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19 novembre 2014

Libri vs ebook in 10 round

PESO
Il kindle (o l'ebook reader che ti pare) è leggero, è fine di spessore, te lo ficchi nella tasca dietro dei jeans, lo porti in borsa, non grava il tuo bagaglio e, qualsiasi cosa tu stia leggendo, è sempre dello stesso peso/dimensione.
Con i libri può capitarti lo smilzo o un bestione tipo Infinite Jest e in quel caso son cavoli, te ne devi uscire attrezzato se vuoi portartelo dietro.
(ebook 1)

ODORE
Il kindle non odora, quindi niente profumo di carta, ed eviterei di comprare le bombolette che lo riproducono, ma neanche odore di muffa, ad esempio.
Confesso che odoravo gli Alan Ford appena presi in edicola, ma era una ragazzata, non ricorderò Libertà perché l'ho letto cartaceo ma per i contenuti.
In ogni caso la materia disponibile, toccata, odorata, sentita fa pendere la bilancia a favore del cartaceo.
(libri 1)

MANEGGEVOLEZZA
Con il kindle impugnato bene (non ho il touch) ti gestisci il cambio pagina con una mano sola, in bus, a letto, in sala d'attesa. Se sei fortunato puoi usare la mano libera per accarezzare un gatto.
Il libro ha dalla sua l'abitudine consolidata, ma generalmente il sorreggerlo e lo scorrerlo generano un impegno maggiore rispetto al digitale.
(ebook 1)

SOTTOLINEATURE / RICERCHE
Quanto a efficacia il kindle è fenomenale, tu sottolinei e lui mette via, alla fine se vuoi ti scodella pure un bel file txt da gestire come credi.
Il libro però è più poetico, riaprire un volume letto anni prima ed andare alla ricerca di parti evidenziate o sottolineate è tenero, ti permette di riscoprire tesori dimentcati. Il libro vissuto, nella mia visione, acquista valore.
Un ebook non è mai vissuto: puoi anche averne sottolineato il 30% del testo, ma lui resta lì asettico e immutabile in un imprecisato luogo/non luogo.
(1-1)

PRIVACY
Il kindle la tutela, nessuno può sbirciare fra le tue dita per vedere che libro stai leggendo.
D'altro canto può capitare che non sai più cosa legge il tuo partner e se dovessi partecipare a una di quelle trasmissioni sulle affinità di coppia, sai tipo quelle che teneva Columbro, la domanda specifica ti metterebbe in difficoltà; diverso è vedere un libro sul comodino per un mese.
(ebook 1)

COSTO (se voglio possedere)
L'ebook è più economico, ma solo in teoria. Intanto non è così economico come dovrebbe, secondo me. Non lo so se è una scelta per tenere in vita la carta ma, facciamo un esempio con un libro che vorrei leggere adesso (Morte di un uomo felice - Giorgio Fontana) il cartaceo viene 12€ e il digitale 10€. Il disagio di non poterlo poi sistemare in libreria vale molto di più dei 2 euro non spesi. Vedrei più adeguato un costo del libro digitale di circa la metà rispetto alla versione su carta.
Il libro di carta lo puoi leggere, ma anche far leggere alla moglie, prestare a un amico o persino regalarlo alla biblioteca. È molto più flessibile in questo senso e in relazione alla rigidità del kindle (mi risulta ancora non utilizzabile la funzione del prestito, invece attiva negli USA da kindle a kindle) diventa persino più economico.
Il discorso con i classici, che puoi trovare a pochi centesimi o gratis, ovviamente non regge e non si fa.
Edit: Anche l'IVA fa la sua parte in questa valutazione, purtroppo, 4% sui libri e 22% sugli ebook.
(libri 1)

COSTO (se voglio solo leggere)
Qualche ebook lo si trova libero da DRM (in realtà poca roba e magari non quella che vorresti leggere, e va bene così), in quel caso spendi zero, se la tua coscienza ti lascia un pertugio sgombro dai sensi di colpa per poter leggere senza rimorsi.
In biblioteca trovi tutto quello che può valere la pena di essere letto, e GRATIS.
(libri 1)

