partecipa all'EDS Rosso come il peccato by La donna Camèl assieme a:
- Melusina con Gloria mundi
- Dario con Lisa Borletti
- Dario con Turi Pappalardo
- Dario con Lucevan li occhi suoi più che la stella
- Gordon Comstock con Il peccato più grande
- Fulvia con Biancaneve
- Melusina con Red Velvet
- Angela con Pensiero stupendo
- Angela con un altro Pensiero stupendo rosso jungla
- Gabriele con Cave cave deus videt
- Bianca con Vedo rosso
- Melusina con L'amore ai tempi dei nonni
- Pendolante con La confessione
- Melusina con Mille papaveri rossi
- Lillina con Iago
- Cielo con Il Pantone. Altro che rosso.
- Gabriele con Pesci bianchi, pesci rossi
- Michela con Apple
- Pendolante con Generazioni

10 dicembre 2013

99 rimostranze a dio, o a chi per lui

La rimostranza è l’esprimere, portando motivate ragioni, il proprio biasimo, o rimproverando, o, più spesso, protestando per un torto subito o una mancanza di rispetto; nell’uso, più com. al plur.: farò le mie r. a chi di dovere (www.treccani.it).

E di Rimostranze, ne abbiam fatte 99, a dio, o a chi per lui (non a Cincirinella!) e Eva Clesis della Redazione di Ottolibri le ha curate raccogliendole in un ebook che, volendo, potete acquistare su Amazon già da domani a 5,99 eurini(*).

La mia rimostranza? Eccola, è la n. 99:

Caro Dio, o chi per te,
quella volta là, c'hai provato e va bene. Non ti portiamo rancore, hai mostrato coraggio e Dio te ne renderà merito, insomma puoi rendertene merito, ecco. Però la prossima volta che decidi di spedire la carne della tua carne sulla Terra per far quadrare i conti, per fare adepti, per dare delle direttive o anche solo per cazziare qualcuno, non mandare tuo figlio, ti supplico, manda tua figlia.
Che, con tutto il rispetto, Gesù ha pure fatto delle gran cose, tra camminare sull'acqua, moltiplicare i pesci senza calcolatori e resuscitare i morti... però, ecco, una femmina sarebbe più adatta, nel contesto storico.
Lo so, tu mi dirai che e' figl so piezz’e sacro cuore, però Gesù si è prodotto in performance talmente avulse dalle possibilità umane che per forza non era credibile, miracoli li hanno dovuti chiamare.
Però, se non sei credibile, hai voglia di predicare, hai voglia di essere figlio di, ma chi t'ascolta?
Con una donna sarebbe diverso. Perché la donna è una che s’alza la mattina prima di tutti, una che fa la spesa per la famiglia, porta i figli a scuola, li riprende, prepara colazioni, pranzi e cene a diritto, gestisce in autonomia il miracolo, quello sì, del ciclo cesta dei panni/lavatrice/stendino/stiratura/cassetto, una che sette giorni al mese lunare si sminestra pure le cose sue senza che in casa ne risentano, una che frulla tra piscina, calcio, palestre, fa e sfa borsoni fetenti, una che lavora anche otto ore al giorno, tiene a bada le mani del capo, tiene casa in ordine, e spolvera e pulisce i vetri alle finestre insomma, una così, una donna, se anche dovesse ridare la vista a un cieco, cosa sarebbe mai al confronto di quello che già fa?
Una donna che ridà la vista a un cieco sarebbe credibile, magari deve trovarli quei dieci minuti liberi per impastare il fango e lo sputo, ritagliarli tra la riunione a scuola e lo scarico lavastoviglie, ma se li trova, il cieco sarà l'ultimo dei suoi problemi.
In attesa di Gesuina, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

____________________________________________________________
E grazie al Cielo per la segnalazione dell'iniziativa
(*) ah, non pensate che me ne venga qualcosa a parte la peritura fama e un fascio di strali divini.

