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27 luglio 2017

Francesi siete addietro


Addietro come la martinicca, direbbe i' mi' nonno.
Ho lasciato le vostre autostrade - la A8 Mentone / Aix en Provence, nello specifico - 30 anni fa, ma le ritrovo nello stesso identico stato: pietoso. Ma mica l'asfalto.
Possibile che in tutto questo tempo, nei 30 anni che hanno più inciso sul progresso tecnologico del mondo, siate rimasti ad un sistema di riscossione tributi che ricorda gli antichi dazi?
Possibile che se faccio 100 km di autostrada devo trovare 4 o 5 barriere da superare, quando pagando, quando pigliando il ticket, quando pagando senza ticket, quando non si sa bene cosa.
Cos'è, dobbiamo pagare il pedaggio autostradale direttamente ad ogni contea che attraversiamo?
Non siete in grado di fare un borsone unico e di spartirvi il malloppo la sera?
Ve la faccio io la proporzione, se serve.
Ma un ministro dei trasporti francese, o chi per lui, non sarà mai andato in vacanza a Gallipoli? Entri a Ventimiglia (ticket) esci a Taranto (fine autostrada, pedaggio): un casello ti devi sciroppare. Non ci vuole uno scienziato.
E gli abitanti della zona, cosa sono, votati al sacrificio?
Oltretutto quei caselli, agglomerati di cemento e metallaccio, fanno pure un po' schifo a vedersi.
Francesi, sveglia! Siamo nel terzo millennio ma voi siete rimasti in modalità Moyen-Age.

5 ottobre 2012

Il bambino ciccio in fondo al pullmino

Quando mi tocca porto France alla fermata dello scuolabus.
Eccolo che arriva, ciao ciao, niente bacino in pubblico che lo vedono peccarità.
Sale sopra e, diretto come un fuso e a testa bassa, va a fiondarsi su un sedile dall’altro lato del mezzo.
Non c’è pericolo che mi risaluti da sopra, oltretutto raramente proferisce parola o interagisce con altri esemplari della sua razza prima che siano trascorse un paio d’ore dalla sveglia.
E così saluto la Sarina e Nicco, che sono i figli di una mia amica, che stanno già sopra, che magari non avrebbero neppure tutti questi motivi per essere allegri, ma che hanno un’espressione da vita ti amo che ti fa srotolare il primo passo della giornata nella direzione giusta.
Poi lo scuolabus comincia a sfilarmi piano che ancora sorrido, e qui lo vedo. Se ne sta seduto nell’ultima fila, lato strada, è il bambino ciccio che nessuno di noi vorrebbe essere.
Mi guarda, lo sa che ho salutato dei bambini, probabile che si sia accorto pure che non mi scambiavo i sorrisi con il mio, ha gli occhi attenti. Non implora, non chiede niente, eppure ha scorto uno spiraglio in quella porta dove può infilarci un piede.
Lo guardo anch’io, e poi succede che all’unisono alziamo la mano e ci salutiamo. Senza conoscersi, almeno fino ad allora.
Mi commuovo con poco.
Tornando verso casa sorrido, ho la mia ratatouille a cui pensare: quando, bambino, pedalavo sull'Airone gialla 26 fino al cavalcavia sull’autostrada e lì, aggrappato alla rete, attendevo la macchina giusta, pescata in quel fiume di veicoli sulla Milano-Roma, la macchina con dentro un adulto che puntasse lo sguardo oltre il suo cruscotto e che mi potesse regalare un saluto con la mano. E un sorriso.
I sassi ancora non erano stati inventati.

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edit del 17 ott 2012 - è diventato un piccolo rito adesso, ogni volta ci salutiamo, come due vecchi amici che sono stati a bersi una birra.