SOTTOBOSCO LETTERARIO
Ormai un ebook non si nega a nessuno.
Con il kindle puoi fruire facilmente di libercoli che nessuna casa editrice avrebbe avuto l'ardire di imprimere su carta.
Con il kindle puoi subire facilmente certi libercoli che nessuna casa editrice avrebbe avuto l'ardire di imprimere su carta.
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FRUIBILITA'
Il possesso del libro in digitale ti consente di portarne avanti la lettura anche su uno smartcoso o su un tablet grazie all'applicazione gratuita che puoi installare. Questo può avere una valenza perché la volta che te lo scordi o non hai previsto che ti si sarebbe aperta una mezz'ora di tempo libero in una serata altrimenti programmata puoi sopperire con un altro dispositivo.
Il libro o ce l'hai dietro o ciccia.
(ebook 1)

FACILITA' DI ACQUISTO
Sono le 22, hai appena terminato un libro e non vedi l'ora di buttarti su un altro. Se leggi digitale puoi avere a disposizione in pochi minuti il nuovo libro senza doverti spostare, al limite, nemmeno dal letto.
Con il cartaceo, devi organizzarti prima. È chiaro che qualcosa in casa c'è sempre, a qualunque ora, però la voglia specifica di un testo può capitare che resti inevasa nel tempo brevissimo.
(ebook 1)

Il match si chiude con un combattuto 6-4 degli ebook sui libri, anche se il risultato va interpretato perché alcuni dei punti messi a segno dai libri sono belli pesanti. Fate voi, io una scelta definitiva non l'ho fatta e penso che la convivenza sia la soluzione ideale.

14 settembre 2014

La Libertà è una rottura di palle

(dendroica cerulea)
Quando c'è da scavare, dentro e attorno alle persone, Jonathan Franzen è il più bravo di tutti.
Con la storia, con la scelta delle parole, con l'uso d'immagini e metafore, con la costruzione narrativa forse, o anche senza forse, altri sono migliori di lui, ma se c'è da scavare non lo batte nessuno.
Scava dentro alla persona e quindi butta tutto nel tritacarne, poi scava la terra attorno e la setaccia col vaglio fine, piglia un granello e te lo lavora finché a te, lettore, non sembrerà un masso, un monte, una cordigliera.
La trama di questo romanzo si può sintetizzare in venti parole ed è di una banalità assoluta, ma nonostante questo, e forse proprio per questo, si tratta di un capolavoro (4,7 carver).
Per quanto mi riguarda, non mi sentivo così rimestato dai tempi di Espiazione.
Ho viaggiato nell'anima dei personaggi in questa settimana in cui il libro è stato il mio più lieto assillo.
Certo, Franzen non s'è ammazzato, e questo lo mette in una scomoda condizione di svantaggio rispetto all'amico DFW, ormai idolo di indiscussa tendenza del lettore cool dell'attuale frangente temporale, condizione che peraltro potrebbe permanere anche a parità di rapporto con l'esistenza (entrambi vivi/entrambi morti suicidi), ma non per questo, a Libertà, è da applicare una manica troppo stretta nella valutazione, non perché l'autore sia ancora colpevolmente vivo, intendo.
Mi sento di dire che, anche alla luce de Le Correzioni - certo non dimenticato e in generale più noto e apprezzato - quello che Franzen tira fuori dalla normalità dei soggetti umani e dalle loro normali vite, è inarrivabile. Almeno per l'universo, peraltro micro, degli autori che ho leggiucchiato io.
L'ho letto cartaceo (e la carta era inodore, ve lo dico), quindi apprezzate il fatto che quanto sotto è stato da me meticolosamente trascritto e non è frutto dell'agevole copincolla dai ritagli del kindle (in effetti i brani più lunghi non li ho messi, leggétevi il libro).

E Walter, insistendo così appassionatamente nel definirla interessante, si rendeva a sua volta interessante agli occhi di Patty.
(questa l'ho messa perché mi ricordava qualcosa)

Morire presto aiuta, se si vuole un grande funerale.