16 settembre 2013

Oratorio di Santa Caterina delle Ruote

Mi sento molto Miss Fletcher stamattina, seppure non riuscirò manco a legarle un mocassino, mentre mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù (ieri) mi accadde di assistere.
L'Oratorio di Santa Caterina delle Ruote è una perla del mio comune (Bagno a Ripoli) dove ieri, appunto, si è tenuto un evento legato all'inaugurazione di una mostra pittorica dedicata anche a Francesco Granacci.
Granacci, fatevi conto, che è il Robben che nasce nell'epoca dei Messi, dei Cristiano Ronaldo e degli Iniesta. Bravo, ma storicamente non se lo può cagare nessuno. Se la doveva vedere coi calibri di Michelangelo e Raffaello e, per quanto fosse in gamba, in pochi lo ricordano.
Bagno a Ripoli ovviamente sì, che gli ha dato i natali.
La cornice della mostra, in questo caso valeva il quadro, infatti l'Oratorio di Santa Caterina è una perla nel verde, affrescato tra l'altro da Spinello Aretino, da poco restaurato al suo splendore ed eletto da me medesimo come location per il mio terzo, ma solo eventuale, matrimonio.
Tutto questo è stato condito con un concerto di musica tradizionale emiliana, e non solo, dei Bonanot Sunador, che ha degnamente introdotto e accompagnato la serata con pregevoli spunti di folklore e cultura.
Dall'Arte si Riparte, questo l'ambizioso slogan scelto dal comune per una serie d'iniziative che varrà la pena di seguire, anche se, auspicabilmente, senza France, il quale s'è sparato un'ora di sonno con la testa poggiata a un tavolino in ferro battuto che quando s'è tirato su c'aveva i ghirigori stampati in faccia.
Alla fine è andata penalizzata solo la parte ricreativa con il picnic sull'erba fortemente sconsigliato da uno scroscio battente di pioggia che pareva d'essere a Frittole.

