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22 marzo 2013

Anche le formiche nel loro piccolo sono Mennea

Non ce le avevamo le carte Pokémon, per fortuna, tantomeno le Yu-Gi-Oh e di consolle manco a parlarne. In estate poi non giravano più nemmeno le figurine Panini. Però c’erano le formiche, quelle sì.
Avevamo degli scatolotti trasparenti da pasticche che trafugava da casa il mio amico, il figlio dei farmacisti, tutti belli etichettati coi nomi dei velocisti più noti in quel momento e dentro, assieme a cibarie da formiche tipo semini pane insalata, ci cacciavamo una formica. Era una colonia, sì quasi un carcere, ma le accudivamo al meglio (*).
Poi, su un compensato, con dei chiodi ritorti, avevamo fissato una forassite da elettricisti di quelle grigie, ché quelle colorate son venute dopo. La forassite faceva una curva e poi dritta a riprodurre il tratto di pista percorso dai velocisti sui 200 metri.
L'idea era quella di cronometrare il tempo di percorrenza del canale da parte delle formiche e poi moltiplicarlo per un coefficiente che lo rendesse confrontabile con il 19,83 di Tommie Smith, allora ancora record del mondo.
Al momento della gara il bussolotto veniva accostato all'entrata della forassite/pista che la formica avrebbe dovuto percorrere più velocemente possibile. Pure se nessuno gliel'aveva detto, restavamo fiduciosi.
Avevamo Don Quarrie, Valery Borzov, Hasely Crawford, Steve Williams e Pietro Mennea, tanto per capirsi.
I formiconi che potevamo catturare, lasciando stare le specie troppo piccole, erano di due tipi. C'era il tipo flemmatico, quelle belle cicciotte, che se la pigliavano comoda nella vita come nella nostra pista, facevano qualche passetto e poi capace che stavano mezza giornata dentro alla curva a contemplare non si sapeva bene cosa. E poi c'era il tipo più snello, l'addome più ovale che tondo, che quelle non stavano ferme mai, anche di più difficile cattura. Queste ultime non facevi a tempo ad introdurle nel tubo che erano già uscite dall'altra parte e te rimanevi lì, col casio nero in mano, incapace pure di farlo partire il tuo adorato cronometro al centesimo di secondo, figuriamoci fermarlo a dovere.
Andò così che Don Quarrie rimase in pista finché non lo soffiammo via colla forza, mentre Mennea riconquistò la sua libertà in un lampo e il coefficiente di ricalcolo non fu mai nemmeno ipotizzato.
Il gioco durò perciò poco e, come saggezza popolare vuole, risultò assai bello.

(*) Nessun animale è stato maltrattato nella produzione dei 200 metri piani in forassite.

5 settembre 2012

Libri che scriverò quanto prima

E che voi, o chi per voi, dovreste gentilmente acquistare.



Dimagrire mangiando come un porcellino di cinta senese

Conquistare una marea di donne senza doversi né lavare né tagliare le unghie dei piedi

Come farsi pagare testando le nuove versioni di Need for Speed, PES e Pokemon bianco e nero

Montalbano vs Augello

Guadagnare 600 euro al giorno cazzeggiando tra facebook e twitter

Cucinare for dummies

Io che volevo sposare Sylvie Vartan

Intascare la pensione della nonna morta o, in alternativa, uccidere la nonna

Non stirare più - Ultime e raffinate tecniche di stenditura panni


p.s. Si accettano prenotazioni.

1 marzo 2012

La Dieta Dukan


Digitando "Du" su san Google motore martire, dopo Ducati, Dubai, Durex e Durc appare Dukan, la dieta che va per la maggiore. Un 5° posto incredibile con tendenza a salire. Certo Durc lo vedo più indietro in graduatoria, a meno che non sia il nome di un Pokemon.
Durc, usa fuoco carica! Sì, potrebbe essere.
Su La Linea siamo obbligati dallo statuto a discutere di dieta e magrezza, e difatti non è che ci chiamiamo Le Lonze d’Hombre.
Poi, non appena La Linea d’Ombra chiederà la chiusura del blog, cercate pure Le Lonze, perché non credo che quei fetenti di Coca Colla alzeranno un dito per me, se non il medio. Burp.
Tutti ne parlano, molti la seguono, ma non è la farfallina di Belén: è la dieta Dukan.
Se penso alla dieta mi viene in mente questo post dell’amico Chiagia, è meraviglioso, leggetelo, bastano 10 secondi. Di Dukan invece hanno anche già disquisito in modo amabile e disagiato qui.
Il risultato è garantito, la prima settimana si perdono 2 chili assumendo solo proteine e 3 cucchiaiate di crusca d’avena al giorno, temo prodotta dal buon Dukan, poi si susseguono altre fasi ma, sinceramente, non sono né in grado né voglioso di disquisirne.
L’aspetto fantastico della dieta è che per tutti i cazzo di giovedì della vostra vita mangerete solo e sempre proteine, niente grassi, niente zuccheri, niente carboidrati (ripeto: niente carboidrati), questo contribuirà a rendervi tutte strafighe (gli uomini è provato che non arrivano al primo giovedì) e, soprattutto, vi porterà a rivalutare il lunedì, che perderà il primato di giorno più odiato della settimana.
Ah, un’ultima cosa: basta con la minchiata sono d’ossatura grossa, non ci credete più nemmeno voi.

p.s. per chi non l’avesse capito, questo post nasce dall’esigenza di portare nuova linfa e contatti sul sito. Non a caso sono state utilizzate alcune tra le prime 100 chiavi di ricerca del web: Dukan, Pokemon, farfallina di Belen, strafighe, minchiata, chiavi di ricerca del web e huge tits.


