Dal post Tutta colpa vostra di Pippo Civati.
Care e-lettrici e cari e-lettori,
il Pd ha deciso: è tutta colpa vostra. Dei vostri tweet e dei vostri commenti. Siete il «popolo della rete», quello che fa sbagliare (!) i parlamentari con le sue indicazioni. Non ci interessa sapere se abbiate una vita o un lavoro (o non l’abbiate). Ci interessa solo poter dire che i vostri tweet (e anche gli sms) sono eversivi.
...
Peccato che i sondaggi – come quello di oggi – avessero indicato che soltanto una percentuale al di sotto del 10% degli elettori del Pd fosse d’accordo per uno schema delle larghe intese e con il Presidente scelto da Berlusconi in una rosa di nomi da noi proposta (da cui è uscito Marini).
No, è tutta colpa dei social network, dell’inadeguatezza (Bindi dixit) dei nuovi parlamentari, che non hanno idee, no, loro guardano solo i palmari e si fanno dare la linea da generici elettori scatenati.
Ora, se c’è qualcosa di palmare, è la falsità di queste posizioni e l’incredibile scarica barile (punto it) che il Pd sta facendo verso i suoi stessi elettori. Lo stesso faranno tra qualche ora per il governo Pd-Pdl: diranno che quelli che non sono d’accordo stanno sulla rete e non vogliono il bene del Paese.
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Quella che non si vede è una via d'uscita in un partito in cui i dimissionari ancora parlano e, pervicacemente ma con inossidabile coerenza, ancora sbagliano dichiarazioni, in un partito in cui si stagliano lunghe lugubri e vecchie ombre là in fondo, e in cui i giovani, di età o di ribalta, paiono già lanciati su binari sostanzialmente divergenti.
Civati, Orfini, Renzi, Barca... tanto per fare dei nomi, quali sono i punti in comune? Ce ne sono? C'è una qualche misera garanzia che l'anima del partito possa ricompattarsi attorno a un nome unico o a un paniere d'idee condiviso?
Francamente, da qui, da uno del popolo della rete, sembra proprio di no.
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22 aprile 2013
18 aprile 2013
Il problema non è Marini
Caro (*) Bersani, il problema non è Marini, francamente.
E anche la gogna mediatica a cui hai fatto sottoporre quest'uomo ce l'hai sulla coscienza tu.
Il problema risiede nel con chi hai concordato questa candidatura, chi hai abbracciato in Parlamento e cosa hai contrattato in cambio, per venderti così.
Il problema non è Marini, che sarebbe un Capo dello Stato possibile, più che dignitoso, forse non il migliore, ma accettabile a senz'altro super partes più di altri. Ammettendo anche, che dall'inciucio fosse venuto fuori il nome di un Sandro Pertini redivivo, non sarebbe stata una buona cosa per i modi con cui hai portato avanti questa scelta in aperto spregio al tuo elettorato e a molti (troppi) dei tuoi parlamentari.
Se, per assurdo, il nome di Marini fosse uscito dalle quirinarie del M5s sarebbe andato bene, lo capisci questo?
Hai rincorso Grillo per mesi, strusciando e inginocchiandoti al cospetto anche di persone il cui valore è tutto da dimostrare, quando nessuno te lo chiedeva. Sei andato a prenderti dei sonori schiaffoni, peraltro dichiarati e prevedibili, mollati dal buon Grillo e quando questi, nell'unico momento di apertura vera, ti offre lo spiraglio per una carezza (e che carezza, Rodotà mica Casaleggio!) tu ti volti dall'altra parte?
Tutto ciò va oltre la mia possibilità di comprendere e, temo, oltre quella di molti.
E su twitter che ci stai a fare? L'hai preso per fare il figo l'account? E il tuo staff che fa? Non lavora? Non si abbassa a dedicare mezz'ora per tirarti giù una rassegna di tweet della serata di ieri prima che tu ti possa imbarcare su una rotta fatale e senza ritorno?
Leggilo il tuitter, o comunque ascolta gli umori della gente, bastava aprire la porta del teatro Capranica se ti trovi meglio con il metodo tradizionale.
Civati, la Serracchiani, Serra... ti sembrano voci che puoi permetterti d'ignorare così?
Avresti evitato almeno questa figura di.
Sì, perché, mi sa, che non son finite.
(*) Bene o male mi sei costato due eurini più di tutti gli altri.
(nella foto Franco Marini in "Una pallottola spuntata")
E anche la gogna mediatica a cui hai fatto sottoporre quest'uomo ce l'hai sulla coscienza tu.