Patty era occupata con i bambini e con i suoi tentativi di persuadere Molly a pronunciare qualche polisillabo.

...il risentimento che si prova quando la nostra band sconosciuta finisce di colpo nelle playlist di tutti...

Proprio come la fondamentale uniformità dei corpi femminili non ne precludeva l'infinita varietà.

Jessica era in fondo alla lista di persone che Joey avrebbe chiamato nel momento del bisogno. Forse, se fosse stato solo al mondo, in una prigione della Corea del Nord, e desideroso di ascoltare una severa ramanzina: forse in quel caso l'avrebbe chiamata.

La libertà è una rottura di palle.

...psicoanalizzando in modo ossessivo i guidatori che non mettevano la freccia (quasi sempre uomini piuttosto giovani, per i quali l'uso dei lampeggiatori doveva costituire un affronto a una mascolinità già seriamente compromessa a giudicare dal gigantismo compensatorio dei loro pick-up e suv)...

- Secondo me quando una persona è sposata bisognerebbe lasciarla in pace, no? Una persona sposata non si tocca. Giusto?
- In teoria sì, ma la vita diventa complicata, con il passare degli anni.

Esiste una specie di felicità nell'infelicità, dopotutto, se si tratta dell'infelicità giusta.



15 agosto 2014

We are the Underworld

Quando ti piglia la malsana voglia di scrivere lèggiti un libro a caso, tipo questo, e vedrai che ti passa subito.
Se il sintomo persiste consultare un medico.
Underworld - Don DeLillo - (trad. Delfina Vezzoli)
Voto: 4,4 Carver
(Il contenuto che segue non è spoiler free, ma quasi)
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È solo un ragazzo che corre, una figura indistinta di ragazzo di strada, ma come la corsa svela alcune chiavi dell’esistenza, come il corridore si spoglia alla coscienza, cosí il ragazzo dalla pelle scura sembra aprirsi al mondo, cosí la scarica di adrenalina di una dozzina di falcate lo rende eloquente.
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– È questo che conta nel baseball. Fare quello che si è sempre fatto prima. È questo il collegamento che si crea. È una lunga trafila. Un uomo porta il figlio alla partita e trent’anni dopo è di questo che parlano, quando il vecchio babbeo sta tirando le cuoia in ospedale.
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...con una strana piega della bocca, la bocca un po’ storta che la faceva sembrare distaccata da quello che diceva.
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Aveva un’aria famosa e speciale, famosa persino ai suoi stessi occhi, famosa anche da sola in cucina a prepararsi un’insalata.
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– Anni fa passavo un sacco di tempo sulla costa del Maine.
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La lasciai parlare. E piú ascoltavo, trovandola sempre meno appetibile, piú volevo infilarmi nelle sue mutandine, per motivi che nessuno al mondo riesce a capire. (...) Ma non dissi neanche una parola. In cuor mio volevo convincerla a passare la notte nella mia stanza, o metà della notte, o un’ora e dieci minuti.
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A volte mi capita di vedere qualcosa di cosí emozionante che so di non dovermi attardare. Guardalo e vai. Se rimani troppo a lungo, esaurisci l’impatto indescrivibile. Amalo, credici e vattene.
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...ed eccola lí, lei, incinta che di piú non si poteva.
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Anche il pane migliore, diceva, se lo tagli fine, non vale niente.
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Ivie entra in cucina e non lo guarda. Ha un modo di non guardarlo che dovrebbe essere studiato dalla scienza. Tanto è brava a farlo, a passare in rassegna tutta la stanza con lo sguardo, riuscendo però a mancare lui, completamente – è una cosa su cui dovrebbero fare ricerche scientifiche a uso militare.
(questa è la mia preferita - ndh)
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Marian pensò che da piccolo doveva avere avuto un coniglio come animale domestico, ma non avrebbe saputo dire perché.
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Le mancavano piú che mai sua madre e suo padre, ed erano morti da nove e sei anni, e adesso erano forze piú potenti, cosí profondamente presenti nella sua vita che capiva perfettamente come mai la gente vedesse i fantasmi e parlasse con i morti.
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Marvin ci vedeva il primo segno del collasso totale del sistema sovietico. Stampato sulla fronte di Gorby. La pianta della Lettonia.
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La donna ha una memoria instabile. Mi distraggo un attimo e lei si mette a parlare d’altro. Questa qui ha un cromosoma speciale per cambiare argomento.
(beh, anche questa!)
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Comprò, per dopo, per sua figlia, le focacce alla cipolla, che erano una cosa da mangiare, ma anche una città, una religione e una guerra.
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E proprio mentre si produceva nella solita routine, recitando le vecchie battute di effetto sicuro, vide quello che gli sarebbe capitato. Clarice avrebbe dovuto noleggiare un letto d’ospedale per l’appartamento, con le sponde alte per impedirgli di cadere. Sarebbero arrivati estranei a lavargli i genitali, emigrati dai paesi del canale televisivo dei viaggi, gente che aveva una sua vita di cui lui non riusciva a immaginare un solo minuto.