8 gennaio 2012

Quando sarai grande

- France, ma tu da grande che lavoro vorresti fare?
Ritenevo che ci pensasse un po' su, e invece lo sapeva, era pronto.
- Allenatore...
E qui, come percorrendo l'istante prima della propria morte, quando filmografia vuole che ci ricompaia davanti agli occhi tutta la nostra vita, o almeno, i fotogrammi salienti, sono sprofondato in uno squarcio temporale, dilatato e in bilico sull'orlo di un buco nero. Stranamente, in una valanga di pensieri frenetici e flemmatici insieme, mi sono visto in tribuna su qualche campetto di periferia, poi sulle gradinate di una palestra, e anche sugli spalti di uno stadio a guardare giù mille e mille partite tra una squadra nemica e la squadra nostra, quella allenata da mio figlio che così presto, a sei anni, aveva già capito quale fosse la sua fottuta strada nella vita e con chiarezza e decisione l'aveva imboccata e perseguìta. Due, tre decimi di secondo in cui ho sentito l'odore del fango, del sudore, le grida dei tifosi, le incazzature e il fuoco dell'orgoglio dentro al mio cuore. Due, tre decimi di secondo infiniti e scardinati dalle convenzioni temporali. Due, tre decimi di secondo in cui mi son figurato interviste in tivù, coppe alzate al cielo e camminate a testa bassa verso un esonero.
Due, tre decimi di secondo prima che sentissi il resto:
- ... di Pokémon.
Chiusura del cerchio. Fine. Due, tre decimi di secondo che mi hanno adulato, illuso, irretito fino a portarmi alla compiutezza di una frase che trafigge come uno stiletto.
Allenatore di Pokémon, signori miei.
Al ché avrei voluto dirgli che è un lavoro che non esiste, un lavoro che non è retribuito, un lavoro che non ti darà mai un diritto a pensione. Un lavoro che tu, figlio mio, non avrai la minima possibilità d'intraprendere.
Poi è bastato ripensare alla situazione che viviamo, al mondo del lavoro in Italia, per valutare che forse non è poi così utopistico un mestiere come quello.
E allora sono stato zitto.
Ma zitto.

30 ottobre 2011

Dei Pokémon e di quello stronzo di Pikachu

Che dire? I Pokémon mi perseguitano. Sedici anni tra un figlio e l'altro si sono rivelati un lasso di tempo insufficiente per la scomparsa del fenomeno. Carte Pokémon come se piovesse sedici anni fa, e carte Pokémon pure adesso. Con tutti quei numeri e quelle frasi che dovrebbero permettere di sviluppare giochi intelligenti ma che restano incomprensibili per la mia mente. E forse c'è un motivo.
Meno male che adesso per l'acquisto c'è ebay ché all'edicola è il salasso proprio.
In sedici anni e con la tecnologia al galoppo è cambiato il mondo, c'era una PS1 appena sfornata e oggi consolle tipo la Wii dove tu sei dentro al videogioco, c'erano delle scatolone di piccì con monitor catafalco e oggi ci stanno i netbook, i cellulari avevano le pile da portarsi dietro colle valige ed era grassa se telefonavano e adesso sono ultraslim e touch e vanno in internet e videochiamano. La domenica alle 15 le radioline su Tutto il calcio minuto per minuto ti portavano via da quante erano e adesso ti vedi tranquillamente la diretta sul cellulare oppure lo streaming, anche se si tratta dell'ultima partita del campionato di seconda divisione inglese.
C'era Berlusconi e adesso c'è... no questa la taglio.
Insomma in questo universo gattopardiano è cambiato tutto affinché non cambiassero i Pokémon del cazzo, con le loro fottutissime evoluzioni.
Leggo su wikipidia (giuro!): L'evoluzione di un Pokémon è diversa dalla evoluzione di Darwin. È più simile ad una metamorfosi.
Stamani France mi parlava di questo fenomeno evolutivo grazie al quale il noto Pikachu pare diventi un certo Raichu (dico pare ma lo so bene, son almeno 16 anni che lo so!), al che io ho cercato di buttare il discorso sulla scienza, visto che è in prima e magari non gli fa male.
- Sai, France, che anche noi uomini abbiamo un'evoluzione?
- Certo, lo so... sei nei pensieri, sei in pancia, sei un po' cresciuto, sei fuori, sei un neonato, sei un bambino, sei un cugino, sei un ragazzo, sei un uomo, sei un padre, sei uno zio, sei un nonno, sei vecchio, ancora più vecchio, sei morto e poi morto stecchito.

Ehi, Pikachu, ne devi mangiare di pappa!
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