22 aprile 2012

Le patate fritte mancano sempre

Un po' me l'aspetto un movimento in controtendenza sulle patate fritte.
Un'ondata snob paragonabile per trasgressione solo a chi, per scelta, non aveva il televisore negli anni ottanta.
Arriveranno quelli che le schiferanno, però, per adesso, risulta ancora che le patate fritte piacciano a tutti. E piacciano parecchio. Difficilmente trovi quello che, sì gli piacciono, ma così così e può farne anche a meno.
Quando al ristorante arrivano i vassoi con le patate fritte, i commensali ti studiano con gli occhi e sono pronti a piantarti una forchettata sulle mani se tanto tanto t'azzardi a tirartene nel piatto più della tua dose deputata, dose facilmente calcolabile con Totale patatine su vassoio fratto aperta tonda commensali fratto vassoi di patatine chiusa tonda uguale.
Trovo necessario che scienziati, dietisti, tuberologi e gianfranchivissani si mettano sotto a studiare l'ultimo dei grandi misteri che la Terra continua gelosamente a custodire, ben oltre il terzo segreto di Fatima, ormai. E cioè: perché le patate fritte mancano sempre.
Ne peli un tot, ne aggiungi due e poi ancora una per stare proprio tranquillo e quando le hai tagliate ne peli altre tre perché non si sa mai. Vai a cena e esse, le indisponenti patate fritte, mancheranno.
La volta dopo ne fai il doppio e loro mancheranno di nuovo.
Sembra che i nostri stomaci si moltiplichino bovinamente per accogliere i quintali di patate fritte che siamo disposti a cucinare.
Il mio primo giorno di lavoro, nell'estate dei sedici anni, ho pompato benzina giù nei serbatoi in una trafficata area di servizio dell'Autostrada del Sole, dalle 14 alle 22 nel turno pomeridiano.
Al rientro a casa i miei mi aspettavano sulla porta del garage orgogliosi, e io ero felice che loro fossero orgogliosi, ma soprattutto che fosse finito il turno. Mentre mi lavavo le mani mi chiesero le mie impressioni, se ero stanco, se era stato facile, se i colleghi mi avevano accolto bene.
Sinceramente non ricordo cosa risposi, ricordo però che quando salimmo in cucina trovai ad attendermi un enorme piatto di patate fritte. Probabilmente prima c'era della pasta, e poi anche della carne, ma io mi ricordo solo di loro, una cupola dorata in un vassoio, da non dover dividere con nessuno.

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(nella foto ansa-pai : Poncharello e Baker in friggitoria)

9 aprile 2012

Quasi novemila lire

Sono smaccatamente a favore dei pagamenti online e di tutte le forme di corresponsione che mi affrancano dal muovermi o da intrupparmi in una coda alla posta, in banca o alla biglietteria dello stadio. Semplicemente perché amo il mio tempo libero, che m'ingegno di non sprecare, e poi anche perché mi fido dei metodi di pagamento digitali, ovvio.

Ho paypal da sempre e lo utilizzo tranquillamente per pagare e per riscuotere e ritengo sacrosanto che le tariffe paypal non vadano ad incidere su chi paga.

Pagare un bollettino alle Poste costa un euro, farlo con carta di credito sul sito delle Poste costa 2, ma è una differenza accettabile, le Poste sostengono dei costi d'incasso e li recuperano. Io poi posso scegliere di munirmi di una postepay e cmq spendere 1 solo euro. E va bene così.

Ho un c/c online da dieci anni e in banca mi hanno visto solo per cambiare delle sterline.

Il Telepass non lo comprendo e lo odio. Odio il fatto che utilizzandolo, io debba pagare il servizio. Tu, Autostrade Spa, dovresti mandarmelo gratis a casa il Telepass, mi dovrebbe arrivare recapitato in un pacco dono da una bella ragazza in bikini e dovresti praticarmi pure delle tariffe scontate, nel caso, perché così ti consento di risparmiare un botto sui costi di personale. Magari ti faccio pure introitare di più, perché chi va in giro, se sa che non trova code al casello, si avvale più volentieri dell'autostrada. Invece, usarlo, mi costa e nemmeno mi dà un premio fedeltà, uno sconto, nulla. Per me potete pure cacciarvelo, il Telepass. Io pago col mio bancomat, non faccio code comunque, perdo dieci secondi ed è un tempo ragionevole.

Ma veniamo all'amarezza che ha scaturito il post e le suddette considerazioni: tutto nasce dal pagamento online dei contributi INPS, per i servigi di una badante.
Passando dal classico bollettino al pagamento online sul sito dell'INPS, un servizio offerto da Banca Intesa Sanpaolo, sono rimasto gelato dall'importo delle commissioni: 4,51 euro (e molti di noi pensano ancora: cazzo, quasi novemila lire!). Per fare cosa? Niente, diciamolo, giusto incanalare un flusso di denaro scrivendo 5 righe di codice in un programma di contabilità.
Trattasi di furto autorizzato! Non sono in grado di entrare nel merito delle responsabilità dell'istituto bancario e/o di quello previdenziale, trovo solo scandaloso che possano applicare una tariffa così esosa laddove, per le agevolazioni amministrative e i minori costi che l'automatismo garantisce, dovrebbero praticare una riduzione.
E t'impegni a fare le cose per benino, ma davvero poi ti viene voglia di pigliare qualcuno a nero.
Quando vado a versare i miei 330 euro trimestrali, sul sito, vorrei essere accolto da un messaggio che mi dicesse: cane, grazie intanto che hai pagato e poi, cane, grazie ancora che hai pagato avvalendoti del servizio online, il mese prossimo ti facciamo uno sconto del 5%, cane, e se poi ci porti un amico che fa l'emersione lo sconto sale al 10%, cane.
Invece nulla, maledetti.
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