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Si strinsero la mano scambiandosi il sorriso ironico di due avversari che non possono massacrarsi di botte solo perché il contesto non lo permette.
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Le era toccato l’italiano senza famiglia, il ragazzo che era arrivato all’improvviso, come un’ombra staccata dal muro.
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Si sentiva se stessa, con Brian, qualunque cosa volesse dire. Sapeva cosa voleva dire. Meno costretta dentro la proiezione di un altro, dentro la sua egocentrica volontà di plasmare la vita.
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Richard abbozzò un sorriso, tentò di buttarla sul ridere. Sentí la stupidità della propria espressione, come se una piega della bocca potesse trasformare il mondo esterno.
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...il sesso è l’unico segreto che si avvicini a uno stato di esaltazione condivisibile, condiviso da due persone, piú o meno senza parole e in parti piú o meno uguali, e questo lo rende potente e misterioso, e soprattutto degno di essere protetto.
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Il sesso è qualcosa che puoi avere. Per alcune persone, per la maggior parte delle persone, è la cosa piú importante che possono avere senza essere nati ricchi o intelligenti e senza dover rubare.
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Era un uomo intelligente, con una faccia che avrebbe potuto essere gradevole se non fosse sembrata senza età, il che sconcertava Marvin, perché in genere si preferisce sapere quanti anni ha la persona con cui si parla.
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Tommy fece un sorriso cosí fugace e impercettibile che avrebbe potuto essere impresso solo su una pellicola sviluppata dalla Nasa.
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Scivolarono leggeri sulla pista, ondeggiarono e accennarono un caschè – non lo fecero veramente, si limitarono a una pausa, a una dichiarazione formale che a quel punto poteva intervenire qualcosa come un caschè.
(e di questa ne vogliamo parlare?)
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L’unica cosa in vista è un cane di quelli pronti a squagliarsela, un cane che ha preso tanti di quei calci da scambiarli per coccole.
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Un uomo siede al volante. Vede arrivare Manx e tira su il finestrino, un bianco con un’espressione tipo non sono pronto a morire.
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– Nomini sempre persone che non conosco e di cui non ho mai sentito parlare, – disse Miles, – e insisti a nominarle in modo da farmi credere che dovrei sapere chi sono mentre in realtà non ne ho la piú pallida idea.
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– Acey mi ha detto che è andata a una festa e ha chiesto a un uomo, Cosa vogliono veramente gli uomini dalle donne?, e lui le ha risposto, Pompini, e lei gli ha detto, Ma quelli ve li potete fare anche tra di voi.
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...poi gli aerei scomparivano, ma non erano i velivoli a turbarlo ed emozionarlo, bensí la scia e l’onda sonora che si lasciavano dietro, e l’eco che rimbalzava dalle montagne, come se stessero facendo saltare una cucitura del mondo.
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Miles conosceva Ejzenštejn a menadito. Lo conosceva piú di quanto non fosse umanamente salutare.
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Avrebbe voluto che lei si sentisse responsabile, e colpevole, per averlo indotto a cambiare vita. Gli avrebbe dato un bel vantaggio negli anni a venire.
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Era la fine del mondo in tripla copia.
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Ti porti a casa Raytheon e la convinci che il mondo intero sta per saltare in aria e, neanche a dirlo, la cosa funziona, tanto che nel giro di pochi minuti è lí nuda nel tuo soggiorno, tutta ovali e linee curve, come il metodo calligrafico Palmer, e talmente bionda che potrebbe essere radioattiva.
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Bronzini si avvicinò a George e gli si piazzò accanto, e i due uomini rimasero lí senza parlare per un lungo momento, uniti da una strana solidarietà, come quella che potrebbero condividere due estranei guardando una casa bruciare.
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È incredibile come i bambini si adattino alle superfici disponibili, usando marciapiedi, gradini e tombini. E come sappiano valersi di un mondo butterato per effettuare una delicata inversione, inventando qualcosa di armonioso e intelligente e governato da regole, per poi passare il resto della vita cercando di ripetere il processo.
(eh, vabbè...)
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Quando non riesci proprio a immaginare di farcela a superare il segno a matita tracciato da tua madre sul muro della cucina per marcare la tua crescita.
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24 gennaio 2014

