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10 dicembre 2012

Delle virgolette fatte con le dita

Non c'è riunione alla quale partecipi da un paio d'anni a questa parte in cui il relatore non citi una frase, una parola, una locuzione virgolettandola a dovere con l'arcinoto gesto di doppio piegamento di dito indice e medio di entrambe le mani.
Spesso a sproposito, senza alcuna correlazione sintattica a motivare la mimica enfatizzante. Spesso abusando di un gesto volatile che non avrebbe tale frequenza se il testo fosse scritto invece che recitato. Spesso credendosi stevejobs.
Pare che se non le usi 'ste virgolette digitali (da dito) non sei nessuno.
Devo dirlo, è una cazzata. Anzi, è proprio passato di moda, siete out con quei ditini flessi ai lati del vostro faccione.
Forse un tempo, nel Pleistocene magari, è stato fico andare in giro a vantarsi: Ehi, Grunf, oggi ho acceso (virgolette con le dita) il fuoco. Ma dopo no, la pratica s'è talmente diffusa che ha incarnato il dozzinale e il prevedibile.
Pure la badante boliviana di mia mamma si pavoneggiava non poco con l'entre comillas, in quello che a me appariva soltanto come un allarmante segno di degrado dei tempi.
Sembra che senza il corsivo, le virgolette, le sottolineature o le parentesi (io son malato di parentisi) non siamo più in grado nemmeno di scrivere, non completiamo l'opera rendendoci ridicoli nel (virgolette con le dita) parlare.
La semplicità è il marchio di chi è forte, di chi non deve ricorrere a mezzucci o a trucchi da quattro soldi e quelle virgolette mimate a chi vi ascolta ricordano tanto le opinabili colorazioni degli scarpini dei calciatori moderni laddove, spesso, si tenta di supplire alla carenza di classe con un accessorio da fighetto.

10 settembre 2012

Censura musicale

Io, come ho già ampiamente ammesso, sono l'ultimo che può mettersi a discettare di buona musica. Io che sono andato a vedere Camerini dal vivo, io che sono stato un sorcino, io che ho finito Solo tu dei Matia Bazar a furia di passarlo nel giradischi. Epperò, dopo due giorni da confinato in giardino con la radio accesa, fatemi dire la mia sulla cattiva musica o, almeno, sui testi discutibili.
Ecco, una canzone che recita:

Scriverò una canzone solo per te
e poi la canterò per farti sorridere
e cercherò (cercherò)
parole bellissime
che non saranno mai
belle come te
belle come te
belle come te
belle come te


andrebbe censurata, ma proprio di netto, perché, come minimo, ti fa cariare i denti. E i loro autori andrebbero rinchiusi in una stanza dove viene trasmessa a ciclo continuo Pulcino pio.
E voglio pure spezzare una lancia a favore del famigerato pulcino (anche se questo non autorizza nessuno a canticchiarla in pubblico) che è un tormentone, stupido quanto vuoi, ma nient'altro vuole essere che un tormentone (stupido?).
Ma questi Gemelli diseguali non son proprio gli ultimi venuti. Hanno una parvenza di ambiziosa serietà. E allora censura.
O almeno che mi paghino il dentista.

p.s. questa invece me la sparerei direttamente in vena.
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