Il problema risiede nel con chi hai concordato questa candidatura, chi hai abbracciato in Parlamento e cosa hai contrattato in cambio, per venderti così.
Il problema non è Marini, che sarebbe un Capo dello Stato possibile, più che dignitoso, forse non il migliore, ma accettabile a senz'altro super partes più di altri. Ammettendo anche, che dall'inciucio fosse venuto fuori il nome di un Sandro Pertini redivivo, non sarebbe stata una buona cosa per i modi con cui hai portato avanti questa scelta in aperto spregio al tuo elettorato e a molti (troppi) dei tuoi parlamentari.
Se, per assurdo, il nome di Marini fosse uscito dalle quirinarie del M5s sarebbe andato bene, lo capisci questo?
Hai rincorso Grillo per mesi, strusciando e inginocchiandoti al cospetto anche di persone il cui valore è tutto da dimostrare, quando nessuno te lo chiedeva. Sei andato a prenderti dei sonori schiaffoni, peraltro dichiarati e prevedibili, mollati dal buon Grillo e quando questi, nell'unico momento di apertura vera, ti offre lo spiraglio per una carezza (e che carezza, Rodotà mica Casaleggio!) tu ti volti dall'altra parte?
Tutto ciò va oltre la mia possibilità di comprendere e, temo, oltre quella di molti.
E su twitter che ci stai a fare? L'hai preso per fare il figo l'account? E il tuo staff che fa? Non lavora? Non si abbassa a dedicare mezz'ora per tirarti giù una rassegna di tweet della serata di ieri prima che tu ti possa imbarcare su una rotta fatale e senza ritorno?
Leggilo il tuitter, o comunque ascolta gli umori della gente, bastava aprire la porta del teatro Capranica se ti trovi meglio con il metodo tradizionale.
Civati, la Serracchiani, Serra... ti sembrano voci che puoi permetterti d'ignorare così?
Avresti evitato almeno questa figura di.
Sì, perché, mi sa, che non son finite.
(*) Bene o male mi sei costato due eurini più di tutti gli altri.
(nella foto Franco Marini in "Una pallottola spuntata")
26 febbraio 2013
È l'ora di andare
Bersani, vai
Contribuisco al riempimento delle fosse con un po’ del mio senno di poi convinto che si possa arrivare tardi, che è sempre meglio che arrivare fuori tempo massimo.
Davvero, Bersani, vai.
Non ce l’hai un’alternativa.
Prendi le tue carabattole, saluta e sparisci. È tutto.
Io mi sono tappato non solo il naso, ma tutto l’otorinolaringoiame del caso pur di votarti. Ti ho votato alla primarie, primo e secondo turno. E ti ho dato 2 euri.
La delusione di rivedere la Bindi in carreggiata (nome esemplare ma non sola, purtroppo) mi ha fatto immediatamente pentire di non aver sostenuto Renzi.
Il cambiamento promesso e sbandierato non si è visto proprio.
I tuoi interventi televisivi soporiferi hanno fatto il resto.
Ti sei addormentato in campagna elettorale e hai russato proprio a dispetto dei segnali inquietanti che arrivavano.
Certo il vantaggio era tale che hai pensato di potertelo permettere senza considerare la caimanità di Tu Sai Chi e dei suoi scherani.
Non hai vinto, come ripeti nel tuo mantra desolante di auto convincimento. Non hai nemmeno perso, no, hai straperso. Devi solo andare.
E non ti siano di giustificazione una legge elettorale che avete infamato per anni senza però porvi rimedio né, tantomeno, il potere mediatico della controparte, avete avuto tutti gli spazi richiesti, pure troppi, né Ingroia porello.
Esci a testa alta (ok, “alta” è un parolone) e vai.
Se cerchi d’avvicinarti a Grillo dimostri proprio di non avere capito nulla, ma nulla, e allora probabilmente ti meriti che te le fracassino proprio quelle ossa invece di rompertele e basta. Vuoi governare con Tu sai Chi, accomodati nuovo D’alema, fai pure, completa l'opera e manda tutto a puttane.
Oltre al fallimento dovrai prenderti carico pure dell’odio dei tuoi.
Dopo questa mazzata il PD è in fin di vita, prendine atto prima possibile, subito, non puoi non vedere i nuvoloni all’orizzonte. Vai, e forse resterà qualcosa di quel partito a cui hai voluto tanto bene da non imbrattare con il tuo nome (grazie), ma se solo la tua vanità (non certo la ragione) e la tua faccia tosta ti porteranno ad accettare il mandato scellerato che Napolitano magari vorrà darti, ecco, allora poi non venire a cercare noi, te la sei proprio cercata.