Breaking Bad

Prima parte [SPOILER FREE]

Non sono un cultore delle serie in genere, specialmente di quelle (come questa) che sviluppano una trama unica attraverso più episodi e più anni; preferisco ciucciarmi un episodio al volo, quando capita, dove c’è un senso finito anche singolarmente.
Qui no, te le devi guardare tutte e devi cominciare dal primo anno.
Anche se la declinazione del verbo dovere nella frase precedente è impropria, è più corretto dire ti devi guardare il primo episodio e poi ti vuoi guardare tutti gli altri.
Perché funziona così, è una serie PCD (*) e quando finisce, perché con la quinta stagione finisce, ti lascia inebetito davanti allo schermo in attesa di qualcosa che non sarà più.
L’unica altra volta che ho provato una sensazione simile è stato quando hanno chiuso Happy Days, ecco lì volevo davvero promuovere una sorta di sciopero o di marcia di protesta, non ricordo, ma non mi riuscì nemmeno di mettere insieme quattro amici per un comitato promotore ristretto.
Già con Friends mi sono fatto una ragione più alla svelta.
Il consiglio veniva da figlio grande e, considerando la musica alla quale ha cercato di introdurmi negli anni scorsi, poteva andare bene ma anche meno, ecco, ma visto che provare non costava niente l’abbiamo fatto.
In fondo avevamo a disposizione i tre elementi necessari: una connessione decente, un divano comodo e una gatta ciascuno da coccolare.
Bon, se siete convinti di portare avanti le vostre esistenze senza nemmeno conoscere Walter White e Jesse Pinkman, fatelo, ma sarebbe un po’ come morire senza aver letto un Diabolik, senza aver fatto un bagno in Sardegna o senza aver mangiato della focaccia di Recco.
Gli elementi nuovi che hanno caratterizzato la mia vita nel 2013 sono questi: Infinite Jest, la corsa, Ruzzle e Breaking Bad.
Degli altri avevo già detto, mancava giusto un accenno ad Heisenberg.
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Seconda Parte - The traffic lights [SPOILER]

  • Il fatto che NON succedono le cose che sembrano scontate, non sempre almeno, e spesso gli accadimenti tradiscono inesorabilmente le preghiere dello spettatore. Alcuni episodi, se fossero stati sottoposti a quelle proiezioni pilota per far decidere il pubblico sullo svolgimento, non sarebbero andati da nessuna parte. Questo è il pregio più grande.
  • La sceneggiatura è disseminata di indizi per farti arrivare a comprendere quello che sarà prima che accada davvero, e quando ci riesci son soddisfazioni.
  • Il montaggio con i flashback e i flashforward che stimolano i tuoi ragionamenti e creano la giusta attesa.
  • I notevoli e ripetuti cul-de-sac narrativi in cui pare andare ad infilarsi la storia salvo poi uscirne con idee straordinarie e sempre (quasi) credibili.
  • La gestione dei personaggi minori, sempre curata e infarcita di piccoli e succosi particolari.
  • La tensione forte di taluni passaggi, su tutti Hank e Walter in garage.
  • La fotografia mirabile nelle scene per così dire desertiche.
  • La sapiente contrapposizione di brani musicali allegri a fare da sottofondo alle scene più cruente.