1 aprile 2013

Accanto al piattino

Non c’era da fare a cazzotti per infilarsi nel gruppo chierichetti alla chiesa di Ponte al Drago negli anni settanta. Gira che ti rigira eravamo sempre i soliti quattro o cinque sfigati, alla ricerca di una collocazione degna, in quel limbo temporale indefinito che andava dalla Prima Comunione alla Cresima.
Le nostre anime docili gravitavano ancora in orbita chiesa anche se, per il dopo Cresima, era consigliabile sparire dalla congregazione clericale ed elitaria a supporto di don Corrado e rifugiarsi in un più sano e anonimo laicismo.
- Massi te sei di borsa… - fa il Carelli, capo chierichetto per anzianità di servizio.
- Col cazzo, io la borsa l’ho fatta domenica scorsa, io faccio il piattino!
Massi, capello a spazzola faccia da duro, non era uno che ci potevi parlare, era il più grosso e il più stronzo, era lui il capo in pectore. Almeno di se stesso e almeno quando gli andava di venire a messa. E certo trovarsi in sacrestia non fungeva da deterrente al suo eloquio piegato al turpe.
- Va bene, allora, la borsa la fa Ciccio che è arrivato tardi.
La borsa, non ci piaceva, c’era poco da fare. Era per tradizione una menata. Tiriamo via buttarsi tra i parrocchiani alla disperata ricerca di acchiappare tutti gli spicciolini, ma farsi meleggiare dagli amici che, con la fantasia in folle, facevano sempre il gesto ma mai accompagnavano una misera centolire nella borsa, non era certo il primo dei nostri pensieri.
Si sapeva sì di altre parrocchie in cui essere di borsa pareva un privilegio raro. Mentecatti! Qui eravamo a Ponte al Drago, e la borsa faceva schifo quant’è vero iddio.
Ciccio era il mio rivale più duro, quel giorno, per il compito cui tutti noi aspiravamo. A meno di colpi di scena, il Carelli si sarebbe arrogato le prime e le seconde e a me sarebbe toccato accanto al piattino.
- Allora te fai accanto al piattino – mi dice - io le prime, le seconde e il campanello.
Il campanello della genuflessione, altro compito ingrato, doveva suonare nell’istante preciso in cui doveva suonare. Non c’era un suggeritore ufficiale e spesso il pericolo aveva la forma della distrazione, se ti perdevi “Egli offrendosi liberamente” eri bello che fregato. E la domenica dopo, se avevi la faccia di venire, eri di borsa e fine.
Anche essere di piattino ti dava la possibilità di presentarti in un certo modo davanti ai tuoi compagni di classe, braccio destro operativo di don Corrado pronto ad accalappiare le ostie che, malauguratamente fallita la bocca del comunicando, si arrendevano alla forza di gravità cercando la via del suolo.
Però, non avrei voluto essere Massi quando, l’anno prima, un’ostia consacrata, di rimpallo tra le dita del prete e la bocca di una vecchia cadde a terra senza che lui con il suo adorato piattino potesse recuperarla. Don Corrado non perse la calma, raccolse l’ostia, la riportò all’altare, forse la ripose da qualche parte o forse la mangiò lui stesso, terminò la messa e dopo, in sacrestia, ci fece un liscio e busso collettivo che avrei preso più volentieri una scomunica. Chiaramente, a Massi, la cosa gli scivolò di dosso come acqua di doccia.
Quindi il piattino era un concentrato di responsabilità. Non succedeva mai niente, quasi mai niente, ma se succedeva erano cavoli. Meglio evitare.
Poco da dire sulle prime e le seconde. Una serie di mansioni che a svolgerle non era certo necessario un astrofisico. Un aiutino al prete per favorirlo con una sciacquata di dita prima e con una bevuta di vinsanto poi. E una bella ripiegata al tovagliolino di pizzo. Fatte.
Ma accanto al piattino, ragazzi, era una vera bomba, ti permetteva di startene di fianco al prete che comunicava i fedeli, in un’ostentata simmetria, a contrappeso del chierichetto di piattino dall’altro lato.
Era ganzo perché te ne stavi lì, bello e statuario, anche se non eri affatto bello e statuario. Imponente e sicuro, anche se non eri affatto imponente e sicuro. Te ne stavi lì, senza obblighi di sorta, tranquillo e beato, tassello insostituibile di un armonico quadretto. Lì, le braccia conserte, in una posa importante e degna, anche se non eri affatto importante e degno. Te ne stavi lì, a seguire lo snocciolarsi dei parrocchiani linguacciuti e non t'importava un fico secco della borsa che ti aspettava la settimana successiva, non t’importava delle ostie, dell'acqua, del vino e del campanello. E non t'importava un garbato accidente neppure di don Corrado e delle sue eterne omelie. Non t'importava di niente. O quasi.
Eccoci, il coro attacca l’ultimo canto della Comunione, il gruppo dei ragazzi finalmente si accoda alla fila, ci sono tutti i tuoi compagni e le tue compagne di classe. E c’è anche lei.
E tu sei lì con l’atteggiamento dignitoso di chi sta accanto al piattino. Di chi sa di essere accanto al piattino. Inchiodato da un abisso allo stomaco nella tua veste bianca e nera, in attesa degli attimi fatali in cui darai il meglio di te, stampato in un sorriso a volte anche un po’ ebete.
Puoi vederla adesso, quando mancano ancora dieci o dodici persone da comunicare prima che sia il suo turno. È in quest’istante che accanto al piattino sprigiona tutto il suo valore e ti regala un'esplosione di adrenalina e un palpitare intenso. E sono incroci di sguardi, ammiccamenti puri e rimbalzi di pensieri che mai saranno espressi nella vita.
Lei, con il vestito che non le vedi mai a scuola, che occhieggia incerta verso di te, con le braccia lungo i fianchi, quasi buffa con la sua bocca in mistica attesa, e tu lì: potente, incontrastato e radioso. E accanto al piattino.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...