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13 dicembre 2012

Sognare Sandy Marton, però cattivo

C'era questa creatura infernale dalle sembianze umane che mi cercava con indolenza. Alto e biondo, capello lungo sulle spalle tipo il ragazzone che inneggiava alla gente proveniente da Ibiza, però c'aveva due occhi di colore verde smeraldo innaturale, e fissi nel vuoto.
Fingeva di non essere interessato a me e così mi ero nascosto, ma non troppo bene. Dal mio rifugio spuntavano fuori i piedi che non passavano propriamente inosservati, infatti indossavo dei calzettoni a righe orizzontali bianche e blu in stile Sampdoria di qualche stagione fa.
Succede che il satanasso dagli occhi verdi mi vede e mi costringe a venire allo scoperto, e qui ci apprestiamo a combattere io e lui, che adesso non è più lui ma una specie di hobbit alto quanto Brunetta e dalla faccia pelosona. E però è ancora lui nella mia mente, insomma avete capito la dinamica, quella che comanda i sogni di parecchi immagino.
Fatto sta che mi alzo quasi in volo, giro su me stesso e lo colpisco in piena testa con un calcio rotante degno del miglior Chuck Norris. Qui mi accorgo che i miei guai sono appena all'inizio perché il mio piede - maronna com'ero agile! - nonostante la perfetta mira passa dall'altra parte andando a vuoto e attraversando lo spirito innaturale del demone Sandy hobbittizzato.
Va così che dolcemetà si sveglia preoccupata per il calcione che a lei, materiale com'è l'aveva colpita eccome, e dà una scrollata pure a me, liberandomi dall'incubo.
Son rimasto lì, accucciato sotto al piumone nell'infantile tentativo di resistere a Morfeo e non riprendere il filo onirico interrotto.
È la seconda volta in pochi mesi che mollo un calcio rotante in preda a incubi notturni. Non so se devo preoccuparmi, so solo che quando mi sveglio davvero mi vengono in mente i facts di Chuck e, allora, posso sorridere.
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Chuck Norris ha cambiato il mondo presentando semplicemente lo scontrino.

Chuck Norris ha comprato la borsa di Wall Street da un senegalese sotto casa.

Chuck Norris ha fatto incontrare due rette parallele: ora sono felicemente sposate e con due figli.
 
Chuck Norris ha Magneto degli X-Men attaccato al frigo.
  
Chuck Norris ha risolto il mistero del Triangolo delle Bermuda col Teorema di Pitagora.
  
Chuck Norris ha trovato Atlantide su Google Maps.
  
Chuck Norris ha usato la Cosa dei Fantastici Quattro per ripiastrellarsi il bagno.
  
Chuck Norris non ha l'altra guancia.
  
Chuck Norris può distrarre coccolino concentrato.
  
Durante una partita al Gioco dei Mimi, per far indovinare "Hitler" alla sua squadra, Chuck Norris ha invaso la Polonia.
  
Durante un recente volo da Dallas a New-York, Chuck Norris è riuscito eroicamente a liberare il carrello bloccato semplicemente utilizzando 2 euro.
     
Tempo fa Chuck Norris diede un calcio rotante così forte a Cassius Clay che gli fece cambiare nome e religione.

Un giorno Chuck Norris ha cliccato su "Crea un nuovo gruppo" in facebook: sono nati i Coldplay.

17 gennaio 2012

E che Cassius!

Prima fu la Luna, e poi fu Ali-Frazier.
Mi riferisco all'Attesa , con la A maiuscola, quella che precede gli eventi che fanno la storia.
L'Attesa che s'intrufola nei discorsi. Di tutti. L'Attesa che si respira fin giù nei polmoni e che canalizza i pensieri. Di tutti.
Zompettavamo verso la scuola e si affrontava l'unico argomento possibile, io e Aletto.
- Stanotte il mi' babbo si alza.
- Anche il mio. Ma a che ora è di preciso?
- Alle 4.
- E ti chiama?
- Certo che mi chiama. E il tuo?
- Anche il mio mi chiama.
L'avrei costretto, pensai, l'avrei implorato e lui non avrebbe potuto esimersi dal tirarmi giù dal letto. Sì, avrebbe fatto delle storie per la scuola, ma che cavolo, non succedeva tutti i giorni!
Ore 4 a.m. io e mio padre, quattro occhi sbottonati, a puntare i due colossi pigliarsi a pugni dentro allo storico Radio Allocchio Bacchini da 26 pollici, in rigoroso bianco e nero. Così sarebbe andata.
- Cassius Clay è fortissimo.
- Sì, fortissimo.
Anche su questo non avevamo dubbi, io e Aletto: era il nostro eroe.
Nel 1971 la boxe era un signor sport, una passione capace di coinvolgere un'intera nazione, una roba popolare. Menarsi andava ancora di gran moda. C'era il calcio, quello sempre, poi c'erano il ciclismo e la boxe, fine. Gli altri sport erano per fighette. Potevi anche provare a parlargli di Thoeni e di Meneghin ai nostri vecchi, magari conoscevano i nomi, ma se la tivù avesse trasmesso uno slalom notturno da Sapporo, manco il babbo di Gustavo Thoeni si sarebbe svegliato a buttarci un occhio.
Ali-Frazier è stato definito il combattimento del secolo ed era una cosa sulla quale avremmo potuto scommettere già quella mattina. Io e Aletto.
Poi, negli anni, la boxe è morta. Così, senza un granché avvisare, prima frazionando le categorie di peso in decine di sigle di federazioni e di campioni e poi non so bene com'è andata. Forse è solo passata di moda, forse ha ceduto ai detrattori che l'additavano come stimolo di violenza, forse altro.
Fatto sta che non lo so chi è il campione dei massimi, adesso, se non vado a leggerlo da qualche parte sul web. E non lo farò perché mica mi frega. E la macchietta del povero Mike Tyson che si esibisce, come il peggior delfino di Rimini, in Notte da Leoni (1 e 2) rivaluta fino al culto assoluto la notte in cui Frazier sconfisse Ali e anche l'Attesa che precedette il match.
No, non vinse Cassius Clay/Muhammad Ali: la storia non aveva previsto un finale hollywoodiano.
E mio padre non mi chiamò quella notte, o forse sì, lui sosteneva che io, in preda al sonno, mi fossi rifiutato di alzarmi. Niente di più facile.
Mi resta il sapore forte di quell'Attesa.
Auguri campione.
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