  • Un paio di illuminazioni che colpiscono il Jesse pensiero, la prima a favore di Walter e la seconda contro, che prorompono da una fiammella troppo flebile per scatenarle davvero.
  • Alcune scene di violenza inaudita e assurda, tarantiniana per intendersi, che sono un po' fuori contesto rispetto alla realità che la serie sembra voglia perseguire specialmete nelle prime stagioni.
  • Un paio di episodi noiosi, ma giusto 2 su 62.
  • Gli interventi di chirurgia plastica a cui si è sottoposta l'attrice Anna Gunn (Skyler, moglie di Walter) tra la 2a e 3a serie. Mi hanno infastidito, fossi stato il produttore non glieli avrei permessi, oltretutto in alcuni flashback, girati dopo, la sua faccia nuova stride come gesso sulla lavagna.

(*) Può Causare Dipendenza

p.s. si prega di segnalare i commenti quando sono [SPOILER]

26 dicembre 2013

Vita di David Foster Wallace

Sapete come funziona col Kindle, no? Evidenziate le righe che vi attizzano mentre leggete un testo e poi ve le ritrovate ne I miei ritagli. Ecco, queste suppergiù sono le mie per quanto riguarda Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi (3,3 carver) il libro di D. T. Max (Einaudi - trad. Alessandro Mari) anche se il lavoro poi l’ho fatto a mano, ché l'avevo cartaceo.
Non se ne deduce il contesto, non sono legate l’una all’altra, non sono filtrate e non hanno probabilmente neppure un senso, se non il mio.
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La sua famiglia era nativa del Maine.

Proveniva da una famiglia di talenti in cui regnava l’amore, non tanto diversa dai Glass di Salinger.

Il torace mi sussulta come una centrifuga in azione con delle scarpe dentro.

Costello rammenta una lettera in cui l’amico gli annunciava di voler scrivere un romanzo da leggersi “anche tra mille anni”.

Avrebbe poi dichiarato che la narrativa gli impegnava il novantasette per cento del cervello, mentre la filosofia solo il cinquanta.

Per di più rimuginava ancora sul venerabile consiglio letterario ricevuta da Lelchuk: “Non dire, metti in scena”.

L’incipit del Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein era uno dei due migliori incipit della letteratura occidentale: Il mondo è tutto ciò che accade. L’altro incipit che Wallace considerava d’ineguagliabile bellezza era quello de La Scialuppa di Stephen Crane: Non c’era uomo che conoscesse il colore del cielo.

Il tono piatto ma evocativo dei dialoghi (in La scopa del sistema) proviene da DeLillo, di cui Wallace aveva letto alcuni romanzi durante la stesura

Quando Wallace diede il romanzo a McLagan, l’amico lesse alcune pagine e glielo restistuì: non aveva tempo da sprecare con gli epigoni.

Nel corso degli anni Wallace sarebbe arrivato a disconoscere il romanzo parlando di un’opera scritta da un quattordicenne cervellone.

S’infatuò d’un musicista che stava componendo un brano servendosi del diabulus in musica – il tritono, la quarta aumentata che la chiesa aveva giudicato tanto ammaliante da metterla al bando.

Wallace definì lo stile dei minimalisti come “realismo catatonico anche detto ultraminimalismo anche detto Carver malriuscito”.

A questo punto ho ambizioni modeste che principalmente ruotano attorno al restare in vita.

Wallace si sottopose a sei sedute di elettroshock.

