Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cane. Mostra tutti i post
7 giugno 2017
Scordatevi il sesso in questa storia
Lui ha una moglie, dei figli e amici che se ne vanno via dopo una cena. Porta fuori il cane. Tutte le sere fa lo stesso giro e passa davanti alla casa con giardino di lei.
Lei è lì che si fuma una sigaretta o che rinvasa la terra di un geranio rovesciato dal vento. In casa mariti e figli forse dormienti o chissà mai sepolti in un divano.
E si vedono, lui e lei, e si salutano perché sono gli unici due coglioni fuori a quell'ora.
È freddo, è caldo, c'è la partita in tivù, o Sanremo, ci son state le elezioni o un attentato al Papa, loro sono lì.
Si salutano. Non si parlano quasi mai.
Lui va di fretta e lei in cuor suo prega perché non si fermi.
Lei non si cura, dopotutto sono dieci anni di sigarette prima di andare a letto, dieci anni in cui non ha visto un'anima costeggiare la recinzione. Prima che comparisse lui, il signore col cane da pisciare.
Lei indossa una tuta sformata sopra a un reggiseno che non c'è, capelli tirati indietro in una coda fatta di fretta prima di cucinare.
Forse è già tutto scritto.
Il momento in cui lei si lascerà indosso i vestiti dell'ufficio, il momento in cui si passerà un filo di matita nera e quello in cui si scioglierà i capelli.
Poi sarà lui a chiederle una di quelle sigarette fuori moda o magari lei ad uscire fuori, nella stradella, solo per accarezzare il cane.
19 aprile 2017
Lo zen e l’arte di portare fuori il cane
Non avrei mai creduto, eppure funziona.
Intanto tuo figlio, quello che non parla mai, quello che ancora si lega le scarpe ficcandosi i lacci dentro ai calzini, quello che si nutre in stile Mowgli, quello che te le leva dalle mani, lui, incredibilmente si fa loquace nel tempo della passeggiata con il canide. E allora diventa un'occasione preziosa per aprire una fessura da cui spiare nella sua altrimenti imperscrutabile vita.
E poi niente, è un'uscita di sicurezza portare fuori il cane.
Era uno splendido fumetto, Uscita di Sicurezza, di Trillo e Altuna, lo dico per i residuali amanti di Lanciostory (titolo originale: Las puertitas del Sr. Lopez).
Quando proprio non ce la fai più, in quei giorni stipati di pannoloni e medicamenti, di voci alzate e di manate trattenute, in quei giorni di rospi ingoiati e di bon per la pace, in quei giorni di rumori molesti e di deprimenti tran tran, ecco, lì puoi sempre portare fuori il cane.
E, come d'incanto, quello che da un'analisi prematura e sommaria poteva sembrarti un pesante fardello, ecco che si trasforma in quel poco di zucchero capace di farti andar giù l'amara pillola.
Devi solo pigliare collare e guinzaglio, imboccare l'uscita di sicurezza e buttarti a passeggiare pallido e assorto.
E la lancetta che era salita sul rosso, fino quasi a toccare schizofrenia, scende piano piano verso nervosismo, poi giù a indicare leggera ansia, ancora verso serenità e infine eccola che crolla sullo zero psichico dell'essere zen.
A quel punto puoi anche tornare a casa che il cane di certo ha già fatto le robe sue.
Intanto tuo figlio, quello che non parla mai, quello che ancora si lega le scarpe ficcandosi i lacci dentro ai calzini, quello che si nutre in stile Mowgli, quello che te le leva dalle mani, lui, incredibilmente si fa loquace nel tempo della passeggiata con il canide. E allora diventa un'occasione preziosa per aprire una fessura da cui spiare nella sua altrimenti imperscrutabile vita.
E poi niente, è un'uscita di sicurezza portare fuori il cane.
Era uno splendido fumetto, Uscita di Sicurezza, di Trillo e Altuna, lo dico per i residuali amanti di Lanciostory (titolo originale: Las puertitas del Sr. Lopez).
Quando proprio non ce la fai più, in quei giorni stipati di pannoloni e medicamenti, di voci alzate e di manate trattenute, in quei giorni di rospi ingoiati e di bon per la pace, in quei giorni di rumori molesti e di deprimenti tran tran, ecco, lì puoi sempre portare fuori il cane.
E, come d'incanto, quello che da un'analisi prematura e sommaria poteva sembrarti un pesante fardello, ecco che si trasforma in quel poco di zucchero capace di farti andar giù l'amara pillola.
Devi solo pigliare collare e guinzaglio, imboccare l'uscita di sicurezza e buttarti a passeggiare pallido e assorto.
E la lancetta che era salita sul rosso, fino quasi a toccare schizofrenia, scende piano piano verso nervosismo, poi giù a indicare leggera ansia, ancora verso serenità e infine eccola che crolla sullo zero psichico dell'essere zen.
A quel punto puoi anche tornare a casa che il cane di certo ha già fatto le robe sue.
Iscriviti a:
Post (Atom)