Te la ricordi la prima cosa che avresti dovuto varare da capo del governo? Sì, è la legge sul conflitto d’interessi, ce l’hai promesso (ah già le promesse), pensi di farla con il consenso di Berlusconi al Senato?
No, non la farai, e non puoi venir meno al tuo primo proposito, lo capisci almeno questo? È semplice. Bersani, vai.
Ogni altra tua mossa diversa dallo sparire mi farà solo pentire di non avere, già da questo giro, votato Grillo. E alla fin fine, non sarà nemmeno un male.
3 dicembre 2012
It's (not) the time to make a change
No, dico a Bersani.
Il difficile viene #Adesso, per dirla con il tuittero Renzi.
Il bello di queste primarie è che non dobbiamo aspettare le politiche per mettere alla prova chi si è guadagnato i nostri voti o la nostra fiducia.
In questi mesi che ci dividono dalle elezioni, quelle vere, Bersani dovrà riguadagnarsi tutti i voti conquistati alle primarie e accaparrarsene di nuovi, e lo farà, se lo farà, dando la stura al cambiamento.
L'ha sbandierato e l'ha cavalcato il cambiamento, bravo ci abbiamo creduto, adesso dimostraci che non ci abbiamo la faccia di velluto.
Il cambiamento preso ad esempio, quello per cui il candidato premier del PD ha scomodato nientepapadimeno che Giovanni XXIII, il cambiamento senza spaventare.
All'Italia ci penserai dopo, non mettiamo le macchie davanti ai giaguari, ma alla nomenclatura del PD, mio caro, ci devi pensare da subito, perché il popolo del PD te lo chiede (dove io = popolo del PD).
Fa' che non dobbiamo assistere più a spettacoli penosi come l'intervista a Rosy Bindi d'ieri sera. Mai più.
Renzi ti ha servito un assist su un vassoio d'argento, non sprecarlo calciando a lato.
Credo davvero che tu abbia il coraggio per partire con il piede giusto, altrimenti hai finito, prima di cominciare.
La battaglia di Renzi pur se a volte caciarona, in certi momenti esasperata, vissuta da alcuni come fine a se stessa, quella battaglia, va combattuta con forza e determinazione anche nel rispetto dell'onda renziana.
Non ci spaventeremo, garantito, e il tuo beato Pantheon sarà salvo.
E comunque non ho nulla contro la Bindi e D'Alema. Altrimenti l'userei.
p.s. Un altro posto parapolitico, vabbè, poi tornerà persino la fuffa.
Il difficile viene #Adesso, per dirla con il tuittero Renzi.
Il bello di queste primarie è che non dobbiamo aspettare le politiche per mettere alla prova chi si è guadagnato i nostri voti o la nostra fiducia.
In questi mesi che ci dividono dalle elezioni, quelle vere, Bersani dovrà riguadagnarsi tutti i voti conquistati alle primarie e accaparrarsene di nuovi, e lo farà, se lo farà, dando la stura al cambiamento.
L'ha sbandierato e l'ha cavalcato il cambiamento, bravo ci abbiamo creduto, adesso dimostraci che non ci abbiamo la faccia di velluto.
Il cambiamento preso ad esempio, quello per cui il candidato premier del PD ha scomodato nientepapadimeno che Giovanni XXIII, il cambiamento senza spaventare.
All'Italia ci penserai dopo, non mettiamo le macchie davanti ai giaguari, ma alla nomenclatura del PD, mio caro, ci devi pensare da subito, perché il popolo del PD te lo chiede (dove io = popolo del PD).
Fa' che non dobbiamo assistere più a spettacoli penosi come l'intervista a Rosy Bindi d'ieri sera. Mai più.
Renzi ti ha servito un assist su un vassoio d'argento, non sprecarlo calciando a lato.
Credo davvero che tu abbia il coraggio per partire con il piede giusto, altrimenti hai finito, prima di cominciare.
La battaglia di Renzi pur se a volte caciarona, in certi momenti esasperata, vissuta da alcuni come fine a se stessa, quella battaglia, va combattuta con forza e determinazione anche nel rispetto dell'onda renziana.
Non ci spaventeremo, garantito, e il tuo beato Pantheon sarà salvo.
E comunque non ho nulla contro la Bindi e D'Alema. Altrimenti l'userei.
p.s. Un altro posto parapolitico, vabbè, poi tornerà persino la fuffa.
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