Di Lester Bangs Wallace apprezzava la prosa tripudiante perché, con ogni probabilità, si avvicinava più di ogni altro scritto al suo modo di parlare. L’espressione di Bangs “un’erezione del cuore” divenne una delle sue preferite.

Pochi mesi dopo il suo arrivo, Wallace aveva già abbozzato una scena basata su Big Craig, uno dei residenti più intriganti della Granada House. Big Craig – Don Gately nel romanzo.

Se le parole sono tutto ciò che abbiamo, sono dio e il mondo, allora dobbiamo trattarle con attenzione e rigore: dobbiamo venerarle.

A Syracuse [...] Franzen e Wallace passarono in automobile per la strada in cui Raymond Carver aveva abitato durante gli anni Ottanta quando lavorava all’Università; il prezzo della casa in cui aveva dimorato era stato maggiorato di diecimila dollari per via della sua fama.

Wallace annotò “Scrittura Successo Fama Sesso” Il suo proposito era di diventare un individuo per cui il desiderio delle ultime tre non motivasse la prima.

E David sentiva la mancanza di Mary Karr [...] tuttavia l’aveva portata con sé, trasformandola in un personaggio del romanzo. Joelle Van Dyne, conosciuta anche col nome di Madame Psychosis.

Wallace ricordò a Pietsch che la trama del libro che aveva comprato “si era sempre avvicinata di più a un arco, che a una linea destinata a trovare conclusione”.

Un’idea per accorciare il libro senza doverlo accorciare più del possibile: note.

Pietsch: Le conversazioni tra Marathe e Steeply sulla montagna sono la parte del romanzo che ho in assoluto meno voglia di rileggere.

Le risposte esistevano, insisteva Wallace con il suo editor, ma erano al di là dell’ultima pagina; Infinite Jest doveva proseguire nella mente dei lettori, ovvero si trattava di una narrativa pensata per descrivere la traiettoria di un ampio arco, non un triangolo di Freytag.

I parallelismi tra la vicenda biografica di Dostoevskij e la propria catturavano la sua attenzione, così come già avevano fatto al tempo della permanenza presso la Granada House.

Raccontò all’amica Debra Spark di essere caduto “nell’ottavo girone dell’inferno: i-correttori-di-bozze-dei-correttori-di-bozze”.

Leggere Infinite Jest avrebbe voluto dire accettare una sfida.

A un certo punto alcune linee parallele dovrebbero cominciare a convergere in modo che il lettore possa proiettare una “fine” al di là della struttura fisica del libro. Se nel vostro caso non si è realizzata nessuna convergenza del genere, allora vuol dire che con voi il libro ha fallito.

Penso che la mia scrittura sia migliorata, ma scrivere è meno Divertente di quanto non fosse.

Dedicò molto tempo alle lettere pur di procrastinare, e l’argomento di molte fu il suo procrastinare.

Rievocò Faulkner, secondo cui scrivere un romanzo era come erigere un pollaio durante un uragano.

Aveva l’abitudine di ripetere alle sue classi d’allievi che un romanziere è tenuto a conoscere il suo soggetto abbastanza bene da ingannare il suo vicino di posto a bordo di un aeroplano.

Il quotidiano satirico “Onion” nel 2003 pubblicò un pezzo intitolato: Fidanzata abbandona lettera di rottura di David Foster Wallace a pagina 20.

Aveva fatto tirare una riga sul nome “Mary” del suo tatuaggio ormai sbiadito, e aveva aggiunto un asterisco sotto il cuore; più sotto aveva collocato un secondo asterisco e il nome “Karen”, trasformando il proprio braccio in una nota a piè di pagina in carne e ossa.

Chad Hardbach (editor della rivista letteraria n+1): “L’opera del ’96 di David Foster Wallace è ormai assurta al ruolo di romanzo americano fondamentale degli ultimi trent’anni, la stella di prima grandezza attorno a cui orbitano lavori di minore importanza”. Infinite Jest era diventato Il Giovane Holden di una generazione che aveva letto Il Giovane Holden sui banchi di scuola.

In Infinite Jest, quando uno dei personaggi muore, si ritrova “catapultato verso casa oltre […] le palizzate di vetro della Convessità a una velocità disperata, sale verso nord e grida un richiamo alle armi chiaro e cristallino e quasi matericamente allarmato in tutte le lingue conosciute del mondo.
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p.s. e mica lo sapevo cos’era un epigono.

29 novembre 2013

Verso l'Infinite Jest e oltre

Infinite Jest è come una Ipsilon 10: piace alla gente che piace.
Cioè non è che piace alla gente fisicamente bella, no, oddìo può essere pure che la Scarlett lo adori, ma no, Infinite Jest piace alla gente bella intellettualmente.
Per questo principale motivo avrei voluto che mi piacesse, avrei desiderato innamorarmi di Infinite Jest, più di quanto desiderassi respirare (come direbbe Michael Pietsch, l'editor del romanzo).
Però no, non è successo e non è per snobismo o per bastiancontarietà, è andata così.
Conosco una persona che lo sto leggendo per la quinta volta, ne conosco un'altra che l'ho letto in un mese, e un'altra ancora che non si può prescindere dalla sua lettura, e poi quello che c'è l'anno di Infinite Jest, ma conosco più persone che non ce l'ho fatta o l'ho mollato a pagina 100, anch'io ero tra questi del resto.
Poi mi ci son messo di buzzo, e l'ho portato a termine più come punto d'impegno che con passione e, confesso, dei tre plot narrativi primari che s'intrecciano nella trama uno proprio non mi era agevole.
C'ho messo sei mesi, se proprio volete saperlo, e avere coscienza che hanno impiegato meno tempo a tirar su il Corridoio Vasariano non è un aspetto incoraggiante.
È un libro da leggere in un mese per poterlo capire appieno (da capĕre, contenere), dice la saggia uollasiana, ma per leggerlo in un mese avrei dovuto essere allettato (da a letto) con un centinaio di costole rotte perché a forza di mezzorate non si va da nessuna parte.
È innegabile che è scritto in maniera sublime, anche se con stili diversi in conseguenza del fatto che la sua stesura ha attraversato parecchi anni nella pur breve vita del suo autore.
Leggerlo ti fa pensare che tu non dovresti scrivere più nulla nella vita, manco per la lista della spesa ti fa sentire all'altezza.
Però alla fine non è il romanzo che ricorderò come una pietra miliare della mia vita di lettore (non ancora almeno e, sì, il problema è mio, siamo d'accordo) e non è il romanzo che consiglierò a qualcuno di leggere. Chi vorrà dedicarcisi è bene che lo scelga in autonomia e si renda artefice del proprio destino.
Subito a ruota mi son buttato su Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi, biografia di David Foster Wallace curata da D.T. Max, la cui lettura, invece, mi ha preso parecchio.
Sono i retroscena di vita vera, i personaggi reali conosciuti e trasposti nelle sue opere, il contenuto delle lettere agli amici e soprattutto la pazzesca esistenza di Wallace a rendere la biografia un trattato affascinante da cui un uollasiano doc non può prescindere, un'opera da leggere in un mese o magari da leggere cinque volte.
Scherzo, ma non troppo.
E se avete letto anche solo La Scopa del Sistema o La Ragazza dai Capelli Strani ecco che le chicche svelate ripagano il tempo speso per la lettura della biografia. E che io non son proprio uno da biografie.
Per dire, leggere le trenta pagine di Infinite Jest dedicate alla partita ad Eschaton è stata per me un'esperienza allucinante che quasi mi ha condotto all'ennesimo abbandono del tomo, ma sapere che DFW aveva scritto a DeLillo sottoponendogli il pezzo per chiedergli una sorta di autorizzazione e scongiurare eventuali e future accuse di plagio riguardo all'opera End Zone di DeLillo appunto, beh, questo è succulento.

Ma se poi volete leggere qualcosa di davvero interessante sull'opera di David Foster Wallace, foss'in voi, passerei da qui.
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